Google festeggia l’anniversario della nascita di François Truffaut (6 febbraio 1932 – 21 ottobre 1984) con un doodle google tutto speciale composto di 3 immagini evocative.
Cineblog lo festeggia anche con un sondaggio, vogliamo sapere qual è il vostro film preferito della sua lunga filmografia. Votate!
E se ve li siete persi:
- Speciale Fahrenheit 451
- Le scene cult: Il finale de I quattrocento colpi
- 20 film per capire ed apprezzare la Nouvelle vague

Continua la serie di post che omaggia la nascita della nouvelle vague. Ecco come cavalcare in 20 film “l’onda nuova” del cinema francese (fonte Film TV). L’ordinamento dei titoli è per data di uscita.
1 Piace a troppi (1956) di Roger Vadim
2 Le beau Serge (1957) di Claude Chabrol
3 Pourvu qu’on ait l’Ivresse (1957) di Jean Daniel Pollet
4 Ascensore per il patibolo (1957) di Louis Malle
5 I 400 colpi (1957) di Francois Truffaut
6 Parigi ci appartiene (1958-1960) di Jacques Rivette
7 Hiroshima mon amour (1959) di Alain Resnais
8 Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean Luc Godard
9 Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau
10 Le gattine (1960) di Jacques Doniol-Valcroze
Continua a leggere: I 20 film per capire ed apprezzare la Nouvelle vague
In occasione del cinquantenario della nascita della Nouvelle vague, ho pensato di iniziare a proporre alcune sequenze di film e profili di personaggi che hanno contribuito a cambiare il modo di fare cinema. Iniziamo con la sequenza finale de I quattrocento colpi (1959) di Francois Truffaut, una delle più belle della storia del cinema. Anche grazie a questo film, è stata universalmente scelta questa data come punto d’inizio del movimento della Nouvelle vague (termine già usato per la verità dal 1957).
Fahrenheit 451, (Fahrenheit 451, Gran Bretagna , 1966). Regia di Francois Truffaut. Con Oskar Werner, Julie Christie, Cyril Cusack, Anton Driffing. Drammatico, 112’
Stanotte, Sabato 2 Agosto, Canale 5 ore 02:25
Tratto dal famosissimo ed omonimo romanzo di Ray Bradbury (edito in Italia anche con il titolo Gli anni della fenice), narra di una ipotetica società dispotica del futuro, nella quale i libri sono fuorilegge. Il compito dei pompieri è paradossalmente quello di trovarli e bruciarli tutti. Montag, capo di una centrale operativa di pompieri, scopre la bellezza della lettura e progressivamente cercherà di distruggere il sistema, fuggendo infine dalla società e rifugiandosi in una nuova comunità di uomini…
Ennesima classifica in arrivo, postata da Cinematical, sui 100 migliori film non inglesi della storia del cinema!
15 sono italiani, due sono nella top 10, con un Federico Fellini celebrato con buona parte della propria filmografia.
Primissimo posto per Renoir con La regola del Gioco, capolavoro del 1939, seguito da I sette Samurai di Kurosawa e M, il mostro di Düsseldorf, filmone di Lang del 1931.
Quarto posto per il nostro Federico Fellini con 8 e 1/2 e quinto posto per De Sica con Ladri di Biciclette.
E Poi?
Se siete curiosi, cliccate su continua… e soprattutto… siete daccordo?
Ho scelto i cinque film che meglio rappresentassero il fecondo rapporto tra cinema e biciclette. Non è stato facile e sono sicuro di aver dimenticato qualche titolo, ma a guidarmi è stata la passione per un tema che ho sempre amato sia come cinefilo che come cicloamatore.
La bicicletta può essere sinonimo di sudore, fatica e stanchezza, ma anche di poesia, di critica sociale e può persino diventare un simbolo: del progresso o della nostalgica evocazione del tempo che fu. Insomma non solo un mezzo di locomozione, ma uno splendido veicolo di emozioni e idee.
APPUNTAMENTO A BELLEVILLE di Sylvain Chomet, 2003, Fra
Il film che meglio ha omaggiato il ciclismo e il Tour de France che furono… Spassosissima la sequenza in cui il protagonista Champion è obbligato a pedalare su un macchinario, per simulare una corsa ciclistica organizzata da malviventi che operano nel settore delle scommesse…