
Siamo nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in un villaggio protestante della Germania del Nord. Il nastro bianco, la nuova fatica di Michael Haneke, ci narra la storia dei bambini e degli adolescenti di un coro diretto dal maestro del villaggio, e delle loro famiglie: il barone, l’intendente, il pastore, il medico, la levatrice, i contadini. Si verificano strani avvenimenti che prendono un poco alla volta l’aspetto di un rituale punitivo. Cosa si nasconde dietro tutto ciò?
Premiato con la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, Il nastro bianco (in originale Das Weisse Band) è l’atteso ritorno al cinema del maestro Haneke dopo il discusso auto-remake di Funny Games. Il nastro bianco si presenta, con un glaciale e stupendo bianco e nero, come un film “alla Bergman”, ma che sembra richiamare comunque tutto il cinema intellettuale e glaciale (in senso positivo) di Haneke.
Valuteremo il film a partire dal 30 ottobre, data in cui la Lucky Red distribuirà la pellicola nelle nostre sale. Nell’attesa, godiamoci il trailer originale - lo trovate dopo il salto - e una gallery d’immagini.
Il nastro bianco - di Michael Haneke: gallery d’immagini del film Palma d’Oro a Cannes




Michael Haneke torna a dividersi fra Austria e Germania con il suo nuovo film, Il nastro bianco (in originale Das Weiße Band). Dopo i suoi primi lavori, e specialmente dopo Funny Games, vero film spartiacque della sua filmografia, il regista ha lavorato in Francia, il paese che lo ha consacrato definitivamente con film come La pianista e Niente da nascondere. Poi è stato il momento di sbarcare in America per dirigere l’auto-remake Funny Games, con Naomi Watts.
Il 2009 quindi segna per Haneke un ritorno alle origini, con un progetto che ha almeno altri due punti di contatto con la prima parte della sua carriera. Si tratta degli attori protagonisti della vicenda: da una parte troviamo Susanne Lothar, per la quarta volta con il regista ma celebre soprattutto per la sua parte da protagonista nel primo Funny Games, e dall’altra avremmo dovuto trovare Ulrich Mühe, con Haneke per tre volte (Funny Games compreso), ma scomparso purtroppo nel luglio 2007.
Al posto di Ulrich Mühe troveremo quindi Ulrich Tukur, in una storia che è tutta un programma. Siamo in Germania nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in una scuola di campagna dove avvengono strani incidenti. Cavi tesi forse messi apposta per far danni, fienili incendiati, bambini torturati. Che i bambini del villaggio abbiano formato una “società segreta” e siano loro i colpevoli? Grazie alla Lucky Red scopriremo il mistero forse già a maggio, in attesa di sapere magari se il film sarà a Cannes…
Continua a leggere: Il nastro bianco: il nuovo film di Michael Haneke
The Strangers (The Strangers, USA, 2008) di Bryan Bertino; con Liv Tyler, Scott Speedman, Peter Clayton-Luce, Glenn Howerton, Laura Margolis, Gemma Ward, Kip Weeks, Alex Fisher.
Nel recensire The Strangers si è di fronte ad una situazione in realtà non così facile come si potrebbe pensare. Da una parte bisogna tenere conto di tutta una serie di fattori esterni, di cui andremo a parlare. E poi non si può far finta che un prodotto tutto sommato più che decentemente confezionato come questo sia a tutti gli effetti un’opera prima.
Diretto da Bryan Bertino, classe ‘77, The Strangers è un suspenser che parte da un’idea vecchia come il mondo: una coppia di giovani in una casa isolata, di notte, assediati da alcuni sconosciuti assassini. In questo caso si tratta di tre persone dal volto coperto da inquietanti maschere (i fan si possono sbizzarrire a cercare presunte citazioni: l’uomo incappucciato non assomiglia al Jason de L’assassino ti siede accanto, oppure la sua maschera non richiama quella del bimbo di The Orphanage?).
