La bella società Regia di Gian Paolo Cugno, con Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Giancarlo Giannini, Enrico Lo Verso, David Coco, Marco Bocci, Simona Borioni, Anna Safroncik, Maurizio Nicolosi, Franco Interlenghi, Antonella Lualdi, Marina Pennafina, Alessandro Mallia, Pio Di Stefano, Luigi Ferro Svaluto.
Giorgio e Giuseppe sono nati nella Sicilia degli anni Sessanta. Cresciuti senza padre, morbosamente gelosi della madre di mediterranea bellezza, cercano in ogni modo di ostacolare un suo possibile rapporto con un brillante produttore cinematografico, in Sicilia per girare un film. Un incidente causato dalla polvere da sparo provoca la morte del pretendente della madre e i giovani pargoli scelgono di occultarne il cadavere e tacere per sempre l’accaduto. L’esplosione però provoca la perdita della vista di Giorgio e la felicità nell’animo di Giuseppe. Gli anni passano e grazie all’aiuto del ricco farmacista del paese, padre dell’amico Nello da sempre innamorato silenzioso della loro madre, i due ragazzi decidono di partire per Torino nella speranza che un’operazione all’avanguardia possa far ritrovare la vista a Giorgio. Sono gli anni di piombo e la situazione è tesa anche sotto la Mole.
A due passi dalla casa che li ospita viene ucciso a pistolettate un funzionario della Fiat, la sua segretaria ha visto il brigatista assassino e fuggendo si ritrova tra le braccia di Giorgio. Caterina piomba come una meteora a scardinare il rapporto tra i due fratelli, che però accettano di nasconderla nella loro casa siciliana. Intanto però gli anziani genitori del produttore morto nel tragico incidente sono ancora disperati dalla sua scomparsa e continuano a cercare un posto dove piangere il loro figlio.
La bella società vorrebbe essere un affresco storico della seconda metà del Novecento. La storia di due fratelli siciliani vorrebbe diventare il cardine attorno al quale si svolge la storia dell’Italia di questo ampio lasso di tempo. La Sicilia dovrebbe diventare protagonista di un accorato canto di amore da parte di un suo figlio che è cresciuto amando i luoghi delle sue origini. Queste sono (sulla carta) le intenzioni di Gian Paolo Cugno, originario di Pachino, paese che ha dato i natali a Vitaliano Brancati e che fu citato da Dante nella Divina Commedia, ma di cui ci si dimentica che il nome è stato reso celebre dai pomodori.
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Everybody’s Fine - Stanno tutti bene è in programma per il 23 dicembre 2010. Il film di Kirk Jones è il remake americano della pellicola Stanno Tutti Bene del 1990 diretto da Giuseppe Tornatore con Marcello Mastroianni, ruolo che ora va a Robert De Niro.
Nel cast di questo Everybody’s Fine ci sono anche Drew Barrymore, Kate Beckinsale, Sam Rockwell, Lucian Maisel, Damian Young, James Frain, Melissa Leo, Katherine Moennig, Brendan Sexton III.
Frank Goode (Robert De Niro) sta per andare in pensione, è vedovo e si rende conto che la famiglia è tutto. Invita i figli per un barbecue ma nessuno accetta e così prende in mano la situazione: parte per incontrarli, uno ad uno. Qui il trailer.
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Un trionfo di nomination. Acclamato dalla critica e piaciuto al pubblico, La prima cosa bella di Paolo Virzì si è portato a casa ben 18 nomination ai David di Donatello, Oscar del cinema italiano. A seguire, a quota 16, lo splendido ed incompreso (in sala) film di Giorgio Diritti, L’uomo che verrà, già vincitore al Festival di Roma, Vincere di Marco Bellocchio, con 15 candidature, Baaria di Tornatore, con 14, ed infine Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, con 12 nomination.
Tutti e 5 i film sono stati candidati sia per la Miglior Regia che per il Donatello più ambito, ovvero quello di Miglior film dell’anno, con Virzì che segna un altro colpaccio, candidando ben due attrici, Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli, al titolo di Migliore attrice dell’Anno. Per il miglior film dell’unione Europea troviamo Il concerto, Il nastro bianco, Il profeta, Soul Kitchen e Welcome, mentre tra i migliori film stranieri abbiamo A serious man, Avatar, Bastardi senza gloria, Invictus e Tra le nuvole.
Durante la cerimonia, che si terrà il 7 maggio, con diretta su Raisat Cinema e Rai4 alle 18 e 30, e in differita su Raiuno alle 22 e 30, verranno assegnati quattro David Speciali: allo sceneggiatore Tonino Guerra, alla regista Lina Wertmuller, e agli attori Bud Spencer e Terence Hill. Ma ora, ricordandovi i vincitori del 2009, cliccate su continua e date un’occhiata a tutte le nomination, senza dimenticarvi di dirci le vostre impressioni.

