
Irene ha trentadue anni, è una ragazza come tante, vive da sola e ha delle storie occasionali. Da tre anni ha deciso di dedicare la propria vita a persone in cerca di aiuto, assistendole e alleviandone le sofferenze anche quando arrivano a decisioni estreme: per questo il suo nome in codice è Miele. Un giorno, però, si trova a fare in conti con Grimaldi e il suo male invisibile…
Dopo il corto “Armandino e il Madre” Valeria Golino passa al lungometraggio con Vi Perdono, tratto dal romanzo di Angela Del Fabbro (Einaudi), prodotto da Riccardo Scamarcio (!!!) e Viola Prestieri per Buena Onda, in coproduzione con Les Filmes des Tournelles (Francia) e con RAI Cinema.
Le riprese iniziate a Tijuana (Messico), da lunedì 16 aprile si spostano a Roma ma per sapere qualcosa di più della trama e dei protagonisti Jasmine Trinca e Carlo Cecchi, dobbiamo aspettare le prossime indiscrezioni.
Per ora sappiamo che è realizzato con il contributo del Ministero per i Beni e le attività Culturali Direzione Generale per il Cinema, in associazione con Maggiore Rent e G.D. Research, ai sensi delle norme sul tax credit e sarà distribuito da Lucky Red.
Fonte Foto: TMNews

Terrence Malick e Sean Penn hanno deciso di disertare l’incontro con la stampa per la presentazione dell’atteso The Tree of Life, in concorso quest’oggi al Festival di Cannes, lasciando Brad Pitt e Jessica Chastain soli in balia di giornalisti e fotografi. Il film approderà nelle sale della Penisola il prossimo 18 maggio. Presentato in concorso (e già recensito da Cineblog) anche L’apollonide, di Bertrand Bonello, nel cui cast troviamo anche l’italiana Jasmine Trinca. A voi le foto dei protagonisti. Cliccate su continua!
Nella sezione Un Certain Regard scendono invece in campo Hors Satan, di Bruno Dumont; e Where Do We Go Now? di Nadine Labaki.
Cannes 2011 - oggi in concorso The Tree of Life di Terrence Malick e L’Apollonide
Fonte: Zimbio
L’Apollonide - Souvenirs de la Maison Close (Francia, 2011) di Bertrand Bonello. Con Hafsia Herzi, Adele Haenel, Jasmine Trinca, Noémie Lvovsky, Louis-Do de Lencquesaing e Céline Sallette. Apriamo, madame et monsieur (dato il contesto, qualche licenza francese potete pure concedercela), questa nostra rassegna dei film presentati al Festival della ridente cittadina di Cannes. Ed è solo per motivi logistici, è bene precisarlo, se il primo di questa nostra (si spera) corposa carrellata di materiale è l’ultima fatica di Bertand Bonello.
L’Apollonide è quello che i più moderni definirebbero un “luogo in” della Parigi bene. Frequentato da uomini abbienti, la merce trattata è di qualità eccelsa. Oltre agli ammennicoli vari, che denotano eleganza ed un ricercato buon gusto, è la materia prima ad attrarre così tanto e così tanta gente di eguale estrazione. Insomma, qualora non si fosse capito, L’Apollonide è un bordello! Ops, pardòn… forse sarebbe più opportuno scrivere “casa di tolleranza”?
Non sapremmo dire, ma qualcuno sosteneva che la parole servono per essere adoperate, perciò così facciamo. Non fraintendete, però, questa nostra scanzonata introduzione. Il film in questione è duro come un pugno nello stomaco, talvolta anche troppo probabilmente. Com’è facile intuire dalle brevissime coordinate che vi abbiamo fornito, la trama ruota attorno alle donne che lavorano all’interno dell’Apollonide. Una, in particolare, calamita su di sé non poca attenzione, a causa di un dramma subito. Durante un incontro di routine con un cliente affezionato, quest’ultimo recide irrimediabilmente, da entrambi i lati, la bocca della donna, tale Madeline.
Arriva dalla Francia il film drammatico L’apollonide (Souvenirs de la maison close) diretto da Bertrand Bonello e presentato al Festival di Cannes 2011.
Il film è ambientato in un bordello parigino e racconta la storia di una prostituta sfregiata da un cliente…
Nel cast Hafsia Herzi, Adele Haenel, Jasmine Trinca, Noémie Lvovsky, Louis-Do de Lencquesaing, Céline Sallette. Nella galleria locandina e cinque foto.
Cannes 2011: L’apollonide (Souvenirs de la maison close) - 5 foto e locandina







Via dal Lido di Venezia, felici di portarsi a casa qualche bel ricordo di film visti e di amici incontrati; e basta. Via dal Lido, inseguiti dai verdetti della severa ma seria e giusta giuria internazionale, verdetti che ci inseguono come branchi di cani furiosi che vogliono mordere le terga di noi in fuga, quei morsi meritati che ci faranno pensare (?).
Per la verità, io personalmente, ho fatto un viaggio tranquillo dopo aver pranzato in un ottimo ristorante di Venezia e non del Lido. Le terga le ho messe al riparo. I verdetti mi convincono. Li conoscete. Da Lebanon a Women without men, Soul kitchen, dal Leone d’oro fin giù ai premi cosiddetti minori, si tratta di film che non sono stati mai, dico mai, al centro del cosiddetto dibattito dei festivalieri e dei massmedia. Tranne qualche eccezione, tutti, dico tutti, hanno cincischiato con grandi nomi che la giuria ha ridotto a pigmei.
