Great Directors svela fin dal suo titolo l’intento della regista Angela Ismailos. Un solo documentario infatti cerca di costruire uan celebrazione del mondo del cinema, dei film e (soprattutto) dei registi. La Ismailos ha infatti incontrato dieci registi tra i più acclamati, premiati e amati dal pubblico per conoscere i segreti della loro carriera e della loro vita.
Il documentario, presentato in anteprima al Festival di Venezia del 2009, offre uno sguardo personale e intimo dell’arte cinematografica e degli artisti che la creano, come Bernardo Bertolucci, David Lynch, Stephen Frears, Agnes Varda, Ken Loach, Liliana Cavani, Todd Haynes, Catherine Breillat, Richard Linklater e John Sayles.
Interviste che vanno al di là della semplice cronaca, ma incontri illuminanti ricchi di aneddoti e curiosità più o meno lontane nel tempo. Grandi registi che si presentano come esseri umani speciali che nella loro vita hanno avuto modo di lavorare e conoscere con altri “mostri sacri” (their feelings about the other great directors who inspired them (Bertolucci, per esempio, regala uno splendido omaggi a Pasolini e Bergman, mentre Haynes a Fassbinder.
Dopo il continua potete vedere il trailer del documentario, che presto sarà distribuito negli USA.
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Il cartellone di Venezia 66 si amplia ancora. Sono stati annunciati oggi infatti due dei tre film sorpresa (esattamente quelli del Fuori concorso e di Orizzonti), più due altri film eventi di Orizzonti, ovvero i nuovi lavori di Peter Greenaway e Angela Ismailos. Fuori concorso si vedrà il nuovo lavoro di Hana Makhmalbaf, mentre il film sorpresa di Orizzonti è un “vecchio omaggio” del Giurato Joe Dante in un’inedita versione estesa. Diamo spazio al comunicato ufficiale.
“Possono già essere svelati i titoli di due Film Sorpresa della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2009), che erano stati indicati per le sezioni Fuori concorso e Orizzonti. Per il Fuori concorso, si tratta di Green Days, il nuovissimo film in prima mondiale di Hana Makhmalbaf - la più giovane componente (21 anni) della celebre famiglia iraniana di registi – che nel 2003 debuttò giovanissima (15 anni) alla Mostra di Venezia col suo primo film Lezate Divanegi (Joy of Madness).
Green Days alterna parti documentarie (documenti “a caldo” sullo sviluppo del movimento di piazza), a parti di fiction sulla condizione femminile in Iran. Una pellicola “sociologica” in cui “la cinepresa lavora come uno specchio per mostrarvi la società iraniana mentre passa attraverso una rivoluzione, con tutte le sue speranze e dubbi” (Hana Makhmalbaf).