C’è chi penserà ormai che Takeshi Kitano è un regista morto, che ha già detto e ha già dato tutto. Nonostante questo, Kitano continua ad essere fortemente applaudito, giustamente, anche quando un film come Kantoku banzai! riceve aspre critiche. In realtà, per chi ha molto gradito Getting any? e chi è disposto a subirsi un’altra autocelebrazione alla Takeshis’, questa nuova pellicola del maestro giapponese risulterà comunque abbastanza divertente. Certo, bisogna accettare la pura anarchia e il caso che regna sovrano, ma un paio di autocitazioni (Kikujiro e Zatoichi) e alcuni momenti paradossali e al limite del geniale (le parodie horror e wuxia) lo rendono sufficiente per un appassionato. Gli altri salutino con la manina: anche perché è lo stesso Kitano che dice che questo è in assoluto il suo film più autodegradante.
Nella giornata di ieri hanno fatto la loro prima apparizione due film in concorso: Sleuth di Kenneth Branagh e Michael Clayton di Tony Gilroy (ma la stampa si è già vista anche De Palma). Il primo è, imho, uno dei migliori Branagh, semplicemente adorabile. Il remake de Gli Insospettabili, un vero cult, è un film che prende spunto da quello per prendere vie differenti, e non solo in campo estetico, dove il “regista del Bardo” si scatena con una fotografia raffinatissima, capace di esaltare un gioco di luci fosforescenti e la bellissima casa iper-tecnologica che ospita la coppia di attori, due grandiosi Michael Caine e Jude Law, quest’ultimo nel ruolo che fu del primo nell’originale (e ricordiamo che fu anche Alfie!). Diviso in tre parti (le prime due decisamente simili al capostipite), la bellissima sceneggiatura, ironica e “teatrale” senza dar fastidio, prende una certa piega proprio nell’ultima parte… ma qui non vi svelerò nulla. Comunque consigliatissimo, un gioco davvero elegante e diretto come si deve, con inquadrature splendide. Caine è una garanzia, e Law non è mai stato così sexy.