Che ci crediate o meno, il genere cinematografico “donne che si picchiano” gode di un gran numero di estimatori quasi quanto quello “donne in carcere”. Quentin Tarantino non ha mica inventato nulla con il suo Kill Bill (che per altro è in classifica), ma non c’è nemmeno bisogno di dirlo!
Il sito Liquidgeneration ha stilato una classifica delle 10 migliori scene di questo particolarissimo genere, scegliendo tra quello che la loro redazione ha ritenuto le migliori e vi dico solo che si parte dalla sfida tra Bette Davis e Joan Crawford in Che fine ha fatto Baby Jane?, mica robetta da quattro soldi.
E voi che ne dite? Ci sono film che meriterebbero di essere in classifica?
La splendida Kate Winslet, dopo aver fatto incetta di premi e riconoscimenti durante la scorsa primavera per le sue interpretazioni di The Reader e Revolutionary Road, ha deciso di prendersi una pausa dal grande schermo in favore di una miniserie (che dovrebbe essere prodotta sotto l’egida della HBO) televisiva sceneggiata e diretta da Todd Haynes. Si tratta di un nuovo adattamento del romanzo di James M. Cain Mildred Pierce.
Il romanzo di James M. Cain è già stato trasposto sullo schermo nel 1945 da Michael Curtiz (in Italia arrivò con il titolo Il romanzo di Mildred) e fruttò un Oscar alla protagonista Joan Crawford.
La vicenda ruota, fra il dramma e il noir, attorno al personaggio di Mildred, fresca di divorzio e madre di due figlie adolescenti. Casalinga annoiata decide di aprire un ristorante e ne fa un successo, ma l’ambizione la porterà sulla strada del tradimento, del ricatto e dell’omicidio. Non è chiaro se questo adattamento sarà ambientato negli anni ‘40 o se Haynes deciderà di attualizzarne il contesto.
Fonte: Variety

Il loro nome ufficiale - Academy Award of Merit - è sconosciuto ai più, mentre il nome Oscar - ora ovviamente è un marchio registrato - che li ha resi noti nel mondo sembra essere venuto da una frase attribuita a Margaret Herrick, un’impiegata all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences: “Assomiglia a mio zio Oscar!”.
Sono nati nel 1929, due anni dopo la creazione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, grazie all’opera di Louis B. Mayer, il capo della Metro-Goldwyn-Mayer. Il loro aspetto dipende dal direttore artistico della MGM, Cedric Gibbons, e da chi le ha scolpite la prima volta - un’artista di Los Angeles che si chiamava George Stanley.
La prima volta sono stati consegnati nella Blossom Room dell’Hollywood Roosevelt Hotel di Los Angeles - era il 16 maggio -, e i nomi dei vincitori erano stati annunciati tre mesi prima. Da allora ne sono stati consegnati ben 2.701. Alla loro base viene inciso un numero di serie ed una placca avverte che “la statuetta non può essere venduta, trasmessa o trasferita (…) senza essere prima offerta all’Accademia”.
Continua a leggere: Aspettando la notte degli Oscar: qualche curiosità sul premio