La morte ti fa bella (Death Becomes Her) Un film di Robert Zemeckis con Isabella Rossellini, Goldie Hawn, Bruce Willis, Meryl Streep. In onda questa sera (12 febbraio) su Rete 4 alle ore 23.50
Beverly Hills è da sempre luogo per guerre e acerrimi duelli (almeno in sede cinematografica). In questo caso a contendersi lo scettro della regina delle Hills sono Madeline Ashton, stella del musical, ed Hellen Sharp, scrittrice di successo. Gli anni però sono passati anche per loro e le loro armi sono diventati trucchi e belletti per fare in modo che la loro pelle non subisca più alcun processo di invecchiamento. Si sa però che la lotta contro il tempo è improba Sono ormai non più giovani e creme e belletti rientrano nell’uso quotidiano per sconfiggere il processo d’invecchiamento. Il passo che le porta alla chirurgia plastica è breve, ma se qualcuno proponesse loro l’eterna giovinezza in cambio dell’anima?
Robert Zemeckis è uno che ha sempre avuto un’idea del cinema avanti almeno cinque anni rispetto ai suoi contemporanei, anche se ora ce lo siamo persi via sull’onda della perfomance capture (ma questo è un altro discorso). Con questo film, del 1992, Zemeckis segna un punto importantissimo nel mondo degli effetti speciali. Il film infatti, oltre ad essere una divertente rilettura del mito di Faust in chiave jet-set, e al contempo realizza (con abile mix di tecniche tradizionali e pionieristiche tecniche digitali) degli effetti visivi assolutamente realistici e integrati addirittura al corpo delle due splendide protagoniste. Premio Oscar meritatissimo.
Da vedere e rivedere.

Premio Oscar per la migliore attrice non protagonista: Penélope Cruz in “Vicky Cristina Barcelona”.
Le nomination vengono presentate da cinque attrici che hanno vinto gli Oscar negli anni passati. Si tratta di Whoopi Goldberg, Tilda Swinton, Goldie Hawn, Angelica Huston e Eva Marie Saint. Penelope Cruz all’inizio sembra tranquilla, ma quando sale sul palco traspare tutta la sua emozione, tanto è vero che chiede se qualcuno sia mai svenuta dopo aver ricevuto una statuetta.
Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale: Dustin Lance Black per “Milk”.
Per Black è un premio speciale perché è omosessuale, e per lui la storia di Harvey Milk ha rappresentato una speranza che gli ha permesso di vivere meglio la sua vita.
Questa era una delle sette nomination del film.
Premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale: Simon Beaufoy per “The Millionaire”.
Il film ha ricevuto complessivamente dieci nomination e si avvia a rispettare i pronostici che lo volevano film più premiato della serata.
Premio Oscar per il miglior film d’animazione: “Wall’e”.
A presentare le nomination sono Jack Black e Jennifer Aniston. Lei non sembra nemmeno leggere il foglio sigillato nella busta. Come se sapesse già il nome del vincitore, o forse perché era una statuetta annunciata.
Premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione: Kunio Kato per “La Maison en Petits Cubes”.
Premio Oscar per la miglior Scenografia: Donald Graham Burt e Victor J. Zolfo per “Il curioso caso di Benjamin Button”.
Hanno presentato le nomination Sarah Jessica Parker e Daniel Craig.
Quasi famosi (2000) di Cameron Crowe. Con Frances McDormand, Jason Lee, Billy Crudup, Patrick Fugit, Kate Hudson.
Stanotte 11 ottobre su Canale 5 alle ore 2:45
Viene mortificato davvero dalle scelte di palinsesto questo Quasi famosi, gioiellino di Cameron Crowe vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura originale (ed in giorni di trasposizioni a man bassa non è poco) e di due Golden Globes (miglior film e miglior attrice non protagonista per Kate Hudson).
Quasi Famosi è la storia di William, quindicenne nella San Diego degli anni ‘70, che sogna di diventare reporter per la celebre rivista di rock Rolling Stones. La sua bravura nello scrivere gli permette di realizzare il suo sogno: fare un servizio sulla band emergente Stillwater. Il doverli seguire in tour permette al ragazzo di vivere un’esperienza indimenticabile, crescere, conoscere il mondo e tornare a casa con un ricco bagaglio di “vita”.
Un film che si potrebbe definire autobiografico, dato che Cameron Crowe si basa sulla propria esperienza personale per gran parte delle vicende (non ultima la collaborazione giovanile con Rolling Stones, per il quale Crowe seguì i Led Zeppelin in tour). Un film nostalgico ma lucido, che rivive ma non rimpiange un’epoca incredibile che chi non ha vissuto non potrà mai comprendere in pieno. Un’epoca che molti, compreso il sottoscritto, avrebbero voluto vivere. In cui ancora c’era la possibilità di sognare. Ed in cui la musica aveva ancora un valore catartico.

Kate Hudson e Matthew McConaughey potrebbero tornare a lavorare insieme in un remake. Tutto è ancora in forse ma si tratterrebbe del rifacimento della commedia Gioco Sleale (1978, regia di Colin Higgins) dove recitava la madre di Kate (Goldie Hawn) ed il comico Chevy Chase. Per la coppia Matthew McConaughey & Kate Hudson sarebbe la terza volta insieme sugli schermi, dopo Come farsi lasciare in 10 giorni e Tutti pazzi per l’oro.
62 candeline oggi, 21 novembre, per la simpatica e frizzante Goldie Hawn nata a Washington. Nel 1969 si aggiudica un premio Oscar come migliore attrice non protagonista nel film Fiore di Cactus di Gene Saks con Ingrid Bergman e Walter Matthau. Del 1971 è M’è caduta una ragazza nel piatto a fianco di Peter Sellers mentre l’anno dopo fa coppia con Warren Beatty in Il genio della rapina.
Nel 1974 viene scelta da Steven Spielberg per Sugarland Express e l’anno dopo forma un terzetto esplosivo con Warren Beatty e Julie Christie in Shampoo. Del 1976 è La volpe e la duchessa con George Segal mentre due anni dopo gira Gioco Sleale con Chevy Chase ed incusione nel cinema italiano nel 1979 con Viaggio con Anita di Mario Monicelli.