L’incredibile viaggio della tartaruga (Turtle: the Incredible Voyage) Regia di Nick Stringer
Dopo la schiusa di un nido di uova di Caretta Caretta, le testuggini marine, sulle spiagge della Florida, una piccola tartaruga inizia un lungo viaggio che, come migliaia di altre sue simili, la condurrà lungo la corrente del Golfo per raggiunge le acque gelate del Nord Atlantico da cui si dirigerà verso le aree tropicali dell’Africa, per poi tornare infine alla spiaggia dove era nata. Da migliaia di generazioni le Caretta Caretta seguono il percorso tracciato dagli antenati in un viaggio di migliaia di chilometri.
Difficile comprendere quale sia il motivo per cui il flusso migratorio degli animali susciti nell’uomo un profondo senso di ammirazione, mentre l’analogo spostamento dei suoi simili faccia emergere le peggiori contraddizioni dell’animo umano. Certamente il tema animali on the road è molto amato da chi ha il compito di pensare a documentari rivolti prevalentemente a un pubblico molto giovane, con lo specifico intento di insegnare qualcosa senza che il racconto risulti pedante e didattico. Il risultato sono favole ecologiste, ricche di splendide immagini ma che sono più vicine al cinema di fiction che a quello del documentario. Da Il popolo migratore a La marcia dei pinguini i “viaggi incredibili” compiuti dagli animali sono all’ordine del giorno. Nulla di straordinario infatti perché si tratta della vita quotidiana di migliaia di esseri viventi. Solo ai nostri occhi, che non sono più abituati ai ritmi e ai tempi della natura esse diventano meravigliose. Forse però si tratta solo di una questione di punti di vista ed è anche bello, di tanto in tanto, lasciarsi trasportare dal fascino come un bambino.
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La volpe e la bambina (Le Renard et l’enfant, Francia, 2007), di Luc Jacquet; con Bertille Noël-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté.
Dopo La marcia dei pinguini, con cui vinse l’Oscar ed ebbe un meritato successo internazionale, il documentarista Luc Jacquet decide di fondere ancora di più documentario e narrazione rispetto al suo primo lavoro, con una voglia questa volta di spingersi di più verso il secondo versante.
C’è una bambina dai capelli rossi di appena dieci anni che attraversa la foresta per andare a scuola. Incontra una volpe, che non si fida di lei. La bambina allora decide di continuare a cercarla giorno dopo giorno, di conquistarsi la sua fiducia. Dopo giorni e giorni di “corteggiamento”, l’animale si affeziona…
Partendo da Il piccolo principe, Jacquet cerca di raccontare una fiaba dolce, emozionante e con l’occhio, appunto, di un documentarista attento. Rispetto al film precedente, però, forse la voce off si fa più pesante, più inutile: non a caso quei silenzi, quei gesti, quegli sguardi e quei rumori sono cento volte più esplicativi ed affascinanti delle frasi pronunciate, nella nostra versione, da Ambra Angiolini.