
Ieri 30 gennaio abbiamo dedicato un post a Christian Bale per il suo compleanno. Non ho avuto il tempo materiale di scrivere quello per Gene Hackman (nato il 30 gennaio del 1930) ma, cavolo!, come posso lasciare indietro un attore come lui? Rimedio oggi.
- Nome completo: Eugene Allen Hackman
- E’ alto 1,88m
- A 16 anni entrò nei Marines dove si lavorò come radio-operatore per tre anni.
- Si è sposato con Fay Maltese il 1 gennaio del 1956, hanno avuto 3 figli ed hanno divorziato nel 1986. Nel dicembre del 1991 ha sposato l’attuale moglie Betsy Arakawa.
- È stata la prima scelta per il ruolo di Hannibal Lecter in Il silenzio degli Innocenti (1991).
- Gli è stata offerta l’opportunità di dirigere Il silenzio degli Innocenti (1991).
- Ha rifiutato la parte del presidente Franklin D. Roosevelt in Pearl Harbor (2001), che è andata a Jon Voight.
- Ha dichiarato che la sua interpretazione in Lo Spaventapasseri (1973) è la sua preferita.
- Ha conosciuto Dustin Hoffman al Pasadena Playhouse. Frequentavano diverse classi insieme e furono compagni di stanza.
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Brutta avventura per Gene Hackman, uno degli ultimi mostri sacri di Hollywood (lo ricordiamo in La Conversazione, Gli Spietati, Superman solo per citarne alcuni) è stato investito da un’automobile mentre stava pedalando in bicicletta nei pressi della sua casa in Florida. La situazione è sembrata subito piuttosto grave tanto che l’attore è stato trasportato d’urgenza all’ospedale locale con un elicottero.
Hackman, è il caso di ricordarlo, non è certo un giovanotto anche se non dimostra i suoi 81 anni. Le cronache raccontano che l’attore abbia riportato numerose ferite al corpo e alla testa dopo essere stato colpito da una Toyota guidata da una donna di circa sessanta anni. Purtroppo per lui, Gene non indossava un caschetto.
Fonti ospedaliere riferiascono che Gene Hackman non è in pericolo di vita e che, con un po’ di calma, potrà riprendere anche a lavorare.
Fonte: TMZ
Con l’approssimarsi del Natale, la frenesia dei regali ha già invaso i pensieri di molti, con il culmine degli ultimi giorni sempre più vicino. Possiamo sottrarci noi di Cineblog a confondervi ancora di più le idee? Certo che no! Chissà però che certe segnalazioni non si rivelino provvidenziali per qualcuno. Noi ci proviamo…
Oggi ci preme sottoporre alla vostra attenzione una raccolta di film in Blu-Ray di Clint Eastwood, in cui figurano ben 18 pellicole, tra attore e regista. Di seguito vi riportiamo i titoli, dopodiché starà a voi agire di conseguenza. Di sicuro, qualora stesse cercando di capire cosa regalare ad un parente/conoscente/intimo/quello che vi pare amante del cinema, beh… tutto ciò potrebbe proprio fare al caso vostro. Il prezzo di listino è di circa 210 euro.
Ecco la lista completa dei film di cui consta tale offerta.
DOVE OSANO LE AQUILE (1968)
I GUERRIERI (1970)
ISPETTORE CALLAGHAN IL CASO SCORPIO E’ TUO (1971)
UNA 44 MAGNUM PER L’ISPETTORE CALLAGHAN (1973)
CIELO DI PIOMBO PER ISPETTORE CALLAGHAN (1976)
CORAGGIO… FATTI AMMAZZARE (1983)
IL CAVALIERE PALLIDO (1985)
GUNNY (1986)
SCOMMESSA CON LA MORTE (1988)
LA RECLUTA (1990)
GLI SPIETATI (1992)
POTERE ASSOLUTO (1997)
MYSTIC RIVER (2003)
MILLION DOLLAR BABY (2004)
FLAGS OF OUR FATHERS (2006)
LETTERE DA IWO JIMA (2006)
GRAN TORINO (2008)
INVICTUS (2009)
THE EASTWOOD FACTOR - DOCUMENTARIO (2009)
Io amo Clint Eastwood. Punto. E’ quindi difficilissimo per me scegliere i 5 titoli per il giochino crudele 5 film da vedere di. Oggi, 31 maggio 2010, il grande Clint compie 80 anni e tutta la redazione lo ringrazia di cuore per esserci e per il suo lavoro.
- Il buono, il brutto, il cattivo, regia di Sergio Leone (1966)
- Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, (Dirty Harry), regia di Don Siegel (1971)
- Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz), regia di Don Siegel (1979)
- Gli spietati (Unforgiven), regia di Clint Eastwood (1992)
- Gran Torino, regia di Clint Eastwood (2008)
Uff, che faticaccia. Ora tocca a voi, vediamo cosa scegliete!
Invictus (id., drammatico, USA 2009) Regia di Clint Eastwood, con Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern, Julian Lewis Jones, Bonnie Henna, Grant Roberts, Langley Kirkwood, Robert Hobbs.
