Visto in lingua originale 48 ore fa, ecco arrivare a tempo di record il teaser trailer in italiano di The Bourne Legacy, quarto capitolo dell’infinita saga legata all’universo creato da Robert Ludlum. Archiviato Matt Damon, tocca a Jeremy Renner vestire i panni dell’eroe, con Rachel Weisz, Edward Norton, Stacy Keach, Oscar Isaac e i veterani del franchise Albert Finney, Joan Allen, David Strathairn e Scott Glenn al suo fianco. A dirigere le danze Tony Gilroy, già al lavoro sulla serie Bourne come sceneggiatore degli episodi precedenti.
Atteso nei cinema americani a partire dal 3 agosto, The Bourne Legacy è chiamato ad inaugurare una seconda trilogia, dopo i 945 milioni di dollari incassati dalla Universal con i primi tre capitoli. Se la trama è ancora avvolta nel mistero, sappiamo soltanto che il 4° Bourne sarà ‘un ampliamento o un’espansione della storia’. ‘Gli avvenimenti delle prime tre pellicole sono i punto di partenza per ciò che accadrà. Tutto quello che avete visto nei primi tre film farà parte del background dell’azione, e tutto il pubblico che li ha seguiti sarà premiato per l’attenzione‘.
Ad accompagnare il teaser del film, che uscirà nei cinema italiani il 31 agosto del 2012, un nuovo poster.
Dopo aver dato un’occhiata a prima foto e primo poster di The Bourne Legacy, è finalmente tempo di vedere il teaser trailer del prossimo film dedicato alla figura di Jason Bourne: dimenticato ormai Matt Damon, protagonista delle prime tre pellicole della serie, a raccogliere il testimone sarà come saprete Jeremy Renner, sempre più lanciato all’interno del genere d’azione dopo aver recitato anche in Mission Impossible: Protocollo Fantasma.
Accanto a Renner troveremo gente come Rachel Weisz, Oscar Isaac, Joan Allen, Albert Finney ed Edward Norton, mentre a dirigere le danze sarà Tony Gilroy, già al lavoro sulla serie Bourne come sceneggiatore degli episodi precedenti. Uscita prevista negli Stati Uniti per il prossimo 3 agosto.
Che ve ne pare allora di questo nuovo Bourne/Renner?
Via | Slashfilm.com
Hachiko - Il tuo migliore amico (Hachiko: A Dog’s Story, Usa, 2008) di Lasse Hallström; con Richard Gere, Joan Allen, Cary-Hiroyuki Tagawa, Sarah Roemer, Jason Alexander, Erick Avari, Davenia McFadden, Robbie Sublett, Tora Hallstrom, Gary Roscoe, Denece Ryland, Roy Souza, Michael Kelly, Vincent J. Earnshaw, Luke Allard, Joanne Fanara, Rob Degnan, Robert Capron, Donna Sorbello, Bates Wilder, Forest, Gloria Crist, Kevin DeCoste
24 anni dopo La mia vita a quattro zampe, che gli fruttò due candidature all’Oscar, come Miglior Regista e per la Migliore Sceneggiatura, lo svedese Lasse Hallström torna a toccare con mano una storia canina, emozionando. Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, Hachiko - Il tuo migliore amico è meno melenso, scontato, fastidioso e ‘cinofilo’ di quanto si possa pensare.
La storia, vera e diventata leggenda, del cane che attese alla stazione dei treni il proprio padroncino, morto d’infarto, per oltre 10 anni, in Giappone è talmente famosa da essersi trasformata in statua celebrativa. Lasse Hallström, in questo remake made in Hollywood, colpisce al cuore dosando bene le emozioni e trasformando il magnifico Hachiko, cane di razza Akita, nell’assoluto protagonista. Tanto che anche Richard Gere deve togliersi il cappello, inchinarsi e farsi da parte…
Continua a leggere: Hachiko - Il tuo migliore amico: Recensione in Anteprima
Da Hachiko - una storia d’amore ad Hachiko - Il tuo migliore amico. Cambio di titolo a sorpresa per Hachiko, a solo 20 giorni dall’uscita nei cinema italiani, attesa per il 30 dicembre. Che la storia d’amore rischiasse di allontanare il pubblico dalle sale? A conoscere la risposta solo i titolisti della LuckyRed, costretta così a cambiare anche la locandina ufficiale. Ma secondo voi, obiettivamente, era davvero necessario cambiare titolo a 20 giorni dall’uscita in sala?
