La Open Road Films ha diffuso il teaser trailer di The Host, un film fantascientifico basato sul romanzo scritto da Stephenie Meyer, autrice della saga di Twilight. Il film vede nel cast Saoirse Ronan, Diane Kruger, William Hurt e Frances Fisher .
La storia racconta di come un amore possa sopravvivere anche nei drammatici tempi della guerra. Quando il nostro mondo verrà invaso da nemici che l’umanità non ha mai visto prima che assorbono la mente degli uomini, lasciando intatti i loro corpi.
Ronan recita il ruolo di Melanie, uno degli ultimi spiriti liberi rimasti al mondo. Un alieno chiamato Wanderer assumerà il controllo della sua anima, ma le emozioni della ragazza lasceranno una traccia del suo amore per Jared (Irons) e questo potrebbe significare un drastico cambiamento…
Il film, diretto da Andrew Niccol subito dopo In Time, uscirà negli Usa il 29 marzo 2013.

-7% a dicembre, -31% a gennaio, -19,26% a febbraio. Continua inesorabile il ‘calo’ verticale dei biglietti venduti al botteghino italiano. Se negli States il confronto con i primi mesi del 2011 è clamorosamente positivo, in Italia il botteghino piange. Il crollo degli incassi è minore (-14% a febbraio), grazie all’uscita di 3 film in 3D, ovvero Hugo, Com’è bello far l’amore e Viaggio nell’isola misteriosa, con l’annessa maggiorazione del prezzo del ticket d’ingresso che attenua la differenza. A calare più di tutti la quota di mercato dei film italiani, con un -20% rispetto al mese di febbraio dell’anno scorso, caratterizzato dal boom della commedia di casa. 12 mesi fa i titoli tricolori strapparono il 51,90% dei ticket, oggi siamo al 31,14%. A crescere, ovviamente, è la quota di mercato dei film americani, salita dal 29,91% del 2011 al 39,14% di febbraio 2012. La speranza, passate le tempeste di neve del mese scorso e con l’arrivo dei primi blockbuster made in USA, è che marzo possa far invertire la rotta. Prima che il 2012 cinematografico nazionale prenda definitivamente una brutta piega.
Questa la classifica dei primi 10 film del febbraio 2012
1) Hugo Cabret (GB) 01 Distribution 6.348.907€ presenze 745.609
2) Com’è bello far l’amore (Italia) Medusa 6.328.610€ presenze 947.705
3) Benvenuti al Nord (Italia) Medusa 5.476.587€ presenze 918.241
4) Mission impossible: protocollo fantasma (Usa) Universal 3.241.308€ presenze 496.664
5) In time (Usa) Medusa 2.985.671€ presenze 476.321
6) Paradiso amaro (Usa) Fox 2.474.847€ presenze 425.138
7) Quasi amici (Francia) Medusa 2.081.731€ presenze 337.407
8) Millennium - Uomini che odiano le donne (Usa) Warner 2.070.307 € presenze 317.774
9) Viaggio nell’isola misteriosa (Usa) Warner 2.010.501€ presenze 231.896
10) Tre uomini e una pecora (Australia) Lucky Red 1.934.755€ presenze 292.762
E questa la classifica dei primi 10 film del febbraio 2011
1) Femmine contro maschi (Italia) Medusa 10.924.814€ presenze 1.813.108
2) Immaturi (Italia) Medusa 5.994.366€ presenze 1.037.687
3) Qualunquemente (Italia) 01 Distribution 4.091.399€ presenze 657.591
4) Il discorso del re (GB) Eagle Pictures 4.091.393€ presenze 670.326
5) I fantastici viaggi di Gulliver (Usa) Fox 3.225.447€ presenze 422.269
6) Manuale d’amore 3 (Italia) Filmauro 3.201.097€ presenze 491.195
7) Sanctum 3D (Australia) Eagle Pictures 3.011.616€ presenze 324.529
8) Il cigno nero (Usa) Fox 2.760.571€ presenze 467.153
9) Amore & altri rimedi (Usa) Medusa 2.617.125€ presenze 456.573
10) Il grinta (Usa) Universal 2.228.397€ presenze 349.436
Fonte: CinecittàNews

La sorpresa che non ti aspetti. Dopo due mesi di dominio incontrastato, Medusa ha dovuto cedere il primato del botteghino italiano alla Warner, prima grazie a Viaggio nell’Isola misteriosa. Sorprendente il risultato ottenuto dal sequel di Viaggio al centro della Terra, trascinato dalla terza dimensione e riuscito ad incassare ben 1.647.847 euro in 72 ore, staccando 187.481 ticket. Sconfitto, ma solo negli incassi, Quasi Amici. Il titolo francese ha infatti raccolto 1.493.269 euro, con 226.468 spettatori paganti. A fare la differenza, è evidente, è il sovrapprezzo 3D del primo nei confronti del secondo. Discreta tenuta e 800,000 euro incassati per In Time, arrivato ad un niente dai 3 milioni di euro, con Paradiso Amaro sorprendentemente quarto, e con 2.271.258 euro incassati fino ad oggi.