Snobbato dalla giuria dei premi Oscar, Giuseppe Tornatore ottiene una piccola rivincita per Baarìa, la sua ultima (e molto discussa) opera
Tornatore riceverà infatti il Nastro dell’anno 2010 che i giornalisti cinematografici assegnano come riconoscimento speciale destinato al film che rappresenti nella sua eccezionalità il “caso”artistico e produttivo dell’annata. Un premio collaterale ai Nastri d’Argento, voluto dal Direttivo Nazionale del SNGCI, il sindacato dei giornalisti cinematografici. Lo scorso anno il premio fu attribuito a Gomorra di Matteo Garrone.
Così si legge nel comunicato ufficiale: Baarìa, del quale il SNGCI aveva già segnalato l’originalità durante l’ultima Mostra di Venezia, è un film al quale i giornalisti cinematografici riconoscono, con l’impegno produttivo e tecnico, il valore aggiunto di una regia che esalta attraverso il suo cast corale la straordinaria professionalità degli attori italiani. I Nastri d’Argento saranno consegnati anche quest’anno a Taormina, come sempre al Teatro Antico, la sera di sabato 19 giugno, all’indomani del TaorminaFilmFest.
L’appuntamento per la nomina delle cinquine dei candidati è per il 27 maggio.
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Dopo l’esperienza con il film Ultimi della classe, Sara Tommasi torna al cinema con la commedia Tutto l’amore del mondo. Abbiamo raggiunto Sara al telefono che ha risposto alle nostre domande:
Ciao Sara, come va?
Bene.
Avevo letto dei problemi alimentari che avevi avuto tempo fa…
Si, in realtà avevo ammesso, abitando a Milano, di alimentarmi non correttamente, nel senso che magari rischio di saltare i pasti o di abbuffarmi di cibi non propriamente nutrienti… ma magari solo cioccolato, patatine. Sai, la mia famiglia è vegetariana e fin da piccola ho avuto un rapporto particolare con il cibo, prima ho temuto di mangiare la carne perché non volevo differenziarmi dai miei genitori, poi di non mangiare la carne in presenza dei miei genitori… adesso ho il problema che quando sola non mangio perché sono triste, è un problema legato all’emotività…
Parliamo del film. Sei contenta?
Sono molto contenta. E’ un film di sentimenti, il mio personaggio mi ha fatto capire molte cose…
Tutto l’amore del mondo: Cineblog intervista Sara Tommasi




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Un nome, una garanzia. Giuseppe Tornatore sarà il Presidente della giuria internazionale del Festival del Film di Roma 2010, che si svolgerà dal 28 ottobre al 5 novembre prossimo. A darne notizia, d’intesa con il direttore artistico Piera Detassis, il presidente Gian Luigi Rondi, che ha tenuto a mettere vivamente in risalto i grandi meriti di Tornatore, fra le personalità di più acclamato prestigio del cinema italiano. Tornatore, che partecipò al Festival nel 2006 nella sezione Premiere con La Sconosciuta, prende così il posto di Ettore Scola, Presidente della Giuria Popolare nel 2006, Danis Tanović, Presidente della Giuria Popolare nel 2007 e Milos Forman, Presidente di Giuria nel 2009. Dopo le delusioni per Baaria, una buona notizia per il Tornatore nazionale.

Anche Baaria di Tornatore torna indietro dagli Oscar con un timbro in fronte: “No“. Non ne farei un dramma. A Gomorra di Garrone non è andata meglio. Ci siamo abituati, ci si deve abituare, visto che negli ultimi anni (e forse non solo ultimi) abbiamo spedito alla Academy dell’Oscar pellicole incartate di belle speranze e ci sono state rimandate prive del cellophane speranzoso. Una domanda è lecita: perché va avanti, così, il nostro rapporto con la statuetta che in passato ha premiato i nostri grandi registi, da De Sica e Fellini a Salvatores e allo stesso Tornatore?
Ho una mia risposta. La dico in modo secco: il cinema italiano non piace perché l’Italia non è più quella di prima. L’Italia piace ancora ai turisti americani, benché affaticati dalle difficoltà del cambio dal dollaro all’euro con costi in rialzo, per le sue opere d’arte, i monumenti, la cucina, i paesaggi, per i rapporti umani; tuttavia, non è l’Italia del cinema, del cinema che gli americani hanno amato di più: quella che hanno amato a lungo era un paese di ieri o di ieri l’altro, carico di storie popolari, di colore, di umanità, in parte il paese raccontato a lungo nel dopoguerra dai militari venuti a liberarci alle loro famiglie e ai loro amici.
L’Italia del Sud o delle campagne toscane, della lunga offensiva dal luglio del ’43 alla entrata dei marines a Roma, al 25 aprile ‘45 a Milano, la Liberazione, l’Italia di Rossellini. E poi l’Italia degli sciuscià (De Sica) o delle figure poetiche dislocate nella campagne sperdute (Fellini), l’Italia di “Mediterraneo” di Salvatores (soldatini italiani smarriti in Grecia, innamorati, tra cielo, sole e mare).

