
3.454.936 euro in 4 giorni, con 500.458 spettatori paganti e una media per sala di 6.386 euro. Django Unchained di Quentin Tarantino sbanca il botteghino tricolore, come mai accaduto prima con un suo film. Bastardi senza Gloria, uscito nel 2009, raccolse 2.000.490,14 euro in 3 giorni, staccando 305.745 ticket. Per Quentin un successo annunciato, tanto da puntare con forza a quel traguardo, quello dei 10 milioni di euro, al momento mai abbattuto. Proprio i Bastardi, nel 2009, si fermarono infatti ai 9.335.000 euro.
Altra neww entry e altro successo con Ghost Movie. Ben 1.439.045 euro in cassa per la pellicola parodistica (4.813 euro a copia), vista da 205.934 spettatori paganti in 96 ore, mentre tra le novità ha fortemente deluso Frankenweenie. Oltre 200 copie a disposizione per la pellicola Disney e solo 443.429 euro in cassa, con annesso 3D. 59.316 i ticket staccati, per un risultato immeritatamente disastroso, figlio probabilmente dell’enorme ritardo distributivo nel nostro Paese, praticamente tra gli ultimi al mondo a poterlo ammirare. Peggio di noi solo Germania, Norvegia e Svizzera, che dovranno attendere ancora 7 giorni. Ne 2005 La Sposa Cadavere esordì con 1.044.000 euro. Per Tim Burton, solitamente molto amato in Italia, un debutto monster.
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Poco più di 400.000 euro giovedì, e ben 588.453 euro ieri. Totale? 1.010.768 euro in 48 ore. Prosegue la corsa di Django Unchained al box office tricolore, con le giornate di oggi e domani chiamate a far furore. Perché c’è un muro ‘minimo’, quello dei 3 milioni, da abbattere. Un po’ a sorpresa è invece risalito in seconda posizione Quello che so sull’Amore, con 177.316 euro in cassa e un totale arrivato ai 2.685.211 euro, seguito da La Migliore Offerta di Giuseppe Tornatore. In questo caso sono 5.680.023 gli euro incassati fino ad oggi, con il traguardo dei 6 certo di cadere entro domenica sera.
276.149 gli euro in mano a Ghost Movie, uscito in 264 copie, con Cloud Atlas che arriva ai 2.248.867 euro e Frankenweenie ancora zoppicante, tanto da fare immaginare un debutto ‘flop’. Immeritato, e assolutamente inatteso. Volando in America, venerdì da urlo per l’horror Mama, costato solo 15 milioni e riuscito a schiantare la ricca concorrenza con 10 milioni di dollari incassati in 24 ore. Praticamente il ‘Jessica Chastain Show’, visto che l’attrice è anche seconda con Zero Dark Thirty. Frantumati Broken City, solo quarto con meno di 3 milioni, Silver Linings Playbook, ‘diffuso ‘in oltre 2500 copie dopo la release limitata delle scorse settimane ma incapace di andare oltre i 3 milioni, e soprattutto The Last Stand, disastroso con meno di 2 milioni di dollari.
Domani sera, come al solito, pubblicheremo il resoconto del weekend americano, mentre lunedì mattina quello tricolore. Non perdeteci di vista.
66 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, dopo esserne costati 40, e una bruciante sconfitta ai Golden Globe ad opera di Brave, ovvero il film Pixar meno riuscito dell’ultimo decennio (escluso il doppio Cars). Tim Burton sognava probabilmente di uscire trionfante domenica notte, con il suo ultimo capolavoro in stop motion, per poi ritrovarsi con un pungo di mosche in mano. Immeritatamente. Perché Frankenweenie è la summa del suo cinema fatto film, tanto da puntare con forza agli Oscar, dove un premio alla ‘carriera’ nei confronti del regista potrebbe serenamente arrivare. In questo caso con merito.
Nell’attesa, giovedì lo splendido Frankenweenie sbarcherà nelle sale italiane, in 3D, chiudendo così una stagione di plastilina che potremmo definire trionfante, dopo i bellissimi Pirati! Briganti da Strapazzo e soprattutto Paranorman. Per omaggiare nel migliore dei modi la pellicola, da noi già recensita e promossa, ripubblichiamo con piacere il corto originale da cui Frankenweenie è tratto, girato dallo stesso Burton nel 1984.
