
Dopo aver visto la classifica dei migliori film del 2010 secondo gli utenti di Imdb ora è la volta di Roger Ebert, critico cinematografico e vera e propria autorità nel mondo anglosassone per argomenti di carattere cinematografico.
Come ogni anno Roger Ebert ha pubblicato la sua personale classifica dei film dell’ultimo anno. Ovviamente (e chi conosce Ebert lo potrà immaginare) non ci sono film come Kick-Ass, che ha criticato come moralmente discutibile (visto che mostra una spietata killer undicenne), ma curiosamente dimostra di aver molto apprezzato Let Me In, il remake americano dello svedese Lasciami entrare (anche se non è nella classifica della Top 10), in cui la stessa attrice interpreta una piccola vampira altrettanto violenta.
Qualche sorpresa inaspettata (The American), una sorpresa tutta italiana (Io sono l’amore) e diversi i titoli non ancora arrivati in Italia, scopriteli con noi:
1. The Social Network
2. The King’s Speech
3. Black Swan
4. Io sono l’amore
5. Winter’s Bone
6. Inception
7. The Secret in their Eyes
8. The American
9. Kids Are All Right
10. The Ghost Writer - L’uomo nell’ombra

Un fiume di polemiche nelle ultime ore si sta abbattendo sui novanta giornalisti della stampa estera iscritti all’HFPA su cui ricade la ‘responsabilità’ delle candidature ai Golden Globes 2011. Tralasciando l’ormai millenaria diatriba tra chi ritiene assurda la distinzione tra film drammatici, commedie o musical, con relative categorie ad hoc rivolte agli attori, hanno lasciato di sasso alcune nomination. Tra tutte le 3 candidature per The Tourist, stroncato dalla critica americana (da noi recensito in anteprima domani) e deludente al botteghino. Depp e la Jolie, criticatissimi per le loro prove, si sono ritrovati a sorpresa tra gli attori dell’anno. Johnny, e qui la sorpresa si raddoppia, ha addirittura bissato il tutto con il Cappellaio Matto di Burton. E Leonardo DiCaprio? Possibile che un Di Caprio, protagonista di Inception e Shutter Island, non meritasse nemmeno uno straccio di candidatura? Possibile che un film come The Tourist strappi 3 nomination e True Grit dei Fratelli Coen neanche una? Possibile che Another Year di Mike Leigh, osannato dalla stampa di mezzo mondo, venga completamente snobbato?
Domande lecite dinanzi ad una lista di candidature che fanno storcere più di qualche bocca. Burlesque, spernacchiato negli States, è riuscito ad entrare nella cinquina delle Miglior Commedie o Musical dell’anno, lasciando fuori titoli molto più apprezzati come Scott Pilgrim Vs. The World o Due Date, con Biutiful di Inarritu quasi dimenticato, se non fosse per una nomination come Miglior film in Lingua Straniera. Qui poi entriamo in gioco noi, con Io sono l’Amore di Luca Guadagnino clamorosamente preferito al nostro ‘candidato ufficiale’, ovvero La Prima cosa Bella di Virzì. Una scelta che farà discutere, per un titolo criticato a Venezia ma amatissimo negli States. Che Guadagnino riesca a strappare anche una nomination agli Oscar, sbeffeggiando gli ‘esperti’ italici che bocciarono la sua corsa alla statuetta?
Che dire poi di 127 ore di Danny Boyle, rimasto fuori dai premi più importanti, vedi Film Drammatico e Regia, e dei Daft Punk, dimenticati per la splendida colonna sonora di Tron Legacy? Come giustificare candidature a pioggia come quelle piovute su titoli discussi e discutibili come Burlesque, Alice in Wonderland e The Tourist? Hanno ancora davvero senso i Golden Globes, soprattutto rimanendo a quelli visti negli ultimi anni, sempre più figli del ‘mercato’ e faciloni nell’imbarcare volutamente praticamente chiunque, con la ’scusa’ delle sotto-categorie? Un quesito che negli ultimi anni ci siamo posti troppo spesso per non far suonare un qualche campanello d’allarme in casa HFPA… a meno che i 90 giurati non siano davvero tutti sordi.

