Impavidi nonostante la neve, i cinefili presenti a Berlino hanno affollato Pariser Platz per assistere alla proiezione di una versione originale di Metropolis di Fritz Lang, completamente restaurata e con circa 22 minuti di scene inedite, ritrovate di recente. Per l’occasione un grande schermo cinematografico è stato montato sulla Porta di Brandeburgo. Sicuramente molto scenografico e di grande impatto visivo, ma…brrr che freddo!!!
Sul red carpet della Berlinale hanno invece sfilato gli attori di Bollywood Shah Rukh Khan e Kajol Devgan, che in compagnia del regista Karan Johar hanno presenziato alla proiezione di My Name is Khan. I registi Robert Epstein e Jeffrey Friedmann, insieme alla produttrice Elizabeth Redleaf ed all’attore James Franco, hanno invece accompagnato al Festival Howl, pellicola incentrata sulla storia di Allen Ginsberg. Laura ce ne ha parlato qui.
Clliccate su continua per dare un’occhiata alla galleria fotografica…buona visione!
Fonte: Zimbio

Rifacimento del quasi omonimo L’alibi era perfetto, dramma noir diretto da Fritz Lang nel 1956, Un Alibi Perfetto (in originale Beyond A Reasonable Doubt) vede protagonisti Michael Douglas e Jesse Metcalfe, affiancati da Amber Tamblyn, Tony Bentley, Megan Brown e Michael Byrnes, per la regia di Peter Hyams (anche autore dello script).
C.J. Nicholas, giovane e ambizioso giornalista, indaga sul procuratore distrettuale corrotto Martin Hunter, facendosi passare per il maggiore indiziato di omicidio e finendo con l’essere incriminato e rimandato a giudizio dallo stesso procuratore, che ha scoperto l’inganno. Ad accompagnare C.J. in questa folle avventura, c’è il suo collaboratore che seguirà ogni sua singola mossa essendo l’unico in grado di dimostrare la sua totale innocenza. Tra il piano di C.J e le ambizioni del procuratore Hunter si intromette la giovane assistente del procuratore, Ella…
Qui c’è il trailer originale, mentre dopo il salto vi aspettano la locandina italiana e quella spagnola. Quale preferite? La pellicola arriverà sui nostri schermi il prossimo 13 novembre.

La prima puntata del Boudoir del cinefilo lo dedichiamo alle attrici protagoniste delle sequenze più hard della storia del cinema. Naturalmente si sta parlando di cinema “normale” e non di quello pornografico. In questo post dovrete indovinare sia le quattro attrici (dopo il saltino le foto) sia i quattro film che contengono le sequenze bollenti.
Il boudoir del cinefilo vuole essere una sorta di quiz a tema: in questo caso, i quattro film da indovinare contengono a tutti gli effetti una sequenza da film hard girata realmente dalle attrici protagoniste, che non avevano un passato da pornoattrici. Molti sono i film con sequenze audaci ma sicuramente questi quattro film hanno varcato un pò il limite. Un pò come farà Paris Hilton… ma quel filmino hard, a differenza di questi, non è mai stato proiettato su grande schermo!
Nell’immagine di apertura la leggendaria Lya Lys ne L’age d’or (1930) di Bunuel impegnata a fare amicizia con una statua… Anche ne Il vecchio e il nuovo (1929) di Eisenstein c’è una sequenza in cui l’erotismo viene simboleggiato. Altra sequenza particolarmente audace è quella de Il sepolcro indiano (1959) di Fritz Lang, nel quale La danza appassionata di Debra Paget fa “irrigidire” un serpente in primissimo piano…
Ma solo dagli anni sessanta settanta l’erotismo diviene più esplicito: si pensi, per esempio, a L’impero dei sensi di Oshima, ai film di Borowczyk o ai film di John Waters, Andy Warhol e Paul Morrissey. Un trend che ha portato a risultati come Romance di C. Breillat o l’Età inquieta di Bruni Dumont in cui i rapporti sessuali non sono più mimati.
Nella pagina seguente le attrici da riconoscere (e non dimenticate di citare il film con la sequenza hard da loro interpretato) e una brevissima sequenza di I racconti Immorali di Borowczyk.

E’ stata ritrovata in Aprile e sarà mostrata ai giornalisti giovedì, una copia integra del capolavoro di Fritz Lang, Metropolis; si tratterebbe infatti della versione lunga di tre ore e mezza, con il montaggio deciso dallo stesso Fritz Lang che in pochi fino ad ora (e nessuno dei contemporanei) hanno potuto vedere.
Il film è stato ritrovato negli archivi del museo di Buenos Aires dopo che un cinefilo rispondente al nome di Fernando Pena ha implorato il museo di controllare la presenza di quella pellicola per circa una ventina di anni, la perseveranza ha pagato.
Questa versione “estesa” del film era scomparsa velocemente dalla circolazione perchè i distributori dell’epoca (1927) preferirono far circolare una versione più accessibile di un’ora e mezza.
Speriamo di vedere (e di riscoprire) questo capolavoro che tanto ha dato alla storia del cinema al più presto e anche se leggendo in giro non ci è riuscito di capire di che tipo di pellicola si tratta (positivo, negativo, ecc) e in che condizioni di salute stiano le immagini è senza dubbio una bella cosa ritrovare un film che (nella sua interezza) si credeva perduto per sempre.
Fonte: The Associated Press

