
Prevedibile ed ora anche ufficiale. Il leggendario Jean-Luc Godard, 80 anni a dicembre e forse il più importante esponente della Nouvelle Vague, non prenderà parte alla cerimonia degli Oscar. Insieme a Francis Ford Coppola, Eli Wallach e Kevin Brownlow, Godard quest’anno riceverà l’Oscar alla Carriera. Il più anti-hollywoodiano dei registi europei dice così no alla consegna diretta della statuetta, ringraziando l’Academy per il riconoscimento ma trincerandosi dietro l’età per giustificare la mancata partecipazione alla serata.
Godard d’altronde è un regista da sempre restio ai bagni di folla e allergico ai voli in aereo. Recentemente non si è presentato nemmeno al Festival di Cannes, quando venne presentato la sua ultima fatica, Film socialisme, quindi non può certamente sorprendere questo per certi versi clamoroso no a quell’istituzione, Hollywood, che a suo dire da decenni “manda in rovina il cinema mondiale“. Eppure quella stessa istituzione, dopo averlo vergognosamente snobbato per una vita (mai una candidatura in 50 anni di carriera), a novembre finalmente gli tributerà il giusto e meritato applauso, che lui, ne siamo certi, si godrà sul proprio divano di casa, con un bel sigaro stretto tra le labbra.
Dopo l’exploit di Gomorra e Il Divo, il cinema italiano torna a Cannes con un solo film in concorso, La nostra vita di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Isabella Ragonese e Raoul Bova protagonisti. A fare compagnia al regista di Mio Fratello è Figlio Unico e Domani Accadrà, che partecipò a Cannes nel lontano 1988, ricevendo una menzione Caméra d’or, ci sarà Sabina Guzzanti con il suo discusso ed atteso documentario Draquila - la Città che Trema. Uno sbarco in terra di Francia, per la Guzzanti, fuori Concorso, per un titolo che promette di suscitare un mare di reazioni, politiche e non solo.
Per il resto puzza di ‘già visto’ il cartellone del Festival, presentato questa mattina, con Robin Hood di Ridley Scott che aprirà la Croisette, per una Palma d’Oro che vedrà duellare Abbas Kiarostami (con Copie conformè), Takeshi Kitano ( con Outragè), Bertrand Tavernier (con La princesse de Montpensier), Alejandro Gonzalez Inarritu (con Biutiful), Mike Leigh (con Another Year), ed ovviamente il nostro Lucchetti. Fuori Concorso di livello con Woody Allen (You will meet a tall dark stranger), Stephen Frears (Tamara Drew) e Oliver Stone (Wall street 2: Money Never sleeps), per una Giuria, presieduta da Tim Burton, che sarà composta da Kate Beckinsale, la nostra Giovanna Mezzogiorno, Alberto Barbera, Emmanuel Carrere, Benicio Del Toro, Victor Erice e Shekhar Kapur.
Arrivato alla sua 63° edizione, il Festival, che renderà omaggio ad Ingmar Bergman, si terrà dal 12 al 23 maggio prossimo. Ma ora cliccate pure su continua per dare un’occhiata a tutti i film in Concorso e a quelli in corsa per Un Certain Regard, senza dimenticarvi di farci sapere le vostre prime impressioni. Vi piace come programma o vi aspettavate qualcosa di meglio?
Continua a leggere: Cannes 2010: Lucchetti in gara per la Palma d'Oro, la Guzzanti fuori concorso

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).
Sono pochi i prodi che possono dire di aver visto in sala cinematografica la versione integrale di alcuni film fiume come le tre saghe di Heimat. In confronto però l’opera di Edgar Reitz pare un cortometraggio rispetto alle quasi 150 ore di durata di Cinematon, una maratona di cinema a cui hanno partecipato negli anni grandi del mondo della pellicola, da Jean-Luc Godard a Roberto Benigni.
Brevi ritratti senza parole, le prime riprese furono effettuate oltre trent’anni fa e a oggi il progetto non è ancora concluso. L’idea è di Gerard Courant che ha ripercorso il pensiero di Andy Warhol dando vita a un complesso mastodontico.
Cinematon, ne da notizia il sito Repubblica.it, sarà proiettato questo mese ad Avignone e a gennaio a Parigi. Una sfida anche per un cinefilo degno di Enrico Ghezzi!
Continua a leggere: Cinematon, il più lungo film della storia proiettato ad Avignone

Continua la serie di post che omaggia la nascita della nouvelle vague. Ecco come cavalcare in 20 film “l’onda nuova” del cinema francese (fonte Film TV). L’ordinamento dei titoli è per data di uscita.