Un weekend da urlo, con una media per sala superiore ai 30,000 dollari, e una pioggia di nomination ai prossimi Critics Choice Awards, ambitisismi premi della critica cinematografica americana. A guardare tutti dall’alto, e ad aggiornare il record di nomination, Black Swan di Darren Aronofsky, riuscito ad ottenere ben 12 candidature. A seguire True Grit e The King’s Speech, con 11, Inception, con 10, e The Social Network, con 9.
La pellicola di Aronofsky, uscita da Venezia senza premi per volere di Quentin Tarantino (con Somewhere che, dal canto suo, non se lo sta filando nessuno), ha fatto sue le candidature a Miglior film, attrice, protagonista e non, e regia. Novità interessanti sul fronte delle candidature a Miglior film Straniero, visto che non c’è La prima cosa Bella di Virzì bensì Io sono l’amore di Luca Guadagnino, sbeffeggiato in Italia ma amatissimo dalla critica statunitense. 15 anni dopo il suo primo Critics Choice Awards, vinto con Da Morire, Nicole Kidman agguanta un altro record, ovvero quello della settima nomination, grazie a Rabbit Hole, mentre sorprendono le due ‘baby candidature’ di Hailee Steinfeld (14 anni) per True Grit e Chloe Grace Moretz (13 anni) per Let Me In e Kick-Ass.
Il prossimo 14 gennaio all’Hollywood Palladium verranno assegnati gli ambiti premi, con le nomination che vi attendono dopo il saltino. Chi vinse lo scorso anno? The Hurt Locker, e se tanto ci da’ tanto…
Continua a leggere: Critics Choice Awards 2011: record di nomination per Black Swan - Il Cigno Nero

Del “caso americano Io sono l’Amore” ve ne abbiamo parlato tempo fa. Accolto da critiche entusiastiche, e da un interessante box office, il film di Guadagnino era dato da molti come il favorito numero uno per rappresentare il Cinema italiano agli Oscar 2011. Come tutti sappiamo, la scelta è poi ricaduta su La Prima cosa Bella di Paolo Virzì. Una decisione che non ha fatto piacere prima allo stesso Guadagnino, che l’ha commentata in maniera ‘politica’, associando il compleanno del Premier Silvio Berlusconi al regalo fatto alla Medusa, e dopo soprattutto a Eamonn Bowles, Presidente della Magnolia, che ha distribuito con successo il film negli States. Queste le infuocate parole di Eamonn Bowles:
“Ogni anno c’è qualcosa di frustrante, ma quello che è accaduto quest’anno è particolarmente irritante. E’ veramente sorprendente che Io sono l’Amore sia stato snobbato. Considerando il livello di questo film credo che qualsiasi persona ragionevole l’avrebbe nominato, ma ovviamente ci sono altre considerazioni che riguardano la circoscrizione italiana”.
Ammettendo di non aver visto il film di Virzì (e allora che parla a fare?), Bowles si scatena così contro l’esclusione di Io sono l’Amore dalla corsa a Miglior Film Straniero, annunciando però che la pellicola, proprio per via del successo ottenuto in patria, delle ottime critiche ricevute e della prova della solitamente straordinaria Tilda Swinton, verrà lanciata per concorrere alla statuetta di Miglior Attrice, Miglior Film, Miglior Fotografia, Musica, Costumi e Scenografia. Categorie che il film di Virzì non potrà mai raggiungere. E allora perché non provare a puntare su due possibili ‘cavalli’, uno come ‘candidato ufficiale’ e l’altro talmente forte da poter correre da solo? Questo, probabilmente e in sintesi, il pensiero partorito dai giurati nostrani che hanno incoronato La Prima Cosa Bella e non Io sono l’Amore. Ora, a mente lucida, come non essere d’accordo con la loro decisione?