Insomma, chi conosce la materia è avvertito, perché i titoli che gli verranno in mente sono molti, e se si tiene conto solo degli ultimi anni è chiaro come ci si concentri su un paio di film. Scartata l’ipotesi Funny Games che troppi hanno tirato in ballo (il film di Haneke c’entra ben poco, se non per l’eco della storia: ma appunto è solo l’eco lontano), non si può far finta che The Strangers sia clamorosamente simile al francese Them (che, almeno fino al finale, è più riuscito) e al connazionale Vacancy: tutti e tre, tra l’altro, visti i soggetti, non durano neanche una novantina di minuti.
Continua a leggere: The Strangers - di Bryan Bertino: recensione in anteprima
Volete ancora farvi un regalo di Natale? Eccovelo qui, subito pronto. Si tratta del libro La visione negata. Il cinema di Michael Haneke, la prima monografia italiana dedicata al grande e discusso Michael Haneke, scritta dallo scrittore, critico e docente Fabrizio Fogliato, del quale abbiamo parlato tempo fa del libro Saw - Analisi di un successo annunciato.
Che in redazione molti abbiano una certa passione per il regista austro-tedesco, chi ci legge con attenzione un po’ l’avrà capito, anche perché in occasione dell’uscita in sala di Funny Games U.S. abbiamo dedicato un post intero alla filmografia di Haneke. E così siamo contenti di consigliarvi sulla fiducia il libro di Fogliato.
Libro che analizza ovviamente tutti i film di Haneke, dalla “trilogia glaciale” fino allo sbarco in America con l’auto-remake Funny Games U.S., calcolando anche alcuni lavori per la televisione e altri da noi inediti (Die Rebellion, Das Schloß: Ghezzi, ci sei?). Un’analisi da affrontare per capire ancora di più il regista, in attesa del suo nuovo film, Das Weiße Band, che segna il suo ritorno in Austria, e in uscita nel 2009.
Dopo il salto tutti i dati tecnici del volume.
Continua a leggere: La visione negata. Il cinema di Michael Haneke: il libro di Fabrizio Fogliato
La lettrice Camomilla2 ci segnala la classifica dei 13 film horror preferiti da William Friedkin, il regista de L’Esorcista:
1. Psycho di Alfred Hitchock
2. Alien di Ridley Scott
3. Rosemary’s Baby di Roman Polanski
4. I Diabolici di Henri-Georges Clouzot.
5. Onibaba di Kaneto Shindô
6. Profondo Rosso di Dario Argento
7. Suspiria di Dario Argento. Dice Friedkin: “Suspiria e Profondo Rosso sono i due unici film di puro horror in questa lista gli altri film di cui ho fatto il nome sono basati sui valori umani e sulle cose che portano ad essere cattivi, ma questi film semplicemente vogliono spaventarti a morte, e ci riescono. Sono i classifici film splatter/slasher imitati, copiati, rifatti senza crediti. Sono ambientati nel regno della fantasia, ma Argento, uno dei più grandi maestri dell’orrore, ha così talento da riuscire a spaventare chiunque li veda”.
8. Il tagliagole di Claude Chabrol: “Un film francese che ha il più lungo tempo di attesa per una delle scene più spaventose della storia del cinema”.
9. Funny Games di Michael Haneke (versione 1997)
10. Them di David Moreau e Xavier Palud
11. Il pensionante di John Brahm
12. La scala a chioccola di Robert Siodmak
13. Non aprite quella porta di Tobe Hooper
Oggi giochiamo con voi. Scegliete tra questi quello che vi ha fatto più paura…
Continua a leggere: Gioco-sfida tra gli horror preferiti da William Friedkin...

Record, record e ancora record. E’ assolutamente incredibile quello che sta facendo Il Cavaliere Oscuro al botteghino americano. Secondo weekend di programmazione più ricco di sempre, con 75 milioni di dollari, 314 milioni di dollari raccolti in 10 giorni, frantumati i Pirati dei Caraibi, primi fino a ieri con 258 milioni di dollari incassati nello stesso periodo di tempo, a pochi spiccioli da Iron Man come maggior incasso dell’anno, 300 milioni di dollari incassati a tempo di guiness e il muro dei 400 milioni da abbattere il prima possibile, con concrete possibilità di farcela entro i prossimi 10 giorni.
