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Tutti gli articoli con tag La dolce vita

Federico Fellini: qual è il vostro film preferito? Votate!

pubblicato da Carla Cigognini

Federico_fellini_google_doodle

Il Doodle di Google di oggi (lo vedete qui sopra), 20 gennaio 2012, celebra il grande Federico Fellini, nato appunto a Rimini il 20 gennaio del 1920. Oggi Cineblog gli dedica un post-sondaggio perché vogliamo sapere da voi quale suo film amate di più.

Curiosità: Federico Fellini si è portato a casa 4 premi Oscar: uno alla carriera (1993) e 3 per il miglior film straniero: La strada, Le notti di Cabiria e .

Per scoprire (o riscoprire) Fellini in libreria vi consiglio due libri: Federico Fellini - La dolce vita di Antonio Costa (edizioni Lindau) e Il secondo libro è Fellini & Fellini - Da Rimini a Roma, inquilino a Cinecittà di Italo Moscati (edizioni Rai-Eri).

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Anita Ekberg compie 80 anni: "Fellini era un genio ma La dolce vita non era un gran film"

pubblicato da Carla Cigognini

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Anita Ekberg, all’anagrafe Kerstin Anita Marianne Ekberg, nasce in Svezia il 29 settembre del 1931. Oggi sul Corriere appare una sua foto in prima pagina e un articolo sulla sua situazione attuale. E’ ricoverata in una clinica, nel reparto di lungodegenza appena fuori Roma per la rottura del femore. E racconta:

“Vuol sapere se mi sento un po’ sola? Sì, un po’ sì. Ma non ho rimpianti. Ho amato, pianto, sono stata pazza di felicità. Ho vinto e ho perso. Non ho un marito, non ho figli. Quella suorina che è entrata prima è diventata una mia cara amica. (…) Un anno fa, si spezzò il femore di sinistra… poi, a metà agosto, ha fatto crack il destro. L’operazione è andata bene, ora stanno cercando di rimettermi in piedi. E pensare che a Fellini piaceva moltissimo come camminavo. Dentro la Fontana di Trevi, durante le riprese, feci su e giù una notte intera, senza mai inciampare. Marcello invece aveva freddo e così vuotò una bottiglia di whisky. Cadde tre volte. E per tre volte furono costretti ad asciugarlo. Alla fine gli fecero indossare gli stivaloni da pesca sotto i pantaloni. (…) La Dolce Vita Però non era un gran film. Quel film esiste per quella scena pazzesca. E in quella scena c’eravamo io e Marcello. Più io, in verità, che lui. Ero bellissima. Lo so. (…) Fellini era un genio assoluto. Non ho mai capito quale fu il reale motivo che lo spinse a scegliermi come protagonista de “La dolce vita”. Va bene, ero stata eletta Miss Svezia, e questo forse sarebbe potuto bastare a tanti altri registi, non a lui. Lui leggeva nel cuore degli attori, e li dirigeva come fossero farfalle”.

Anita, non credo che tu ci legga ma tanti auguri. E guarisci presto.

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L'anno di Federico Fellini si chiude a tavola ma non solo

pubblicato da Italo Moscati

Anita Ekberg con il regista Federico Fellini

Tullio Gregory, famoso intellettuale, prefatore del libro di cui diremo, e Gloria Satta, nota giornalista e critico, hanno pubblicato sul Messaggero di Roma un’ampia anticipazione di E le stelle stanno a mangiare (dal titolo di un film d’antan in cui le stelle si accontentavano di stare “ a guardare”). Si tratta di un libro scritto a quattro mani da Mimmo Cavicchia e Franca Foffo. Vi chiederete chi è Cavicchia, che viene presentato come autore di ricordi. Beh, a suo modo è stata una delle colonne della capitale ai tempi in cui Federico Fellini preparava La dolce vita, film che uscì nel febbraio del 1960 e di cui si celebra il mezzo secolo di proiezioni e leggenda.