1 Piace a troppi (1956) di Roger Vadim
2 Le beau Serge (1957) di Claude Chabrol
3 Pourvu qu’on ait l’Ivresse (1957) di Jean Daniel Pollet
4 Ascensore per il patibolo (1957) di Louis Malle
5 I 400 colpi (1957) di Francois Truffaut
6 Parigi ci appartiene (1958-1960) di Jacques Rivette
7 Hiroshima mon amour (1959) di Alain Resnais
8 Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean Luc Godard
9 Il testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau
10 Le gattine (1960) di Jacques Doniol-Valcroze
Continua a leggere: I 20 film per capire ed apprezzare la Nouvelle vague
Les plus belles escroqueries du monde (Le più belle truffe del mondo, Francia 1964) Regia Hiromichio Horikawa, Roman Polanski, Ugo Gregoretti, Claude Chabrol; sceneggiatura Gérard Brach, Roman Polanski, Ugo Gregoretti, Claude Chabrol, Paul Gégauff, Jean-Luc Godard; fotografia Asakazu Nakai, Tonino Delli Colli, Jerzy Lipman, Raoul Coutard; interpreti Mie Hama, Ken Mitsuda, Yatsuko Tanami, Nicola Karen, Jan Teulings, Arnold Gelderman, Gabriella Giorgelli, Guido Guiseppone, Giuseppe Mannajuolo, Christian Lentretien, Jean-Louis Maury, Jean-Pierre Cassel, Francis Blanche, Catherine Deneuve, Sacha Briquet, Philomène Toulouse, Pierre Arland, Henri Attal, Michel Charrel, Gilbert Denoyan, Marcel Gassouk, André Letourneur, André Stanislas, Dominique Zardi, Charles Denner, Jean-Luc Godard, Jean Seberg, László Szabó.
Nelle edizioni italiana e francese è un film formato da 4 episodi che si svolgono a Tokyo (Les cinq bienfaiteurs de Fumiko, I cinque benefattori di Fumiko), Amsterdam (La riviere de diamants, Il fiume di diamanti), Napoli (La feuille de route, Il foglio di via), e Parigi (L’homme qui vendit la Tour Eiffel, L’uomo che vendette la Torre Eiffel). Venne tagliato l’episodio firmato da Jean-Luc Godard dal titolo Le Grand Escroq (il grande truffatore).
Nel primo episodio un’entraîneuse finisce per far morire un uomo anziano che si vanta della sua dentiera di platino e si porta dietro mazzette di yen. Peccato che alla fine tutto si dimostri falso. Nel secondo episodio - quello diretto da Polanski - una giovane ladra si lascia sedurre da un ricco uomo d’affari solo per organizzare una vendita di gioielli che dovrebbe essere finalizzata a casa dell’attempato seduttore. La collana però non resterà per molto al collo della donna…
Una delle tecniche di ripresa più affascinanti del cinema è il piano-sequenza. Per notazioni più precise su questo modo di costruire una scena rimando al post di Carla nella rubrica Cine-dizionario.
Sicuramente è interessante notare quanto un regista può produrre senso ed in modo molto originale senza aver bisogno di staccare la macchina da presa dall’oggetto di ripresa e costruendo un “montaggio” interno alla scena stessa. Gli effetti prodotti da questa tecnica di ripresa sono svariati. L’uso che se ne faceva in passato, ovvero quello di usarlo solamente per sequenze importanti e “solenni”, viene via via affiancato da un uso più giocoso e decostruttivo (il primissimo Godard) o addirittura fuorviante (Tarantino).
Gli unici effetti collaterali di questo modo di concepire una scena possono essere quelli di diventare un’esercizio di stile accademico e/o gratuito (ad es. alcuni movimenti di macchina di De Palma per intenderci) oppure di ricercare una fissità fin troppo esasperata e poco fotogenica (maestri in questo senso sono il lituano Sharunas Bartas o il portoghese Joao Cesar Monteiro). Nella pagina seguente un elenco sicuramente incompleto dei piano sequenza più belli e importanti… mi piacerebbe avere vostri suggerimenti per completare la lista!
Continua a leggere: I migliori piano-sequenza della storia del cinema
Il disprezzo
Un film di Jean-Luc Godard con Brigitte Bardot, Michel Piccoli, Jack Palance, Fritz Lang.
Genere Drammatico
Francia, 1963
Durata 103 minuti circa
Stasera 20 ottobre su La7 all’ 1:55
Il Disprezzo è un film del ’63, opera di uno dei pionieri della nouvelle vague francese, Jean-Luc Godard, e tratto dal romanzo omonimo di Alberto Moravia.
Il protagonista Paul ( Michel Piccoli) è uno scrittore sposato con la bellissima Camille (Brigitte Bardot in pieno splendore). La coppia sembra affiata, innamoratissima.
Tra le scene iniziali del film li vediamo insieme a letto e parlano d’amore.
Paul accetta di sceneggiare, o meglio di correggere, un film sull’Odissea le cui riprese si svolgeranno tra Cinecittà e la splendida Capri.
Il regista del film, poco gradito al produttore, è niente di meno che Fritz Lang che interpreta sé stesso.
Paul si piega alla sceneggiatura di un’Odissea assurda, completamente estranea alla sensibilità culturale europea e comunque lontana dall’idea iniziale di Fritz Lang, in nome di un film più commerciale, gradito al produttore del film, l’americano Prokosch.
Ma questo non è l’unico compromesso di Paul che genera il disprezzo di Camille nei suoi confronti.
Infatti l’uomo fa finta di non accorgersi delle avance che il produttore fa alla moglie che all’inizio tenta inutilmente di scatenare una reazione nel marito.
Continua a leggere: Cineblog consiglia: Il disprezzo di Jean-Luc Godard