La commovente storia si ispira a fatti realmente accaduti. Nel 1924 un cane di razza Akita, di nome Hachiko, viene acquistato e portato a Tokyo da Hidesamuroh Ueno, professore universitario. Tra i due si instaura un’alchimia incredibile, quasi magica, tanto che il cane attende Ueno tornare dal lavoro, alla stazione dei treni, tutti i giorni alla stessa ora. Per un anno intero, Hachiko l’accompagna e lo attende in stazione, fino a quando un infarto improvviso stronca la vita a Hidesamuroh. Dopo la sua morte Hachiko viene dato via, ma scappa regolarmente per tornare alla stazione dei treni, aspettando il suo ritorno, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso punto. Ogni giorno, per 10 anni.
A dirigere il tutto Lasse Hallström, con protagonisti Richard Gere, un magnifico cane e Joan Allen. Qui la nostra prima impressione al Festival di Roma, qui il trailer italiano.
Ha commosso l’intero Festival del film di Roma Hachiko: A Dog’s Story di Lasse Hallström, in arrivo nei cinema nostrani giustamente per Natale. Interpretato da Richard Gere e da un incredibile cane, il film porta in sala la celebre storia di Hachiko, cane leggendario in Giappone.
La commovente storia si ispira a fatti realmente accaduti. Nel 1924 un cane di razza Akita, di nome Hachiko, viene acquistato e portato a Tokyo da Hidesamuroh Ueno, professore universitario. Tra i due si instaura un’alchimia incredibile, quasi magica, tanto che il cane attende Ueno tornare dal lavoro, alla stazione dei treni, tutti i giorni alla stessa ora. Per un anno intero, Hachiko l’accompagna e lo attende in stazione, fino a quando un infarto improvviso stronca la vita a Hidesamuroh. Dopo la sua morte Hachiko viene dato via, ma scappa regolarmente per tornare alla stazione dei treni, aspettando il suo ritorno, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso punto. Ogni giorno, per 10 anni.
Trattato con cura da Hallström, il film commuove e sorprende in positivo, meritando sicuramente di esser visto. Oggi, a un mese dall’arrivo nei cinema italiani, ecco che possiamo gustarci la non entusiasmante locandina.
Dopo aver visto il trailer tempo fa, Hachiko: A Dog’s Story ci regala un nuovo poster ‘alla Polar Express’! Diretto dal 3 volte nominato all’Oscar Lasse Hallström, il film, che uscirà l’8 agosto in Giappone, vede tornare in sala Richard Gere, affiancato dall’ottima e sottovalutata Joan Allen. Vero protagonista del film Hachiko, cane leggendario in Giappone.
Questa la sua struggente storia: Hachiko nasce nel 1923 e viene comperato da Hidesamuroh Ueno, un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo. Ogni mattina il cucciolo accompagnava Ueno in stazione e poi lo aspettava al ritorno. Nel 1925 Ueno morì di infarto mentre si trovava sul lavoro ma il cane continuò ad aspettarlo alla stazione, ogni giorno, alla stessa ora, per 10 anni. Il Giappone si intenerì talmente tanto per questa storia che nel 1934 fu innalzata una statua all’animale. L’8 marzo 1935 Hachiko morì di filariasi. Il Giappone intero pianse, tanto da ricordarlo più e più volte, anche attraverso i manga.
Aspettando news sull’uscita nelle sale italiane, godiamoci pure questo nuovo poster, forse troppo ‘americano’ per un film atteso praticamente da tutto il Giappone!

In Italia dovrebbe arrivare con il titolo Hachiko: Una storia d’amore Hachiko: A Dog’s Story, film che vedrà tornare in sala Richard Gere, affiancato dalla sempre poco valutata Joan Allen. Diretto dal 3 volte nominato all’Oscar Lasse Hallström, il film, che non ha ancora una data d’uscita, ci regala oggi la prima locandina ed il primo trailer, entrambi di stampo orientale. Vero protagonista del film Hachiko, cane leggendario in Giappone.
Hachiko nasce nel 1923 e viene comperato da Hidesamuroh Ueno, un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo. Ogni mattina il cucciolo accompagnava Ueno in stazione e poi lo aspettava al ritorno. Nel 1925 Ueno morì di infarto mentre si trovava sul lavoro ma il cane continuò ad aspettarlo alla stazione, ogni giorno, alla stessa ora, per 10 anni. Il Giappone si intenerì talmente tanto per questa storia che nel 1934 fu innalzata una statua all’animale. L’8 marzo 1935 Hachiko morì di filariasi. Il Giappone intero pianse, tanto da ricordarlo più e più volte, anche attraverso i manga.
