A morte Hollywood! (Cecil B. DeMented, commedia, USA 2000) Regia di John Waters, con Melanie Griffith, Stephen Dorff, Alicia Witt, Adrian Grenier, Larry Gilliard Jr, Mike Shannon, Maggie Gyllenhaal, Zenzele Uzoma.
Il regista Cecil B. DeMented e la sua pazza troupe di terroristi del cinema decidono di rapire Honey Whitlock, star di numerosi melodrammoni Hollywoodiani, per costringerla a recitare nel film underground che realizzeranno a Baltimora (dove sono ambientati tutti i film di Waters). Questa esperienza porterà l’attrice ad interpretare il miglior ruolo della sua carriera e a diventare un soldato convinto nella guerra contro il cinema scadente.
Bisogna innanzitutto fare una premessa: si tratta di un film di John Waters. Sì, proprio lui, il regista indipendente americano per eccellenza, il cineasta del tutto folle e controcorrente che nei suoi film ha esaltato il kitch ed è considerato il re del cinema trash. Da Pink flamingos a Cry Baby, passando per Grasso è bello, non ci sono vie di mezzo per confrontarsi con la sua cinematografia: o la si ama o la si odia.
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E’ stata presentata a Torino la 23esima edizione del GLBT Film festival “Da Sodoma ad Hollywood”, la terza che si avvale si avvale della gestione e dell’organizzazione del Museo Nazionale del Cinema, che si svolgera’ dal 17 al 25 aprile al cinema Ambrosio, fatta eccezione per la serata d’inaugurazione e per la serata finale, entrambe in programma all’Ideal.
Grazie a uno sguardo acuto e sensibile, anno dopo anno il festival è cresciuto diventando una delle principali finestre e occasioni di dialogo per la comunità glbt e il grande pubblico. Suo, inoltre, il merito di aver fatto conoscere in Italia le prime opere di registi come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, Eytan Fox, Apichatpong Weerasethakul, Alain Guiraudie, Auraeus Solito, Brillante Mendoza e tanti altri.
Fra gli eventi del Festival, è d’obbligo citare l’omaggio a Divine, icona per eccellenza del camp, scomparsa prematuramente a soli 43 anni nel 1988 (e già omaggiata indirettamente con i film di John Waters nel 2005) il Festival la ricorda attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e con la proiezione di un film di Paul Bartel, “Lust in the Dust” (1985), dove appare in coppia con Tab Hunter.
Hairspray (Hairspray, USA / Gran Bretagna, 2007) di Adam Shankman; con John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Nikki Blonsky, Zac Efron, Amanda Bynes.
Quasi vent’anni dopo ritornano sul grande schermo le avventure sixties inventate dal mitico John Waters. Nell’88 il folle regista iniziava il periodo della sua filmografia più edulcorato proprio con Hairspray (da noi Grasso è bello), ambientato a Baltimora: protagonisti una tv locale, il ballo, il razzismo e il perbenismo di quegli anni, e una mamma e una figlia dalle taglie davvero forti. Un film delizioso, solo in apparenza educato e poco incisivo, ma che mandava avanti le sue battaglie in modo comunque graffiante. Da quel film, nel 2002 è stato tratto un musical teatrale di successo che ha ispirato questo Hairspray diretto da Adam Shankman, che ha delle potenti basi su cui costruire un musical divertente.
E infatti questo Grasso è bello versione 2007 rispetta abbastanza le promesse, anche perchè, appunto, con delle fondamenta potenti era quasi impossibile non riuscire a centrare l’obiettivo. Innanzitutto la storia di Waters (che si ritaglia un gustosissimo cameo ad inizio film) ancora oggi riesce ad entusiasmare e si presta benissimo a farsi trasformare in un musical in cui per la maggior parte del tempo ci siano musica e ballo. E poi ci sono delle facce da musical non indifferenti: da John Travolta nella parte che fu di Divine a Queen Latifah, portentosa, burrosa e coinvolgente come al solito, e poi anche il neo-divetto (che ha la faccia giusta per il genere e canta e balla dignitosamente) Zac Efron. E se nel cast ci mettiamo dentro anche certi Pfeiffer, Walken e il sottovalutato ma brillante Marsden il gioco è fatto.