Delusione certificata per Fausto Brizzi e il suo Com’è bello far l’amore. Appena 6.114.449 gli euro incassati dalla commedia targata Medusa, inutilmente lanciata in 3D e andata incontro ad una sonora batosta. E’ il peggior risultato di sempre per un film di Fausto Brizzi. Aspettando l’eventuale traino Oscar, Hugo Cabret è arrivato ai 6.155.457 euro, con Knockout di Steven Soderbergh deludente all’esordio. Solo 434.739 gli euro raccolti, con Hysteria e Un giorno questo dolore ti sarà Utile tutt’altro che lontani da questi numeri. 271.363 gli euro incassati dalla commedia vittoriana ‘vibrante’, addirittura 218.53 gli euro raccolti dal film di Faenza, con una media per sala di poco superiore ai 1000 euro. Un massacro.
Flop confermato, infine, per War Horse di Steven Spielberg, riuscito ad incassare appena 961.609 euro in 10 giorni. Il leggendario Steven non aveva mai raccolto così poco sul suolo italico. Fine settimana ricchissimo il prossimo, grazie alle uscite di Diaz - Non pulire questo sangue, Gli sfiorati, The Woman in Black, Safe House - Nessuno è al sicuro, 50 e 50 e soprattutto Posti in Piedi in Paradiso. Riuscirà Carlo Verdone a far meglio dell’esordio boom di Io, Loro e Lara?

Un weekend ricco di alternative e portatore sano di ’sorprese’. Perché il ‘panzer’ Com’è Bello far l’Amore non ha sfondato e continua a non sfondare il botteghino. Sono ’solo’ 4.919.420,78 gli euro incassati fino ad oggi dal film di Fausto Brizzi (comunque in testa alla chart), con annesso 3D, relativo sovrapprezzo, ed un ‘misero’ milione e mezzo raccolto nelle ultime 72 ore. Ma in casa Medusa non disperano, perché un altro loro titolo ha fatto furore nel weekend. In Time ha infatti raccolto 1.365.731,18 euro, anche se con ’solo’ 300 copie a disposizione, ovvero la metà rispetto alle sale in mano al film di Brizzi. Altra new entry e altro totale interessante con Paradiso Amaro. 1.145.409,63 euro incassati in 72 ore per la pellicola della Fox, riuscita a staccare 186.460 ticket. Tutt’altri numeri, e risultato incredibilmente negativo, per War Horse di Steven Spielberg. Lanciato in circa 300 copie, il film della Disney si è dovuto accontentare di appena 545.865,25 euro, con solo 80.789 spettatori paganti. Considerando il ‘traino’ delle sei nomination agli Oscar, e il peso del regista, un risultato impensabile. Ovviamente negativamente parlando.
Ultima novità ed altro risultato tutt’altro che soddisfacente per Jack and Jill. 338.428,02 gli euro incassati dal film Warner, con 48.936 biglietti venduti. Sono invece 26.615.590,67 gli euro incassati fino ad oggi da Benvenuti al Nord, con Hugo Cabret arrivato ai 5.314.633,33 euro e Mission Impossible 4 ai 5.735.742,95 euro. Chi arriva al milione e mezzo di euro è Tre uomini e una pecora, con 40 carati a quota 700,000. Disastro confermato per Millennium - Uomini che odiano le donne di David Fincher, già sparito dagli incassi che contano e con solo 2 milioni di euro sotto il materasso.
Fine settimana variegato il prossimo, grazie alle uscite di Un giorno questo dolore ti sarà utile, Knockout, Hysteria, Quasi Amici e Viaggio nell’isola misteriosa.

