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Tutti gli articoli con tag Jean-Pierre Léaud

Primo trailer per Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki

pubblicato da Gabriele C.

Per molti era da Palma d’Oro, ma Le Havre - divenuto in Italia Miracolo a Le Havre - alla fine è uscito a mani vuote dall’ultimo Festival di Cannes. Detto ciò è stato forse lui il titolo più applaudito della kermesse, e dopo aver ricevuto consensi anche a Locarno (qui la nostra recensione) si appresta ad approdare a Toronto. Aki Kaurismäki torna in Francia dopo Vita da bohème e ci racconta una storia d’immigrazione, ma con il suo solito stile originale e unico.

Marcel Marx (!), autore d’altri tempi e famoso anticonformista, si è auto-esiliato nella città portuale di Le Havre, dove sente di aver conquistato uno stretto rapporto con la gente, facendo il lustrascarpe, lavoro rispettabile ma che non gli porta tanti soldi. Ha ormai sepolto i sogni di una fortuna letteraria, e vive di poche cose: il suo bar preferito, il suo lavoro e la moglie Arletty, finché non irrompe nel suo cammino un immigrato africano minorenne. Quando Arletty si ammala ed è costretta a letto, Marcel deve prendere in mano la situazione. Ma la polizia è in cerca del ragazzo. È il momento di pulirsi le proprie scarpe e tirare fuori le unghie…

Intepretato da André Wilms (Marcel) e Kati Outinen (Arletty), con la partecipazione di Jean-Pierre Léaud, Le Havre uscirà il 9 settembre in Finlandia. In Italia è nel listino Bim, che da Cannes ci porterà anche Melancholia e The Artist: tutti e tre i titoli dovrebbero uscire entro la fine dell’anno. Non vediamo l’ora, visto anche che il trailer, che potete vedere qui sopra, è a dir poco delizioso.

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Locarno 2011 - Miracolo a Le Havre : la recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Le Havre LocandinaA due passi dal porto di Le Havre vive Marcel Marx, un anziano lustrascarpe senza soldi ma con una moglie che ama la sua bontà. In passato Marcel Marx è stato un artista vagabondo, uno scrittore clochard, che però ha scelto di stabilirsi nella cittadina francese. Marcel in strada, esercitando il suo lavoro, incontra tante persone ma i punti saldi della sua vita sono quelli attorno alla sua casa, il bar dove beve l’aperitivo con pochi amici, il piccolo negozio di alimentari che gli fa credito anche se sa che non pagherà i debiti. Il destino ha più di una sorpresa per Marcel: lo stesso giorno in cui l’amata moglie viene ricoverata in ospedale per un male che potrebbe non darle scampo avviene l’incontro con un piccolo clandestino africano che vorrebbe raggiungere Londra sognando di ricongiungersi alla sua famiglia. La polizia è sulle sue tracce ma Marcel non si scoraggia e tutto il quartiere sarà solidale con la sua missione. A volte i miracoli avvengono anche nei posti più inaspettati.

Sono pochi i registi che possono mettere la propria firma su ogni inquadratura di un proprio lavoro, basta però guardare un singolo fotogramma di Le Havre per comprendere come la mano di Aki Kaurismäki sia in grado di pennellare con colori pastello anche le più degradate periferie ad ogni fotogramma.

Quello di Kaurismäki è un cinema fatto di non-luoghi, i suoi personaggi spesso non hanno radici e si muovono come ombre tra strade, porti, stazioni e luoghi che non hanno memoria. Marcel Marx, insieme a M (il Markku Peltola de L’uomo senza passato) è forse il più azzeccato dei personaggi ispirati a questo modello. Esclusi, emarginati, poveri ma con la speranza nel cuore, sono spesso così i protagonisti del cinema di Kaurismäki.

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Festival di Cannes 2009 - Un video dal set di Visage di Tsai Ming Liang, in concorso

pubblicato da carloprevosti

Tsai Ming LiangVisage di Tsai Ming Liang sarà il primo film dell’ultima giornata del concorso internazionale di Cannes 2009. Il nuovo film del regista della Seconda New Wave cinese, ma sempre più cosmopolita, vede come protagonista Fanny Artand.

