Esce il 23 luglio il film drammatico Fish Tank di Andrea Arnold con Michael Fassbender, Harry Treadaway, Kierston Wareing, Jason Maza, Jack Gordon, Katie Jarvis, Charlotte Collins, Brooke Hobby, Chelsea Chase.
Mia (Katie Jarvis) ha quindici anni e la sua vita è formata da amiche, madre giovane e bella, una sorella, l’amore. Un giorno la mamma porta a casa il nuovo fidanzato…
Di seguito potete vedere il trailer italiano e nella gallerie le foto con il poster.
Fish Tank: il trailer italiano, foto e locandina




Continua a leggere: Fish Tank: il trailer italiano, foto e locandina
Avevamo già parlato di Fish Tank ai tempi della sua premiere allo scorso festival di Cannes, oggi possiamo mostrarvi la locandina e il trailer del nuovo film di uno fra i più premiati film inglesi dell’ultimo periodo, per la regia di Andrea Arnold.
Fish Tank è la storia di Mia (Katie Jarvis), una volubile quindicenne, sempre nei guai a scuola e allontanata anche dal gruppo dei suoi amici. In un caldo giorno d’estate, sua madre (Kierston Wareing) porta casa un estraneo misterioso chiamato Connor (Michael Fassbender) che promette di cambiare tutto e portare amore in tutte le loro vite.
Dopo il continua potete vedere il trailer del film.
Fish Tank di Andrea Arnold, con Michael Fassbender, Harry Treadaway, Kierston Wareing e Katie Jarvis. Gran Bretagna
Fish Tank è la storia di Mia (Katie Jarvis), una volubile quindicenne, sempre nei guai a scuola e allontanata anche dal gruppo dei suoi amici. In un caldo giorno d’estate, sua madre (Kierston Wareing) porta casa un estraneo misterioso chiamato Connor (Michael Fassbender) che promette di cambiare tutto e portare amore in tutte le loro vite. Il regista Andrea Arnold riprende i temi che aveva toccato nel suo corto Wasp, premiato con l’Oscar nel 2003. Fish Tank è una originale e unica storia moderna dei nostri tempi.
Fish Tank apre ufficialmente le proiezioni dei film del Concorso Internazionale e sarà proiettato al Grand Théâtre Lumière di Cannes alle ore 8.30, 15.00 e 22.30.
Fish Tank



Il caso dell’infedele Klara di Roberto Faenza, con Claudio Santamaria, Laura Chiatti, Iain Glen, Kierston Wareing, Paulina Bakarova, Anna Geislerová, Miroslav Simunek, Zuzana Fialová, Dorota Nvotová, Daniela Merlo, Yemi Akinyemi.
Luca, un musicista italiano che vive a Praga, ama follemente Klara, una studentessa di storia dell’arte, ma non riesce a vivere con serenità il rapporto perché prova una gelosia gelosia nei suoi confronti così forte da rasentare la paranoia. Denis, un investigatore privato, viene ingaggiato da Luca per tenere la ragazza sotto sorveglianza, in modo da potergli dare la prova definitiva dei suoi tradimenti. Tra Luca e Denis si crea uno strano rapporto, prima di complicità poi di sfida, forse perché l’investigatore vive un rapporto con la moglie diametralmente opposto, una coppia aperta e privo di gelosia. Durante un viaggio a Venezia, Klara scopre di essere pedinata ma qualcosa cambia definitivamente.
La formazione di Roberto Faenza è fortemente legata al mondo accademico e il suo cinema risente di questo particolare genesi, nel bene e nel male. I suoi film, in particolare dopo Prendimi l’anima del 2002, sono concentrati di citazioni intellettuali e ricerca psicologiche che aspirano a trasformare la pellicola in una grande analisi sulla psiche umana dimostrando grande ambizione che però spesso può essere confusa con la presunzione di chi guarda la vita dall’alto in basso.
Continua a leggere: Il caso dell'infedele Klara - La recensione in anteprima
Ecco finalmente il trailer ufficiale del film Il Caso dell’infedele Klara di Roberto Faenza che uscirà nelle sale il prossimo weekend. Il film racconta la storia di Luca, un giovane musicista italiano che vive a Praga, profondamente innamorato della sua fidanzata Klara ma per cui dimostra una fortissima gelosia, tanto da procurare diversi problemi alla coppia.
Nel cast ci saranno Claudio Santamaria, Iain Glen, Laura Chiatti e Kierston Wareing. Qui le foto del film.
Si intitola Il caso dell’infedele Klara il nuovo film diretto da Roberto Faenza ed interpretato da Laura Chiatti, Iain Glen, Claudio Santamaria, Kierston Wareing, Anna Geislerová, Paulina Bakarova, Daniela Merlo, Dinah Geiger.
Luca (Claudio Santamaria) è un musicista ed è terribilmente geloso della sua bella fidanzata Klara (Laura Chiatti) così la fa seguire dall’investigatore privato Denis Pravda (Iain Glen). Klara in effetti è infedele ma Denis si è talmente affezionato a Luca che decide di non dirgli niente. Finché lo stesso Denis inizia una relazione con Klara e Luca, che lo ha fatto pedinare, medita tremenda vendetta.
Il film uscirà il 27 marzo ed è stato creato un interessante sito interattivo in pure stile investigativo. La storia, una mistery-comedy, sembra interessante vero?
Arriverà nelle sale il prossimo 27 marzo Il caso dell’infedele Klara, nuova pellicola drammatica dai risvolti noir diretta da Roberto Faenza e realizzata fra l’Italia e la Repubblica Ceca. Protagonisti Claudio Santamaria, Laura Chiatti, Iain Glen e Kierston Wareing.