Una colonna, anzi una cornucopia umana. Ovvero, il proprietario di uno dei ristoranti più celebri dell’epoca dello star system all’amatriciana, di cui facevano parte plotoni di golosi e affamati divi di Hollywood. Qualche nome, tanto per rinfrescarsi la memoria: Frank Sinatra, Audrey Hepburn, Mel Ferrer, Tony Curtis, Liz Taylor e un sfilata di crapuloni sempre a dieta in vista del set. I ricordi di Cavicchia, a tavola e nel piccolo innocente gossip nel suo ristorante ancora oggi tappezzato di innumerevoli fotografia con dediche estasi (di stomaco) sono da segnalare perché dimostrano che dopo cinquant’anni dalla dolce vita praticata la voglia di farli rivivere questi anni di pancia e di talento non stinge, anzi persino aumenta.

Non bisogna arricciare il naso. Le esalazioni, anzi i profumi dei piatti dei leggendari attori o cineasti (come venivano chiamati allora) si mescolano alle iniziative che continuo a tornare a Fellini, alla sua storia, all’epoca dei successi e del glamour che sorse per e intorno a Marcello Mastroianni e ad Anita Ekberg, alla realtà di quella Roma in bilico tra Via Veneto e sanguinosi fatti di cronaca nera che riempivano i giornali, specialmente quelli che uscivano la sera e che non ci sono più.

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Roma 2010: Martin Scorsese al Festival del Cinema per la prima mondiale de La Dolce Vita restaurata

pubblicato da dr. apocalypse

Roma 2010: Martin Scorsese al Festival del Cinema per la prima mondiale de La Dolce Vita restaurata

Il Festival Internazionale del Film di Roma 2010, come già annunciato, celebrerà Federico Fellini e La Dolce Vita, che compie quest’anno mezzo secolo. Per l’occasione Gucci e The Film Foundation annunciano che Martin Scorsese presenterà la prima mondiale della versione restaurata del capolavoro felliniano, il 30 ottobre prossimo.

Girato a Roma nel corso di 5 mesi indimenticabili nel 1959, le riprese stesse di La Dolce Vita hanno rappresentato un evento mediatico ancora prima che il film fosse finito. Il set fu visitato da tutta Roma, tanto che le sale dei cinema furono letteralmente invase quando il film uscì l’anno seguente. Il Direttore Creativo di Gucci, Frida Giannini, ha dichiarato, “La Dolce Vita è un film che ha aperto la strada ad un nuovo mondo con l’ossessione dello stile, della moda e delle celebrità. Ha segnato un periodo di trasformazione radicale che ha anche aiutato ad esportare lo stile italiano e a creare un’immagine culturale del Paese nel mondo. Questo periodo ha coinciso con un periodo d’oro nella storia di Gucci, quando la casa di moda stava emergendo sulla scena internazionale grazie anche alla visibilità ottenuta attraverso la sua clientela, costituita in gran parte dal jet-set internazionale. Era dunque naturale che Gucci onorasse questa eredità. Grazie alla conservazione di queste opere, l’eredità di registi visionari, come Federico Fellini, può continuare ad ispirare noi e le generazioni future”.

L’affascinante bianco e nero che caratterizza il film, sapientemente catturato dal direttore della fotografia di Fellini, Otello Martelli, è stata restaurato dal negativo originale dalla Cineteca di Bologna e L’Immagine Ritrovata in associazione con The Film Foundation, il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, Pathé, Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, Paramount Pictures e Cinecittà Luce. Martin Scorsese, atteso sul red carpet romano per l’anteprima mondiale della copia restaurata, ha commentato, “Fellini ha portato qualcosa di nuovo al cinema italiano. E con La Dolce Vita ha conquistato il mondo. E’ difficile spiegare esattamente come questo film ci sembrò speciale all’epoca, e grazie al sostegno di Gucci siamo stati in grado di restaurarlo, dal negativo originale a schermo panoramico, e riportarlo al suo splendore originale”.

Il Festival di Roma, inoltre non ricorderà Federico Fellini solo con il restauro digitale 4K de La Dolce Vita, ma anche con diverse mostre, da scoprire dopo il saltino.

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A Cannes 50 anni fa vinceva Federico Fellini: troppo ginnico per Germaine Greer

pubblicato da Italo Moscati

Germaine Greer

Non dico che sia passato sotto silenzio ma non se n’è parlato molto. Al Festival di Cannes 2010 poche parole e poche immagini per la Palma d’oro che rese mondiale La dolce vita romana di Federico Fellini. Eppure fu un’occasione importante. Il regista di nascita riminese, ma di casa a Cinecittà, trovò sulla Costa Azzurra un successo controfirmato dal padre del giallo-noir francese Georges Simenon, prestigioso giurato del Festival.

