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Cannes 2010: ecco gli ultimi titoli e le ultime novità del festival

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2010: ecco gli ultimi titoli e le ultime novità del festivalIl cartellone della 63. edizione del Festival di Cannes si completa. Sono stati aggiunti otto titoli al programma ufficiale, due per ogni sezione. In concorso finiscono due registi già passati sulla Croisette: il cinese Wang Xiaoshuai, premio della Giuria qualche anno fa per Shanghai Dreams, e l’ungherese Kornél Mundruczó, due anni fa in corsa per la Palma d’Oro con Delta. Nell’Un certain regard “capitanato” dalla presidentessa Claire Denis ci finiscono due registi che non avrebbero certo sfigurato nella competizione ufficiale, due nomi che circolavano nei rumor da un po’: l’argentino Pablo Trapero ma soprattutto il maestro Jia Zhang-Ke.

Non c’è concorso invece per Olivier Assayas, per la seconda volta fuori concorso a Cannes dopo essere stato in competizione per tre volte, e fuori concorso anche per il rumero Andrei Ujica. Altre due special screenings: il nuovo documentario di Lucy Walker e il progetto brasiliano 5xFavela di Carlos Diegues, insieme di cinque cortometraggi diretti da Manaira Carneiro, Wagner Novais, Rodrigo Felha, Cacau Amaral, Luciano Vidigal, Cadu Barcelos e Luciana Bezerra.

L’ultima novità arriva invece dalla Giuria ufficiale che assegnerà la Palma d’Oro: l’ultimo giurato è infatti il compositore Alexandre Desplat. Niente Cannes quindi per l’atteso Terrence Malick, nonostante fosse uno dei nomi più gettonati di quest’edizione, anche perché il compositore delle musiche del suo The Tree of Life è proprio Desplat. Ma non è l’unico nome importante che manca all’appello: ora Venezia e Toronto non devono far altro che iniziare a strofinarsi le mani e mettersi al lavoro…

Dopo il salto trovate tutti i titoli che completano il programma di Cannes 2010.

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Cannes 2010: pensiamo ai film

pubblicato da Gabriele C.

Cannes 2010: pensiamo ai film

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!

Stati Uniti

Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.

Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).

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Torino Film Festival 2008: 24 City di Jia Zhang-ke; Rumba di Dominique Abel, Fiona Gordon e Bruno Roy

pubblicato da Gabriele C.

24 City - Torino 26Ultima giornata e ultime pellicole al Torino Film Festival, di cui sappiamo i vincitori di tutti i premi da poche ore. Mentre è stato presentato il film di chiusura, The Edge of Love di John Maybury con Keira Knightley nei panni di Vera Phillips, il pubblico e gli accreditati superstiti hanno potuto recuperare in replica qualche film passato nelle precedenti giornate.

Il sottoscritto è ben contento di essere riuscito a vedere l’ultimo film di Jia Zhang-ke, in concorso all’ultimo Festival di Cannes: perché 24 City è semplicemente un film bellissimo. E non solo perché dimostra che lo stile di Jia, dopo il bellissimo Still Life, continua a funzionare, ma soprattutto perché continua a smuovere gli animi, a commuovere. E va bene anche che il regista è tecnicamente preparato e ci offre un film ben confezionato, con qualche movimento di macchina utilizzato meravigliosamente ai fini della costruzione del film, ma ciò che colpisce sono soprattutto le testimonianze delle persone.

Spaccati di vite umilissime, di dolori, di ricordi, e una continua dicotomia della Cina divisa tra passato e futuro, tradizione e progresso: cosa scegliere? La vecchia fabbrica o il nuovo complesso residenziale 24 City? La risposta la si può non dare, tanto la fabbrica verrà smantellata e 24 City si farà: spazzando via i ricordi di tutti. Si dicevano che le testimonianze degli operai sono toccanti: ma è ancora più toccante la voglia di Jia di mischiare a queste interviste delle false testimozianze di grande forza. Non a caso le storie sono lasciate in mano a tre donne: Joan Chen (davvero bella la sua storia, oltre che originale nel richiamare un film dell’attrice), Tao Zhao (l’attrice feticcio di Jia) e Liping Lu. Tre donne che offrono una marcia in più ad un film già emozionante di per sé.

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26° Torino Film Festival - Settima giornata, 24 City e Vittorio De Seta

pubblicato da Beatcippe

24 city locandinaUno si sveglia la mattina, lancia uno sguardo cisposo fuori dalla finestra e nota nuvole grigie e cariche di neve; quindi guarda meglio, tentando di riacquistare un po’ di lucidità post sonno, e nota che le nuvole stanno effettivamente scaricando tutto il fardello di neve che si portavano appresso. Neve sul TFF, quindi, e ringraziamo Nanni il gufo per aver montato dei previdentissimi e iellatissimi gazebo al di fuori del cinema Massimo.

Il Festival di Torino è agli sgoccioli e stasera, per l’appunto, verrà presentato l’ultimo film del Concorso ufficiale, il tedesco “Mein Freund Aus Faro” che si spera abbia la forza di rinvigorire la competizione dopo la spenta giornata di ieri, pasata in compagnia di drammoni famigliari e gemelli francesi in calore.

È di ieri mattina anche la riproposizione di una pellicola che la competizione ufficiale, invece, l’ha vissuta in maggio a Cannes. Stiamo parlando di 24 City, del giovane e leonino cinese Jia Zhang-Ke. A Cannes l’invito in concorso la scorsa primavere è sembrato un’operazione politica e capricciosa, tesa soprattutto a levare da sotto il naso il film a Marco Muller. I soliti dietrologi, si dirà. I soliti francesi, risponderemo. Fatto sta che Jia, dopo il sorprendente Leone d’Oro ottenuto con “Still Life” tre anni or sono, ha ottenuto la definitiva e insindacabile affermazione internazionale vivendo le gioie e i dolori della Croisette.