15 anni sono passati dall’uscita in sala di Gattaca, per un regista, Andrew Niccol, finalmente pronto a tornare nei cinema italiani con la sua attesa quarta creatura, In Time. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Vi hanno convinto i due giovani protagonisti, ovvero Justin Timberlake e Amanda Seyfried? E il mondo futuristico creato da Niccol? Rispetto a Lord of War, S1m0ne e al già citato Gattaca, come giudichereste questo nuovo lavoro del regista neozelandese? Pregi e difetti principali? Credete che splendida idea iniziale sia riuscita a trovare un suo sbocco naturale o più semplicemente si sono persi per strada alcuni pezzi? Come al solito a voi voti e commenti, senza dimenticarvi di dare una letta alla nostra recensione.

Coerenza. Serve, oggi, che gli autori siano coerenti? Forse no, ma spesso alla critica (e a certo pubblico) fa piacere ritrovare segni, idee, tematiche, stile, nel nuovo film di un autore (che è autore per una poetica riconoscibile). Se il cinema fosse solo teorico, oggi avremmo diversi grandi film a priori, già dei capolavori sulla carta. Ad esempio, l’idea di base di In Time di Niccol conferma che il regista è, in campo fantascientifico, tra i più originali ed intelligenti del panorama contemporaneo. La storia di Paradiso amaro, che come dice il discutibile titolo italiano si divide tra dolcezza e amarezza, è tipica di Payne: piace e non piace, ma è “coerente”. E che dire di War Horse? Basta vedere il trailer e non si può che dire “È un suo film!”: epica, grandi immagini, lo sguardo ad altezza bambino che si oppone agli orrori della vita (adulta), ecc. Basta la coerenza? Ma no. E allora tutti in sala, che questa settimana le cose interessanti non mancano di certo.
C’è una cosa che anche degli ipotetici detrattori di Andrew Niccol non potrebbero negare: il regista neozelandese non si preoccupa solo di creare film, bensì mondi. Lasciando un attimo da parte la loro credibilità, basta dare un rapido sguardo alla sua filmografia. Qualunque sia la pellicola in cui, a vario titolo, appare il suo nome, il contesto è sempre il vero protagonista della scena. Questo è il suo marchio di fabbrica.
Ad avallare tale tesi, vi è una manifesta e manifestata attenzione per i dettagli afferenti proprio alle ambientazioni attorno alle quali ruotano le sue storie. In Gattaca abbiamo un imprecisato futuro in cui la selezione della razza è pratica comune, ampiamente accettata e legalizzata. Si tratta di uno scenario che ci viene esplicitamente descritto, ma con un po’ più di fatica ci saremmo potuti arrivare anche solo attraverso le immagini. In S1m0ne vengono mescolati due elementi decisamente attuali di lì a venire: i livelli raggiunti dalla tecnologia informatica ed il retropalco della patinata Hollywood tutta lustrini.
Ma potremmo andare avanti, citando il lampante caso di un film di cui ha scritto solo il soggetto, ossia The Terminal. Qui c’è poco da approfondire con dovizia di particolari: il Terminal dell’aeroporto JFK di New York funge proprio da padrone di casa, il quale ospita l’assurda vicenda Viktor Navorski, nonché quelle più ordinarie delle persone in cui si imbatte. E via discorrendo, portando altri due esempi come The Truman Show e Lord of War. In Time, attenendoci a questo sottile fil rouge, si colloca esattamente nel gruppo di questi illustri predecessori.
Incassati 143 milioni di dollari in tutto il mondo, dopo esserne costati ’solo’ 43, il thriller fantascientifico In Time si appresta ad uscire anche nei cinema italiani. Il prossimo 17 febbraio il titolo della Fox sbarcherà nelle sale nostrane, con un lungo trailer in italiano finalmente oggi disponibile. Diretto da Andrew Niccol, regista di Gattaca e sceneggiatore dello straordinario The Truman Show, In Time ha come protagonisti Justin Timberlake, Olivia Wilde, Amanda Seyfried, Alex Pettyfer, Johnny Galecki, Matt Bomer, Cillian Murphy ed Elena Satine.
In un futuro in cui il tempo è letteralmente denaro e il processo d’invecchiamento si ferma a 25 anni, l’unica maniera per restare vivi è guadagnare, rubare o ereditare tempo. Will Salas vive non alla giornata ma al minuto, fino a quando in maniera del tutto inaspettata si ritrova tra le mani una quantità di tempo decisamente ingente che gli garantisce l’accesso al mondo dei ricchi dove incontrerà una bella e giovane ereditiera con la quale tenterà di mettere fine a un sistema corrotto.

