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Tutti gli articoli con tag Garage

Dal 05 giugno al cinema: L'amore nascosto, Ca$h, Garage, Morning Light, Terminator Salvation, Visions

pubblicato da Gabriele C.

guida in sala

Ritorno al passato. McG prova a tornare indietro nel tempo e a raccontarci cos’è successo prima dei film di Cameron con Terminator Salvation: la parola va ai fan, per vedere se le possibilità di una nuova trilogia di qualità ci sono o meno. Ritorno al passato poi per la nostra distribuzione, che finalmente ci regala in sala Garage, il bellissimo film vincitore due anni fa a Torino. Infine, ancora un ritorno al passato, quello del thriller nostrano: perché oggi esce Visions, sempre più raro esempio di cinema di genere italiano.
Le uscite di questo week-end sono sei, e le potete vedere subito di seguito.

L’amore nascosto: Danielle ha tentato il suicidio per tre volte. Ora è ricoverata in una clinica privata, in più odia sua figlia Sophie. La psichiatra che la cura cerca di convincerla a scrivere i suoi pensieri: lei parla spesso, se non sempre della figlia… Un giorno Danielle scappa e si perde per Parigi. Viene ritrovata due giorni dopo, distrutta e malata. La riportano in clinica. Alessandro Capone è il regista di questa co-produzione tra Lussemburgo, Belgio e Italia. Nel cast troviamo Olivier Gourmet, Isabelle Huppert, Mélanie Laurent e Greta Scacchi. Presentato al Festival di Roma.

Ca$h: Cash è un gangster e vuole vendicarsi della morte del fratello, deceduto durante una rapina, ma ha deciso di non usare né armi né violenza per questo suo fine. Pensa così ad organizzare una truffa colossale. Con lui Maxime, François, Garance e Julia, agente investigativo dell’Europol. “Film champagne” (come è steso definito in patria) diretto da Eric Besnard. Con Jean Dujardin, Jean Reno, Valeria Golino, Alice Taglioni e François Berléand. Presentato al Courmayeur Noir in Festival. Qui la nostra recensione.

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Garage - di Lenny Abrahamson: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Garage - di Lenny Abrahamson: recensione in anteprimaGarage (Garage, Irlanda, 2007) di Lenny Abrahamson; con Pat Shortt, Conor Ryan, Anne-Marie Duff, Don Wycherley, Andrew Bennet.

Josie lavora in una pompa di benzina. Ligio al lavoro, obbedisce senza opporre resistenza al suo capo, un ex-compagno di scuola che, secondo lui, l’avrebbe aiutato proprio dandogli il lavoro. Quando il capo decide di tenere aperto il servizio anche durante il week-end, Josie si vede affiancare David, un quindicenne che lo aiuterà proprio in quei pochi giorni della settimana. Dopo il gelo iniziale da parte del ragazzino, i due diventano amici…

Nella prima edizione del biennio Moretti del Torino Film Festival, il film di Lenny Abrahamson si è portato a casa il premio maggiore e tanti applausi. Poi sparisce, e due annetti dopo viene fortunatamente rispescato dalla Mediaplex. Esce così quatto quatto, ma il secondo film del regista irlandese ha tutte le carte in regola per essere una delle grandi piccole sorprese di quest’anno.

Scritto da Mark O’Halloran, come il precedente film di Abrahamson, ovvero Adam & Paul, Garage sotto la detestata (da molti) “patina indie” riesce in maniera convincente a dire qualcosa sul mondo di oggi, unendo il cinema sociale di Loach alla parabola triste di un protagonista che non sarebbe dispiaciuta forse a von Trier. Josie infatti è un personaggio a sé, emarginato e a suo modo alienato dal lavoro. Gli hanno neutralizzato la capacità di reagire, e così non può che chinare la testa ad ogni occasione.

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Torino Film Festival: i vincitori, Garage sbaraglia tutti

pubblicato da Carla Cigognini

Garage Lenny Abrahamson

Il Torino Film Festival ha chiuso i battenti ed ha proclamato i suoi vincitori del 2007. Garage di Lenny Abrahamson si è aggiudicato il primo come miglior lungometraggio di questa 25 esima edizione.

Il film racconta la storia di Josie, che gestisce una stazione di servizio e che diventa amico di un liceale.

Ma vediamo tutti gli altri premiati:
- Premio speciale della giuria: The elephant and the sea di Woo Ming Jin
- Miglior attrice: Joan Chen per The home song stories di Tony Ayres
- Miglior attore: Kim Kang-Woo per Gyeongui seon / The railroad di Park Heung-sik.

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Torino Film Festival: La nascita delle piovre, A Thousand Years of Good Prayers, Viva, Garage

pubblicato da Gabriele C.

la nascita delle piovre posterQuarto resoconto dal Torino Film Festival. Quando t’innamori per la prima volta, quando provi un’attrazione forte, dentro di te è come se nascesse una piovra, che con i suoi tentacoli si attorciglia dentro di te. Così Céline Sciamma, la regista ventisettenne del bellissimo Naissance des pieuvres (da noi La nascita delle piovre), spiega il significato del titolo del suo film, incentrato sulla figura di tre adolescenti alle prese con i primi sentimenti.

E’ un esordio che lascia a bocca aperta: per la capacità di analizzare i temi, per pulizia, per sicurezza. E chissenefrega se l’amore che nasce fra le due protagoniste è omosessuale: la capacità della regista è quella di spiegare l’amore dal punto di vista femminile, indifferentemente dal fatto che sia rivolto verso una persona dello stesso sesso.

Poi la storia della terza ragazza, la simpatica cicciotta amica della protagonista, è più spolpata e banale, e la sua è una figura che spesso resta macchiettistica. Ma è un dettaglio di poco conto, perchè la trama principale non dà tregua e non fa mai calare l’attenzione dello spettatore. Grande padronanza dei mezzi, con un uso di colori e musiche da far invidia a registi navigati. E, soprattutto, colpo di fulmine immediato per Adele Haenel: bellissima e incredibilmente superba.

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