Il film ha una genesi quanto mai singolare, essendo richiesto dal celebre museo parigino Louvre. Lo stesso Ming Liang ha dichiarato che per questo film si è ispirato tanto alla dottrina buddiste quanto allo spirito libertario occidentale, in modo da far collidere due mondo diversi e simili allo stesso tempo.

Nel cast, oltre a Fanny Artand (che vediamo protagonista di una scena ripresa dalle telecamere di Arté, dopo il continua), ci saranno Laetitia Casta, Jean-Pierre Léaud, Fanny Ardant e il suo attore feticcio Lee Kang-sheng. Scenografia ovvia il museo del Louvre.

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Face: il nuovo Tsai Ming-liang in arrivo al Festival di Cannes

pubblicato da Gabriele C.

Face: il nuovo Tsai Ming-liang in arrivo al Festival di CannesIn Italia non abbiamo avuto l’opportunità di vedere il bellissimo Hey Yanquan (I don’t want to sleep alone), la penultima fatica di Tsai Ming-liang in concorso a Venezia nel 2006. E così c’è anche il rischio che questo Face non venga più calcolato: per gli ammiratori di Tsai sarà sempre più complicato riuscire a vedere i nuovi lavori del regista, a meno di andare a festival (anche lontani) o con i soliti “stratagemmi”.

Concentriamoci comunque su Face, titolo internazionale di Visages, che riporterà il regista taiwanese al Festival di Cannes, dopo la vittoria della Palma d’Oro con uno dei suoi titoli più celebri e amati (The Hole) nel 1998 e la partecipazione al concorso nel 2001 con un altro bellissimo titolo del regista, ovvero Che ora è laggiù?. Proprio in quest’ultimo era abbastanza chiara una certa passione di Tsai per la Nouvelle Vague, vista soprattutto la partecipazione di Jean-Pierre Léaud in un bel cammeo.

L’attore tornerà proprio in Face, ma altri attori francesi gli faranno buona compagnia, da Fanny Ardant a Jeanne Moreau, da Mathieu Amalric a Nathalie Baye. Non a caso il film si svolgerà tra il Luovre e il Palazzo delle Tuileries, aprendo al cinema zone dei vari palazzi mai visti. Protagonisti sono l’insostituibile Lee Kang-sheng e Laetitia Casta, che ha sostituito (!) Maggie Cheung dopo il suo rifiuto: la scelta della modella, spiega Tsai, è avvenuta proprio per la sua inesperienza.

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Cineblog consiglia: Non drammatizziamo... è solo questione di corna

pubblicato da Davide

Domicile conjugalNon drammatizziamo… è solo questione di corna (Domicile conjugal, Francia , 1970). Regia di François Truffaut. Con Jean-Pierre Léaud, Claude Jade, Hiroko Berghauer, Ada Lonati. Commedia, 95’

Stanotte, Sabato 9 Agosto, Canale 5 ore 02:25

Antoine (Jean-Pierre Léaud) e Christine Doinel (Claude Jade) sono due giovani coniugi in attesa della nascita del primo bambino. Lei dà lezioni di violino e lui prepara le colorazioni artificiali per i fiori.

L’equilibrio della loro esistenza, modesta e tranquilla, viene modificato quando Antoine ottiene un impiego presso un’industria americana. Questo avvenimento e la contemporanea nascita del figlio provocano alcuni mutamenti nella loro vita coniugale: la donna si concentra maggiormente nei suoi compiti di madre e l’uomo, sentendosi trascurato, cede al fascino esotico di Kyoko, una cliente della sua azienda, della quale diviene l’amante. Presto però gli incontri con Kyoko perdono il fascino iniziale e ricreano in Antoine l’interesse per la dolce Christine che, a sua volta, seppur delusa, non ha cessato di amare il marito…

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