Luca, musicista italiano che vive a Praga, è in preda a un’incontrollabile gelosia per la sua fidanzata Klara, studentessa di storia dell’arte in procinto di laurearsi. Insospettito dal rapporto della ragazza con Pavel, suo tutor all’università, Luca incarica un detective, Denis, di controllarla. L’uomo decide però di nascondergli alcune prove che giudica poco importanti. Tra i due inizia così un raffinato gioco che porta l’investigatore a perdere calma e distacco, fino a che seguendo un’ultima volta Klara in un viaggio-studio a Venezia, scoprirà una singolare verità.
Maggiori informazioni saranno presto disponibili sul sito ufficiale del film. E noi non mancheremo di tenervi aggiornati!
In questo mondo libero (It’s a free world…, Gran Bretagna / Italia, 2007) di Ken Loach; con Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Colin Caughlin, Joe Siffleet.
C’è chi al Lido ha confermato la visione generale che un po’ meno tutti hanno di Ken Loach, ovvero che i suoi film si dividono tra film belli e altri meno belli, tra cui andrebbe inserito forse anche la Palma d’Oro Il vento che accarezza l’erba. Se così è davvero, In questo mondo libero fa parte senza alcun dubbio dei film belli. Anzi, dei film bellissimi. Ma andando oltre questa distinzione netta, c’è un filo comune che lega tutti i film del grande regista rosso, dai film politici a quelli sociali, ed è che sono tutti film necessari, che rendono di conseguenza Loach un regista sempre più necessario. La rabbia e l’energia che le sue pellicole hanno (tutte!) non hanno pari con nessuno, tant’è che il “povero” Michael Clayton, film di denuncia in concorso sempre a Venezia, non ha fatto una gran figura paragonato al “mondo libero” del regista inglese.
La protagonista del film è Angie, una donna energica e piena di grinta che lavora presso un’agenzia di reclutamento. Quando viene licenziata di punto in bianco, Angie decide di mettersi in proprio e di aprire, assieme all’amica Rose, la sua propria agenzia di reclutamento con un doppio fine: aiutare le persone che ne hanno bisogno e guadagnare finalmente un po’ di soldi per mantenere il figlio, con cui sta assieme sempre meno. Ecco il motivo che fa di questo film un punto assolutamente originale nella filmografia di Loach: al solito il regista e lo sceneggiatore Laverty (per lui una sacrosanta Osella per la miglior sceneggiatura) sono bravi nel far immedesimare lo spettatore con il personaggio principale; ma come reagire quando Angie inizia a fare la furba “padroncina” e a calpestare chiunque pur di far soldi, nonostante le buone intenzioni iniziali? Bisogna continuare a tifare per l’irresistibile ciclone Angie, dalla frase sempre pronta e dalla presenza non indifferente, o iniziare pian piano, non senza disagio, a distaccarsene?
Siamo sempre stati abituati ad avere una separazione netta tra sfruttati e sfruttatori, tra padroni e classe operaia, ma questa volta la situazione è genialmente ribaltata (e il fatto che questa cosa già si sappia rovinerà un po’ il senso di sorpresa che ha colto gli spettatori, che del film sapevano poco o nulla, al Lido): non ci sono più Carla o Joe, e forse i non appassionati spettatori di Loach gradiranno non poco. Come gli appassionati, del resto, che apprezzeranno questa terza parte della “trilogia sull’immigrazione” iniziata col bellissimo Bread and Roses e proseguita col sottovalutato Un bacio appassionato.
Continua a leggere: In questo mondo libero: recensione in anteprima
It’s a free world… Regia: Ken Loach con Kierston Wareing- Juliet Ellis- Leslaw Zurek.
Altra conferenza stampa, altro Maestro del cinema. Ken Loach entra nella sala accolto da un caloroso applauso. Questa la sinossi del film che si legge sulla cartella stampa:
“Angie, pur mancando di una vera e propria istruzione, possiede una buona dose di energia, spirito, ambizione ed è soprattutto nel fiore degli anni. Dopo una vita disordinata alle spalle e stanca di tutto ciò, Angie ha ora qualcosa da dimostrare e sente che questo è il suo momento. Apre, quindi, un’agenzia di lavoro interinale assieme a Rose, una ragazza con la quale condivide l’appartamento, e si ritrova a lavorare in una zona degradata tra criminalità, uffici di collocamento e immigrati da collocare. Questo racconto mette in discussione, facendo da contrappunto, il miracolo anglosassone del lavoro flessibile, della globalizzazione, dei doppi turni e della moltitudine di consumatori incommensurabilmente felici: noi. “
E’ diventato pessimista?
Ken Loach :Non penso di essere diventato pessimista, più che altro realista. Perché i protagonisti del film si comportano come la società si aspetta che facciano: vince il più furbo. Ci sono comunque altri personaggi all’interno della storia che vivono seguendo grandi ideali e mostrando che vale la pena di combattere per essi.
Perché la figura di Carol, molto interessante, è stata messa in secondo piano fin a farla sparire del tutto?
Paul Laverty (sceneggiatore): Perché la storia offriva molti spunti. Abbiamo parlato con molti lavoratori durante la stesura della sceneggiatura e alla fine abbiamo deciso di portare avanti una idea in particolare, attorno a cui la storia avrebbe dovuto girare: lo stato di semi schiavitù in cui molti operai sono costretti a lavorare e l’abbiamo raccontata da punto di vista di Angie.
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