Sono sbarcati al Lido Nicolas Cage ed Eva Mendes, protagonisti di Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, di Werner Herzog, in programma domani sera qui alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Oggi però, tutti i riflettori sono puntati su Viggo Mortensen e sul piccolo Kodi Smit-McPhee, ottimi interpreti del pessimistico The Road, film post-apocalittico diretto da John Hillcoat, che sicuramente farà discutere molto e dividerà tanto il pubblico quanto la critica.
Presenti al Lido anche Angela Ismailos, Todd Haynes e John Sayles per presentare il documentario Great Directors; e Todd Solondz accompagnato dal direttore della fotografia Edward Lachman e da Shirley Henderson, protagonista di Life During Wartime. Le tre Giurie di Venezia 66 (Concorso, Orizzonti e Premio Venezia Opera Prima) presiedute, rispettivamente, da Ang Lee, Pere Portabella e Haile Gerima, hanno posato al gran completo per i fotografi, prima di tornare ai propri impegni.
Dopo il salto la galleria fotografica con tutte le immagini della giornata, in attesa di aggiungere quelle del red carpet di The Road, nella seconda serata di oggi.
Cartoline da Venezia 66 - Viggo Mortensen, Eva Mendes e Nicolas Cage sono le star della giornata
Il regista etiope (e statunitense) Haile Gerima, autore del film africano più premiato nella storia, Teza, Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia dello scorso anno; e il maestro del cinema indipendente spagnolo Pere Portabella, autore dello straordinario Il silenzio prima di Bach (Die Stille vor Bach), presentato nel 2007 a Venezia e divenuto uno dei più grandi successi del circuito europeo d’essai, saranno, alla 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 2 al 12 settembre 2009, i presidenti delle Giurie internazionali del Premio Venezia Opera Prima e della sezione Orizzonti.
Ricordiamo che, a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso, ci sarà quest’anno il due volte Leone d’oro Ang Lee.
Fonte: La Biennale
Presentato con successo di critica alla 65ma edizione del Festival di Venezia (dove ha vinto il Gran Premio della giuria e il premio Osella per la sceneggiatura), Teza è uno di quei rari casi di film africano che riesce a ottenere una distribuzione anche in Italia, grazie soprattutto alla forza che esprime in ogni sua inquadraura e al panorama storico a cui fa riferimento, tanto che qualcuno lo ha paragonato a La meglio gioventù, in chiave etiope.
Il regista Haile Gerima racconta la storia di un africano che ritorna alla sua terra di origine dopo aver vissuto da emigrante in Europa. Amberber ha lasciato l’Etiopia negli anni Settanta per studiare medicina in Germania, il suo desiderio è quello di tornare per lavorare a favore del suo popolo. Venticinque anni dopo, il ritorno si rivela però ben più difficile di quello che avrebbe potuto immaginare.
Tra presente, passato e una dimensione temporale onirica, Gerima offre uno spaccato della storia contemporanea dell’Africa, mettendo in luce le contraddizioni legate alla politica estera europea, alle difficoltà interne dell’Etiopia dilaniata dalla guerra civile e da sanguinose faide tribali e, infine, anche allo scontro delle culture impiantante dal colonialismo come il cristianesimo e il comunismo marxista.
Il film uscirà in sala il 27 marzo. Dopo il continua trovate un’intervista al regista Gerima con alcune sequenze del film e il trailer italiano.
Continua a leggere: Teza - La locandina, il trailer italiano e un'intervista al regista
Passerella ventosa quella di questa sera, con sfilata sul red carpet della bellissima Evan Rachel Wood e di Mickey Rourke, protagonisti di The Wrestler di Darren Aronofsky. Gli anni di 9 settimane e mezzo sono lontanissimi, ed il tempo non è stato clemente con Rourke. Dopo il salto lo potete vedete in versione ‘by day’ e ‘by night’ (da notare, in modo particolare, le scarpe!). Presentato questa sera anche Il seme della discordia, di Pappi Corsicato (l’ultimo dei quattro film italiani in concorso) con Caterina Murino, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari, Martina Stella e Michele Venitucci.
Oggi è stato, inoltre, il giorno della consegna del Leone d’Oro ad Ermanno Olmi, che ha ricevuto il premio dalle mani di Adriano Celentano ma non ha potuto sfilare per il consueto photo-call a causa della manifestazione di CGL, CISL e UIL che oggi pomeriggio ha paralizzato mezzo Lido. I 21 giovani giurati di Agis Scuola per il Cinema hanno invece consegnato il Leoncino d’Oro a Il papà di Giovanna, di Pupi Avati; mentre la Segnalazione Cinema for Unicef è stata assegnata a Teza di Haile Gerima. Continuando a parlare di premi, Luca Argentero ha ritirato il Premio Guglielmo Biraghi 2008, mentre Cristiana Capotondi, come già detto, ha ricevuto il premio L’Oreal Paris per il cinema.
E mentre qualcuno comincia a fare le valigie per tornare verso casa, come Agnès Varda, questa 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia volge al termine. Ci rallegra però il sorriso sornione di Stefano Disegni, che in queste ultime due settimane ha allietato le nostre giornate con la sua graffiante striscia a fumetti quotidiana.
Cartoline da Venezia 65: Evan Rachel Wood e Mickey Rourke, Beauty and the Beast
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Venezia 65:
Teza, di Haile Gerima
Tra passato e presente, tra Storia e psicologia di un personaggio descritto in toto, tra violenza e analisi di una nazione Teza si rivela uno dei migliori prodotti del concorso. Diretto da Haile Gerima, è un film africano di 140 minuti: per imponenza e lunghezza, e forse per importanza dentro ad una selezione ufficiale, mi ha ricordato Le Graine et le Mulet (Cous Cous) dell’altr’anno.
Teza descrive il ritorno in Etiopia di Anberbe, un uomo che da giovane ha lasciato il suo paese natale per trasferirsi in Germania a studiare medicina; visti gli anni ‘70 il ragazzo si appassiona di politica e diventa attivista, e da lì il suo percorso sarà soprattutto ideologico e politico, fino al ritorno a casa, dove la situazione di dittatura di Mengistu ha sfigurato il ricordo di fanciullo che aveva della sua patria.
Gerima sfrutta un montaggio decisamente svelto e a tratti davvero serratissimo per passare in rassegna un percorso politico che analizza il socialismo in tutte le sue forme, dall’ideologia alla dittatura, ma riesce soprattutto ad appassionare lo spettatore con la storia del suo protagonista, interpretato molto bene da Aaron Arefe, che riesce a rivivere momenti felici passati come la storia d’amore con Cassandra e momenti dolorosi come la separazione dalla compagna o la morte del miglior amico. Teza non risparmia momenti di dura violenza, non risparmia scene religiose, non cerca la facile consolazione per nessuno. Una bella scoperta su cui vale riflettere. Qui l’opinione di Cinema.it