Garage Olimpo (Argentina / Italia, 1999) di Marco Bechis; con Antonella Costa, Carlos Echeverria, Chiara Caselli, Dominique Sanda.
Stanotte, 03.15, RaiUno
Garage Olimpo: ovvero uno dei posti in cui, all’epoca della dittatura argentina, i prigionieri venivano torturati, prima di fare la fine terribile che oggi abbiamo la possibilità di conoscere. Qui viene portata, a tradimento, Maria, giovanissima militante che verrà tradita proprio da un ragazzo che sembrava innamorato di lei…
Il film che ha regalato fama e successo tra i cinefili a Marco Bechis è un’agghiacciante opera di denuncia dedicata alla tragedia dei desaparecidos. Una pellicola rigorosissima e stilisticamente asciutta, e per questo ancora più terribile: difficile non uscire da una visione del genere come minimo intensamente scossi.
Come si dice spesso e come si è detto spesso in questo caso specifico, una visione seriamente necessaria e che può allargare il proprio discorso a tutte le dittature, mostrando la cruda realtà in modo duro, come un calcio in bocca. E aprendosi in modo inaspettato con sequenze di grande lirismo. La riflessione di Bechis continua con Figli - Hijos, e i temi legati all’America Latina si fanno sempre più attuali nell’ultimo La terra degli uomini rossi.
Figli - Hijos (Figli - Hijos, Italia, 2002) di Marco Bechis; con Carlos Echevarría, Julia Sarano, Stefania Sandrelli, Enrique Pineyro.
Stanotte, 02.20, Italia 1
Javier vive a Milano coi suoi ricchi genitori. Da un po’ di tempo si sta scambiando e-mail con Rosa, una ragazza che dice di essere sua sorella. Un giorno Rosa arriva direttamente a Milano per parlare con Javier, che non vuole crederle: anche perché la sua storia s’intreccia dolorosamente con quella dei desaparecidos…
Dopo un film ambientato all’epoca della dittatura argentina, lo splendido e terribile Garage Olimpo, Marco Bechis, alla sua terza prova, dimostra ancora come si può scavare in fondo ad una delle tragedie della Storia più vicine a noi (ma anche una di quelle di cui si è parlato meno) con drammaticità adulta e senza scappatoie lacrimevoli.
Sin dal titolo, Figli - Hijos si pone come lo stadio successivo a Garage Olimpo. Bechis narra una vicenda che coinvolge le dolorose ombre del passato e l’agghiacciante verità che riguarda quei figli: allevati e cresciuti dagli assassini dei loro stessi genitori. Il percorso che drovranno fare Javier e Rosa riaprirà ferite e svelerà un lutto che raggruppa ancora oggi decine di persone. Lucidissimo e duro, Figli - Hijos è il tassello conclusivo di un’analisi che Bechis ha dedicato ai desaparecidos prima di dedicarsi ad un altro tema terribile dell’America Latina: quello dei Guaranì del Mato Grosso do Sul trattato nel suo ultimo BirdWatchers - La terra degli uomini rossi.

Venezia 65
Birdwatchers - La terra degli uomini rossi, di Marco Bechis
Molto apprezzato ed applaudito, tanto dal pubblico quanto dalla critica, il terzo dei quattro film italiani in concorso quest’anno alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Birdwatchers - La terra degli uomini rossi, diretto con sobrietà documentaristica da Marco Bechis, è incentrato sulla la lotta degli indios del Mato Grosso per riconquistarsi le terre che gli sono state sottratte.
“Essere qui è una grande speranza per tutti noi - ha detto ieri mattina in conferenza stampa Eliane Juca da Silva, una degli indios Guarani-Kaiowà diventati attori per il regista italo-cileno - e crediamo fortemente che questo film possa aiutarci a far conoscere la nostra condizione: per vivere abbiamo bisogno di cacciare, di andare a pesca ma le foreste scompaiono giorno dopo giorno, non ci sono opportunità per noi giovani, siamo considerati dai fazendeiros solo come invasori, ma noi vogliamo solo le nostre terre. Abbiamo imparato a vestirci come voi, a mangiare come voi: così come noi vi rispettiamo, allo stesso modo crediamo sia giusto voi facciate lo stesso“.
Dato l’argomento ed il contesto, sarebbe stato fin troppo facile scivolare nel compassionevole buonismo. Invece, per fortuna, Bechis riesce a mantenere una visione lucida e distaccata dell’insieme. Belle le performances degli indios, che pur non avendo mai recitato prima d’ora sembrano trovarsi perfettamente a proprio agio davanti alle telecamere. Abbastanza inutili (se non viste nell’ottica dell’attirare il pubblico) le presenze di Claudio Santamaria e Chiara Caselli, bravi ma relegati in due ruoli molto secondari. Il film è approdato oggi nelle sale italiane e qui potete trovare la nostra recensione completa.
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La terra degli uomini rossi
Birdwatchers (BirdWatchers, Italia / Brasile, 2008) di Marco Bechis; con Claudio Santamaria, Chiara Caselli, Matheus Nachtergaele, Leonardo Medeiros, Inéia Arce Gonçalves, Camila Caetano Ferreira, Temily Comar.
Marco Bechis continua ad indagare sui dolori di un continente e sulle sue ferite aperte. Dopo aver dedicato due film alla tragedia dei desaparecidos, ossia i bellissimi Garage Olimpo e Figli - Hijos (quest’ultimo all’epoca in concorso proprio a Venezia), il regista si sposta dalla sua Argentina in Brasile per raccontare una tragedia attuale, quella dei Guaranì del Mato Grosso do Sul, costretti a stare in piccolissime riserve.
I fazenderos hanno tolto agli indios ciò che per diritto gli spetta, e ovviamente solo per fini prettamente economici. I giovani non hanno più alcuna speranza per il loro futuro e per la loro vita, e l’unica via da scelgiere è gettarsi nelle braccia dello spirito della morte, suicidandosi. E sarà proprio con un doppio suicidio che la ribellione degli indios ha inizio: non è detto però che tutto vada per il verso giusto e che si sia così uniti da poter combattere contro la potenza conquistadora dei bianchi…
Bechis fa un ulteriore passo in avanti nella sua idea di cinema e fa una serie di scelte. In primis quella di far recitare nella parte dei Guaranì gli indios stessi, convinto che solo loro possano riportare sul grande schermo quella sincerità terribile e commovente che deve esserci in un progetto del genere: la scommessa è vinta. E in campo di sceneggiatura radicalizza l’uso limitato dei dialoghi e opta per uno stile quasi documentaristico.
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