Da 13 anni. Sono passati quasi tre lustri dall’ultima volta che l’Italia è riuscita a vincere un Oscar per il Miglior Film Straniero. A farcela fu Roberto Benigni con La vita è Bella. Da allora tante, tantissime delusioni, con un solo film riuscito ad entrare nella cinquina finale, ovvero La Bestia nel Cuore della Comencini. Brucia ancora la clamorosa e scandalosa eliminazione di Gomorra, ma a pesare spesso sono state le scelte dei ‘nostri giurati’ nel designare il titolo italiano pronto a competere per vincere l’ambita statuetta. Quest’anno saranno 10 i film a correre per arrivare all’onorevole traguardo. 10 film che si sono autocandidati e che il 29 settembre si contenderanno la possibilità di far proprio l’Oscar 2011 per il miglior film di lingua non inglese proposto dall’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali).
A giudicarle, e a prendere la complessa decisione, un comitato di selezione, in accordo con l’Academy Awards, e composto, tra gli altri, da Gabriele Salvatores, Dante Ferretti e il direttore generale per il cinema Nicola Borrelli. Ma andiamo a vedere quali sono questi 10 titoli:
- Baciami Ancora di Gabriele Muccino
- Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo
- La doppia ora di Giuseppe Capotondi
- Io sono l’amore di Luca Guadagnino
- Mine vaganti di Ferzan Ozpetek
- La nostra vita di Daniele Luchetti
- La prima cosa bella di Paolo Virzì
- Le quattro volte di Michelangelo Frammartino
- L’uomo che verrà di Giorgio Diritti
- Venti sigarette di Aureliano Amedei
Chi mandare agli Oscar 2011? A voi la parola.

Un caso più unico che raro. Presentato a Venezia, massacrato dal nostro Gabriele, ma anche da buona parte della stampa nostrana ,e uscito nei cinema italiani il 19 marzo del 2009, Io sono l’Amore di Luca Guadagnino è stato un flop al botteghino nazionale. 50,000 euro al primo weekend di programmazione, 240.000 a fine corsa. Briciole, bruscolini, fino all’approdo negli States. Trascinato dalla presenza della solitamente maestosa Tilda Swinton, il film ha incantato la critica americana, tanto da ottenere l’81% di recensioni positive su RottenTomatoes, con un voto medio altissimo, pari a 7.2.
Il miracolo di Guadagnino non si è però fermato solo e soltanto alla critica, visto che il film ha macinato incassi al box office, e qui sta la vera sorpresa. In appena 28 giorni di programmazione I Am Love, questo il titolo ‘inglese’, è riuscito ad incassare la bellezza di 2,246,939 dollari! 8 sale appena al primo weekend, con 191,331 dollari incassati ed una media per sala superiore ai 20,000 dollari; 27 copie al 2° fine settimana, con altri 376,604 dollari incassati; 80 con lo scoccare del 3° weekend, con ben 932,115 dollari portati a casa, ed infine 111 copie con questo ultimo fine settimana, capace di fare incassare al film altri 746,888 dollari, con una media per sala superiore ai 6000 dollari.
Il giustamente osannato Gomorra di Matteo Garrone, per fare un esempio, con 175 giorni di programmazione alle spalle si fermò a quota 1,579,146 dollari. Lo straordinario Il Divo di Sorrentino non è andato oltre i 240,159 dollari. Per ottenere incassi simili negli Usa dobbiamo tornare al lontanissimo 2000 e a Pane e Tulipani di Silvio Soldini, capace all’epoca d’incassare ben 5,318,679 dollari. Qui snobbato, e particolarmente criticato, Io sono l’Amore di Luca Guadagnino sta invece ottenendo tutt’altra fortuna sul suolo americano. Siamo stati noi a sottovalutarlo, e a non capirlo, o sono gli americani che lo stanno meritatamente osannando, tanto da farlo entrare nella loro storia recente del cinema italiano? Al Dio del cinema l’ardua sentenza.

