Tre film che non bisognerebbe perdere per nulla al mondo, e mica perché sono candidati agli Oscar, tutti e tre come Miglior film. In ordine alfabetico, ecco le critiche negative. De Il Cigno Nero hanno detto che è un presuntuoso bignamino di psicologia spicciola e che la Portman è forzata: ma è cinema che se ti prende non ti molla più, cinema fisico, anche un po’ scorretto, ma senza rinunciare ad una certa eleganza. Sulla Portman: questione di gusti, e se vincerà l’Oscar nessuno scandalo, anzi (ma c’è da dire che le cinque interpretazioni femminili di quest’anno sono davvero di livello). De Un gelido inverno non si può proprio dire nulla, ma chi ne ha avuto il coraggio ha detto che è il “solito film da Sundance” (dove ovviamente ha vinto): frase che ormai è un cliché e andrebbe abolita per quanto è abusata e piatta. Il film è bello, forte, diretto con mano sicura e mai privo di emozioni, con una grande Lawrence. De Il Grinta hanno detto che rischia di sfigurare contro l’originale di Hathaway, soprattutto in una cosa: lì dove John Wayne era, Jeff Bridges recita. Ma facendolo notare sotto una luce negativa (e anche un po’ da topi da videoteca) si perde il senso dell’operazione, sospesa tra classico e moderno, omaggio e rilettura, fedeltà al romanzo e film personalissimo (sì, il Cogburn di Bridges è parente di Lebowski: dov’è il problema?). Dateci retta: correte in sala. Weekend così non ne capitano tutte le volte.
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Amore e altri rimedi: Maggie è un seducente spirito libero che per nessun motivo al mondo cederebbe alla tentazione di un legame. Un giorno incontra Jamie, un giovane dal fascino infallibile sia con le donne sia nella sua attività lavorativa, lo spietato mondo dell’industria farmaceutica. L’evoluzione del loro rapporto prende entrambi di sorpresa, e li lascia sotto l’influenza del farmaco più potente: l’amore. Commedia scritta e diretta da Edward Zwick, con protagonisti Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway. Qui il trailer italiano.
Il Cigno Nero: Nina è una giovane ballerina di New York. Passa la sua vita tra sala da ballo e casa, dove l’aspetta una madre fin troppo assillante. La sua grande opportunità avviene quando il direttore artistico Leroy decide di mettere in scena Il Lago dei Cigni nella nuova stagione, e la sceglie nel doppio ruolo del Cigno Bianco e del Cigno Nero. Intanto da San Francisco arriva una nuova ballerina, Lily. E per Nina incominciano i guai… Il nuovo, accamato e anche contestato film di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Mila Kunis, Winona Ryder, Sebastian Stan e Vincent Cassel. Film d’apertura in concorso di Venezia 2010, dove la Kunis ha vinto il Premio Mastroianni. Golden Globe alla Portman e 5 nomination agli Oscar. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

Il Padre e lo Straniero è un film drammatico diretto da Ricky Tognazzi e presentato allo scorso Festival Internazionale del Film di Roma 2010 (qui la nostra recensione). Con Alessandro Gassman, Amr Waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta e Nadine Labaki protagonisti, il film ci regala oggi una galleria di foto e la locandina ufficiale.
Sullo sfondo di una Roma dai toni medio-orientali si dipana un giallo con protagonisti l’italiano Diego e l’arabo Walid. I due stringono una profonda amicizia, uniti dall’amore per i propri figli, purtroppo disabili. Diego, attraverso il rapporto con Walid, metterà in discussione il significato di “diverso” e “normale”. L’amicizia cambierà i due uomini, anche se Walid nasconde molti segreti in cui Diego viene inconsapevolmente coinvolto, mettendo alla prova il loro rapporto. I sentimenti di Walid sono sinceri o parte di un intrigo internazionale in cui Diego è solo una pedina? Walid infatti a un tratto scompare e Diego si ritrova ad essere indagato dai Servizi Segreti. Inizia allora una sua indagine privata per ritrovare l’arabo, attraverso una serie di colpi di scena, e capire chi sia veramente. Alla ricerca di Walid, Diego torna in quel lontano paese arabo in cui era stato con l’amico, sulla traccia di un’antica favola che Walid gli aveva narrato e là troverà l’inattesa verità, come in un mare in cui tutti i fiumi confluiscono… Il senso della favola gli apparirà chiaro: ciascuno attraverso un percorso tortuoso e difficile può arrivare a scoprire la felicità che ha sempre avuto, senza saperlo, dentro di sé. Trovate qui il trailer.
