Piaccia o meno il film che rappresenterà l’Italia alla selezione per gli Oscar come miglior film straniero per il 2010 sarà Baària di Giuseppe Tornatore. Il film selezionato da una giuria di esperti e di addetti ai lavori però ora deve vedersela con i suoi omologhi di altre nazioni, il primo passo è quello di entrare nella cinquina delle pellicole in Nominations.
Ma chi sono i concorrenti di Baària? Dal Giappone, nazione vincitrice del premio lo scorso anno con Departures, arriva il film poliziesco Nobody to watch over me di Ryoichi Kimizuka. La cinematografia francese ha invece selezionato lo splendido (e durissimo) Il profeta di Jaccques Audiard, vincitore del Gran Prix a Cannes 2009. Sempre dall’estremo oriente arriva il coreano Mother di Bong Joon-ho.
Dalla Scandinavia arrivano la tragicommedia svedese Involuntary di Ruben Östlund e il finlandese Letters to father Jacob di Klaus Härö. Da Israele invece Ajami di Scandar Copti e Yaron Shani. Dall’Olanda The silent army di Jean van de Velde. Dalla Svizzera Home con Isabelle Huppert. Dalla Slovenia Landscape n.2 di Vinko Möderndorfer. Dal Belgio il divertente La merditude des choses, visto anche questo a Cannes 2009.

Com’era facile immaginare (e come molti di voi avevano predetto) sarà Baaria di Giuseppe Tornatore a rappresentare l’Italia nella corsa per ottenere la nomination all’Oscar nella categoria riservata ai film stranieri. Per sapere se i membri dell’Academy of Motion Pictures Arts and Science ammetteranno o meno il kolossal italiano nella rosa dei cinque candidati, dovremo aspettare il 2 febbraio 2010, quando verranno annunciate le nominations. La cerimonia degli ottantaduesimi Oscar si svolgerà a Los Angeles il succesivo 7 marzo.
Baaria ha prevalso sugli altri quattro film candidati e giudicati da una commissione appositamente nominata dall’l'Anica (Associazione nazionale della industrie cinematografiche, audiovisive e multimediali). Fuori dai giochi, quindi, Fortapasc di Marco Risi, Il Grande Sogno di Michele Placido, Si può fare di Giulio Manfredonia e Vincere di Marco Bellocchio. Il film di Tornatore dovrà ora superare altre due selezioni per ottenere la nomination. Ce la farà? E voi, siete d’accordo con la scelta? Trovate qui la nostra recensione del film.
Saranno Baarìa di Giuseppe Tornatore, Fortapasc di Marco Risi, Il grande sogno di Michele Placido, Vincere di Marco Bellocchio e (forse la sorpresa maggiore) Si può fare di Giulio Manfredonia i cinque film italiani in lizza per una nomination alla cerimonia degli ottantaduesimi Oscar, che si svolgerà a Los Angeles il prossimo 7 marzo. Saranno quattordici i giurati italiani che selezioneranno il prescelto tra questi titoli che dovrà poi essere valuto dai membri dell’Academy, passo successivo per arrivare poi alla cinquina che si contenderà la sognata statuetta.
Sapremo entro il 1° di ottobre il risultato della consulta che vedrà insieme i registi Lina Wertmuller e Paolo Sorrentino, i portavoce della critica cinematografica Alberto Barbera, Fulvia Caprara e Piera Detassis. I produttori saranno invece rappresentati da Pio Angeletti, Aurelio De Laurentiis, Valerio De Paolis, Nicola Giuliano, Fulvio Lucisano, Andrea Occhipinti, Domenico Procacci e Riccardo Tozzi. Completa il gruppo il direttore generale per il Cinema, Gaetano Blandini.
Personalmente punterei sul film di Bellocchio, che è anche quello ad aver ricevuto la migliore accoglienza dal pubblico anche internazionale. Ma sappiamo che gli Oscar non sono un festival…voi che ne pensate?
Un premio da molto lontano arriva per il bel film di Giulio Mandredonia, il suo Si può fare con Claudio Bisio ha infatti vinto il premio Jin Jue Award per la Migliore Sceneggiatura alla 12ª edizione dello Festival Internazionale del cinema di Shanghai, manifestazione che sta alla koreana Pusan, come Venezia sta a Cannes in Europa.
