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Tutti gli articoli con tag Il villaggio di cartone

Dal 07 ottobre al cinema: Abduction, L'amore che resta, L'amore fa male, Cara ti amo..., Ex: Amici come prima!, Final Destination 5, Jane Eyre, Tomboy, Il villaggio di cartone

pubblicato da Gabriele C.

Weekend al cinema

Leggerezza. È un termine che ritorna spesso nelle recensioni che si leggono di due film che attendiamo molto (e che qualcuno in redazione ha già visto ed apprezzato). Il primo è Restless. Ovvero, in modo molto italiano, L’amore che resta. Il nuovo film di Gus Van Sant, poco amato in patria ma molto di più all’estero, racconta la storia d’amore tra due ragazzi “particolari” (lei è l’eccezionale Mia Wasikowska, anche in Jane Eyre, dove c’è il “nostro preferito”, Michael Fassbender), come sempre al limite. Ma con un tocco, appunto, leggero. Così come sembra essere leggera la mano della bravissima Céline Sciamma in Tomboy, qui all’opera seconda (recuperate il suo pazzesco esordio Naissance des pieuvres). Ci voleva il suo talento per mettere d’accordo tutti con una storia molto originale quanto rischiosa. La leggerezza non è comunque qualità per tutti, e ne sa qualcosa purtroppo Ermanno Olmi. Lo ripetiamo: il suo Il villaggio di cartone, un film comunque da vedere, è soffocato dalle metafore e dagli aforismi. Certo, la sua visione sarà sempre meglio di un Ex: Amici come prima! o di un Abduction: anche qui la leggerezza non è di casa, ma forse mancano ben altre qualità principali.

Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.

Abduction - Riprenditi la tua vita: in un sito dedicato alle persone scomparse, Nathan trova una foto che lo ritrae bambino scoprendo così che quelli che l’hanno cresciuto non sono i suoi veri genitori. Questa scioccante verità porterà Nathan, tra inseguimenti e alto spionaggio, a dover ricostruire il puzzle della sua vera vita pezzo per pezzo… Action thriller diretto da John Singleton; con Taylor Lautner, Lily Collins, Alfred Molina, Jason Isaacs, Maria Bello e Sigourney Weaver. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

L’amore che resta: la storia d’amore tra Enoch Brae, un ragazzo che ha da poco perso i genitori, e Annabel Cotton. Lui ha la “passione” per i funerali, e parla con un kamikaze giapponese morto durante la Seconda Guerra Mondiale (!), lei è una malata terminale… Arriva in sala il nuovo film di Gus Van Sant. Con Henry Hopper e Mia Wasikowska. Film d’apertura dell’Un Certain Regard a Cannes 2011. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

L’amore fa male: Germana è un’attrice disoccupata e madre di una ragazzina, Monica. Amante del maturo Massimo, ricco avvocato romano, per caso incontra l’affascinante Gianmarco, col quale intreccia una coinvolgente storia d’amore. Intanto l’amica Elisabetta, giovane medico in crisi col marito Aldo, invita Germana a fare un viaggio in Sicilia. Durante la vacanza, tra le due donne, pur nelle rispettive diversità di vita, si rinsalda il rapporto di amicizia, proprio mentre affiorano per entrambe una serie di risvolti inaspettati e crude verità… Commedia italiana di Mirca Viola; con Stefania Rocca, Nicole Grimaudo, Paolo Briguglia e Diane Fleri. Qui il trailer italiano.

Cara, ti amo…: Rosario, Stefano, Paolo e Raffaele, amici sulla quarantina, sono reduci da storie affettive che hanno lasciato strascichi e cicatrici nella loro vita quotidiana. Per capire in cosa hanno sbagliato e conoscere meglio quell’enigmatico mondo che è l’universo femminile, danno vita a una girandola d’incontri con donne d’ogni tipo: dalla fedifraga, alla cocainomane, a colei che fa sesso solo nelle notti di luna piena. Incontri che mettono in evidenza le nevrosi che attanagliano il gentil sesso agli inizi del Terzo Millennio. Opera prima di Gian Paolo Vallati, ed è interpretata da Angelo Orlando, Luciano Scarpa, Alessandro Procoli, Massimiliano Franciosa e Gianmarco Tognazzi. Vincitore del Roma Independent Film Festival 2011. Qui il trailer italiano.

