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La MPAA sotto accusa: dopo il caso Bully, è NC-17 anche per Killer Joe di Friedkin

pubblicato da Gabriele C.

La MPAA sotto accusa: dopo il caso Bully, è NC-17 anche per Killer Joe di FriedkinLa MPAA, Motion Picture Association of America, è una tra le associazioni più controverse dell’industria cinematografica americana. Il sistema di rating dei film è sempre stato messo sotto accusa dai registi che si vedevano affibiati, per i loro film, dei “divieti” molto duri. L’ormai imprescindibile This Film Is Not Yet Rated, il documentario di Kirby Dick che indaga sui membri dell’associazione, ha fatto luce sui nomi di chi ne fa parte, sottolineandone tutte le zone d’ombra. Se non l’avete visto, non perdete tempo.

È un sistema di divieti abbastanza ipocrita e che fa l’interesse delle major, per forza, e che discrimina i film indipendenti. Perché è ipocrita? Un film non deve per forza passare sotto i ferri dell’associazione per uscire in sala: è un atto volontario. Peccato che se si esce Unrated (ovvero senza un rating della MPAA), saranno poche le sale disposte ad accettare di tenere in cartellone un film del genere. E come mai? Perché quel film non avrà pubblicità né in tv né nei giornali, proprio per la sua mancanza di divieto: avrà quindi, già in partenza, meno possibilità di avere entrare al box office rispetto ad altre pellicole. Ergo, un sistema “volontario” diventa “obbligatorio”. Poi, nella maggioranza dei casi, i film indie saranno giudicati sempre con più severità rispetto ai prodotti degli studios. Non ci credete? Guardate il film di Dick, davvero.

Killer Joe (qui la nostra recensione) è un film indipendente, a tutti gli effetti: non ha una major alle spalle - neanche una sua sussidiaria d’essai -, ha un grande regista uscito però dal giro “che conta” da un po’ di anni, non ha una distribuzione importante. Il resto viene da sé. Ma facciamo un piccolo passo indietro, perché la questione dell’ultimo film di William Friedkin arriva poco dopo un altro film indipendente bistrattato dalla MPAA, il documentario The Bully Project (ormai conosciuto come Bully) diretto da Lee Hirsch. La pellicola documenta casi di bullismo in molte scuole americane: vista la sua natura cruda, il film si è beccato il rating di NC-17, ovvero “vietato ai minori di 17 anni”. Chiaramente una cosa del genere preclude la visione del film al target principale del documentario, ovvero gli stessi studenti delle scuole. I Weinstein, distributori della pellicola, si sono già organizzati con petizioni per protestare (e non è la prima volta per loro: ricordate Blue Valentine?).

Killer Joe uscirà con lo stesso divieto, NC-17. Sia chiaro: il film di Friedkin è folle, crudo, con un’ultima mezz’ora assolutamente delirante. Il pubblico a Toronto ha avuto modo di dire che, dell’intera rassegna canadese, qui si trova la scena “più sconvolgente” del festival. Chi ha visto il film a Venezia, dove la pellicola ha vinto il Mouse d’Oro della critica on line per il miglior film in concorso, sa di cosa parliamo. Cosa si discute, quindi, in questo post? Non tanto la decisione di affibiare l’NC-17 a Killer Joe, fatto che ci sembra assolutamente “normale” se viene da un organo come la MPAA. Ci preme invece continuare a parlare dell’associazione stessa, per denunciarne il più possibile la potenza, e l’estrema possibilità di far vivere o morire a piacimento una pellicola. Se da anni sono in molti ad incavolarsi, e ad opporsi con tutte le proprie forze, è perché ci sono dei motivi validi. Possibile che non venga mai lasciata la possibilità di decidere allo spettatore? Possibile che per fare i propri interessi sia sempre lui a rimetterci?

Fonte: The Playlist

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The Wettest County di John Hillcoat posticipato: andrà alla Mostra di Venezia

pubblicato da Gabriele C.

Wettest County di John Hillcoat posticipato: andrà alla Mostra di Venezia

Harvey Weinstein è machiavellico, ma non ha peli sulla lingua. È un grande stratega, pronto a far valere i suoi prodotti, soprattutto ai premi che contano. Non passa di certo inosservato, neanche per quel che riguarda misteri e polemiche. La sua mano torna a farsi sentire con The Wettest County, il nuovo lavoro di John Hillcoat, regista de La proposta e The Road (per chi scrive, ottimi entrambi), che per l’occasione torna a collaborare con Nick Cave (ha musicato il secondo, e scritto e musicato il primo).