Pensavo al “sotto silenzio”, o quasi, quando un giornale mi è recapitato in mano. Un giornale italiano, fra i più importante, uno dei più letti. Mostra la bella foto di una ragazza a seno scoperto mentre suona una chitarra elettrica, volto e corpo da combattente. Alla sua destra una signora non più giovanissima, ai nostri giorni. Sono la stessa persona: Germaine Greer, l’autrice di “L’eunuco femmina”, un libro che ebbe negli anni 70 un grande successo e divenne una sorta di bibbia femminista.

Germaine, nell’articolo del giornale che incornicia le due foto, racconta che Fellini voleva darle un ruolo nel film che stava girando, “Casanova”, e che invece finirono a letto insieme in una casa che Germaine aveva a Cortona, in Toscana. I dettagli li ha pubblicati il “Guardian” e le trombe hanno squillato nel mondo, a Cannes e anche a Roma.

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50 anni de La Dolce Vita: due libri ricordano Federico Fellini

pubblicato da Carla Cigognini

la dolce vita antonio costa2010: quest’anno il film La dolce vita compie 50 anni e sono passati 90 anni dalla nascita di Federico Fellini (20 gennaio 1920). Oggi vi segnaliamo due libri a tema.

Federico Fellini - La dolce vita di Antonio Costa (edizioni Lindau).
” Non c’è titolo di film italiano famoso quanto La dolce vita. Lo si è usato e si continua a usare per evocare di tutto: l’Italia del boom, il mito di Roma tra nobiltà nera e Hollywood sul Tevere, stili di vita, capi di abbigliamento, (cattive) abitudini italiche e peccati, soprattutto peccati, di tutti i tipi. (…) Il libro di Antonio Costa lascia tutto questo sullo sfondo ed entra nel merito del film in quanto tale: ne studia la struttura, si occupa della composizione delle sequenze, analizza i personaggi, discute le tematiche e definisce la mappa delle straordinarie invenzioni di Fellini. Conclude il libro una nutrita antologia di scritti su La dolce vita, scelti per lo più tra quelli di famosi scrittori quali Pasolini, Fortini, Arbasino, Montanelli, Simenon, Vittorini e Le Clézio. Il volume è arricchito da un importante corredo fotografico”.

Antonio Costa insegna alla Facoltà di Design e Arti a Venezia. È autore di Saper vedere il cinema (Bompiani, 1985) che ha avuto una ventina di ristampe e varie traduzioni. Tra i suoi lavori più recenti: Il cinema e le arti visive (Einaudi 2002), I pugni in tasca (Lindau 2005), Ingmar Bergman (Marsilio 2009). Nel suo libro sul cinema ritrovato (I leoni di Schneider, Bulzoni 2002), ha dedicato un capitolo a Maciste all’inferno, il primo, e mai dimenticato, film visto da Fellini bambino.

Edizioni Lindau, pp. 222 - euro 18.

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Via Veneto Set: un invito per i 50 anni della Dolce Vita

pubblicato da Italo Moscati

via veneto set invito

Faccio una marketta? Spero di no. Non la considero tale.La considero solo una segnalazione, credo, utile. Voglio rivolgere un invito agli amici di CineBlog. Il 15 dicembre alle 17.30 al Movie-CinePorto, via Cagliari 42, Torino, verrà proiettato a cura della Film Commission di Torino il mio film doc Via Veneto Set. Il prossimo 5 febbraio 2010 è la data in cui La dolce vita di Federico Fellini fu proiettato per la prima, ottenendo subito un grande successo.

Sono passati quindi cinquant’anni da quella data: “Via Veneto Set” è nello stesso tempo un omaggio al regista e un racconto che cerca di descrivere il back stage del film e della città che ispirò il regista, creando un titolo e soprattutto un’opera pluripremiata. Tutto avvenne attorno e nella Via Veneto, dominio di paparazzi, divi e divette, giornalisti, politici, scrittori; ma anche maghi, prostitute, protettori, principi e petrolieri arabi.