Invictus racconta la vera storia di come Nelson Mandela ed il capitano della squadra degli Springboks, Francois Pienaar, unirono le forze per la pacificazione del loro Paese. Per l’occasione vennero coniati slogan quali ‘The Rainbow Nation’ e ‘Una squadra, un Paese’. Il neo eletto presidente Mandela (rimasto in carica dal 1994 al 1999) è consapevole che la sua nazione è divisa dall’apartheid e, sperando di poter riunire il suo popolo con il linguaggio universale dello sport, sprona la nazionale di rugby del Sud Africa alla vittoria del Campionato del Mondo del 1995. Il titolo avrebbe dovuto inizialmente essere, il perchè ci sembra chiaro, The Human Factor (Il fattore umano). Invictus (proviene dal latino e significa invitto ovvero mai sconfitto), fa invece riferimento ad un poemetto scritto da William Ernest Henley del 1875, fonte di ispirazione di Mandela durante gli anni trascorsi in prigione.
L’appellativo di invitto, imbattuto ed imbattibile, potrebbe essere facilmente associato anche al nome di Clint Eastwood, che il prossimo 30 maggio compirà 80 primavere e che non sbaglia un colpo dai tempi de Gli Spietati. Ben lungi dall’idea di andare in pensione, anzichè rallentare il ritmo della propria produzione cinematografica, da qualche stagione a questa parte il cineasta ha cominciato a sfornare capolavori al ritmo di due all’anno. Chiariamolo subito: Invictus non arriva a toccare i livelli di perfezione raggiunti con Gran Torino; non è appassionante come Changeling nè toccante come Million Dollar Baby. Si tratta comunque di un ottimo film, girato con la maestria e la sensibilità tipica di Eastwood, un prodotto in tutto e per tutto ben al di sopra della qualità media offertaci da Hollywood di questi tempi.

Alla faccia della crisi economica. Terzo weekend con segno +, rispetto all’anno scorso, per il box office Usa di questo 2009, sommerso di bei dollaroni sonanti. A trionfare, in quello che è stato il Martin Luther King Weekend, la commedia Sony Paul Blart: Mall Cop. Prodotto da Adam Sandler ed interpretato da Kevin James, il film ha sbancato il botteghino, sfiorando i 34 milioni di dollari d’incasso, con una media per sala di 10,751 dollari. Costato appena 26 milioni di dollari, è facile che possa anche avvicinarsi ai 100 milioni, per un personaggio che, statene certi, rivedremo in uno scontato sequel…
Dietro James troviamo l’inossidabile Clint Eastwood con il suo Gran Torino. Non molla la presa il vecchio Clint, arrivato all’incredibile cifra di 73 milioni di dollari, dopo esserne costati 33. Il film di Eastwood che più ha incassato negli States è il mitico Gli Spietati, che arrivò ai 101 milioni di dollari nel 1992. Riuscirà Gran Torino ad abbatterlo? Probabilmente sì. Interessanti anche i dati per le altre new entry del weekend. E’ ottimo l’esordio per My Bloody Valentine 3-D, che sfiora i 22 milioni di dollai, così come quello di Notorious, strepitoso con 21 milioni di dollari e mezzo e la più alta media per sala della top10, superiore ai 13000 dollari, e Hotel Bau, che brinda con quasi 18 milioni di dollari.
Dietro i magnifici 5, tutti più o meno felici, troviamo La mia Miglior Nemica, arrivato ai 38 milioni di dollari, Il mai Nato, arrivato ai 31 milioni, Defiance, che risale arrivando ai 10, The Millionaire, che approfitta dei Golden Globes, arrivando ai 47 milioni, Io & Marley, arrivato ai 133 milioni, Il Curioso caso di Benjamin Button, fermatosi ai 102, e Sette Anime, che saluta tutti con 70 milioni di dollari in tasca. E in Italia? Australia sarà riuscito a spodestare Muccino? Andiamolo a scoprire…
Gli spietati (Unforgiven) - Un film di Clint Eastwood. Con Morgan Freeman, Gene Hackman, Richard Harris, Clint Eastwood, Frances Fischer, Saul Rubinek, Jaimz Woolvett, Anna Levine, David Mucci, Beverley Elliott, Liisa Repo-Martell, Josie Smith. Western - colore, 127 minuti. USA 1992.
Di fronte all’inattività dello sceriffo, un gruppo di prostitute fa colletta per mettere una taglia sull’uomo responsabile di aver sfregiato una loro compagna. Tra i molti che si fanno avanti c’è un ex killer, William Munny(Eastwood), sobillato da un giovane pistolero (Wolvett). I due si mettono sulle tracce del colpevole insieme al vecchi amico nero di Munny, (Freeman). Lo sceriffo (Hackman) però non permette che nessuno gli contenda l’amministrazione della giustizia, ed è subito scontro aperto.
Gli Spietati, come certa critica lo ha descritto, rischiava di passare, esaltato e sottostimato, come l’ennesimo western revisionista, con trent’anni di ritardo rispetto al genere. Ricordiamo solo quelli dagli ardori sessantottini di Altman (il bellissimo “I Compari” e “Buffalo Bill e gli indiani”), il “Candid” americano di Penn (“Piccolo Grande Uomo”) e “Corvo Rosso non avrai il mio scalpo” di Pollack. Tutti film, che a guardar bene, per parlare del western, e di ben altro dietro le righe, si sono allontanati dagli luoghi classici del genere, preferendo sporchi paesi minerari, foreste e circhi. Eastwood, su sceneggiatura di David Webb, sceglie invece i luoghi classici del genere, e soprattutto ne ricalca gli schemi, se pur in tono postmoderno e quindi critico.
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