L’uscita del film, tratto da The Wettest County in the World di Matt Bondurant, era prevista per il 20 aprile, ma la Weinstein Company ha recentemente annunciato che non sarà distribuito per quella data. La prima motivazione riguarda il protagonista Tom Hardy. Infatti Harvey vuole sfruttare l’onda di successo che arriverà all’attore grazie a Il cavaliere oscuro - Il ritorno:

Abbiamo una star come Tom Hardy, che però è completamente anonimo in questo momento. Se vai in coda ad un ArcLight [cinema californiani, ndr] nessuno saprà chi è. Ma sarà una vera star entro agosto.

Chissà che ne pensa Hardy… C’è poi un altro fattore, che sembra più una conseguenza che calza a pennello alla strategia di Weinstein che una causa: vuole portare il film a Venezia, prima che esca in sala il 31 agosto. La Mostra di Venezia, pur travagliata per le news degli ultimi giorni, non solo ha quindi un titolo certo in saccoccia, ma potrebbe avere già il perfetto film d’apertura tra le mani. D’altronde, guardando al red carpet, non c’è da lamentarsi, grazie ad Hardy, Jessica Chastain, Gary Oldman, Shia LaBeouf, Guy Pearce e Mia Wasikowska. E poi c’è Hillcoat stesso, a Venezia nel 1988 con Ghosts… of the Civil Dead e nel 2009 in concorso con The Road: a suo modo, un habituée.

Fonte: 24 Frames

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The Weinstein Company distribuirà in America This Must Be The Place di Sorrentino

pubblicato da Gabriele C.

This Must Be The Place: The Weinstein Company distribuirà in America il film di Sorrentino

Co-produzione Italia-Francia-Irlanda girata in gran parte tra New Mexico, Michigan e New York, This Must Be The Place, prima incursione per Paolo Sorrentino in un lungometraggio in lingua inglese, non aveva ancora un distributore americano. Ma oggi è arrivata la notizia che in molti aspettavano: il film è stato acquistato dalla Weinstein Company.

Perché la news era così attesa? Soprattutto per il discorso Oscar. Se il film non viene mai proiettato in suolo americano, è già fuori dai giochi. Ora sta tutto nel vedere come si comporterà Harvey Weinstein con This Must Be The Place, ma se l’ha acquistato ora esiste forse un perché. Molto probabile, ipotizziamo, che del film verrà fatta una distribuzione limitata entro l’anno, per poi farlo uscire in modo più ampio nel 2012.

Così facendo, Weinstein potrebbe fare la campagna pubblicitaria adeguata per Sean Penn che in molti si aspettavano sin dall’annuncio del progetto. E ricordiamo che il produttore e distributore quando vuole sa bene quel che fa: l’altr’anno ha vinto con Il discorso del re, anche se la sua vera vittoria è stata la nomination (sacrosanta) per Michelle Williams in Blue Valentine, un film indie dalla distribuzione non proprio facile.

Certo, quest’anno Weinstein avrà un bel lavoro da fare, se effettivamente vuole regalare qualche nomination a film “difficili” e che hanno diviso la critica come This Must Be The Place e W.E. (Edward e Wallis: Il mio regno per una donna) di Madonna. Anche se ha comunque un sicuro asso nella manica: The Artist, con molte probabilità tra le vere sorprese di questa edizione.

Fonte: The Playlist

E se ve li siete persi:
- La recensione di This Must Be The Place da Cannes
- Il trailer sottotitolato in italiano

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Harvey Weinstein smentisce i tagli di Bastardi senza gloria

pubblicato da Gabriele C.

Harvey Weinstein smentisce i tagli di Bastardi senza gloria

Alla fine la smentita arriva direttamente da una fonte ufficiale, così da rassicurare tutti gli appassionati. Sono state molte infatti le voci insistenti che nelle ultime settimane volevano un Bastardi senza gloria ( di cui abbiamo visto di recente il nuovo trailer) distribuito con tagli netti, per un totale di 40 minuti di pellicola in meno.

Ma la nuova fatica di Quentin Tarantino arriverà in sala (dappertutto) nella sua versione originale, senza alcun taglio. Di certo, però, con qualche modifica. E’ Harvey Weinstein, capo della Weinstein Company assieme al fratello, a dichiarare tutto questo dopo il polverone dell’ultimo periodo: ma rassicura i fan che le modifiche non saranno certo così pesanti da rendere Bastardi senza gloria un film diverso da quello visto in concorso a Cannes.

Non ci saranno di conseguenze scene tagliate, e il ritorno di Tarantino in sala di montaggio è giustificato dal fatto che, per presentare Bastardi senza gloria sulla Croisette, il regista ha montato il film nel tempo record di sei settimane. Che cosa cambierà quindi nella versione che vedremo al cinema? Presto detto: ci saranno una riorganizzazione delle sequenze e momenti inediti, per un totale non inferiore alle 2 ore e 28 della versione cannense.

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