Ex: Amici come prima!: accordi e disaccordi, crimini e misfatti, amori in corso di coppie allo sbaraglio che per incredibili scherzi del destino incroceranno le loro esistenze per un momento, o forse per sempre, in questa romantica commedia degli equivoci dove niente è come sembra… Sequel più o meno ufficiale del film di Fausto Brizzi, diretto questa volta con Carlo Vanzina. Con Enrico Brignano, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Teresa Mannino, Ricky Memphis, Gabriella Pession, Paolo Ruffini, Vincenzo Salemme, Liz Solari, Natasha Stefanenko, Tosca D’Aquino e Veronica Logan. Qui il trailer italiano.

Final Destination 5: la Morte è onnipresente come sempre, e si scatena dopo la premonizione di un uomo capace di salvare un gruppo di colleghi dal terribile crollo di un ponte. Ma questo gruppo di anime ignare non sarebbe mai dovuta sopravvivere e, in una corsa terrificante contro il tempo, lo sfortunato gruppo di persone cerca freneticamente di scoprire un modo per sfuggire alla sinistra agenda della Morte. Arriva anche in Italia il quinto capitolo del franchise horror, diretto questa volta da Steven Quale. Con Nicholas D’Agosto, Emma Bell ed Arlen Escarpeta. Qui il trailer italiano.

Jane Eyre: Inghilterra, XIX secolo; Jane Eyre lascia precipitosamente la dimora di Thornfield Hall, una tenuta enorme ed isolata dove lavora come istitutrice per Adèle Varens, di cui è tutore l’opprimente padrone di casa, Edward Rochester. La maestosa dimora - e il carattere autoritario di Rochester – hanno messo a dura prova la sua resistenza. Jane non ha un posto dove andare e viene accolta dal pastore St. John Rivers e dalla sua famiglia. A Moor House, la residenza dei Rivers, Jane si riprende e ripercorre con la mente i tumultuosi eventi che l’hanno spinta a fuggire, domandandosi se il passato sia davvero passato… Nuova trasposizione cinematografica del romanzo di Charlotte Bronte, diretta da Cary Fukunaga. Con Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell e Judi Dench. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

Tomboy: Laure ha 10 anni ed è appena arrivata in un nuovo quartiere di Parigi con i genitori e la sorella più piccola, Jeanne. Un po’ per gioco, un po’ per realizzare un sogno segreto, Laure decide di presentarsi ai nuovi amici come fosse un maschio, Mickaël: il modo in cui si veste e si pettina, l’impeto con cui si azzuffa e gioca a calcio, non sembrano lasciar dubbi sulla sua identità e Mickaël è accettato nella comitiva. L’inizio della scuola però è dietro l’angolo e il gioco dei travestimenti si complica, tanto più che i genitori sono all’oscuro di tutto e Laure/Mickaël ha stretto un legame speciale con la coetanea Lisa… Il nuovo acclamato film di Céline Sciamma. C0n Zoé Héran, Malonn Lévana e Jeanne Disson. Vincitore del Teddy Award all’ultimo Festival di Berlino e trionfatore del 26° Torino GLBT Film Festival. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

Il villaggio di cartone: sotto gli occhi del Prete, la sua chiesa viene semi-distrutta. Una notte arrivano delle persone. Sono decine e decine, una moltitudine: clandestini in fuga che si rifugiano all’interno della chiesa e cominciano a rifugiarsi. Ma restano clandestini, e prima o poi chi deve far rispettare la legge li troverà: ci sarà qualcuno disposto ad aiutarli? Il nuovo film di Ermanno Olmi. Con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich e Alessandro Haber. Fuori concorso a Venezia 2011. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

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Ermanno Olmi ed il suo "tempio vuoto"

pubblicato da Antonio


Su queste pagine abbiamo avuto ampiamente modo di discutere riguardo all’ultima fatica del regista Ermanno Olmi, Il villaggio di cartone. Dapprima con un interessante approfondimento di Italo Moscati, poi con una recensione altrettanto stimolante di Gabriele. Vogliano scusarmi, quindi, quei lettori che preferirebbero non si tornasse sull’argomento. Purtroppo, a mio avviso, è necessario. Bisogna tornarci perché, nel marasma di critiche e peana assimilati durante la post-proiezione del film, pare che certe affermazioni del neo-ottantenne maestro siano sfuggite ai più.

