Robots che hanno fatto storia, che hanno cavalcato per anni l’immaginario umano, simboli di paure, simboli del progresso, simboli del futuro umano e umanoide….
METROPOLIS, di Fritz Lang, GER, 1927 ; con Brigitte Helm.
Si farebbe prima a citare i film di fantascienza che non sono stati influenzati da Metropolis o che non ne abbiano reso omaggio.
Il film di Lang, inoltre non può nemmeno essere ridotto a semplice film del genere fantastico, perchè molto forte è anche l’argomentazione socio politica. Ed inoltre il robot Maria interpretato da Brigitte Helm è una delle icone del novecento.
E i cult proseguono dopo il saltino…
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Ed ecco la rubrica Star Trash e Cult de Sac…
I robot e la loro variante organica, gli androidi, ci hanno da sempre affascinato e conquistato, proponendosi di volta in volta come fedeli servitori o implacabili distruttori. Motivo di grande orgoglio, inoltre, è pensare che questi protagonisti di mille film di fantascienza americana hanno importantissimi progenitori europei: il temine robot deriva dalla parola ceca “rabota” che significa lavoro forzato.
Fu un’idea di uno scrittore ceco, Karel Capek, che nel 1923 scrisse il dramma R.U.R. (Rossum’s Universal Robots) portando in scena i primi esemplari di lavoratori meccanici, evidentemente modellati sull’uomo. Altro passo importantissimo per la definitiva consacrazione del robot è il film Metropolis del tedesco Fritz Lang. La sua Robotrix dava una connotazione potenzialmente molto diversa al tipo di robot che si stava consacrando (ovvero quello del servitore umano che aveva la fisionomia di un “uomo di latta”), perché possedeva una fisionomia ben più marcata, al limite dell’umano e perchè possedeva anche un potere di seduzione che ne magnificava la propria “personalità”.
Ed infine come non citare il fatto che un Terminator d’origine austriaca è diventato governatore della California… Eheheh! E’ proprio il caso di dirlo: Hasta la vista, baby…
Fabio e Michele
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