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Tutti gli articoli con tag Joe Berlinger

Colin Firth e Reese Witherspoon nel nuovo film di Atom Egoyan basato sulla vicenda dei "Tre di West Memphis"

pubblicato da Simona

Colin Firth

Si chiamerà Devil’s Knot il film di Atom Egoyan tratto dal libro di Mara Leveritt che porta lo stesso nome.

La pellicola riporterà sullo schermo un caso giudiziario molto discusso. Nel 1993 in Arkansas, a West Memphis, tre adolescenti furono condannati per l’omicidio di tre bambini, nonostante l’evidente mancanza di prove effettive. Damien Echols fu condannato a morte; Jessie Misskelley Jr. fu condannato all’ergastolo, da sommare a due condanne da 20 anni ciascuna; Jason Baldwin se la cavò con il “solo” ergastolo. A seguito di numerosi ricorsi in appello e dopo aver presentato numerose prove a favore degli imputati (fra cui l’ultima, nel 2010, che dimostrava come sui corpi fosse presente del DNA non riconducibile agli accusati) i Tre di West Memphis hanno ottenuto, lo scorso agosto, una sospensione della pena di 10 anni, dopo averne trascorsi in carcere 18 (e 78 giorni). La vicenda ha suscitato molto clamore ed è stata già raccontata più volte sia sulla carta che sullo schermo (celebri i tre documentari diretti da Joe Berlinger - Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills, Paradise Lost 2: Revelations, Paradise Lost 3: Purgatory - fra il 1996 ed il 2011).

Colin Firth avrà il ruolo di Ron Lax, il primo investigatore che si occupò del caso gratuitamente a favore della difesa. Reese Witherspoon vestirà, invece, i panni della madre di una delle vittime. Dapprima convinta della colpevolezza dei tre ragazzi, poi sempre più scettica con l’avanzare delle indagini. Le riprese prenderanno l’avvio in Luisiana quest’estate.

Fonte Deadline - Foto TMNews

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In arrivo il terzo episodio per The Blair Witch Project?

pubblicato da carloprevosti

Blair witchThe Blair Witch Project compie diaci anni. Era il 1999 quando un sorprendete film semi-amatoriale girato con un bugdet risibile, tre attori sconosciuti, una videocamera 16 mm e una piccola palmare incasso oltre 250 milioni di dollari in tutto il mondo. Se si esclude un ignobile film che dell’originale manteneva solo titolo e ambientazione, realizzato da Joe Berlinger esclusivamente per sfruttare l’onda del successo, sono ben dieci anni che i due filmmakers, Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez stanno pensando a come portare avanti il loro progetto con un prequel o a sequel, ma non sono state ancora resi noti particolare a proposito.

Fino ad ora. Infatti la BBC News, intervistando i registi, è riuscita a strappare una dichiarazione promette qualche speranza ai fan: starebbero infatti pensando a un film che sia un sequel diretto del primo lavoro. I due, inizialmente, avrebbero sognato di ambientare il film nel 1700 per raccontare la storia della strega di Blair, ma ora si stanno orientando sull’idea di andare a vedere cosa è successo nel bosco maledetto subito dopo che sono finite le riprese del primo film. Il progetto non prevede però che si tratti nuovamente di un film realizzato con stile da documentario amatoriale.

The Blair Witch Project
è un film che sia è amato o odiato. L’idea di un nuovo sequel mi fa venire un po’ i brividi, ma forse è il suo scopo…

Crude - La locandina e il trailer

pubblicato da carloprevosti

CrudeDopo tre anni di lavoro, il documentarista Joe Berlinger (Brother’s Keeper, Paradise Lost, Metallica: Some Kind of Monster) racconta l’epica sotria del più vasto e controverso caso legale che si sia mai visto sull’intero pianeta, tanto che la stampa internazionale lo definì come la Chernobyl dell’Amazzonia.

Crude racconta i problemi dell’Amazzonia come un legal thriller, un problema che coinvolge la politica globale, l’attivismo di varie celebrità, i diritti umani, il potere delle multinazionali e il destino delle culture indigene che vanno via via scomparendo. Lontano dalla forma tradizionale del documentario, questo film pluripremiato racconta una situazione molto esplorando una situazione complessa da vari angoli.

“Raramente un conflitto così vasto è stato esaminato con la dovizia di particolari e la determinazione di Crude di Joe Berlinger” è il commento del critico del New York Times, Stephen Holden.

Dopo il continua potete vedere il trailer.

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