Into Paradiso, commedia di Paola Randi, ed interpretata da Gianfelice Imparato, Saman Anthony, Peppe Servillo, Eloma Ran Janz, Gianni Ferreri, uscirà nelle nostre sale dall’11 febbraio 2011. Dopo aver visto il trailer e letto la recensione in anteprima, oggi vi mostriamo delle foto e vi inseriamo la trama ufficiale:
Alfonso (Gianfelice Imparato) è uno scienziato napoletano, timido e impacciato, che ha appena perso il lavoro. Gayan (Saman Anthony) è un affascinante ex campione di cricket srilankese che non ha più un soldo, è appena arrivato a Napoli ed è convinto di trovare il paradiso. Alfonso ha passato tutta la vita a studiare la migrazione delle cellule e a guardare telenovelas con la madre. Gayan ha viaggiato, ha conosciuto fama, gloria e denaro. Che cosa c’entrano questi due uomini l’uno con l’altro? Com’è possibile che due persone tanto diverse vengano a contatto e che le rispettive vite si leghino in modo indissolubile l’una all’altra? In una Napoli multietnica, s’intrecciano i destini di Alfonso e Gayan, che si ritrovano a condividere giocoforza una catapecchia eretta abusivamente sul tetto di un palazzo nel cuore del quartiere srilankese della città. Alfonso è costretto, per un tragicomico equivoco, a nascondersi da una banda di malavitosi e Gayan diviene dapprima ostaggio e poi suo unico alleato. Da questa paradossale convivenza nasce tra i due una speciale amicizia, un sodalizio che darà loro il coraggio di affrontare il proprio destino, cambiandolo per sempre.
Chi di voi andrà a vederlo?
Into Paradiso: trama ufficiale e foto del film di Paola Randi








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Uscirà nelle sale italiana venerdì 4 febbraio il film Into Paradiso firmata da Paola Randi, una divertente commedia degli equivoci sull’integrazione della comunità dello Sri Lanka che vive in un quartiere di Napoli, un piccolo paradiso dove si respira aria di casa ma che alcuni strani personaggi rischiano di rovinare per sempre.
Sulla scia di recenti commedie come Machan e Il pranzo di ferragosto, vuoi per prossimità di temi o di mezzi produttivi, il film della Randi è un piccolo gioiello di ironia molto distante dalla comicità tradizionalmente all’italiana. Nel cast c’è Peppe Servillo, Gianfelice Imparato e Saman Anthony.
Qui sopra il trailer.
Sergio Castellitto dirige la commedia La bellezza del somaro dove recita accanto a Laura Morante, Barbora Bobulova, Lola Ponce, Erika Blanc, Lidia Vitale, Gianfelice Imparato, Marco Giallini, Emanuela Grimalda, Enzo Jannacci.
Ecco la trama: Marcello e Marina sono i genitori di Rosa. Devono affrontare la rottura della figlia con Luca ma faranno presto la conoscenza del nuovo amore della loro “piccola”…
Il film uscirà il 17 dicembre 2010, qui sopra trovate un breve teaser trailer, dopo il salto la locandina.

Marco Giallini, Gianfelice Imparato, Emauela Grimalda, Barbora Bobulova, Lola Ponce ed Enzo Jannacci saranno i protagonisti - accanto a Sergio Castellitto e Laura Morante - di La bellezza del somaro, che Castellitto ha scritto assieme alla moglie Margaret Mazzantini e che lo vedrà impegnato anche in cabina di regia.
La blazza dal sumàr (La bellezza del somaro), che non è altro che un burlesco adattamento della locuzione francese La beauté de l’âge (La bellezza dell’età), è un simpatico modo per indicare chi della bellezza non fa virtù. Del progetto, l’attore e regista aveva parlato lo scorso luglio al Giffoni Film Festival:
“Nel film si parla si vecchiaia e morte ma in modo divertente e comico. E’ un tema serio che racconta di 17enni che non vedono l’ora di diventare grandi e dei 50enni che non sanno essere adulti e non vogliono invecchiare. Se oggi c’è un tabù è quello della vecchiaia, vecchio è una parola che riguarda tutti ma viene usata come un’offesa.”
