Ci sono alcune espressioni che diventano quasi necessarie nei film che rispettano i canoni di un genere preciso. Qualche tempo fa abbiamo visto un montaggio dei Noooooooooo presi da tanti film differenti, oggi è la volta del Get out of there, ovvero “esci subito da lì”.
Perché? Una bomba, una trappola, un mostro nascosto dietro l’angolo le motivazioni sono tante, ma la scena è più o meno sempre la stessa. Eccone una raccolta da Matrix a La finestra sul cortile, ce ne è per tutti i gusti!

Le società di produzione FilmNation e A Bigger Boat stanno sviluppando il progetto House at the End of the Street, un horror thriller che ha come intenzione quello di aggiornare il capolavoro di Alfred Hitchcock Psycho, come Disturbia ha fatto per La finestra sul cortile.
Il film si concentra su una teenager, Jennifer Lawrence, che si trasferisce con la madre in una nuova città e viene a sapere che la casa è poco distante da una lugubre villa dove è in passato stato compiuto un duplice omicidio. L’unico sopravvissuto a quell’inspiegabile massacro è un ragazzo con cui ha fatto amicizia.
La storia è stata scritta da Jonathan Mostow, regista di Terminator 3 e Il mondi dei replicanti ed è stata adattata allo schermo da David Loucka. La produzione dovrebbe iniziare a metà di luglio in Canada.
Riceviamo una mail:
“Gentile redazione, mi chiamo Matteo Guazzone e sono un grafico pubblicitario appassionato di cinema. Ho rivisitato in stile minimale delle locandine, stilizzandole attraverso un oggetto identificativo del film stesso. Eccone qualcuna, cordiali saluti”.
Che ne dite? Riconoscete i film anche senza leggere il titolo?
Le locandine minimaliste di Matteo Guazzone






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Esce oggi, 17 dicembre, il libro-saggio Alfred Hitchcock La finestra sul cortile , scritto da Cosetta G. Saba per le edizioni Lindau. Ricorderete tutti lo splendido film di Hitch con James Stewart e Grace Kelly quindi passiamo direttamente al testo presentandovi l’indice:
- Premessa
- Alfred Hitchcock: «run for cover», ovvero il cinema
- «La finestra sul cortile» nell’opus hitchcockiano
- Il film
- Sinossi
- Due sequenze esemplari: il suspense «au travail»
- Il «doppio» film o «détour» del senso
- Il racconto dello sguardo e lo sguardo raccontato
- La sospensione dello sguardo
- Antologia critica
- Nota bibliografica
Edizioni Lindau, pagine 170, euro 18.
Cosetta G. Saba è docente a contratto di Semiologia del cinema e degli audiovisivi presso l’Università di Trieste. Si occupa di teoria e tecnica del linguaggio cinematografico, di analisi del film e di nuovi media. Cura il programma di ricerca Datafilm. Strumenti informatici per l’analisi dei testi audiovisivi (Università di Trieste). Oltre ai saggi pubblicati su riviste e opere collettive, è autrice di una monografia dedicata a Carmelo Bene (Il Castoro).

J.J. Abrams, regista del prossimo, attesissimo Star Trek, ha confidato a Rotten Tomatoes una sua ideale Top 5 dei suoi film preferiti di tutti i tempi.
1. Lo squalo (”potrebbero anche creare un canale TV solo per Lo squalo e io mi ci abbonerei”, specifica Abrams)
2. Scandalo a Philadelphia (”grandi dialoghi e soprattutto grande chimica fra gli attori”)
3. Guerre Stellari (”non ci sarebbe motivo di non metterlo in una Top 5″)
4. Tootsie (”anche se potrebbe sembrare folle inserirlo”)
5. La finestra sul cortile (”anche solo per la prima volta in cui Grace Kelly bacia James Stewart, che è probabilmente il miglior effetto speciale di tutti i tempi”)
Via | Rotten Tomatoes
Il collezionista di ossa (The Bone Collector - thriller, USA 1999) Regia di Phillip Noyce, con Denzel Washington, Angelina Jolie, Michael Rooker, Queen Latifah, Luis Guzmán.
Questa sera su Rete 4, ore 21.10
La giovane agente Amelia Donaghy trova un macabro indizio sotto un binario abbandonato nel West Side di New York. Lincoln Rhyme, brillante ex-detective della polizia scientifica, ora tetraplegico C4 immobilizzato in un letto a causa di un incidente, viene incaricato di dirigere le indagini e vuole che sia proprio Amelia a sostituirlo sulle scene dei crimini. Comincià così fra scontri, anche abbastanza pesanti, la collaborazione fra Amelia e Rhyme che li porterà a conoscere sempre di più la follia di un serial killer che ama le ossa. Al fine di risolvere il caso e porre fine alla serie di raccapriccianti omicidi, la coppia dovrà vedere, pensare ed agire come un’unica persona, in una lotta contro il tempo.
Phillip Noyce porta sullo schermo il più celebre personaggio nato dalla penna di Jeffrey Deaver, prendendosi parecchie libertà rispetto al romanzo omonimo da cui il film è tratto. La pellicola, sceneggiata da Jeremy Iacone, rimane comunque un buon thriller, ben diretto e ricco di suspance…ma rispetto alla pagina scritta perde più di qualche punto e non è quello che i fan di Lincoln Rhyme avrebbero voluto vedere.
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Lo sceneggiatore cinematografico statunitense John Michael Hayes, che ha firmato gli script di quattro dei capolavori del maestro della suspence Alfred Hitchcock, due volte nominato agli Oscar per La finestra sul cortile e I peccatori di Peyton Place, e’ morto nella sua casa di Hanover, nel New Hampshire, all’eta’ di 89 anni.
Attivo a Hollywood soprattutto tra gli anni ‘50 e ‘60, Haynes fu un maestro dei soggetti che univano suspence e amore. Nato l’11 maggio 1919 a Worcester, nel Massachusetts, Hayes ha curato la sceneggiatura di una trentina di film. Tra i suoi script più conosciuti spiccano le sceneggiature di Caccia al ladro, La congiura degli innocenti e L’uomo che sapeva troppo. Hayes ha scritto anche le sceneggiature di Il maggiore Brady, Bella affettuosa illibata cercasi, Venere in visone, L’uomo che non sapeva amare.
Il suo lavoro più recente - l’ultimo - è stato lo script di Iron will - volontà di vincere, film interpretato nel 1990 da Kevin Spacey e Brian Cox.
Fonte: Variety

Nessuno di noi (e di voi) se ne era accorto eh, ma pare che qualche mente geniale abbia visto troppe similitudini tra Disturbia di D.J. Caruso e La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock.
I geni in questione sono i legali dello studio Sheldon Aben Revocable Trust che rappresentano i proprietari dei diritti della novella scritta da Cornell Woolrich da cui Alfred Hitchcock ha tratto il suo film del 1954.
Ora i legali hanno accusato Steven Spielberg, la Dreamworks, la società Viacom e la Universal Pictures di aver violato i diritti di copyright “per aver utilizzato, senza acquistarne il diritto legale, la trama della storia”.