Non solo. Arrivavano sciami di attori famosi come Richard Burton e Elizabeth Taylor per “Cleopatra”, Ava Gardner, Kirk Douglas, Jayne Manfield, Lex Baxter. Fondarono quella che fu chiamata la Hollywood sul Tevere con Sergio Leone che faceva l’aiuto regista del kolossal “Ben Hur”, girò la famosa scena della corsa sanguinaria delle bighe. Ma Via Veneto fu anche la scena di delitti clamorosi nell’epoca della morte di Wilma Montesi, un’attricetta trovata morta sulla spiaggia di Torvajanica; una morte che suscitò un grande scandalo in cui furono coinvolti uomini politici noti. E’ un ritratto, un affresco che contiene molto altro, fatti, cose, persone paradossali, drammatici, divertenti.

Via Veneto era la strada del lusso e dell’eleganza ma alla sua ombra si svolgeva un altro film. Ecco: vi invito al CinePorto. Ci sarò. E avrò il piacere di salutarvi, cari amici di CineBlog. Grazie.

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La dolce vita - Anita e Marcello nella fontana di Trevi 50 anni dopo

pubblicato da carloprevosti

Metà di aprile del 1959, un giorno come oggi. Marcello Mastroianni e Anita Ekberg immersi nell’acqua della fontana di Trevi seguono le indicazioni del maestro Federico Fellini, sta nascendo una delle scene più memorabili della storia del cinema, non solo quello italiano. Siamo sul set de La dolce vita, film manifesto di un’epoca d’oro per il cinema italiano e al contempo scandalo che fu minacciato di censura da l’allora giovane politico democristiano Giulio Andreotti.

A 50 anni di distanza, il film di Fellini non ha perso un briciolo del suo fascino e della sua forza dirompente e noi lo celebriamo a nostro modo riproponendovi proprio quella celebre sequenza.

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Star System - Se non ci sei non esisti- La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Star SystemStar System - Se non ci sei non esisti (How to Lose Friends and Alienate People) di Robert B. Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst, Megan Fox, Jeff Bridges, Gillian Anderson, Janette Scott, Miriam Margolyes

Sidney Young una giovane firma di una rivista indipendente con sede a Londra. Il suo stile è intellettuale, sarcastico, schietto e soprattutto visto di pessimo occhio dal mondo dello star system. Un suo articolo però attira l’attenzione del direttore di Sharp, la più influente rivista di spettacolo al mondo. Da Londra a New York la vita di Sidney cambierà radicalmente, ma i suoi modi anticonformisti gli provocheranno diversi guai. La scelta che gli si pone davanti è fra un compromesso che snaturerebbe il suo essere libero, o il rifiuto delle regole del sistema. La scelta non sarà facile.

Ispirato al libro autobiografico di Toby Young dal titolo Un alieno a Vanity Fair, dimostrazione che anche nel mondo dell’editoria amano stravolgere i titoli originali (How to Lose Friends and Alienate People, che suona “come perdere gli amici e far scappare la gente”), il film di Robert B. Weide gioca con la verve comica di Simon Pegg a ribaltare in chiave cinematografica la prospettiva che Il diavolo veste Prada aveva offerto sul mondo dell’editoria legata alla moda.

Sebbene il film sia ambientato nella New York più yuppies e numerose star hollywoodiane ne arricchiscano il cast, il film è una produzione inglese e come tale è perfettamente riuscita a mantenere quel tocco delirante di humour britannico che pervade tutti i film del biondo Pegg, intrisi di cinismo e di tocchi macabri di grandissimo impatto (si vedano Hot Fuzz e L’alba dei morti dementi per meglio apprezzare). Il film diventa così un a satira feroce non solo sullo Star System, quello del titolo, ma anche su quell’universo che vi gravita intorno con agire parassitario, fatto di P.R, di uffici di comunicazione, di apparenze e, soprattutto, di giornalisti della stampa specializzata o critici cinematografici dai toni spocchiosi. Quello che Pegg/Young ci chiede è quanto sia possibile quindi mantenere la propria vena sarcastica, dissacrante e, soprattutto, onesta quando si ha direttamente a che fare con il gotha dell’entertainment mondiale?

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Le scene cult: 50 anni fa nasceva la Dolce vita di Federico Fellini

pubblicato da Fabio della Sala

Quest’anno ricorre il 50. anniversario del film La Dolce vita di Federico Fellini, non ci resta che omaggiare il film con la sua scena più celebre, una delle sequenze più rappresentative del ‘900 italiano. Il 3 febbraio 1960 ci fu la prima assoluta del film.

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