Dopo essere stato inserito nella cinquina in corsa per il Golden Globe come miglior film straniero, ma dopo aver perso contro Il nastro bianco di Haneke, Baaria non vincerà neanche l’Oscar. Il discusso film di Giuseppe Tornatore, candidato italiano per la categoria, non ha superato infatti la selezione che “screma” i 65 titoli in gara per la nomination a 9.
Baarìa era stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar battendo Fortapasc di Marco Risi, Il Grande Sogno di Michele Placido, Si può fare di Giulio Manfredonia e Vincere di Marco Bellocchio. Qui in redazione, forse, avremmo voluto sin dall’inizio una scelta differente, ma i giochi sono fatti ed è inutile piangere sul latte versato, visto che comunque il film ha avuto la nomination ai Golden Globe.
Passano invece El secreto de Sus Ojos (Argentina), Sansone e Dalila (Australia), The World is Big and Salvation Lurks around the corner (Bulgaria), Un profeta (Francia), Il nastro bianco (Germania), Ajami (Israele), Kelin (Kazakhistan), Winter in Wartime (Olanda) e The Milk of Sorrow (Peru). Esclusi quindi anche il cileno La nana e Gli abbracci spezzati di Almodovar, che facevano parte della cinquina per il Golden Globe assieme a Un profeta e Il nastro bianco. Le nomination definitive verranno rese note il 2 febbraio.
Fonte: Corriere
Continua a leggere: Baaria non vincerà l'Oscar: escluso dalla lista dei 9 film stranieri

Sembra uno sciogli-lingua: ecco il manifesto inglese, del rifacimento americano, del film italiano Stanno Tutti Bene di Giuseppe Tornatore. La nuova locandina in questione la vedete già qui sopra, ma se la voleste visualizzare in maggiore definizione non avete che da cliccare sull’immagine o sulla thumbnail in calce al post.
Everybody’s Fine, scritto e diretto da Kirk Jones, vede protagonisti Robert De Niro, Kate Beckinsale, Drew Barrymore e Sam Rockwell. De Niro interpreta Frank (nell’originale del 1990 il personaggio si chiamava Matteo Scuro ed aveva le fattezze dell’indimenticabile Marcello Mastroianni), un pensionato che decide di andare a trovare i figli che vivono lontani e che per la prima volta non sono andati da lui per trascorrere insieme le feste. Gli avevano sempre raccontato di vite favolose e carriere da sogno, ma presto scoprirà la verità. La pellicola sarà sugli schermi americani il prossimo 4 dicembre, nel frattempo, trovate qui il trailer e qui la locandina americana.
Continua a leggere: Everybody's Fine: nuovo manifesto del remake di Stanno Tutti Bene
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La rivincita di Giuseppe Tornatore. Nomination a sorpresa per il discusso Baaria, candidato come miglior film straniero ai Golden Globes 2009. Da battere, per la pellicola italiana, ci saranno Gli abbracci Spezzati di Almodovar, il cileno The Maid, il francese A Prophet e il tedesco The White Ribbon. A guardare tutti dall’alto, per numero di candidature, è lo splendido Tra le Nuvole di Jason Raitman, con 6 candidature, seguito da Nine, 5 candidature, Avatar e Bastardi senza Gloria, fermi a 4 candidature. Snobbato quasi del tutto Amabili Resti di Peter Jackson, candidato solo con lo strepitoso Stanly Tucci. Tra le major, invece, domina la The Weinstein Company, con 12 nomination, seguita dalla Warner, a quota 9, e dalla Paramount, a quota 7.
Sorpresa per The Hurt Locker, candidato a 3 Globi, ovvero Migliore Sceneggiatura, Miglior Film e Miglior Regia, con James Cameron, Clint Eastwood, Jason Reitman e Quentin Tarantino che contenderanno il premio a Kathryn Bigelow. Doppie candidature per Sandra Bullock, nominata per The Proposal e The Blind Side, e Meryl Streep, candidata per It’s Complicated e Julie & Julia. Tra gli attori sarà interessante la ‘guerra’ tra George Clooney, un ritornato Jeff Bridges, l’immancabile Morgan Freeman, Tobey Maguire e Colin Firth, con Robert Downey Jr. inserito a sorpresa nella categoria “migliore attore per una commedia”, riferito a… Sherlock Holmes.
Guerra animata infine tra The Fantastic Mr. Fox, Coraline, Up, La principessa e il Ranocchio (bocciato in toto sulle canzoni) e Piovono Polpette. Fuori, incredibile ma vero, i film Dreamworks Animation. Ma ora cliccate su continua, ci sono tutte le nomination che vi attendono. Dategli un’occhiata e diteci… che ve ne pare? Ce la farà Baaria? Possiamo considerarle una mezza bocciatura le 4 candidature per Avatar di James Cameron (Titanic ottenne 8 nomination ai Golden Globes, vincendone 4)? Ma soprattutto… hanno davvero ancora senso i Golden Globes, con le loro categorie doppie, con relative nomination a valanga?