Oggi, a quasi 75 anni dalla sua scomparsa, Hachiko arriva al cinema. Aspettando news sull’uscita nelle sale italiane, cliccate pure su continua per vedere la locandina e il trailer del film, senza dimenticarvi di dirci cosa ne pensate. Anche se tutti credo vi starete chiedendo… ma Richard Gere, come dirette Di Pietro, che ch’azzecca?
Sono state rese note le prime foto del film Hachiko A Dog’s Story dedicato al cane Hachiko molto famoso in Giappone.
Hachiko nasce nel 1923 e viene comperato da Hidesamuroh Ueno, un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo. Ogni mattina il cucciolo accompagnava Ueno in stazione e poi lo aspettava al ritorno. Nel 1925 Ueno morì di infarto mentre si trovava sul lavoro ma il cane continuò ad aspettarlo alla stazione, ogni giorno, alla stessa ora, per 10 anni. Il Giappone si intenerì talmente tanto per questa storia che nel 1934 fu innalzata una statua all’animale. L’8 marzo 1935 Hachiko morì di filariasi. Il Giappone intero pianse.
La storia di Hachiko è spesso raccontata nei Manga ed ora uscirà una trasposizione cinematografica diretta da Lasse Hallstrom e interpretata da Richard Gere, Joan Allen, Sarah Roemer, Cary-Hiroyuki Tagawa, Davenia McFadden, Erick Avari, Jason Alexander. Il film è attualmente in post-produzione. Trovate informazioni sulla storia di Hachiko qui.
E’ iniziato ufficialmente il Science+Fiction 2008, il festival di fantascienza che si tiene a Trieste fino al 16 novembre. Il film d’apertura è stato Death Race di Paul W. S. Anderson, già recensito per voi in anteprima e in uscita nelle nostre sale dal 28 novembre grazie alla Universal. Che dire del film? Che è come ci aspettavamo tutti tamarro, fracassone, ma con qualche spunto che forse può essere interessante.
Il nostro Apocalypse giustamente faceva notare che il film (che, più che un remake del riuscitissimo Anno 2000: la corsa della morte, ne è più una rivisitazione, quasi un sequel) si svolge in un futuro per niente lontano dal nostro, ovvero nel 2012: come a dire che la realtà descritta in questo testosteronico action movie deriva direttamente dalla nostra quotidianità. Almeno nello spunto del vouyerismo verso i reality show, a cui ormai gli spettatori sono talmente abituati da aver bisogno di vedere la morte più truculenta in diretta.
Dopo il breve prologo, che preannuncia la quantità di azione che ci sarà durante le tre tappe della folle corsa a cui vengono sottoposti i carcerati per poter essere liberi, il film ci mette un po’ ad ingranare, mentre l’originale era ben più deciso e veloce. Poi chi vuole si diverte pure, e Jason Statham, sempre più toro, e Joan Allen, algida e cattivissima, sono in parte. Ma la postilla finale è terribile. Qualche spruzzata trash, un po’ di sangue, una costruzione dichiaratamente videoludica, il ruolo della donna ridimensionato al minimo: al pubblico l’ardua sentenza.
Da oggi si entra nel vivo della competizione con i primi titoli in concorso. Il festival festeggia anche il 1968, anno per la fantascienza strepitoso: anche perché è l’anno di 2001: Odissea nello spazio, che verrà proiettato alle 20.15.
Death Race ( Death Race, Usa, 2008 ) di Paul W.S.Anderson; con Jason Statham, Tyrese Gibson, Ian McShane, Joan Allen, Robin Shou, Natalie Martinez.
2012, un mondo economicamente alle corde ha generato una tv sempre più violenta ed estrema, toccando l’apice con il reality game Death Race. All’interno del carcere di massima sicurezza Terminal Island un branco di detenuti mette in palio la propria vita con la speranza di ottenere la libertà. Vincendo 5 gare si viene liberati, perdendo si muore!
33 anni dopo Anno 2000: La corsa della Morte torna al cinema Death Race, con un perfetto ‘action man’ Jason Statham nei panni che furono di David Carradine e un non paragonabile Tyrese Gibson in quelli di Sly Stallone, per quello che possiamo definire il miglior film del sopravvalutato Paul W.S.Anderson. Eccessivo, violentissimo, al limite del trash, pseuso futuristico, spaccone e cazzuto, il film spinge a menetta sull’accelleratore dell’adrenalina, incoronando una volta per tutte Jason Statham come star indiscussa del genere…