E’ il 2004 quando il Laura Film Festival nasce per ricordare Laura Tartaglia Morandini, autrice, con Luisa e Morando, del “Dizionario dei film” edito da Zanichelli, e animatrice culturale a Levanto, sua città d’origine e di adozione. Ora, diventato punto di riferimento per cinefili e giovani cineasti, il Festival, a distanza di sette anni, conserva e rafforza l’identità di manifestazione dedicata alla scoperta e alla diffusione di un cinema originale e indipendente e alla ricerca di nuovi linguaggi. Per la settima edizione la rassegna italiana presenta quattro significativi titoli della stagione 2009/2010: Diciotto anni dopo di Edoardo Leo, La Fisica dell’acqua di Felice Farina, Io sono l’amore di Luca Guadagnino, e L’uomo che verrà di Giorgio Diritti e un’anteprima assuluta con La Straniera di Marco Turco; la sezione documentari ospita il pluripremiato La bocca del lupo di Pietro Marcello insieme a Le città slow di Piero Cannizzaro, Linea Rossa – insieme per un disegno di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi, Poesia che mi guardi di Marina Spada e due opere entrambe con la regia di Daniele Cini Noi che siamo ancora vive e La sirena.
Quest’anno la direzione artistica di Amedeo Fago e Morando Morandini per il concorso cortometraggi ha selezionato 24 opere che, per la maggior parte, raccontano storie di donne e mettono in risalto il ruolo della figura femminile nella società contemporanea; la giuria composta da Roberto Bessi, Patrizia De Clara, Fabio Ferzetti, Lia Morandini e Marco Turco premierà le migliori con il nodo di Levanto (opera di Renzo Bighetti che riproduce una gassa d’amante e che da quest’anno è anche simbolo del Laurafilmfestival) e due menzioni speciali. Verrà inoltre consegnata a Gabriele Ferzetti una targa in omaggio alla sua lunga e brillante carriera di attore tra i più amati del cinema italiano.
Numerose le occasioni d’incontro per parlare di cinema: dal 14 al 18 luglio tutti i giorni alle 18.30 appuntamento nel Giardino di Casa Morandini, ospiti gli attori e i registi dei film in programma. Da segnalare tra gli altri Alba Rohrwacher, Luca Guadagnino, Marco Turco, Felice Farina e Stefano Dionisi. Il pomeriggio del 15 luglio saranno ospiti del giardino di piazzetta della Compera Ruggero Savinio con Annelisa Alleva che presenterà il suo ultimo libro di poesie “La casa rotta”. La novità dell’edizione 2010 è il rendez-vous mattutino “parliamo di cinema al bar”, dal giovedì alla domenica (15 - 18 luglio ore 10 negli spazi del Café Casinò, del Bar Da Brigida, del Bar Angelo e dell’Enoteca La Vineria). Alcuni fra i più conosciuti critici e storici del cinema incontreranno il pubblico per commentare e discutere i film visti la sera precedente accompagnati da brani musicali di atmosfera cinematografica eseguiti del quartetto Jazz Swing di Renato Musillo e Alessandro Russo. Gradito ritorno a Levanto, dopo cinque anni di assenza, per Christian Depuyper, professore di storia del cinema italiano alla Sorbonne e fondatore del festival del cinema italiano di Annecy, che della prima edizione del Laura Film Festival fu padrino.
Continua a leggere: Laura Film Festival: al via la 7° edizione
Finalmente è arrivato, e non ce n’è per nessuno. Il profeta, il nuovo film di Jacques Audiard, è un capolavoro e in redazione ha già fatto breccia in più cuori (la prima media dei voti, giusto per curiosità, è sopra il 9). Oggi anche il pubblico italiano potrà vedere di che film stiamo parlando. Un’opera che aggiunge un tassello fondamentale al genere carcerario, scrivendo nuove regole e riscrivendone altre. Duro e realistico, ma capace di distillare dalla realtà anche la magia. Richiesta sincera: non perdetelo per nulla al mondo. Solo dopo potrete godervi È complicato, la nuova commedia di Nancy Meyers, o Fuori controllo, il nuovo thriller di Martin Campbell. Ricordiamo invece agli spettatori milanesi e romani che nelle loro città esce Io Sono l’Amore, il nuovo film di Luca Guadagnino con Tilda Swinton che uscirà in tutta Italia da venerdì prossimo.
