
Fresca vincitrice dell’Oscar come miglior regista, Kathryn Bigelow è al lavoro sul prossimo progetto cinematografico che la vedrà impegnata dietro la macchina da presa. Si tratta di Triple Frontier (ne avevamo già parlato la scorsa estate), film d’azione drammatico sul traffico di droga, sceneggiato anche questa volta dal compagno Mark Boal. Secondo quanto riportato da The Playlist, Sean Penn, Javier Bardem e Denzel Washington potrebbero far parte del cast. I tre nomi, infatti, sono stati menzionati da Boal nel corso di un’intervista rilasciata tempo fa al NY Times, nella quale affermava di aver contattato alcuni attori per una possibile futura collaborazione.
La pellicola, corale e per questo descritta come una sorta di Traffic, sarà ambientata nella zona di confine tra Paraguay, Argentina e Brasile (detta, appunto, ‘la triple frontera’), dove i fiumi Igazu e Parana convergono, rendendo estremamente difficile per le forze dell’ordine mantenere sotto controllo le attività delle organizzazioni criminali. Perchè lo script - che probabilmente conterrà svariate lingue diverse - venga ultimato ci vorrà ancora del tempo. Nell’attesa, la Bigelow dirigerà per la HBO l’episodio pilota della serie televisiva The Miraculous Year.

Il post su Kathryn Bigelow e il film vincitore di un bel mazzetto di Oscar 2010, The Hurt Locker, dal titolo La Bigelow gira come un uomo(?), ha spinto molti amici a intervenire nel nostro blog. Tante le osservazioni interessanti, invito a rileggerle o ad andare a leggerle. Tanti anche i giudizi diversi sulla qualità del film e sull’opportunità di assegnargli tante statuette. Non mi sono sognato,e non mi sogno, di trarre conclusioni.
Il bello di CineBlog è la sua densa liquidità, nel senso che l’offerta pluralista dispensa dal fare bilanci che, nel cinema, e nel gioco delle opinioni, rischiano sempre di essere opinabili. Tuttavia, una cosa mi sento di dover dire. Riguarda le accuse ideologiche alla regista, addirittura bollata con la parola “fascista”. Io ho visto alla Mostra di Venezia il film- che mi piace moderatamente- e non ho avuto il bisogno di affibbiare questa etichetta.
Conosco, credo abbastanza bene, il cinema americano che racconta le guerre e penso che ci sia una profonda coerenza in esso che risulta dalle opere dei suoi registi più bravi. Ad esempio, sulla guerra in Vietnam si possono ricordare Francis Ford Coppola (“Apocalipse Now”), Stanley Kubrick (“Full Metal Jacket”), Oliver Stone (“Nato il 4 luglio”), Michael Cimino (“ Il cacciatore”), nomi a cui si possono aggiungerne tanti altri. Voglio anche ricordare, ad un altro livello, “Rambo” con Sylvester Stallone. Anch’esso, con tutto quando si può dire sul suo sfoggio di violenza, rientra in un atteggiamento generale di coerenza del cinema americano sulla guerra.
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Ricordate la querelle (vera o meno) tra Kathryn Bigelow e la Mostra del Cinema di Venezia? È giunta ieri una dichiarazione del Presidente della Biennale Paolo Baratta su The Hurt Locker, film diretto dalla Bigelow vincitore di 6 Oscar all’ultima edizione degli Academy Awards. Ecco le sue parole:
Sono lieto che The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, oggi vincitore di 6 Oscar, sia stato selezionato in anteprima mondiale per il Concorso 2008 della Mostra di Venezia, diversamente dagli altri due film della stessa regista in precedenza presentati sempre alla Mostra ma fuori concorso, Strange Days (1995) e K-19: The Widowmaker (2002).
Naturalmente sono rammaricato che The Hurt Locker non sia stato premiato a Venezia, ma dobbiamo tener fede al principio dell’autonomia di giudizio delle giurie internazionali, che rappresentano un elemento caratterizzante tutti i grandi Festival cinematografici.
