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Tutti gli articoli con tag Jean Luc Godard

Superbowl, se fosse diretto da registi famosi

pubblicato da carloprevosti

Questo weekend gli Stati Uniti si sono fermati per il Superbowl, la finale del campionato NFL di footbal.

Non solo un grande evento sportivo, ma soprattutto mediatico. Le quotazioni degli spot infatti raggiungono livelli stellari.

Ma cosa sarebbe successo se alla regia ci fosse stato un regista come Quentin Tarantino, David Lynch, Jean Luc Godard, Werner Herzog o Wes Anderson?

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Star System - Se non ci sei non esisti- La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Star SystemStar System - Se non ci sei non esisti (How to Lose Friends and Alienate People) di Robert B. Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst, Megan Fox, Jeff Bridges, Gillian Anderson, Janette Scott, Miriam Margolyes

Sidney Young una giovane firma di una rivista indipendente con sede a Londra. Il suo stile è intellettuale, sarcastico, schietto e soprattutto visto di pessimo occhio dal mondo dello star system. Un suo articolo però attira l’attenzione del direttore di Sharp, la più influente rivista di spettacolo al mondo. Da Londra a New York la vita di Sidney cambierà radicalmente, ma i suoi modi anticonformisti gli provocheranno diversi guai. La scelta che gli si pone davanti è fra un compromesso che snaturerebbe il suo essere libero, o il rifiuto delle regole del sistema. La scelta non sarà facile.

Ispirato al libro autobiografico di Toby Young dal titolo Un alieno a Vanity Fair, dimostrazione che anche nel mondo dell’editoria amano stravolgere i titoli originali (How to Lose Friends and Alienate People, che suona “come perdere gli amici e far scappare la gente”), il film di Robert B. Weide gioca con la verve comica di Simon Pegg a ribaltare in chiave cinematografica la prospettiva che Il diavolo veste Prada aveva offerto sul mondo dell’editoria legata alla moda.

Sebbene il film sia ambientato nella New York più yuppies e numerose star hollywoodiane ne arricchiscano il cast, il film è una produzione inglese e come tale è perfettamente riuscita a mantenere quel tocco delirante di humour britannico che pervade tutti i film del biondo Pegg, intrisi di cinismo e di tocchi macabri di grandissimo impatto (si vedano Hot Fuzz e L’alba dei morti dementi per meglio apprezzare). Il film diventa così un a satira feroce non solo sullo Star System, quello del titolo, ma anche su quell’universo che vi gravita intorno con agire parassitario, fatto di P.R, di uffici di comunicazione, di apparenze e, soprattutto, di giornalisti della stampa specializzata o critici cinematografici dai toni spocchiosi. Quello che Pegg/Young ci chiede è quanto sia possibile quindi mantenere la propria vena sarcastica, dissacrante e, soprattutto, onesta quando si ha direttamente a che fare con il gotha dell’entertainment mondiale?

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Buon San Valentino con la Nouvelle vague!

pubblicato da Fabio della Sala

Continua l’omaggio di Cineblog per il cinquantenario della nascita della Nouvelle vague. Ecco una frase celebre tratta dal film Jules e Jim che capita a fagiolo per San Valentino: “Tu hai avuto poche donne, io ho avuto molti uomini, facciamo una buona media, faremo una discreta coppia… ” (Jeanne Moreau). Di seguito e nella pagina seguente, alcune sequenze che esaltano il tema dell’amore, nei modi tipici della Nouvelle vague. Sopra, Alphaville di Jean Luc Godard

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Frammentatori? a Salerno: cinema del '68

pubblicato da Carla Cigognini

pellicola cinema 13Il Linea d’ombra Film Festival di Salerno presenterà sabato 19 aprile alle 18.30, nello spazio Complesso Monumentale di Santa Sofia, “Frammentatori?”. E’ un assemblaggio, una scelta di Italo Moscati di film della durata di 62’ - immagini, sequenze, frammenti- che sono stati realizzati negli anni Sessanta e ruotano su temi e personaggi che hanno contribuito a fissare aspetti significativi del Sessantotto, l’anno delle rivolte fuori e dentro il cinema. Si tratta di un tentativo di tornare a quel periodo con documenti essenziali per capire la breve stagione delle contestazioni dei giovani in tutto l’Occidente ma anche in Giappone e altre zone del mondo.

I film considerati sono di registi famosi come Pier Paolo Pasolini, Fernando Solanas, Michael Waldleigh, Marco Bellocchio, Jean Luc Godard, Ugo Gregoretti, Giuseppe Bertolucci; di autori d’avanguardia come Carmelo Bene, Alberto Grifi, Alberto Leopardi; e di artisti d’arti visive come Mario Schifano, Gianfranco Baruchello.

Nelle loro opere, a volte vere e proprie prove d’artista, sfila la generazione che ha coltivato speranze che spesso si sono rivelate illusioni, speranze e illusioni che suscitarono un’attenzione straordinaria e ancora tengono vivo un confronto che si è ripresentato anche a quarant’anni dal Sessantotto.

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