Parole che ci aiutano senza dubbio alcuno ad inquadrare meglio l’opera di Olmi, e che forse danno una mezza spiegazione relativamente al perché i “buoni propositi” di questo suo ultimo film siano stati vanificati da alcuni passaggi poco chiari. Italo ha parlato di un “motore che si inceppa”, mentre Gabriele parla di un lavoro “soffocato dalle metafore”. Insomma, qualora non si fosse capito, mi servirò anche degli occhi dei miei due colleghi, giusto per sopperire ad una mancata visione alla quale intendo porre rimedio quanto prima. Ma non è di una contro-recensione che m’interessa trattare. Non a caso ho rinviato ad alcune dichiarazioni di Olmi, che, a parere di chi scrive, colmano quel gap tra le premesse e la realizzazione.

Il villaggio di cartone, seppur non esplicitamente, prosegue un discorso che nella mappa concettuale del regista è piuttosto chiaro. Una posizione, la sua, ampiamente e forse più efficacemente esposta in Centochiodi, altro suo film del 2007. L’intento, dichiarato o meno, è quello di mostrare un cristianesimo così per come, a parere di Olmi, dovrebbe essere. Un discorso che trascende la Fede, e che si situa nul campo dell’ideologia - come sottolinea lo stesso regista. Le sue considerazioni sul film appena proiettato a Venezia sono tutto un ricorso al termine simbolo, simbolismo, simbologia e ogni altra cosa che a tali definizioni rimanda.

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Venezia 2011: Il villaggio di cartone - recensione in anteprima del film di Ermanno Olmi

pubblicato da Gabriele C.

/ilvillaggiodicartoneSotto gli occhi del Prete, la sua chiesa viene semi-distrutta. Una notte arrivano delle persone. Sono decine e decine, una moltitudine: clandestini in fuga che si rifugiano all’interno della chiesa e cominciano a rifugiarsi. Ma restano clandestini, e prima o poi chi deve far rispettare la legge li troverà: ci sarà qualcuno disposto ad aiutarli?

80 compiuti da poco, il 24 luglio, tanti quanti circa i suoi lavori, tra lungometraggi, corti, documentari, lavori per la tv. Una Palma d’Oro per il capolavoro L’albero degli zoccoli, “qualche” David di Donatello, un Pardo d’Onore, un Leone d’Argento per Lunga vita alla signora! e un Leone d’Oro per La leggenda del santo bevitore. Si sente vecchio per il concorso, Ermanno Olmi, e quindi ha rinunciato a concorrere, lasciando lo spazio ai più giovani: il premio maggiore al Lido lo ha già vinto. E tre anni fa Müller gli ha consegnato anche il Leone d’Oro alla carriera.

Nel 2007 con Centochiodi, discussa parabola umanista in cui un professore di storia delle religioni abbandona tutto per rifugiarsi sulle rive del Po, Olmi annunciava di volersi ritirare definitivamente dalla fiction per dedicarsi soltanto al documentario. Quindi, perché Il villaggio di cartone? Molto più “scontato” di quel che si può credere: per due mesi il regista si è trovato immobilizzato a letto per colpa di una caduta, e per non “andar fuori di testa” ha pensato ad un film, cosa naturale per un autore. Chi cercava chissà quali risposte intellettuali e complesse si è ritrovato davanti Olmi e la sua disarmante semplicità.

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Venezia 2011: Il villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno Olmi

pubblicato da Carla Cigognini

E’ nella sezione Fuori Concorso il film drammatico Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich, Alessandro Haber, John Geroson, El Hadji Ibrahima Faye, Samuels Leon Delroy, Irma Pino Viney, Fatima Alì. Vi copio la trama ufficiale:

Come un mucchio di stracci buttato là, sui gradini dell’altare. È il vecchio Prete, per tanti anni parroco in quella chiesa che ora non serve più e viene dismessa. Gli operai staccano dalle pareti i quadri dei santi e gli oggetti sacri più preziosi. Un lungo braccio meccanico stacca il grande Crocefisso a grandezza d’uomo appeso alla cuspide per calarlo a terra come uno sconfitto. È inutile opporsi: nulla potrà fermare il corso degli eventi che l’incalzare delle nuove realtà impone alla storia. Tuttavia, di fronte allo scempio della sua chiesa, il Prete avverte l’insorgere di una percezione nuova che lo sostiene. Gli pare che solo ora quei muri messi a nudo rivelino una sacralità che prima non appariva. Da questo momento di sconforto avrà inizio una resurrezione in spirito nuovo della missione sacerdotale. Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì la Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e i derelitti. Saranno costoro i veri ornamenti del Tempio di Dio. E pure la vita del vecchio Prete troverà nuove vie della carità, della fratellanza e persino del coraggio di compiere quegli atti d’amore che chiedono anche il sacrificio estremo, quale alto significato della consacrazione sacerdotale. Ha inizio un tempo in cui il mondo ha bisogno di uomini nuovi e giusti per smascherare l’ambiguità delle parole con l’oggettività degli atti.

