Lilja’s Library, il sito tutto dedicato al mondo di Stephen King, ha intervistato David Kajganich, sceneggiatore che di recente ha scritto lo script di Blood Creek, il nuovo lavoro di Joel Schumacher. Kajganich è stato appena tolto dal suo ruolo nel remake di Pet Sematary, ma è in pieno lavoro per scrivere la sceneggiatura di It, nuova (e prima) trasposizione cinematografica del capolavoro di King.
Già portato sul piccolo schermo da Tommy Lee Wallace, con Tim “Pennywise” Curry ancora oggi nei nostri incubi, It è un libro impossibile da portare sul grande schermo. Ma le difficoltà Kajganich le conosce bene. Nel nuovo It, che si sposterà dal periodo 1958 - 1985 al periodo che sta a metà tra gli anni ‘80 e i giorni nostri, non mancheranno sangue e sesso, anzi, ma qualcosa dev’essere tagliato. Ecco cosa ha detto lo sceneggiatore:
In tutte le riunioni con la Warner Bros. si è sempre parlato di un singolo film. La lunghezza del libro è ovviamente più adatta ad una mini-serie, ed ho ben capito perché hanno fatto così con la trasposizione di Wallace, ma penso anche che il contenuto del libro sia più adatto al cinema. Ho messo subito in chiaro le cose con la produzione, dicendo che avrei voluto scrivere una cosa per un film da R [vietato ai minori di 17 anni non accompagnati dai genitori, secondo i divieti dell’MPAA, ndr], visto che ho voluto essere schietto come il libro riguardo alle cose terribili a cui vanno incontro i protagonisti. Hanno accettato e così ho iniziato.
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Quando guido e vedo dietro di me un tir penso inevitabilmente all’angosciante film Duel (1971) di Steven Spielberg. Non vi succede mai di vivere la vostra vita, di vedere qualcosa e di collegarlo ad una pellicola? Che so? Un pagliaccio lo associate a It, un cimitero a Cimitero Vivente… continuate voi!
(Toh guarda, ho citato 3 due film da Stephen King…)
Stephen King è una macchina sforna libri, ma non solo. I suoi romanzi (anche i racconti) spesso sono perfetti per essere trasformati in sceneggiature, tanto che i film ispirati ai sui scritti ormai non si contano più. (Non troppo) strano a dirsi i film migliori spesso sono quelli tratti dai libri meno interessanti (Shining, anche se il film di Kubrick fu disconosciuto da King), mentre dai romanzi più validi sono state tratte versioni scialbe (It). E spesso si ritorna anche sul luogo del delitto, pare che lo sceneggiatore Matthew Greenberg, che con King ha già lavorato per l’adattamento 1408, è sul punto di riproporre sul grande schermo Pet Sematary, già realizzato nel 1989 da Mary Lambert.
Il racconto è ambientato in una piccola cittadina del Maine, dove sorge un cimitero per gli animali domestici posto dove un tempo esisteva un altro luogo di sepoltura, in grado di riportare in vita i cadaveri sotterrati. Nonostante tutte le controindicazioni del caso, un genitore decide di seppellire lì il piccolo figlio morto in un incidente d’auto. Il disastro è assicurato…
Il geniale Federico Mauro (già autore di IPhone Cinematografici) ci regala alcune sue rielaborazioni (sul suo Flickr le trovate tutte) per alternativi biglietti di auguri natalizi. Ha scelto i cattivi del cinema e li ha messi dietro la (vostra) porta. Dlin dlon: chi suona al campanello? Voi chi non vorreste vedere attraverso lo spioncino?
Speciale Natale: quale cattivo del cinema vi porta gli auguri?




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Immaginatevi la scena: è notte fonda, tornate a casa da una bella serata in compagnia con gli amici, aprite la porta e vi trovate in corridoio…. quale personaggio horror vi farebbe impietrire dal terrore, fare popò nelle mutande e/o fuggire a gambe levate? Ecco i nostri 10, diteci i vostri!
- It Pennywise, sia nella versione pagliaccio che in versione ragno peloso
- Freddy Krueger (Robert Englund)
- Aragog, il ragno gigante della saga di Harry Potter
- Candyman
- Emily Rose (del film The Exorcism of Emily Rose)
- Sylvia Ganush di Drag Me to Hell
- Michael Myers della saga di Halloween
- L’uomo lupo
- Le gemelle di Shining
- Bonus: Bob di Twin Peaks (perché tratto da una serie tv)
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E’ stato scritto che la fama di It come film terrorizzante è ingiustificata. Parliamoci chiaro: la miniserie (di quasi 20 anni fa!) diretta da Tommy Lee Wallace aveva un compito impossibile, ovvero quella di ridurre il bellissimo libro-fiume di King. Il risultato? Mediocre, evidentemente. Chi scrive tuttavia non riesce a bocciare una certa atmosfera malinconica, tutta la prima parte con i protagonisti adolescenti, e soprattutto Tim Curry nei panni di Pennywise.
Ma questi sono commenti scritti da una persona che il fenomeno “It” l’ha vissuto proprio da bambino. Quella generazione traumatizzata da It, pagliaccio molto più agghiacciante del risibile ragnone finale. E sapessero i critici quanto è stato terrorizzante il film di Wallace per quella generazione! Tuttavia adesso si cambia pagina, perché il personaggio inventato da King torna in nuove vesti. E’ di oggi la news che il film scritto da Dave Kajganich (e ancora senza regista) sarà vietato ai minori: niente sconti su sangue e sesso, per mantenersi fedeli allo spirito del romanzo.
Un’ottima notizia e un ottimo punto di partenza, per quello che sarà un film difficilissimo. Le promesse saranno tante, le probabilità di riuscire a condensare in modo coerente una materia da 1300 pagine in un film scarse. Ma mai dire mai, anche perché è stato infine chiarito come sarà strutturato temporalmente il film: ancora con flashback, ma l’azione si sposterà dal periodo 1958 - 1985 al periodo che sta a metà tra gli anni ‘80 e i giorni nostri. La luce dei defunti non muta…
La Warner Bros si sta per imbarcare in quella che ha tutta l’aria di essere un’impresa senza speranza: trarre un film dalle quasi 1300 pagine di IT, capolavoro di Stephen King del 1987. L’arduo compito è stato affidato allo sceneggiatore Dave Kajganich che ambienterà la storia prevalentemente nel presente anzichè alternare, come nel romanzo, fatti avvenuti nel 1958, quando i sette amici protagonisti erano bambini, ed avvenimenti del 1985, in cui li ritroviamo adulti.
Già nel 1990 era stato fatto un tentativo di trasposizione del romanzo. Ne era nata una miniserie televisiva, decisamente lontana dall’essere perfetta e con nette differenze rispetto al libro, ma comunque con tutto il tempo a propria disposizione per poter sviluppare a dovere le numerose sottotrame, e con un favoloso Tim Curry nei panni dell’inquietante pagliaccio Pennywise.
Mi viene da pensare che condensare più di 1200 pagine in un film renda indispensabile la brutale mutilazione della storia. E la domanda che scaturisce da tale pensiero è se sia davvero necessario portare IT al cinema…attualizzandolo, per giunta. Da irriducibile fan di King quale sono, storco il naso ma non perdo la speranza.
Fonte: Empire