Come sempre qui di seguito trovate le trame dei film, le recensioni e i trailer italiani.
È complicato: Jane è la madre di tre ragazzi, gestisce un ristorante-panetteria ed è divorziata. Un giorno l’ex marito Jake si risposa con una giovanissima ragazza e Jane si ritrova… a letto con lui: ora lei è l’amante! In tutto questo caos arriva Adam, l’architetto di Jane: lui si è innamorato della donna… Arriva in sala la nuova commedia di Nancy Meyers; con Meryl Streep, Steve Martin e Alec Baldwin. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
Fuori controllo: Thomas Craven è un detective della omicidi al Dipartimento di polizia di Boston. Gli è rimasta solo la figlia Emma, che un giorno viene uccisa sulla porta di casa. Craven inizia ad indagare e scoprirà la doppia vita della figlia, ma non solo… Martin Campbell torna al cinema con un thriller che è l’adattamento di una mini serie televisiva del 1985; con Mel Gibson, Ray Winstone, Danny Huston, Bojana Novakovic e Shawn Roberts. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
Da oggi i milanesi e i romani potranno vedere al cinema Io Sono l’Amore, il nuovo film di Luca Guadagnino che segna la nuova collaborazione tra il regista italiano e l’attrice Premio Oscar Tilda Swinton, qui in veste anche di produttrice. La pellicola, scritta dal regista e da Barbara Alberti, Ivan Cotroneo e Walter Fasano, è interpretata anche da Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono, Maria Paiato, Diane Fleri, Waris Ahluwalia, Gabriele Ferzetti e Marisa Berenson.
Io Sono l’Amore narra la storia familiare ambientata nella Villa Recchi dove vive l’omonima famiglia composta da Emma e Tancredi e i loro figli, Elisabetta, Edoardo, Gianluca. Nel freddo campo di battaglia c’è anche Antonio, il cuoco della casa, che potrebbe accendere la passione della signora Recchi…
Presentato in anteprima mondiale a Venezia 66 nella sezione Orizzonti, e poi in altri festival tra cui Toronto e Berlino, il film uscirà nel resto d’Italia dal 26 marzo. Ricordandovi della nostra recensione in anteprima, dopo il salto potete vedervi il trailer della pellicola.
Continua a leggere: Io Sono l'Amore: il trailer del film di Luca Guadagnino con Tilda Swinton
Io sono l’amore (Italia, 2009) di Luca Guadagnino; con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono, Diane Fleri, Maria Paiato, Marisa Berenson, Waris Ahluwalia.
Storia familiare ambientata nella Villa Recchi dove vive l’omonima famiglia composta da Emma e Tancredi e i loro figli, Elisabetta, Edoardo, Gianluca. Nel freddo campo di battaglia c’è anche Antonio, il cuoco della casa, che potrebbe accendere la passione della signora Recchi…
A volte un recensore non riesce a capacitarsi dell’accoglienza che un film ha avuto in giro. Non è una frase ad effetto, ma è davvero sincera: chi scrive non capisce certe lodi che sono arrivate a Io sono l’amore, presentato a Venezia 66 nella sezione Orizzonti tra applausi e un nutrito coro di buu e fischi, giusto per dover di cronaca.
La nuova collaborazione tra Luca Guadagnino, che torna sul grande schermo dopo il pessimo Melissa P., e Tilda Swinton, anche produttrice del film, evoca fantasmi viscontiani e atmosfere decadenti, in un mix postmoderno di stile ed intenzioni che parte subito sin dai titoli di testa, che hanno i caratteri dei nomi che ricordano il cinema classico.
Continua a leggere: Io Sono l'Amore - di Luca Guadagnino: recensione in anteprima