Di tutti i film in uscita questa settimana al cinema, quello che incasserà di più è già uscito in sala mercoledì, in contemporanea praticamente con la presentazione ufficiale a Cannes, fuori concorso. C’è da dire che in Robin Hood Ridley Scott fa bene (almeno) una cosa: la descrizione della vita nel Medioevo. Quanta gente sfregiata dopo tutte le battaglie, quanta attesa per un marito che dopo 10 anni è ancora in guerra, quanta difficoltà a seminare un campo. Per il resto, è inutile forse ribadirlo, Scott non è più quello Scott. Il suo Robin Hood è nella media dei suoi ultimi lavori, con la pecca di essere troppo lungo e avere una battaglia finale un po’ fuori luogo. Ma è sorprendente la chiusa finale, seguita da titoli di coda originali. Non lo consiglieremmo mai (per ora la media della redazione è sotto la sufficienza), però… Se non vi ispira per niente, e se avete perso la fiducia in Scott da anni, perché non buttarsi magari tra le braccia di un prodotto semplice ma dignitoso come Non è ancora domani, o magari tra le braccia di un horror acclamato come Shadow? Sono due film italiani, tra l’altro…
Per aiutarvi nelle vostre scelte cinematografiche, di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer in italiano, le recensioni in anteprima e tutti i dettagli che vi servono.
Adam: Beth è una scrittrice in erba, si è appena trasferita ed è in crisi per una storia d’amore finita male. Il trasloco le porta una novità: conosce il suo vicino di casa, Adam, un ragazzo autistico (ha la Sindrome di Asperger). I due si avvicinano talmente tanto che nasce una storia d’amore… Film americano diretto da Max Mayer; con Hugh Dancy, Rose Byrne, Peter Gallagher e Amy Irving. Qui il trailer italiano.
Manolete: la vita del leggendario torero Manuel Rodriguez Sanchez detto Manolete, e la sua storia d’amore con l’attrice messicana Antonia Brochalo, in arte Lupe Sino. La loro relazione fu uno scandalo per la Spagna franchista dell’ epoca (i fatti si svolgono fra la fine degli anni ‘30 e gli anni ‘40) perchè consumata al di fuori del matrimonio. Manuel Rodriguez Sanchez era un uomo timido, austero, di poche parole e dall’aspetto desolatamente triste; Lupe Sino, invece, una donna bellissima, schietta, orgogliosa, sensibile e con un passato turbolento alle spalle. Biopic diretto da Menno Meyjes; con Adrien Brody e Penelope Cruz. Girato tre anni fa. Qui il trailer italiano.
Non è ancora domani (La pivellina, Italia / Austria, 2009) di Tizza Covi e Rainer Frimmel; con Patrizia Gerardi, Walter Saabel, Tairo Caroli, Asia Crippa.
Cercando il suo cane in un parco nella periferia di Roma, Patrizia trova una bambina lasciata sola su un’altalena. In tasca ha un messaggio da parte della madre, che dice che prima o poi tornerà a riprenderla. Aia, la “pivellina”, viene così temporaneamente accolta in un campo abitato da artisti circensi, e tutti si abituano a vivere con lei…
I due documentaristi Tizza Covi e Rainer Frimmel firmano un piccolo miracolo di film, riuscendo a regalare dignità e sentimento ad ogni fotogramma di un lavoro nato con un budget che definire ridotto sarebbe un eufemismo e con una vicenda che ha tutte le carte in regola per avere il sapore di “già visto”.
Non c’è nulla di originale, si dirà infatti, e non c’è nulla di esteticamente bello da vedere in questo film diretto con un povero Super 16mm. Ma in Non è ancora domani, premio Europa Cinemas Label a Cannes dove è stato presentato in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs e poi presentato in decine di altre manifestazioni, è ovviamente lo sguardo che conta: che vince su tutto.
Esce il 14 maggio il film drammatico Italo-Austriaco Non è ancora domani (La Pivellina) diretto da Tizza Covi e Rainer Frimmel con Patrizia Gerardi, Walter Saabel, Tairo Caroli, Asia Crippa.
Ecco la trama ufficiale dal press-book: Patrizia, cinquantenne dai capelli rosso fuoco, cercando il suo cane Ercole in un parco della periferia di Roma, trova una bambina piccolissima lasciata sola su un’altalena, con in tasca un messaggio della mamma che promette di tornare, un giorno. La bimba, che dice di chiamarsi Aia (Asia), è accolta in un campo abitato da artisti di circo nel quartiere di San Basilio. Con l’aiuto del tredicenne Tairo, Patti inizia a cercare la madre della bambina e, nel frattempo, le dona affetto e una nuova casa. È un mondo povero e precario, ma ricco di calore umano, affetto e allegria. Sono vecchi, giovani e ragazzi, con i loro adorati animali. Un toccante racconto di coraggio e discriminazione, di perdita e di umanità, uno sguardo all’interno di una comunità spesso emarginata dai pregiudizi.
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“La piccola Asia Crippa, due anni appena e un talento che neppure Shirley Temple, meriterebbe un Oscar”. FILMTV
Non è ancora domani - La pivellina: foto, trama e trailer




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Un colpo di scena che sembra congegnato così bene solo per lasciare a bocca aperta tutti. Qualche giorno fa Francis Ford Coppola declinava l’invito dei selezionatori del Festival di Cannes: Tetro non era stato pensato di certo per un concorso, e soprattutto il fuori concorso è risultato troppo “impegnativo” per un’opera indipendente, auto-finanziata e auto-prodotta.
Giovedì 24 aprile, giornata dell’annuncio del cartellone cannense, Coppola non appariva infatti né in concorso né fuori concorso. Eppure Tetro a Cannes ci sarà, e aprirà la ricca proposta della Quinzaine des Réalisateurs, sezione parallela a quella ufficiale che partirà il 14 maggio. Questa scelta conferma la nuova strada che ha preso Coppola dopo il “nuovo inizio” con il discusso Un’altra giovinezza dopo nove anni di assenza dal grande schermo.
Francis Ford Coppola si è rimesso in gioco, evidentemente è cambiato, ed ha accettato una nuova sfida. Un passo indietro forse umile, che è sintomo di una voglia di ricominciare a raccontare, dopo aver metabolizzato una carriera ricca di capolavori e grandi film. Accanto al suo Tetro, nella Quinzaine si vedranno altre 23 pellicole (più una proiezione speciale, il francese Montparnasse di Mikhael Hers) provenienti da USA, Francia e Canada (le prime due nazioni con 4 titoli, la terza con 3), e poi Messico, Bulgaria, Singapore, Corea del Sud (il nuovo Hong!), Malesia, Cile, e via dicendo. Tra le pellicole statunitensi facciamo notare la presenza di I Love You Phillip Morris, che ha non poche difficoltà di distribuzione.
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