Il Villaggio di Cartone sarà nelle sale italiane dal 7 ottobre 2011. Qui sopra il trailer, nella galleria trovate foto e locandina.

Il villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno Olmi
Il villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno OlmiIl villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno OlmiIl villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno OlmiIl villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno Olmi

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Festival di Venezia 2011: i papabili italiani della selezione ufficiale

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Venezia 2011: i papabili italiani della selezione ufficiale

Mai come quest’anno c’è tanta incertezza sui film italiani che vedremo al Lido. Gli anni scorsi erano pieni di rumor, conferme che man mano arrivavano, mentre la squadra italiana della 68. Mostra del cinema di Venezia non si è ancora delineata. In giro iniziano a circolare i primi nomi praticamente sicuri, certo, ma iniziano anche a sparirne altri. Prima notizia a riguardo: Il primo uomo di Gianni Amelio non ci sarà, perché non pronto in tempo.

Dal 2008, ovvero da Venezia 65, i film italiani in gara sono diventati quattro (dai tre canonici in competizione fino all’anno precedente): quest’anno di titoli certi però ora ce ne sono solo due. Il primo è Quando la notte, nuovo film di Cristina Comencini che porta un suo stesso libro sul grande schermo. Il film, storia dell’incontro e dell’amore che scoppia tra due solitudini, è interpretato da Filippo Timi e Claudia Pandolfi.

Il secondo titolo ormai ufficiale, e anche quello “più vecchio” nei rumor (sin dalle nostre previsioni), è Terraferma, attesissima nuova fatica di Emanuele Crialese, vincitore nel 2006 di un Leone d’argento speciale per la miglior rivelazione con Nuovomondo: un premio istituito ad hoc, forse perché il film di Crialese era stato presentato tra gli ultimi in concorso e la Giuria aveva già preso le decisioni più importanti prima di vedere il suo lavoro. Terraferma è interpretato da Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello.

I due posti italiani del concorso potrebbero essere occupati da Cose dell’Altro Mondo di Francesco Patierno e Ruggine di Daniele Gaglianone, ma molto probabilmente i quattro italiani in corsa per il Leone li sapremo solo durante l’annuncio del programma ufficiale. Fuori concorso, come detto già altre volte, ci saranno Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi (che il 24 luglio compirà 80′anni!) e L’Industriale di Giuliano Montaldo, mentre gira anche la voce che ci sarà Da Zocca a Los Angeles, documentario su Vasco Rossi. In Controcampo italiano troveremo Tutta Colpa della Musica di Ricky Tognazzi e Scialla di Francesco Bruni. Ma tutti questi, appunto, sono soltanto i primi nomi.

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Festival di Venezia 2011: sempre più possibilità per Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, ma fuori concorso

pubblicato da Gabriele C.

Festival di Venezia 2011: sempre più possibilità per Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, ma fuori concorsoA Cannes ormai iniziato, e mentre si litiga ancora tra Lido e Roma, Venezia ha iniziato a fare il suo lavoro anche nel campo della selezione dei film italiani. Come avevamo previsto, la 68. Mostra del cinema di Venezia vorrebbe avere in programma l’ultima fatica di Ermanno Olmi, ovvero Il villaggio di cartone. Lo ha annunciato il regista stesso all’Accademia dei Lincei di Roma. Queste le sue parole:

A Venezia vorrebbero il mio nuovo film, Il villaggio di cartone, ma deciderò solo quando lo vedrò finito. Comunque se andasse al Festival non sarà in concorso, alla mia età cosa volete che mi metta a correre.

La possibilità però di un eventuale fuori concorso pare nasca anche da altre convinzioni di Olmi, riguardanti il panorama generale odierno dei festival cinematografici. Secondo l’autore de L’albero degli zoccoli bisogna rivedere la loro formula, perché sono troppo spesso sovrastati dal concorso, che resta poi elitario. Al di là di ciò, Il villaggio di cartone (con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich e Alessandro Haber), che racconta le ondate migratorie degli ultimi decenni, si avvicina sempre di più al Lido.

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