Dietro i numeri impensabili del Cavaliere Oscuro vola alto Fratellastri a 40 anni, autentica sorpresa del weekend. Annunciato da molti analisti fino a poche settimane fa come un possibile flop, il film si porta a casa ben 30 milioni di dollari, sfiorando i 10,000 dollari come media per sala. E’ clamorosamente negativo invece il risultato fatto registrare da X-Files: Voglio Crederci. Come indovinato dall’11% di voi al Fantaboxoffice, il film incassa appena 10 milioni di dollari, con una media per sala di 3000 dollari e un totale che, a questo punto, difficilmente riuscirà a coprire i costi di produzione, pari a 30 milioni di dollari. Il mercato estero e l’homevideo lo salveranno sicuramente, ma difficilmente a questo punto si proseguirà con la saga, praticamente data per scontata…
Ottimo Mamma Mia!, che perde appena il 37% degli incassi, toccando i 62 milioni di dollari, che diventano 150 in tutto il mondo. Arriva clamorosamente ai 60 milioni Viaggio al Centro della terra 3D, ai 206 Hancock, ai 195 Wall-E, che rischia di far meno di Kung Fu Panda, arrivato ai 209 milioni di dollari, ai 66 Hellboy:The Golden Army, crollato nuovamente di un altro 50%, ai 128 Wanted e ai 16 Space Chimps, deludente dopo esserne costati 40. E in Italia? Il Cavaliere Oscuro sarà riuscito nell’impresa di rivitalizzare il boxoffice tricolore? Andiamolo a vedere…

Semplicemente incredibile. L’America è impazzita per Il Cavaliere Oscuro, facendo entrare il film nella storia del cinema. Stracciati i record di Spiderman 3, con il miglior giorno d’apertura, 66 milioni di dollari contro 59, e il miglior weekend d’apertura, con 155 milioni di dollari, per il momento solo ‘previsti’, contro i 151 fatti registrare dall’uomo ragno, come indovinato dal 55% di voi al Fantaboxoffice. Superiore ai 35,000 dollari la media per sala, primo posto storico nella chart di Imdb come Miglior Film di tutti i tempi, e un totale che a questo punto probabilmente supererà i 400 milioni di dollari casalinghi. Domani ve lo recensiremo in anteprima, ma qui si sente aria di Oscar… e per il mondo dei cinecomics sarebbe un’autentica rivoluzione!
2° piazza per Mamma Mia!, che regge benissimo l’onda d’urto di Batman, incassando quasi 28 milioni di dollari, come indovinato dal 16% di voi al Fantaboxoffice, con una media per sala superiore ai 9000 dollari. Un esordio superiore a quello fatto registrare da HairSpray, che chiuse a quota 119. Arriva ai 191 milioni di dollari Hancock, scivolato al 3 posto, mentre resiste, e stupisce, Viaggio al Centro della Terra 3D, arrivato ai 43 milioni di dollari.
Pesantissimo il crollo di Hellboy:The Golden Army, che perde il 70% degli incassi, e arriva a quota 56 milioni, con il traguardo dei 100 a questo punto difficilmente raggiungibile. Arriva ai 182 milioni di dollari Wall-E, ai 123 Wanted, ai 120 Agente Smart, ai 207 Kung Fu Panda, ai 312 Indiana Jones e appena ai 9 Piacere Dave, vero e proprio flop dell’anno. Esordio amaro infine per Space Chimps, che supera di poco i 7 milioni di dollari, con una media per sala inferiore ai 3000 dollari, per quello che è stato un weekend storico per il boxoffice Usa, con ben 250 milioni di dollari incassati. E in Italia invece, quanto avrà incassato Hellboy? Andiamolo a vedere…
Funny Games (Funny Games U.S., USA / Francia / Gran Bretagna / Austria / Germania / Italia, 2007) di Michael Haneke; con Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt, Brady Corbet, Devon Gearhart.
E’ più difficile del previsto scrivere qualcosa su questo Funny Games U.S.. Non tanto perché è un film complesso, teorico, disturbante e difficile, ma per la sua natura di remake. Premessa: il film è bellissimo, comunque, ma perché è bellissimo il film dello stesso Haneke del 1997, quel sconvolgente Funny Games di cui questo è il remake shot-for-shot.