Bentornati su Cine Contest!
Come potevo non realizzare una puntata sui robots!!!
Passo importantissimo per la definitiva consacrazione del robot è il film Metropolis del tedesco Fritz Lang. Con la sua Robotrix al limite dell’umano.
Come non citare il fatto che un Terminator d’origine austriaca, ex mister universo è diventato governatore della California! Insomma robot, automi, androidi…più o meno buoni, per anni hanno letteralmente invaso il cinema fantascientifico mondiale.
I fans del cinema di fantascienza saranno contenti di sapere che è in libreria il libro ‘Nell’occhio, nel cielo - Teoria e storia del cinema di fantascienza’ di Luca Bandirali ed Enrico Terrone (prefazione di Maurizio Ferraris, edizioni Lindau).
Il libro ripercorre il genere di fantascienza da Il viaggio nella Luna di Georges Méliès ai mondi creati da George Lucas, dalle architetture di Fritz Lang ai replicanti di Ridley Scott, dai mostri invasori degli anni ’50 agli alieni di Steven Spielberg, dalle visioni di Stanley Kubrick fino a quelle di Matrix.
Il saggio di Bandirali e Terrone, docenti ed entrambi critici di «Segnocinema», elabora un inventario del cinema di genere con una filmografia che supera gli 800 titoli e che indaga nel cinema con attenzione, passione e serietà.
Continua a leggere: 'Nell'occhio, nel cielo - Teoria e storia del cinema di fantascienza': il libro
Il disprezzo
Un film di Jean-Luc Godard con Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Fritz Lang.
Genere Drammatico
Francia, 1963
Durata 103 minuti circa
Stasera 20 ottobre su La7 all’ 1:55
Il Disprezzo è un film del ’63, opera di uno dei pionieri della nouvelle vague francese, Jean-Luc Godard, e tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia.
Il protagonista Paul ( Michel Piccoli) è uno scrittore sposato con la bellissima Camille (Brigitte Bardot in pieno splendore). La coppia sembra affiata, innamoratissima.
Tra le scene iniziali del film li vediamo insieme a letto e parlano d’amore.
Paul accetta di sceneggiare, o meglio di correggere, un film sull’Odissea le cui riprese si svolgeranno tra Cinecittà e la splendida Capri.
Il regista del film, poco gradito al produttore, è niente di meno che Fritz Lang che interpreta sé stesso.
Paul si piega alla sceneggiatura di un’Odissea assurda, completamente estranea alla sensibilità culturale europea e comunque lontana dall’idea iniziale di Fritz Lang, in nome di un film più commerciale, gradito al produttore del film, l’americano Prokosch.
Ma questo non è l’unico compromesso di Paul che genera il disprezzo di Camille nei suoi confronti.
Infatti l’uomo fa finta di non accorgersi delle avance che il produttore fa alla moglie che all’inizio tenta inutilmente di scatenare una reazione nel marito.
Continua a leggere: Cineblog consiglia: Il disprezzo di Jean-Luc Godard
Torna Cinestesia, una rassegna di classici del cinema musicati da una colonna sonora moderna eseguita dal vivo durante la proiezione. Vi solletica l’idea? Non potete perderla. Assolutamente. I film saranno sonorizzati dal collettivo bluEsForCE e saranno proiettati a Pavia presso SpazioMusica via Faruffini 5 a Pavia alle ore 22.15.
Ecco il programma:
CINESTESIA, Calendario 2007-08
9 ottobre: Il dottor Mabuse: il grande giocatore – Fritz Lang (1922)
13 novembre: La corazzata Potemkin – Sergei Eisenstein (1925)
11 dicembre: Passione e morte di Giovanna d’Arco – Carl T. Dreyer (1928)
8 gennaio: La febbre dell’oro – Charlie Chaplin (1925)
12 febbraio: Aurora – Friedrich Wilhelm Murnau (1927)
11 marzo: Come vinsi la guerra – Buster Keaton (1926)
8 aprile: L’isola del peccato – Alfred Hitchcock (1929)
13 maggio: Lulù - Il vaso di Pandora - Georg Wilhelm Pabst (1928)
10 giugno: Destino – Fritz Lang (1921)
Insomma, con film così cosa aspettate?!?!?!
Ennesima classifica in arrivo, postata da Cinematical, sui 100 migliori film non inglesi della storia del cinema!
15 sono italiani, due sono nella top 10, con un Federico Fellini celebrato con buona parte della propria filmografia.
Primissimo posto per Renoir con La regola del Gioco, capolavoro del 1939, seguito da I sette Samurai di Kurosawa e M, il mostro di Düsseldorf, filmone di Lang del 1931.
Quarto posto per il nostro Federico Fellini con 8 e 1/2 e quinto posto per De Sica con Ladri di Biciclette.
E Poi?
Se siete curiosi, cliccate su continua… e soprattutto… siete daccordo?
Robots che hanno fatto storia, che hanno cavalcato per anni l’immaginario umano, simboli di paure, simboli del progresso, simboli del futuro umano e umanoide….
METROPOLIS, di Fritz Lang, GER, 1927 ; con Brigitte Helm.
Si farebbe prima a citare i film di fantascienza che non sono stati influenzati da Metropolis o che non ne abbiano reso omaggio.
Il film di Lang, inoltre non può nemmeno essere ridotto a semplice film del genere fantastico, perchè molto forte è anche l’argomentazione socio politica. Ed inoltre il robot Maria interpretato da Brigitte Helm è una delle icone del novecento.
E i cult proseguono dopo il saltino…
Continua a leggere: Cult De Sac, Episode 4: Klaatu Barada Nikto