Il cinema italiano si conferma a Venezia 66 in piena era glaciale, un cartone disanimato fra pellicole piccole di costo e di ampio respiro, coproduzioni europee intelligenti e coraggiose, registi e professionisti semiconosciuti o sconosciuti da conoscere. Il cinema italiano con Gomorra e Il divo vinse a Cannes in un festival che sembra lontano anni luce.
Si sono spente le luci ed è calato il sipario sulla 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Qui l’elenco di tutti i premi ed i premiati. In quest’ultima fotogallery Veneziana, vi offriamo le immagini di tutti i vincitori, degli ospiti in passerella e di Sylvester Stallone, presente al Lido per ritirare il premio Jager Le Coutre “Glory to the Filmmaker Award”.
Cliccate su continua e diteci: siete soddisfatti del lavoro svolto dalle giurie? Oppure avreste voluto assegnare i premi a qualcun’altro?
Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.
Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.
Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.
Continua a leggere: Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival
Il Grande Sogno (Italia - 2008) di Michele Placido con Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Michele Placido, Luca Argentero, Laura Morante, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Marco Iermanò, Brenno Placido.
Il film inizia nel 1967. A Roma gli animi dei giovani iniziano ad essere in fermento, e qualcosa si sta agitando. La rivolta giovanile sta per avere inizio. Libero è uno dei leader della neonata contestazione, mentre Laura è una ragazza della buona borghesia cattolica a cui non va più giù il sistema sociale capitalistico che ha radici anche nell’ambiente universitario. Nicola, invece, è un giovane poliziotto pugliese che deve infiltrarsi nel mondo studentesco per capire le varie manovre. Eppure il suo “grande sogno” resta uno solo: quello di diventare attore…
E’ un film fortemente autobiografico il nuovo lavoro di Michele Placido, che torna a Venezia dopo anni dall’infelice esperienza avuta con Ovunque sei. In mezzo comunque c’è anche stato il bel Romanzo Criminale, che aveva risanato un po’ la “ferita” tra il regista e la critica. Il Grande Sogno è quindi un’ulteriore scommessa per Placido: ritornare a colpire il suo pubblico, e tentare questa volta anche di far breccia al Lido.
Il film parla ovviamente di due sogni, ed è un film che, più che parlare di Storia, parla di una storia nella Storia. Il “grande sogno” è quello dei giovani sessantottini, che con la loro rabbia ed energia volevano cambiare il mondo; ma c’è poi il sogno del singolo, in questo caso di Nicola, che aspira ad entrare nell’amato mondo del cinema, che per ora ha potuto solo vedere da semplice spettatore.
Continua a leggere: Il Grande Sogno - di Michele Placido: recensione in anteprima
Apriamo la fotogallery di oggi con le immagini del red carpet di Brooklyn’s Finest di Antoine Fuqua, comparso sul tappeto rosso in compagnia di Ethan Hawke, Wesley Snipes e la splendida Shannon Kane. Archiviata la parentesi dedicata a George Clooney ed Ewan McGregor, le fans apprezzeranno senz’altro gli occhi verdi di Riccardo Scamarcio, presente al Lido assieme a Jasmine Trinca e numerosi altri membri del cast artistico e tecnico, per la premiere - in programma questa sera - di Il Grande Sogno di Michele Placido. Vedremo anche Valeria Golino in passerella? Tornate a vedere la foto galleria fra qualche ora, in serata aggiungeremo le nuove immagini.
Fra i protagonisti della giornata troviamo i registi George A. Romero ed Abel Ferrara; Franco Battiato, Toni Servillo ed il cast di Deserto Rosa, Adriano Giannini e le protagoniste di Women without Men.
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Cartoline da Venezia 66 - Ethan Hawke, Riccardo Scamarcio e George Romero
Un programma al di sopra delle aspettative. Chiariamolo fin da subito, a scanso di equivoci: il cartellone della 66. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia sulla carta promette un’edizione molto buona. Concentriamoci per ora sui film in concorso, e più tardi parleremo delle altre sezioni. Non preoccupatevi se vedete qualche nome mancante: è probabile che il film che cercate sia fuori concorso, ma qui le sorprese non mancano.
Confermati innanzitutto i rumors delle ultime settimane sugli italiani: ancora una volta, come l’anno scorso, i titoli nostrani del concorso ufficiale sono quattro. Si tratta ovviamente del film d’apertura Baaria di Giuseppe Tornatore, de Il Grande Sogno di Michele Placido, con Scamarcio, Trinca, Argentero, Orlando e Morante, La doppia ora, opera prima di Giuseppe Capotondi con Filippo Timi e Ksenia Rappoport, e, unico film Rai contro tre Medusa, Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con Margherita Buy.
Sorprendente la sestina americana: dopo gli ormai sbandieratissimi Moore, Herzog, l’esordio di Tom Ford con A single man, fa piacere anche vedere confermato il nuovo Todd Solondz, The Road di Hillcoat e soprattutto -in concorso!- Survival of the Dead di zio Romero. Nella triade orientale, spunta la sopresona Tsukamoto con il suo nuovo capitolo di Tetsuo. Ottima la selezione francese, con Denis, Rivette, Chéreau confermati e la “new entry” Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Due lavori tedeschi (ma ovviamente Akin ha origini turche e Shirin Neshat iraniane), uno austriaco, e poi ancora Sri Lanka, Egitto e Israele. E manca ancora il film a sorpresa, per un totale di 24 film in corsa per il Leone d’Oro.
Dopo il salto, tutti i titoli del concorso ufficiale di Venezia 66.