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Venezia 65: Shirin - Cry Me a River

pubblicato da Gabriele C.

shirin

Detto sinceramente? Una Mostra sottotono, almeno per ora. Alla seconda giornata abbiamo già tre film in concorso, e per quel che mi riguarda due su tre sono deludenti. Accanto a Jerichow, primo film in concorso, affonda anche Schroeder: peccato, poteva essere il cult di questa edizione. Ma, a sorpresa, delude non poco anche Kiarostami: il suo esperimento metacinematografico poteva andare bene per un corto…

Fuori concorso
Shirin, di Abbas Kiarostami

Bruno Fornara aveva definito Kiarostami come un “fondamentalista cinematografico”, in senso buono. Era l’anno di Dieci, discusso ma bellissimo film sperimentale dell’indiscusso maestro iraniano girato con due videocamere digitali all’interno di una macchina, guidata da una moderna donna iraniana che si confrontava con sei interlocutori diversi per dieci giri.

Scommetto che molti ridefinirebbero Kiarostami in quel modo, ma in senso negativo, dopo questo Shirin. C’è uno spettacolo teatrale di un poema persiano del 12° secolo: la macchina da presa però non inquadra lo spettacolo, bensì… il pubblico! Per tutti i 90 minuti della pellicola lo spettatore vedrà le reazioni del pubblico, formato da centoquattordici attrici iraniane, che guarda lo spettacolo.

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Festival di Cannes 2008: 24 City di Jia Zhang-Ke

pubblicato da Gabriele C.

24 City - Jia Zhang-KeIl cinema di Jia Zhang-Ke è un cinema personalissimo, e come ogni cinema di registi personali non può avere presa su tutti. Se il grande pubblico ovviamente non può conoscerlo, è proprio sui cinefili che il regista fa presa in modo alterno. Consacrato nel tempo grazie alle costanti presenze al Festival di Venezia, dove nel 2006 vinse con il bellissimo Still Life (dove più che far arrabbiare gli accreditati, la sua vittoria passò abbastanza inosservata: infatti ingiustamente non se lo filò nessuno), Jia ha presentato all’ultima mostra il documentario Useless, vincendo nella categoria Orizzonti.

Quest’anno ha deciso di concedersi a Cannes, dove ha già presentato in concorso 24 City, a metà strada tra documentario e fiction. Per chi conosce almeno Still Life, non sarà di certo una novità; ma 24 City sembra anche più radicale nella scelta dell’uso di entrambi i registri. Certo, il Leone d’Oro del 2006 era reso magico dalla fusione perfetta di realtà e finzione, e chissà che nel nuovo film questo sguardo unico venga meno: noi non ce lo auguriamo. Il percorso di Jia Zhang-Ke è una riflessione continua sulla Cina, costantemente in bilico tra veloce progresso e smantellamento di lunghe tradizioni (lo era anche in Useless, bella riflessione sulla moda).

Siamo a Chengdu: una fabbrica adibita alla costruzione di pezzi per aerei sta per essere distrutta; al suo posto verrà costruito un quartiere pieno di moderni edifici, chiamato appunto 24 City. Tra vere interviste e monologhi di finzione narrati da tre donne (tra cui Joan Chen), il regista ripercorre la “vita” della e nella fabbrica, attraverso tre diverse generazioni. Quasi un corollario, non a caso, di Still Life: che qualche pia casa di distrubuzione ce lo faccia vedere, please.

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Venezia 64: quali film dobbiamo attenderci?

pubblicato da Gabriele C.



Il 26 luglio, data della conferenza stampa con la quale sapremo per certo il programmone di quest’anno, è ancora un po’ lontano, ma già ci sono le prime indiscrezioni sui film del Festival di Venezia 2007. Prima di incominciare a spulciare tra i film “candidati”, facciamo un breve ripasso su quello che già sappiamo per certo: Zhang Yimou (in sala con La città proibita) sarà a capo di una giuria composta da soli registi, proprio per festeggiare il 75° anniversario della mostra; Bill Mechanic sarà presidente della giuria per il Premio Luigi De Laurentiis per la migliore Opera Prima, e Gregg Araki sarà presidente della sezione Orizzonti; ci dovrebbe essere una sezione di film a tematica omosessuale che si candideranno per il Queer Lion (e le polemiche si sono già aperte); il 5 settembre ci sarà la consegna del Leone d’Oro alla carriera a Tim Burton, e di conseguenza anche il Tim Burton Day; le sezioni collaterali prevedono quella sulla Storia segreta del cinema italiano 4 (questa volta si tratta di western scelti da Tarantino) e l’evento dedicato ad Alexander Kluge, padre del Giovane Cinema Tedesco e vincitore di due Leoni d’oro e di un Leone d’argento.

Marco Müller sembra voler proprio fare le cose in grande per questa edizione speciale (anche per non sfigurare con Cannes 60?), ma su una cosa avevo i miei forti dubbi: proprio i film in programma. Insomma, diciamocelo chiaramente: Cannes aveva già rubato a Venezia grandi nomi e grandi film, mentre Coppola e Argento sono volati alla Festa di Roma. Ma devo ammettere che se la maggior parte delle indiscrezioni che ora andremo a leggere saranno confermate, si prevede una Venezia 64 davvero interessante e piena di colpacci.

Un po’ di sorprese le avrete viste già nell’immagine qui sopra, no? Quindi cliccate su continua e saprete tutto…

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