Il Padre e lo Straniero - locandina e fotogallery del nuovo film di Ricky Tognazzi
Visto e poco apprezzato al Festival Internazionale del Film di Roma 2010, Il Padre e Lo Straniero sbarcherà nei cinema italiani il prossimo 18 febbraio, offrendoci oggi come antipasto il trailer ufficiale, da vedere e commentare insieme a noi. Diretto da Ricky Tognazzi, e con Alessandro Gassman, Amr Waked, Ksenia Rappoport e Leo Gullotta protagonisti, il film è tratto dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo, che ha collaborato anche alla sceneggiatura.
Diego (Alessandro Gassman), impiegato romano con figlio disabile, conosce Walid (Amr Waked), ricchissimo uomo d’affari siriano anche lui padre di un bimbo gravemente handicappato. Dalla stessa sofferenza nasce un’insolita amicizia e i due cominciano a frequentarsi tra bagni turchi, spese di lusso e una misteriosa cognata di nome Zaira. Insieme si recano con un volo privato in Siria a scoprire il pezzo di terra che Walid ha comprato per il figlioletto. Al ritorno da quello strano viaggio-lampo, il dolore che impediva a Diego e sua moglie (Ksenia Rappaport) di ritrovare la passione, pian piano svanisce, proprio mentre il misterioso Walid scompare, inseguito dal sospetto di terrorismo. Pedinato dai servizi segreti, in una Roma soffocante e ambigua, Diego parte alla ricerca dell’uomo e scopre invece una scioccante, commovente, verità.
Il dr. Apocalypse, opinionista principe fra gli opinionisti di Cineblog, mi ha messo una pulce sonora nell’orecchio. Questa: l’istituzione del premio Pernacchia d’oro nel palmares del Film Festival di Roma 2010. Andiamoci piano con le pernacchie in questi tempi perigliosi, si potrebbe in pochi momenti andare a decibel insopportabili considerata la situazione generale del nostro amato, disamato, bistrattato, sopportato Paesone.
Il dr. di cui sopra, con denominazione pertinente (l’apocalipse significa soprattutto fine e rivelazione), mette l’accento su una questione delicata per la sorte dei festival in genere. Venezia, con la giuria guidata da Quentin Tarantino, uscito dalle carceri di San Quintino, sede della Hollywood babilonia, ha subìto molte critiche per i verdetti della Mostra definiti generalmente “farlocchi”. Cosa avverrà a Roma, dove non c’è una giuria e non c’è un matto geniale opportunista pro domo sua come Quentin (se n’è parlato dalle cronache veneziane)? La giuria del popolo saprà scegliere? E chi lo sa?
Intanto, dobbiamo preoccuparci di preparare le Pernacchie, care al grande Eduardo De Filippo che sul tema dà una lezione sonora senza pari in uno degli episodi dello splendido film L’oro di Napoli di Vittorio De Sica? Beh, prepararsi è sempre consigliabile. Ma, prima di tutto, a questo punto, serve ricordare da dove nasce la proposta del dr. Apocalypse.
Continua a leggere: Roma 2010: No, si, ni alla Pernacchia d’oro
Il Padre e lo Straniero (Ita, 2010) di Ricky Tognazzi; con Alessandro Gassman, Amr waked, Ksenia Rappoport, Leo Gullotta, Nadine Labaki, Emanuele Salce, Lavinia Biagi, Emidio La Vella, Claudio Spadaro, Mohamed Zouaoui, Leonardo Della Bianca, Ilary Branco, Zohra Mouj, Widad Bouhya, Giuseppe Manfridi, Matteo Azchirvani, Adel Benmohamed Bakri, Cesare Tiriolo, Andrea Pirolli, Lia Gotti
Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo, che ha collaborato anche alla sceneggiatura, Il Padre e lo Straniero è il 2° film italiano visto al Festival Internazionale del Film di Roma, dopo La Scuola è Finita, e anche il peggiore in assoluto visto fino ad oggi, Winx escluse. La pellicola diretta da Ricky Tognazzi deraglia completamente, prendendosi incredibilmente sul serio, senza averne la forza e le capacità.
Fastidiosamente presuntuoso, il film di Tognazzi racconta in maniera terribile una storia che tanto interesse aveva suscitato in liberia, a causa di uno script, scritto ad 8 mani, a tratti incomprensibile. Maledettamente precipitoso, nei suoi eventi e nella costruzione dei personaggi, Il Padre e lo Straniero lascia sgomenti, perchè davvero ingiustificabile, in tutti i suoi aspetti…
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