Come ci si deve porre quindi di fronte ad un oggetto del genere? Viene innanzitutto quasi da pensare, in linea teorica, che si ponga perfettamente nel discorso del grande regista austro-tedesco, la cui destabilizzazione dello spettatore (che ha visto l’originale) con Funny Games U.S. raggiunge il culmine. Ma viste le dichiarazioni di Haneke pare che il discorso non regga.
Paragonarlo allo Psycho di Gus Van Sant sembra porti addirittura fuori strada: lì dove il discorso era filologico e di massimo rispetto, con una sottile impronta autoriale e personale, ma soprattutto c’erano due registi ben differenti, oggi ci sono lo stesso regista e un’idea di clonazione ben definita. Cambiano solo gli attori ed, evidentemente, la distribuzione.
Come abbiamo fatto altre volte, cambiamo la nostra immaginetta del Weekend in sala e la dedichiamo ad un film che aspettiamo o che in qualche modo rappresenta un piccolo evento. In questo caso, dopo che se ne parla da mesi e mesi, si tratta dell’uscita di Funny Games, versione americana del cult di Michael Haneke diretto dallo stesso Haneke. Siamo certi che molti di voi si catapulteranno in sala: perché intrigati dalla pubblicità, perché vogliosi di brividi e shock, o comunque perché incuriositi.
I film in uscita questo fine settimana sono solo quattro, ed ognuno ha un suo motivo d’interesse. Sì, anche Che la fine abbia inizio: anche questo un remake, e chissà cosa hanno saputo tirar fuori dall’originale Non entrate in quella casa…
Agente Smart - Casino totale: Maxwell Smart è il miglior analista della Control, agenzia segreta di spionaggio Usa, da sempre desideroso di una promozione, per diventare agente segreto a tutti gli effetti. L’occasione giusta arriva quando la Kaos, temuta organizzazione criminale, attacca il quartier generale della Control. A corto di uomini, il Capo non ha altra scelta che promuovere Maxwell, affiancandolo non al suo idolo, il coraggioso e risoluto Agente 23, ma alla bella e letale Agente 99. Esce in sala la nuova commedia di Peter Segal, tratta dalla serie tv Get Smart scritta da Mel Brooks. Con Steve Carell, Anne Hathaway, The Rock e Terence Stamp. Qui la nostra recensione. (da mercoledì in sala)
Che la fine abbia inizio: Donna ed i suoi amici sono tutti eccitati per la serata del Senior Prom. Lei è elettrizzata e serena, non ha scordato il passato (un insegnate ossessionato dalla sua bellezza ha sterminato la sua famiglia) ma gli amici la stanno aiutando a superare le sue paure. Donna però non sa che l’uomo dei suoi incubi la sta cercando… Horror diretto da Nelson McCormick, remake di Non entrate in quella casa. Con Brittany Snow, Thomas Kijas e Johnathon Schaech.
Esce domani Funny Games U.S., remake del film più conosciuto di Haneke, diretto dallo stesso Haneke. Un’occasione per parlare di uno dei registi più amati, odiati e discussi del panorama contemporaneo: tra frammenti, storie e violenza.

Mi chiedessero quale film preferisco di Michael Haneke, mi verrebbe da dire a caldo uno fra 71 frammenti di una cronologia del caso e Funny Games. Il primo perché ci vedo molta della poetica e molte tematiche che Haneke sfrutterà in seguito; il secondo perché è tra le pellicole più disturbanti che abbia mai visto.
Ma a freddo sarebbe difficile scegliere un preferito, vista la complessità e l’interesse generale della filmografia del regista, fra i più discussi ultimamente per l’auto-remake Funny Games, in uscita domani nelle nostre sale dopo una gran campagna pubblicitaria ad opera della Lucky Red.
Tra l’altro, è chiaro che il primo Funny Games è il perfetto film spartiacque tra i due periodi della carriera di Haneke, divisa tra il periodo austriaco, in cui troviamo la cosiddetta trilogia del congelamento emotivo dell’Austria e proprio Funny Games, e i film francesi che lo hanno definitivamente consacrato.