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Scrivo dopo la premiazione degli Oscar. Prendo atto che ha vinto tante statuette il film di Kathryn Bigelow, “The Hurt Locker”, sulla guerra in Iraq. L’ho visto all’ultima Mostra di Venezia. Mi era piaciuto per l’asciuttezza e l’intensità con cui racconta l’inferno iracheno che stenta a spegnersi, e che di tanto in tanto divampa di nuovo, bruciando corpi di civili, com’è accaduto alla vigilia delle elezioni politiche in quel paese.
Non è del film che voglio parlare, né del fatto, pure importante, che segna un punto fermo nella storia degli Oscar: per la prima volta premiata una regista donna. Era ora. Specie se come in questo caso la regista è brava e se lo merita, sottraendo statuette a iosa all’ex marito James Cameron che se n’è andato dalla premiazione con la statuetta fra le gambe come un cane bastonato, per il suo favoritissimo “Avatar”. L’Oscar è andato finalmente a una donna e non andò mai (contraddizioni) al grande Alfred Hitchcock che pure se lo sarebbe meritato per tanti suoi film, al di là della statuetta di consolazione allo scadere di una lunga carriera.
Dunque: voglio parlare di una frase colta al volo, nel corso di un’altra trasmissione radio; la seguente: “…la Bigelow gira come un uomo”. La frase viene pronunciata da una nota critica di cinema. Il tono è forse ironico o paradossale, non ho potuto cogliere l’intenzionalità delle parole. Ma, ecco, mi è rimasta una curiosità.
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Il gigante e la bambina: Avatar vs. The Hurt Locker.
Si può affermare senza ombra di dubbio che questa foto racchiude tutta la serata degli Oscar 2010. Un silurato James Cameron tenta di strozzare, ironicamente?, l’ex moglie Kathryn Bigelow che lo ha battuto soffiandogli la statuetta di miglior film e regia.
Grazie a Carlo per avercela spedita.
Quest’anno le nominations degli Oscar 2010 hanno puntato su 5 modi diversi di fare regia. Scegliete il vostro vincitore, qui avete voi il potere di decidere!
- James Cameron per Avatar
- Kathryn Bigelow per The hurt locker
- Quentin Tarantino per Bastardi senza gloria
- Lee Daniels per Precious
- Jason Reitman per Tra le nuvole

Kathryn Bigelow e il suo The Hurt Locker hanno sbaragliato la concorrenza portandosi a casa, ieri sera, ben sei BAFTA (Orange British Academy Film Awards), tra cui quelli di Miglior Film e Miglior Regista. Per Avatar di James Cameron solo due premi tecnici.
Fra gli attori hanno trionfato Colin Firth per A Single Man, Carey Mulligan per An Education, Christoph Waltz per Bastardi senza gloria e Mo’Nique per Precious. Dopo il salto la lista completa dei vincitori ed una ricca galleria di foto scattate sul red carpet e dopo la premiazione. Buona visione!
Bafta 2010 - le più belle immagini del red carpet e dei vincitori
Fonte: Zimbio
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Entra nel vivo la querelle tra The Hurt Locker e la Mostra del Cinema di Venezia. Non poteva essere altrimenti, visto che come vi abbiamo ricordato recentemente il film di Kathryn Bigelow fu presentato due anni fa in concorso nell’edizione numero 65, forse la più discussa dell’era Marco Müller.
È Sandro Parenzo, presidente della Videa-Cde che ha distribuito il film in Italia, ad accendere il fuoco della discussione con un’intervista rilasciata al Corriere di oggi, sottolineando come sia un’assurdità non aver premiato un film da 9 nomination agli Oscar (tante quante Avatar) al Lido e facendo dichiarazioni piuttosto piccate. Facciamo un passo indietro e ritorniamo alla questione sulla Coppa Volpi per il miglior attore protagonista, andata a Silvio Orlando per Il papà di Giovanna al posto di Mickey Rourke per The Wrestler, che si è dovuto “accontentare” (!) del Leone d’Oro per uno sciocco regolamento che non prevede la possibilità di assegnare una Coppa Volpi al miglior film della competizione.
The Hurt Locker, accolto molto bene sia dalla critica che dal pubblico della Sala Grande, non vinse nulla perché il premio maggiore al film di Aronofsky avrebbe dovuto risarcire la mancata vittoria di Rourke. Tutte voci, supposizioni più o meno ufficiose ma anche credibili che Parenzo non può non riportare in ballo dopo due anni:
Se continua così, la Mostra cinematografica di Venezia diventerà un cineclub per pochi intimi che premierà sconosciuti registi thailandesi… la vera industria, quella americana, non ne vorrà più sapere niente. Anzi, già non ne vuole più sapere niente.
