Sono in uno studio tv. Dobbiamo registrare una trasmissione sui divi del cinema e i loro amori: Marlene Dietrich, Greta Garbo, Audrey Hepburn, Paul Newman. I minuti passano e non si comincia. Si avvicina un nugolo di persone, addetti ai lavori ma anche giornalisti (uomini e donne), croniste. In bilico fra carta stampata e video. Sono assetati di notizie e di indiscrezioni, di aneddoti e particolari intimi, più intimi che si può.
Vogliono sapere nei dettagli se Marlene e Greta ebbero rapporti e per quanto tempo. Se Audrey tradiva i mariti e se ci poteva essere una inadeguatezza sessuale di lei o almeno di alcuni di loro. Se Paul, fedelissimo marito ricambiato dalla moglie Joanne Woodward, fosse stato gay e con chi si era accoppiato. Insomma, misteri misteri misteri.
Gossip. Gossip puro e impuro. Ormai, grazie alle tv e ai giornaletti delle e sulle tv, gossip puro e postumo desiderio di menar scandalo. Ormai, grazie alla pratica degli scandali e scaldaletti, senza o con paparazzi, gossip impuro e invischiato con i riflessi opachi e condizionati informazione leggera, leggerissima, più di una “ velina”: non i corpi delle ragazze di “Striscia la notizia”, bensì l’impalpabile sostanza del non essere, oggi tanto di moda, peccati, malignità, calunnie a gogo.
Il 15 aprile prossimo saranno vent’anni dalla morte di Greta Garbo. E il nostro Italo Moscati ha dedicato a lei il libro Greta Garbo - Diventare star per sempre.
“Al centro del racconto uno sguardo diverso su Greta che è l’attrice, la diva, la leggenda, il mito che conosciamo, con i suoi film, con la sua semiclandestina uscita dal cinema e dalla scena della vita. Tutti pensiamo di conoscerla ed invece è sfuggente o meglio ancora misteriosa. Molto resta da capire in lei. Si presenta l’occasione giusta per dedicarle una biografia che intreccia episodi noti e meno noti, nello scenario di Hollywood e del grande cinema, all’interno della storia complessiva in cui si cercava l’“uomo nuovo” ma nasceva in realtà, grazie anche a Greta, una “donna nuova”, una donna che rivendicava un ruolo di diverso e si apriva la strada anche con la bellezza, fra proteste che semineranno un cambiamento profondo nella società maschilista, capace di nascondersi dietro i volti e i corpi delle dive, delle attrici famose e indimenticabili. E soprattutto Greta, l’unica Greta. La svedese Greta, la sua famiglia di origine contadina; il periodo di un’amara adolescenza vissuto lavorando come sciampista e poi come commessa di un grande magazzino; le prime prove in short pubblicitari e l’ammissione alla Accademia Reale di arte drammatica”.
Greta Garbo. Diventare star per sempre.
Italo Moscati
Edizioni Sabinae
Pagine: 198.
Euro: 18.00
Il mio amico Eric (Looking for Eric) Regia di Ken Loach. Con Eric Cantona, Steve Evets, John Henshaw, Stephanie Bishop, Lucy-Jo Hudson, Gerard Kearns, Stefan Gumbs, Justin Moorhouse, Des Sharples, Greg Cook, Mick Ferry, Smug Roberts.
Eric è un uomo di mezza età e lavora per le poste di sua maestà. La sua vita sta andando a rotoli, la sua famiglia è piuttosto complicata da gestire e il mondo sembra avercela con lui. Per fortuna ci sono gli amici, la birra al pub e il Mancherster United. Un incidente automobilistico però lo spinge a riflettere sulla sua condizione e a ripensare ai motivi per cui aveva abbandonato la donna che amava. Un segreto tormenta Eric da trenta anni. Di tanto in tanto, nei suoi momenti peggiori, l’unica persona con cui riesce a parlare è il suo amico immaginario, il grande calciatore Eric Cantona.
“Ken Loach ride”. Si potrebbe mutuare il celebre slogan con cui fu lanciata Ninotchka con Greta Garbo per descrivere il nuovo film di Ken Loach, forse il regista che maggiormente si è interessato ai drammi dell’esistenza umana, ai problemi degli operai britannici e a tutti quelli che subiscono sfruttamenti e soprusi. Loach riesce a costruire una commedia con risvolti esilaranti mantenendo perfettamente il controllo sui suoi temi classici. Il personaggio di Eric è un carattere complesso e problematico ma capace di rappresentare un intera gamma di sfumature dell’essere umano. Eric è un uomo di mezza età, un padre che ha abbandonato una figlia che stava per nascere, un innamorato fuggito dalla donna che ama per il panico, un tifoso del Manchester, un postino, un amico e compagno di bevute al pub, ma Eric è soprattutto un uomo alla ricerca di se stesso.
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Italo Moscati scrive e conduce il programma Greta Garbo - Un racconto alla radio, venti puntate per “Alle 8 della sera” su Radio2Rai con la regia di Angela Zamparelli dal 27 luglio al 21 agosto 2009.
“Greta Garbo è l’attrice, la diva, la leggenda, il mito che conosciamo, con i suoi film, con la sua semiclandestina uscita dal cinema e dalla scena della vita. Tutti pensiamo di conoscerla ed invece è sfuggente o meglio ancora misteriosa. Molto resta da capire in lei. Il 2009 è l’occasione giusta per dedicarle un racconto. Per diverse ragioni. Il prossimo anno, nel 2010, si compiranno i vent’anni dalla morte. Inoltre quest’anno è una data importante, per quanto riguarda la sua carriera, perché nel 1939, ossia settant’anni fa Greta interpretò il film “Ninotchka”, un film brillante il penultimo della carriera dell’attrice che uscì dal cinema nel 1941, a soli trentasei anni.
La svedese Greta, la sua famiglia di origine contadina, il periodo della adolescenza vissuti lavorando come sciampista e poi come commessa di un grande magazzino, le prime prove in short pubblicitari, l’ammissione alla Accademia Reale di arte drammatica. Quindi, Greta e i suoi rapporti con il cinema, da quello prenazista a quello di Hollywood; le interpretazioni famose , da Anna Karenina a Ninotchka, e le meno famose; i suoi amori noti e anche quelli poco conosciuti, i suoi viaggi nel mondo e in Italia; la bellezza e la paura dell’avanzare dell’età ;un amaro e comunque toccante abbandono del set e la vita solitaria. Il racconto presenterà la storia, anzi le storie di Greta e soprattutto la fatica di essere una femme fatale che deve dare il massimo; e che il massimo ottiene, a costo di un’intima e sofferta rassegnazione, insieme a una malinconia romantica da cui trapela una ansiosa voglia di vivere.”
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