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Charlie Chaplin e la donna che poteva viaggiare nel tempo?

pubblicato da carloprevosti

Il video che potete vedere qui sopra è diventato uno dei tormentoni più famosi degli ultimi tempi, soprattutto nel mondo dei blog di carattere cinematografico.

L’autore del video, George Clarke, sostiene infatti che in una sequenza contenuta tra gli extra del dvd de Il Circo di Charlie Chaplin, a proposito della premiere che si svolse al Manns Chinese Theatre di Hollywood del 1928, una donna robusta confusa tra la folla sarebbe stata colta a parlare da solo attraverso quello che sembra un telefono cellulare, un oggetto che non era ancora stato inventato all’epoca.

Clarke sostiene di aver analizzato a fondo il filmato, per quasi un anno, catalogando oltre un centinaio di persone presenti, ma senza aver modo di dare una spiegazione di quello che la donna stava facendo. La sua unica teoria è semplicemente che si tratti di una viaggiatrice del tempo che stava parlando con qualcosa che sembra un telefono cellulare.

Non bastava che una teoria strampalata facesse il giro del mondo, anche la rivista LiveScience ha deciso di ricorrere a degli esperti che hanno decretato che lo strano oggetto scambiato per un telefono, in realtà fosse un semplicissimo cornetto per persone un po’ dure d’orecchio!

Un oggetto che allora non era inusuale, ma che oggi appare totalmente dimenticato. Certamente nel 1928 era più facile avere quello all’orecchio, rispetto a un iPhone! Peccato però, l’idea che una cinefila del futuro fosse tornata indietro nel tempo per assistere alla prima di un film di Chaplin aveva un sapore molto gustoso!

Cineblog consiglia: Il circo (Cirk)

pubblicato da Gabriele C.

Il circo (Cirk)Il circo (Tsirk, URSS, 1936) di Grigorij Aleksandrov; con Lyubov Orlova, Sergei Stoljarov, Vladimir Volodin, Evgenija Melnikova.

Stanotte, 01.50, RaiTre

Grigorij Aleksandrov è stato uno dei collaboratori più importanti di Ejzenstejn, col quale ha per esempio co-diretto ¡Que viva Mexico!, sceneggiato anche interamente da lui. Il suo esordio nel lungometraggio da solo avviene nel 1934 con Tutto il mondo ride, una commedia musicale che anticipa il successo de Il circo, secondo film diretto da Aleksandrov due anni dopo.

Presentato con successo a Venezia 63, nell’utilissima retrospettiva Storia segreta del cinema russo, Il circo è stato forse il più apprezzato di tutte le pellicole messe in cartellone. Il perché si nota subito: il divertimento e le capacità tecniche di Aleksandrov non si possono mettere in discussione. Prendendo un po’ da qui (stile del neo-musical americano) e un po’ da lì (la lezione dei maestri russi dello sperimentalismo), il regista riesce a crearsi un suo bagaglio artistico che ha poco da invidiare ai modelli ai quali s’ispira.

La storia vede Marion, una ballerina americana, fuggire dagli USA per aver avuto un figlio con un uomo di colore. Giunta in Russia arriverà in un circo; qui s’innamorerà di Martynov, che sta allestendo il proprio numero e che le propone di farne parte. Ma il feroce e invidioso Knejšic farà di tutto per smascherare la donna, che non ha rivelato la sua vera identità… Grandi gag, ritmo esagerato, tempi comici perfetti e momenti di alto cinema. Alla fine si scende con le bandiere in piazza a ringraziare la benevola URSS, la nazione più democratica. Ma tuttavia ha ragione Nikita Mikhalkov: questi film non invecchiano per niente.

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