La sceneggiatura scritta a quattro mani dal regista e da Fabio Bonifacci è stata molto apprezzata dalla giuria guidata da Danny Boyle, che premiato l’intelligenza e la chiarezza di uno snodo assolutamente positivo tra politica e sociale.
Si può fare conquista il riconoscimento più alto mai ottenuto da un film italiano nella storia del Festival di Shanghai, segno che all’estero il cinema italiano appare vivo e vitale, più di quanto possiamo credere in patria. A Shanghai il film di Manfredonia non era il solo italiano presente, erano infatti una dozzina i titoli presentati, fra cui La strategia degli affetti di Dodo Fiori, nella sezione in concorso.
Paolo Sorrentino batte Matteo Garrone. Per la prima volta, al momento, Il Divo di Paolo Sorrentino batte l’eterno rivale degli ultimi 12 mesi, ovvero quel Gomorra che ha vinto praticamente tutte le sfide dirette. L’evento è accaduto quest’oggi con le attese nomination ai David di Donatello. 16 per il capolavoro di Sorrentino, 11 per quello di Garrone, entrambi candidati anche come Miglior Regista.
A scontrarsi contro i due favoritissimi, per il David di Miglior Film dell’anno, Ex di Fausto Brizzi, 10 nomination, Tutta la vita Davanti di Virzì, 5 nomination, Si può fare di Giulio Manfredonia, 9 nomination, e Il papà di Giovanna di Pupi Avati, con 4 nomination. Venerdì 8 maggio scopriremo i vincitori della 53esima edizione dei premi David di Donatello, che verrà trasmesso in diretta dalle 19 su Rai Sat Cinema e in differita su Rai1 dalle 23.
A scontrarsi come Miglior Attore dell’anno, invece, ci saranno Luca Argentero, per Diverso da chi?’, Claudio Bisio, per Si puo’ fare, Valerio Mastandrea, per Non pensarci, Silvio Orlando, per Il papa’ di Giovanna e Tony Servillo, per Il divo. Come Migliori Attrici Protagoniste avremo in nomination Donatella Finocchiaro, per Galantuomini, Claudia Gerini, per Diverso da chi?’, Valeria Golino, per Giulia non esce la sera, Ilaria Occhini, per Mar Nero e Alba Rohrwacher, per Il papa’ di Giovanna. Prime impressioni? Cliccate pure su continua per vedere tutte le candidature…
La commedia italiana Si può fare di Giulio Manfredonia (qui trovate il trailer) è stata la vera rivelazione del Festival di Roma. Vediamo come l’hanno accolto i critici:
Paolo Mereghetti - Il corriere della sera: Una commedia allegra e ultra-ottimista, dove tutto si supera con un sorriso e un’assemblea. Furbesco ma simpatico. 3 stelline su 5.
Roberta Ronconi - Liberazione: E’ arrivato in sordina, nessuno ne sapeva nulla. Questo Festival di Roma è veramente prodigo di sorprese, suo malgrado. Tanta cagnara sul cinema italiano, titoloni di giornali sui film di Maria Sole Tognazzi e Michele Soavi e poi la sorpresa vera arriva all’ultimo, zitta zitta. E fa bum. (…) L’aria è quella da Qualcuno volò sul nido del cuculo , fra tragedia delle anime e commedia della vita. Ma la scommessa, nel suo piccolo, è più alta. (…) Se il risultato filmico è un po’ scarso (un po’ tendente al televisivo), ottimale invece quello della scrittura e dell’interpretazione. I “sani” Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, fanno con garbo da spalle alla vera compagnia di teatranti, quella dei “malati” appunto, senza avere mai la tentazione di rubare loro la scena.
Potrebbe rivelarsi una piccola grande sorpresa questo Si può fare di Giulio Manfredonia, commedia italiana con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Bebo Storti, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Carlo Giuseppe Gabardini, Pietro Ragusa, Maria Rosaria Russo.
Claudio Bisio è Nello, un imprenditore di Milano che si ritrova a lavorare in una cooperativa di persone provenienti da ospedali psichiatrici. Nello crede nel lavoro e sprona ogni socio ad imparare un mestiere. All’inizio sembra improbabile ma…
Il film è tratto da una storia vera, verrà presentato Fuori Concorso al Roma Film Festival con il titolo internazionale We Can Do That e sarà nelle sale il 31 ottobre. Dopo il salto trovate il trailer.
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