Anche quest’anno si conclude il Courmayer Noir in Festival, giunto alla sua 21a edizione. E si conclude ovviamente con l’assegnazione dei premi: a sceglierli una giuria internazionale composta da Lawrence Block (presidente, Stati Uniti), Carolina Crescentini (attrice, Italia), Francois Guerif (editore, Francia), Vinicio Marchioni (attore, Italia) e Antonello Grimaldi (regista, Italia). Oltre ai tre premi principali è stato consegnato anche il Premio DOCNOIR, scelto dalla Giuria dei Giovani Critici Europei.
Per la prima volta presente a Courmayer, anche il Mouse d’Oro assegnato dalla critica on line ha detto la sua: e il miglior film è In Time, discusso e atteso ritorno in sala di Andrew Niccol. Per la critica on line italiana è un successo: la sua media voto è di 7.94.
Fonte: NoirFest
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Un primato annunciato, anche se sicuramente in proporzioni ridotte rispetto alle aspettative della vigilia. Il gatto con gli Stivali, secondo quanto riportato dalle ultime stime d’incasso, ha fatto suo il box office americano. Lanciato in ben 3,952 copie, il cartoon della Dreamworks ha infatti incassato 34 milioni di dollari. Rango, uscito solo in 2D, e Rio, trainato anche dalla terza dimensione, riuscirono addirittura a fare meglio, con 39 milioni di dollari. Entrambi i titoli finirono per non decollare, arrivando a fine corsa con 123 milioni di dollari il primo e 143 il secondo. L’impressione, ormai lampante, è che anche lo spin-off di Shrek possa arenarsi tra i 100 e i 130 milioni di dollari. Che il sequel, dato praticamente per certo, non sia poi così scontato? A decidere le sorti sull’eventuale franchise i mercati esteri, chiamati a far faville. Scivola così in seconda posizione Paranormal Activity 3. Crollo scontato del 65% per il film della Paramount, sette giorni fa riuscito a macinare record. In 10 giorni l’horror prodotto da Oren Peli è riuscito nell’impresa di raccogliere solo sul suolo americano 81 milioni di dollari. Gli 84 milioni di dollari complessivamente incassati dal capitolo precedente sono ormai certi di capitolare, con i 108 del primo clamorosamente alla portata. Un’enormità, per una saga che ovviamente non finirà qui. Perché l’ufficialità del capitolo 4 ha ormai i giorni contati.
Deve così accontentarsi ’solo’ della terza piazza In Time. 3000 le sale a disposizione per il fanta-thriller della Fox, fermatosi a quota 12 milioni di dollari, con Footloose sceso in quarta posizione, ma con 39 milioni di dollari in tasca. Ne è costati 24. Altra new entry e altra delusione per The Rum Diary. Il travagliato titolo della FilmDistrict, pronto da anni, non è andato oltre i 5 milioni di dollari, con una media per sala di 2,205 dollari. Era dal lontano 2005, ovvero da The Libertine, che un film di Depp non esordiva con numeri così bassi sul suolo statunitense. Sono invece 74 i milioni di dollari incassati fino ad oggi da Real Steel, con I Tre Moschettieri 3D crollato di un pesantissimo -60% dopo il non esaltante weekend di apertura. Sono appena 15 i milioni di dollari incassati in 10 giorni dal film della Summit, letteralmente ’salvato’ dai mercati esteri, con oltre 70 milioni di dollari raccolti in giro per il mondo.
Coppia di ‘amici’ in ottava e nona posizione, con Le Idi di Marzo di e con George Clooney arrivato ai 34 milioni di dollari, seguito da Brad Pitt e il ’suo’ Moneyball, stupefacente con i suoi 68 milioni. Ultima piazza per il ‘religioso’ Courageous, costato poco più di un milione e riuscito a raccoglierne 28. Miracoli a cui Alex Kendrick ci ha ormai abituati. Esce invece dalla Top10 Johnny English 2, inatteso floppone con appena 6 milioni di dollari in tasca. Fine settimana ‘tranquillo’ il prossimo, grazie agli arrivi di Tower Heist e A Very Harold & Kumar 3D Christmas, commedia della New Line chiamata a stroncare le ambizioni da saga del Gatto targato Dreamworks. Che rischia da subito di rimanere in mutande, e senza stivali.