Ricordate come muore il vostro eroe cinematografico e quali sono le sue ultime parole? Questo video raccoglie solo alcune delle morti più famose del cinema e le ultime frasi pronunciate: dalla Rosabella di Charles Foster Kane (Orson Welles) in Quarto Potere, a Era davvero una spada di Hattori Hanzo di O-Ren Ishii (Lucy Liu) in Kill Bill Vol. 1 passando per il discorsone di Samuel L. Jackson troncato da uno squalo in Blu Profondo e l’urlo sulla bomba de Il dottor Stranamore. Divertitevi a ricordarvi gli altri film!
Chi ha parlato? Chi cazzo ha parlato? Chi è quel lurido stronzo comunista checca pompinaro che ha firmato la sua condanna a morte? Ah, non è nessuno eh? Sarà stata la fatina buona del cazzo!

Stanley Kubrick moriva dieci anni fa nella sua casa di campagna all’età di 70′anni. La stampa e la rete giustamente lo ricordano: lui, regista per eccellenza, oggetto infinito di studio, di dibattito, di letture, interpretazioni ed opinioni. Un regista freddo, un regista da amare ad ogni costo, un regista senza eredi: le definizioni si sprecano. E in molti ricordano anche il progetto incompiuto del Napoleon, in “risposta” al film-fiume di Gance.
Non c’è corso di cinema, libro sugli audiovisivi, sulla regia, sulla sceneggiatura che non analizzi abbondantemente qualche suo film, qualche sequenza, qualche momento. Kubrick è il modello da studiare, un metro di paragone inarrivabile e alieno. Ma, senza voler essere provocatori, Kubrick è anche regista di emozioni. Un paradosso, un’assurdità: basti pensare alla perfezione maniacale della tecnica dei suoi film e alla (presunta) glacialità che le sue immagini regalano allo spettatore.
Ore ed ore spese a studiare la fotografia di un’inquadratura, ore spese a studiare la prospettiva, le posizioni degli attori. E una documentazione impressionante del campo artistico, come si vede facilmente in Barry Lyndon. Ma sotto l’inattaccabile e affascinante cura tecnica, sotto l’estetica più perfetta del perfetto, si nasconde sempre e comunque un’etica che, colta anche solo per un attimo e in minima parte, distrugge tutto e re-inventa il pensiero. C’è chi la chiama filosofia.
Cosa c’è di meglio di ricordare l’immortale voce di Oreste Lionello in cinque grandi film (cinque dei tanti) che ha doppiato? Di seguito trovate i video di: il Sedadavo di Frankenstein Junior (di Mel Brooks), la telefonata del Il Dottor Stranamore (di Stanley Kubrick), come diventare etero ne Il Vizietto (di Edouard Molinaro) ed il discorso all’umanità de Il Grande Dittatore (di Charlie Chaplin). Qui sopra la scena della rapina in banca tratto da Prendi i soldi e scappa (di Woody Allen) che lo ricorda così:
“Oreste Lionello mi ha reso per anni un attore molto migliore di quanto non fossi veramente”.
Ciao Oreste.
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Molto probabilmente, il titolo più divertente e geniale di sempre (Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba). E, sicuramente, uno dei capolavori più incredibili di Stanley Kubrick. A partire dai titoli di testa, con l’accoppiamento dei B52. Tra l’altro, solo la prima di una di tante allusioni sessuali, come dice Ghezzi.
Se con Orizzonti di gloria e Full Metal Jacket il maestro si scagliava contro la follia della guerra utilizzando il genere, qui si butta sulla commedia e sul grottesco. Impera la satira, e l’inquietudine si traveste di risata.
Guerra Fredda, maccartismo, echi fortissimi della Seconda Guerra Mondiale: il tutto finirà con l’esplosione della Terra. Geniale. Come è geniale il triplo ruolo del grande Peter Sellers, che interpreta il capitano inglese Lionel Mandrake, il presidente americano Muffey e, ovviamente, lui: il dottor Stranamore. Il cui braccio meccanico tradisce le sue origini naziste, alzandosi come si faceva in segno di saluto.
Restano nella memoria la telefonata tra il presidente americano e il presidente sovietico, e il gran finale, con il pilota King Kong (interpretato da Slim Pickens) che non obbedisce all’ordine di rientrare alla base e si scaglia sul suo obiettivo, cavalcando nel vero senso della parola la bomba.
Inutile ritornare sulla perfezione tecnica e la pulizia di un regista che ha lavorato tutti i generi, li ha fatti propri e non ha sbagliato un colpo. E qui lo si nota ancora, vista la bellezza della sceneggiatura, la cura della fotografia, le bellissime scenografie e la direzione degli attori. Imperdibile, proprio perchè tra i film più belli della storia del cinema. Stanotte, 02:35 (sic), Canale 5