Rinviato per ben quattro volte prima di uscire finalmente nei cinema americani, Apollo 18 è andato incontro ad un più che discreto risultato al botteghino. Tutto questo grazie agli esigui costi di produzione, pari a 5 milioni di dollari, tanto da quintuplicare il budget di partenza arrivando ad incassare circa 25 milioni di dollari in tutto il mondo. Immeritatamente, perché la pellicola diretta da Gonzalo Lopez-Gallego e prodotta dal russo Timur Bekmambetov finisce per ‘picconare’ ancor di più il già inflazionato mondo del genere mokumentary.
Affidandosi a presunti video ufficiali girati nel 1973 dal comandante Nathan Walker, dal tenente colonnello John Grey e dal capitano Benjamin Anderson, solo ora ritrovati, Bekmambetov e Lopez-Gallego provano a tessere le fila di un thriller-spaziale a tinte horror di una lentezza avvilente, riportando in orbita la spedizione Apollo 18.
In realtà mai partita, perché cancellata dalla Nasa dopo il ritorno dell’Apollo 17, ultima missione umana sulla Luna, l’Apollo 18 ideata dallo sceneggiatore Cory Goodman affonda miseramente proprio per colpa del genere cinematografico scelto per realizzarla, talmente abusato, irreale e fastidiosamente schematico da snervare il povero spettatore, sinceramente stanco di dover assistere all’infinita evoluzione del finto documentario, ormai sempre più generatore automatico di sincero odio.
Weinstein Company sta accelerando i tempi per portare Gonzalo López-Gallego (El rey de la montaña) alla regia del prossimo Apollo 18. Questo perché la speranza è quella di far uscire questo film nelle sale al più presto possibile, di sicuro prima di Area 51 di Oren Peli, il cui approdo al cinema è previsto per un generico 2011.
L’incipit narrativo, basato su una storia scritta da Brian Miller e prodotta da Timur Bekmambetov, prende piede alla luce di alcune inquietanti sequenze riprese nello spazio. In esse viene infatti mostrata la prova dell’esistenza di una forma di vita, riscontrata durante una missione segreta. Dalle notizie reperite, pare che questo Apollo 18 tenda a mescolare altri film che si fanno forti di tali premesse.
Si tratterà di capire chi “vincerà” questa corsa, e soprattutto quanto incideranno i tempi di produzione sulla resa di questo film. Nel frattempo è più che lecito attendere l’ufficialità della notizia, visto che, a quanto sembra, le parti sono ancora in fase di trattative.

Kirsten Dunst torna agli antichi amori d’infanzia (ve la ricordate, vero, nel ruolo di Claudia in Intervista col Vampiro?) e al genere horror, producendo ed interpretando A Jealous Ghost, per la regia dello spagnolo Gonzalo Lopez-Gallego.
Il film, che arriverà nelle sale sotto l’egida della Paramount, è tratto da un romanzo pubblicato da A.N. Wilson, giornalista dell’Evening Standard. Dell’adattamento e della sceneggiatura si sta occupando Megan Holley le riprese dovrebbero prendere il via fra breve.
Al centro della vicenda c’è una giovane americana che si reca in Inghilterra per scrivere un saggio su The Turn Of The Screw (Giro di vite) di Henry James. Trova impiego come bambinaia presso un ricco proprietario terriero e comincia ad accorgersi che i fatti contenuti nel racconto si ripercuotono sul suo quotidiano.
Fonte: Empire