Fonte: Agi.it e Giffoni Film Festival
Fortapàsc (id. - drammatico, Italia 2008) Regia di Marco Risi, con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Marcello Mazzarella, Ennio Fantastichini, Gianfelice Imparato
In una sera di settembre del 1985, quattro giorni dopo il suo 26esimo compleanno, Giancarlo Siani avrebbe dovuto andare con la propria fidanzata Daniela ad un concerto di Vasco Rossi. Fu ucciso alle 20.50 sotto casa sua, con dieci colpi di pistola.
Faceva il giornalista-giornalista (e non il giornalista-impiegato, differenza sottolineata dal personaggio di Sasà in una scena del film) per Il Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. Era un ragazzo allegro, forse un po’ ingenuo, che amava la vita e il suo lavoro e cercava di farlo bene. Il film racconta i suoi ultimi 4 mesi fra il Vomero e l’inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta. Tutto, in quel periodo, ruotava intorno agli interessi ed ai finanziamenti stanziati per la ricostruzione del dopo terremoto; fra camorristi, politicanti corrotti, magistrati pavidi e carabinieri impotenti. Siani aveva il difetto di informarsi, di verificare le notizie, di indagare sui fatti. È stato l’unico giornalista ucciso dalla camorra.
Il Divo ( Ita, 2008) di Paolo Sorrentino; con Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli e Giovanni Vettorazzo.
A Roma c’è un uomo che da 60 anni la notte non dorme, ma lavora, scrive, prega. Un uomo che rappresenta il potere da oltre 40 anni, sette volte Capo del Governo, otto volte Ministro della Difesa, cinque volte Ministro degli Esteri, due volte Ministro delle Finanze, del Bilancio e dell’Industria, una volta del Tesoro, dell’Interno e delle Politiche Comunitarie. Un uomo che è il principale ‘enigma’ italiano dal dopoguerra ad oggi, un vero Divo della politica di questo paese… Giulio Andreotti.
Portando sullo schermo solo una parte della vita del Senatore a vita, dalla fine del suo settimo governo, aprile 1992, alla vigilia del processo di Palermo, dove fu rinviato a giudizio per associazione mafiosa, con in mezzo la mancata conquista del Quirinale, la strage di Falcone, il rapimento e l’uccisione di Moro e la lunga malattia, Paolo Sorrentino ci regala un capolavoro che meritava la Palma d’Oro e che deve andare agli Oscar…
Gomorra (Italia, 2008) di Matteo Garrone; con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster.
Due ragazzi, con addosso solo mutande e scarpe, sono in spiaggia; attorno a loro il vuoto, di fronte a loro solo l’acqua. Marco e Ciro prendono delle armi, rubate in precedenza: pistole, mitraglie, addirittura kalashnikov. Sparano urlando, sentendosi forti e padroni del mondo. Il potere che hanno in mano consente addirittura, con un colpo solo, di far esplodere una barca.
Come Al Pacino in Scarface, ora anche Miami potrà essere ai loro piedi: basta fare la guerra. La loro è solo una delle cinque, sconvolgenti storie che fanno parte di Gomorra, il nuovo film di Matteo Garrone, in corsa per la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes. Cinque storie di ordinaria follia, tratte dal best seller di Roberto Saviano, che ha avuto il coraggio di mettere su carta le atroci verità sulla camorra nel quartiere napoletano di Scampia.
Una guerra che viene descritta nella sua normalità più agghiacciante: c’è chi ogni giorno paga le famiglie dei detenuti del clan a cui appartiene, c’è chi smaltisce i rifiuti tossici del Nord portandoli a Napoli, c’è chi lavora come sarto e rischia la pelle per aver “venduto” le sue lezioni alla concorrenza cinese. E poi ci sono i giovani: oltre a Marco e Ciro, anche Totò, che dopo una prova a suon di pallottole entra nel giro già a 13 anni…