“Il mio interesse iniziale nei confronti di Frankenweenie era basato sull’idea di un ragazzo che diventa grande e sulla mia passione per gli horror. Ma mi sono ispirato anche al forte legame che ho avuto, quando ero bambino, con il mio cane. Il rapporto con un animale è speciale e genera forti emozioni. I cani non vivono quanto gli esseri umani quindi generalmente siamo costretti ad assistere alla fine di questo rapporto. Questo elemento, oltre alla storia di Frankenstein, mi appassionava, anche perché si lega ad un ricordo personale”.
Queste le parole di Burton, per un titolo, Frankenweenie, che vi attende dopo il saltino con una ricchissima carrellata di curiosità, che spazieranno dalla descrizione dei personaggi alle particolarità tecniche della stop motion. Ancora una volta magica, e per questo meritevole di incoronazione.
Una meraviglia. Chi scrive è rimasto incantato dalla bellezza e dalla delicatezza di Frankenweenie, film cullato per 30 anni da Tim Burton e in odore di Oscar. Nominato dall’Academy, il cartoon della Disney riesce a toccare con mano l’intero Universo burtoniano visto negli ultimi decenni in sala. Quello favolistico di Edward Mani di Forbice, quello in b/n di Ed Wood, quello orrorifico dei titoli il plastilina come La Sposa Cadavere e Nightmare Before Christmas.
Diretto con maestria, emozionante, citazionista, divertente e in grado di commuovere lo spettatore, Frankenweenie vola poi sulle ali di una terza dimensione finalmente ’sensata’, e ancor più esplicitata dalla profondità dei personaggi in stop motion. Da anni ’scomparso’, lo stile del regista torna così a farsi vedere, tanto dall’accontentare fan e critica, finalmente soddisfatta dinanzi ad una delle sue prime creature, nata come corto ed ora diventato lungometraggio.
Meritevole di Oscar, il film, qui da noi recensito in anteprima, ci regala quest’oggi le prime clip nella nostra lingua, da osservare con ammirazione e trasporto dopo il saltino, in attesa dell’uscita, datata 17 gennaio 2013.
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Che Frankenweenie fosse un progetto che viene da lontano era cosa nota. Strenuamente agognato da Tim Burton per anni, finalmente anche noi abbiamo avuto modo di metterci le mani sopra. Ebbene, molti di voi saranno lieti di apprendere che un Burton così non lo si vedeva da tempo, quali che siano le opinioni personali riguardo ai recenti lavori del regista.
Perché questa sua ultima fatica è un proclama appassionato a tante di quelle tematiche che stanno a cuore a Burton, da stare dentro quasi a forza in un unico lungometraggio. Frankenweenie è come una pentola pronta a scoppiare; è un bimbo che gioca coi propri pupazzi; è un adulto che non ha smesso di sognare quel bimbo.
C’è tutto Burton in Frankenweenie. A mettere il sigillo su tale affermazione sono essenzialmente i toni che lo hanno reso celebre, vero marchio di fabbrica di un autore che a questo punto della sua carriera aveva forse bisogno di tornare indietro, là dove tutto ha avuto inizio. Per riuscirci ci sono voluti due personaggi: un cagnolino ed il suo padrone. In quella che, evidentemente, è l’opera più autobiografica del bambino oramai cresciuto, nato a Burbank.
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Il caso Taken nel 2009 ha sconvolto il box office americano. Regista sconosciuto (Pierre Morel), protagonista tutt’altro che divo (Liam Neeson), critica tiepida (58% di recensioni positive su Rotten, voto medio sotto la sufficienza). Eppure fu boom. 24,717,037 dollari all’esordio, addirittura 145 a fine corsa. 3 anni dopo, e con una critica ancor più negativa (19% recensioni positive su Rotten) il rischioso sequel ha battuto ogni più rosea aspettativa. Taken 2 ha infatti sbancato il botteghino a stelle e strisce, incassando ben 50 milioni di dollari in 72 ore (13,657 $ la media per sala). Ci troviamo dinanzi al secondo miglior wekeend d’ottobre della storia dopo i 53 milioni di dollari raccolti 12 mesi fa da Paranormal Activity 3. E senza 3D. Costato solo 45 milioni di dollari, l’action Fox punta ora con forza al traguardo del primo capitolo, che appariva sinceramente irraggiungibile fino a pochi giorni fa.