Continua a leggere: Se Kathryn Bigelow si sente offesa dalla Mostra di Venezia
Il caso cinematografico degli ultimi mesi. In Concorso al Festival del cinema di Venezia del 2008 (qui la nostra recensione in anteprima) The Hurt Locker di Kathryn Bigelow ha fatto incetta di candidature all’Oscar, eguagliando il numero di nomination di Avatar, 9. Distribuito in Italia dalla Videa-CDE a partire dal 10 ottobre 2008, il film è praticamente passato inosservato al botteghino, incassando 111.688 euro. Briciole. Poco meglio è andata negli States, dove il totale ha toccato quota 12.582.593 dollari. Costato appena 15 milioni di dollari, The Hurt Locker non ha sfondato neanche all’estero, incassando fuori dagli Usa poco più di 3 milioni di dollari, per un totale di 16 milioni di dollari worldwide, ovvero poco più di miliardi di dollari in meno rispetto ad Avatar.
Peccato che, piano piano, il film di Kathryn Bigelow abbia iniziato a fare incetta di premi, sbalordendo. Sono così arrivati 2 Los Angeles Film Critics Association (miglior film e miglior regista), 4 Satellite Awards 2009 (miglior film drammatico, miglior regista, miglior montaggio e miglior attore drammatico a Jeremy Renner) 3 National Society of Film Critics Awards (miglior film, miglior regista e miglior attore a Jeremy Renner) 2 Critics’ Choice Awards (miglior film e miglior regia) un Producers Guild of America (miglior film) 8 nomination ai Bafta, 3 ai Golden Globes ed ora ben 9 agli Oscar, compresi Miglior Film, Regia, Sceneggiatura ed Attore protagonista.
Uscito da tempo in dvd sia in Italia che negli Usa, il film non potrà contare sulla tradizionale ’spinta da Oscar’ al box office, rischiando così di non farsi conoscere al grande pubblico, probabilmente curioso da un simile exploit. Ma The Hurt Locker ha davvero concrete possibilità di sbancare l’Academy? Sinceramente parlando, la sfida è quasi impossibile. Ambire alla corona di Miglior film dell’anno, con quel botteghino a disposizione, è tristemente un sogno irrealizzabile. Ma Kathryn Bigelow potrebbe davvero battere Cameron come Miglior Regista dell’anno (secondo il mio modestissimo parere è la favorita numero uno). D’altronde diciamocelo… può l’Academy lasciarsi sfuggire un’occasione simile? Prima donna della storia premiata con l’Oscar alla regia, che batte l’ex marito, regista del kolossal dei kolossal, con un film low budget, che praticamente non ha visto nessuno… un boccone troppo allettante per non essere mandato giù.
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Dopo i Golden Globes, ed aspettando gli Oscar, è toccato ai Bafta, ovvero gli Orange British Academy Film Awards, annunciare le candidature per l’edizione del 2010. A guardare tutti dall’alto, anche in questo caso, James Cameron con il suo Avatar, candidato a 8 Bafta, insieme a The Hurt Locker e An Education. A seguire l’ottimo District 9, con ben 7 nomination, davanti a Bastardi Senza Gloria e Tra le Nuvole, appagliati a quota 6.
Sorprendente la candidatura di Neill Blomkamp come Miglior Regista, insieme a Lone Scherfig, James Cameron, Kathryn Bigelow e Quentin Tarantino, con Andy Serkis pronto a contendere il Bafta di Migliore Attore, grazie a Sex & Drugs & Rock & Roll, a George Clooney, Colin Firth e Jeff Bidges. Esclusa, a sorpresa, Sandra Bullock, mentre risulta incredibile il risalto dato al mediocre Coco Before Chanel, che si porta a casa ben 4 nomination. Ovviamente, anche in questo caso, escluso Baaria tra i Migliori film non in lingua inglese. Ma cliccate su continua per vedere tutte le candidature, senza dimenticarci di dirci cosa ne pensate…
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