Scivola così in seconda posizione Hotel Transylvania, calato di un più che accettabile 38% sugli incassi e già arrivato ai 76 milioni. Il muro dei 100 milioni dovrebbe cadere entro il prossimo fine settimana. Terza piazza per una ‘mezza’ new entry, Pitch Perfect. Lanciata in una manciata di copie 7 giorni fa, la commedia Universal ha raccolto poco meno di 15 milioni di dollari in 3 giorni, arrivando ai 21 milioni d’incasso. Ne è costati solo 17. Quinto posto appena per una ‘vera’ novità, particolarmente attesa. Ovvero Frankenweenie. 3000 copie a disposizione per il cartoon in stop motion firmato Tim Burton, costato 40 milioni ma incapace di andare oltre gli 11 milioni e mezzo (con annessi rincari 3D). Meno di Coraline, di Paranorman, di Wallace and Gromit, poco più del deludente (in sala) The Pirates! Band of Misfits, e soprattutto molto meno de La Sposa Cadavere (19,145,480 dollari). Per Burton un esordio amaro, e decisamente al di sotto delle previsioni della vigilia. Vedremo la ‘tenuta’, a partire dal prossimo fine settimana, e soprattutto l’accoglienza estera.
Chi arriva ai 40 milioni di dollari è Looper, dopo esserne costati solo 30, con End of Watch che aggancia i 33 milioni, dopo esserne costati appena 7. Chiusura di chart con il deludente Trouble with the Curve, arrivato ai 30 milioni, e l’horror House at the End of the Street, arrivato ai 27 milioni, dopo esserne costati 10. Sono invece 39 i milioni di dollari raccolti da Nemo 3D, che ‘batte’ Jurassic Park e si avvicina a Shrek 2 nella speciale classifica dei maggiori incassi di sempre (inflazione esclusa), mentre The Master supera i 12 milioni, Perks Of Being Wallflower vola oltre i 3 e The Paperboy debutta con 110,033 dollari, e una media per sala di 10,003 $. 864 le copie a disposizione per il primo, 221 per il secondo, 11 per il terzo. Da segnalare infine l’addio fulmineo alla Top10 di Dredd 3D, disastroso con i suoi 12,675,414 dollari, il flop Fox di Won’t Back Down (Maggie Gyllenhaal, Viola Davis e Holly Hunter protagoniste), con meno di 5 milioni di dollari in cassa dopo 2 weekend (403 dollari l’agghiacciante media per sala), e i ‘fine corsa’ di The Avengers, arrivato ai 623,357,910 dollari casalinghi (1,511,757,910 worldwide) e The Dark Knight Rises, arrivato ai 444,695,205 dollari negli States (1,075,495,205 $ worldwide). Fine settimana ricco anche il prossimo, grazie agli arrivi di Here Comes the Boom, commedia Sony con Kevin James protagonista, dell’horror Sinister, incensato dalla critica, dell’atteso e curioso Seven Psychopaths, e soprattutto di Argo, nuovo film targato Ben Affleck a detta di molti in odore di Oscar. Chi batterà Taken 2?
Agli albori del mese che aspetta Halloween, e spaventi da succhiare come caramelle di zucchero tra denti che battono per lo spavento o le risate, Disney ha pensato bene di preparare qualche dolcetto/scherzetto per la festa dei mostri che non temono l’aldilà e con il tenero bull terrier del giovane Victor, affollano i sei spaventosi poster dedicati a Frankenweenie.
Sei spassose rivisitazioni di classici horror che ingannano l’attesa della favola dark di Tim Burton, con ritorni da oltre-tomba di tenere creaturine come Spanky e il gatto vampiro, ma anche maledizioni da criceto mummia, in giorni da tartaruga e notti da ratto-mannaro.
Due risate aspettando il Frankenweenie in 3D, nelle sale USA il 5 ottobre, al London Film Festival il 10 ottobre, nelle nostre sale buie e poco spaventose il 17 gennaio 2013.

Ancora cartoon. Il box office americano torna ad essere animato grazie ad Hotel Transylvania. Incassi straordinariamente alti per il film Sony, riuscito a raccogliere ben 43 milioni di dollari in 72 ore. Stracciato l’esordio di Piovono Polpette, 3 anni fa partito con 30 milioni di dollari in cassa, per un titolo, costato circa 100 milioni di dollari, che dovrebbe facilmente abbattere il muro dei 124 incassati proprio dal film di Phil Lord/Chris Miller. Seconda piazza per un’altra new entry particolarmente attesa, ovvero Looper. Esaltata dalla stampa americana, la pellicola Tristar ha raccolto circa 21 milioni di dollari in 3 giorni, facendo addirittura meglio in Cina, con circa 25/30 milioni di dollari incassati al debutto. Essendo costato ’solo’ 30 milioni, lo Sci-Fi di Rian Johnson si può già definire un successo. Scivola così in terza posizione End of Watch, arrivato ai 26 milioni di dollari dopo esserne costati solo 7, con Trouble with the Curve quarto a quota 24 milioni e l’horror House at the End of the Street quinto con 22 milioni di dollari. Ma ne è costati solo 10.
Sesta posizione per Pitch Perfect, sboccata commedia Universal lanciata in appena 335 sale. Costato 17 milioni di dollari, in film ne ha incassati poco più di 5, facendo sua la miglior media per sala, pari a 15,522 dollari. Dal prossimo weekend i cinema a disposizione diventeranno 2,800. Aspettiamoci il boom. Doppio 3D in settima ed ottava posizione, con Nemo arrivato ai 37 milioni di dollari e Resident Evil 5 ai 39. Solo il primo capitolo, nel lontano 2000, incassò così poco. Ma a salvare il film di Paul W.S. Anderson arrivano loro, i mercati esteri, con oltre 100 milioni di dollari raccolti in giro per il mondo.
Chiusura di chart con il deludente Won’t Back Down, lanciato dalla Fox in 2,515 sale ma incapace di agguantare persino i 3 milioni di dollari. Un disastro. Continua invece ad incassare The Master, arrivato ad un passo dai 10 milioni di dollari, anche se con ’solo’ 856 copie a disposizione, mentre stupisce The Perks of Being a Wallflower, con oltre 1 milione di dollari incassati in 100 sale, e una media per copia di 11,147 dollari. Flop confermato e clamoroso, infine, per Dredd 3D, già fuori dai migliori 10 (-63.7% sugli incassi) e con appena 11 milioni di dollari in tasca. Ne è costati 50. Fine settimana molto atteso il prossimo, grazie agli arrivi di The Paperboy, in un manciata di sale, del delizioso Butter, lanciato in 75 copie, e del duo ‘forte’ del weekend, ovvero Frankenweenie e Taken 2. Chi vincerà la sfida, con Pitch Perfect terzo incomodo?

Rassegnati ad aspettare fino al 17 gennaio 2013 per vedere Frankenweenie nelle nostre sale, inganniamo l’attesa guardati da Sparky, la tenera ‘creaturina’ resuscitata in stop-motion dalla favola dark di Tim Burton, protagonista di un nuovo poster italiano presentato sulla pagina Facebook del film che trovate dopo il salto.
Dopo aver inaspettatamente perso il suo adorato cane Sparky, il giovane Victor sfrutta il potere della scienza per riportare in vita il suo amico, con qualche variazione. Prova a nascondere la sua creazione cucita-in-casa, ma quando Sparky esce i compagni di scuola di Victor, gli insegnanti e l’intera città scoprono che “tenere al guinzaglio una nuova vita” può essere mostruoso
Lasciandovi alla visione elettrizzante del tenero bull terrier, provvisto di una vivacità che neanche la prematura morte riesce a spegnere, ricordo a chi ha in programma viaggetti all’estero che l’uscita del film in 3D nelle sale USA è fissata al prossimo 5 ottobre, mentre chi passa per il London Film Festival, il 10 ottobre può approfittare dell’anteprima europea.
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Dopo aver inaspettatamente perso il suo adorato cane Sparky, il giovane Victor sfrutta il potere della scienza per riportare in vita il suo amico, con qualche lieve variazione. Prova a nascondere la sua creazione cucita-in-casa, ma quando Sparky esce i compagni di scuola di Victor, gli insegnanti e l’intera città scoprono che “tenere al guinzaglio una nuova vita” può essere mostruoso
Nella favola dark in stop-motion di Tim Burton, i ‘grossi problemi’ risvegliati con la resurrezione di quel cucciolotto rammendato di Sparky non sono certo finiti, e le clip di oggi forniscono un’idea eloquente di quello che resta in agguato nell’ombra e sotto gli occhi.
Destinati a non vedere Frankenweenie nelle nostre sale prima del 18 gennaio 2013, e aspettando altre indiscrezioni, prima dall’uscita in 3D nelle sale USA il prossimo 5 ottobre e dall’anteprima Europea, che inaugura il London Film Festival il 10 ottobre, ci resta sempre il ripasso, che contempla anche due trailer in italiano (1 e 2).
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