Prepariamoci ad un’invasione di spot. Il prossimo 5 febbraio 170 milioni di americani rimarranno incollati alla tv per ‘ammirare’ il Super Bowl. Pagatissimi, come sempre, gli spot televisivi, con le maggiori major cinematografiche ovviamente interessate all’ambito spazio pubblicitario. Tra i titoli che verranno reclamizzati quella notte ci sarà anche The Dictator.
Diretto da Larry Charles (Bruno e Borat), il film racconta l’eroica storia di un dittatore che ha rischiato la sua vita per assicurarsi che la democrazia non prenda piede nel Paese che sta amorevolmente opprimendo. A vestire i panni del Dittatore, come ormai tutti saprete, Sacha Baron Cohen. Atteso nei cinema italiani a partire dal prossimo 11 maggio, il film si ‘ispira’ al romanzo best seller “Zabibah and The King” di Saddam Hussein. Al fianco di Cohen, ovvio mattatore, Megan Fox, Anna Faris, John C. Reilly, Ben Kingsley e B.J. Novak.
Come Produttori, al fianco di Baron Cohen, troviamo Scott Rudin, Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel. Questo progetto segna la prima collaborazione tra Rudin (“The Social Network,” “True Grit”) e Baron Cohen, mentre Berg, Schaffer e Mandel (Seinfeld, Curb Your Enthusiasm) lo affiancano come sceneggiatori.
Ieri il primo trailer in lingua inglese, oggi quello in italiano. Il ritorno di Sacha Baron Cohen è ufficialmente in realtà grazie a The Dictator, film in arrivo nei cinema nostrani il prossimo 11 maggio. Larry Charles (Bruno e Borat alle spalle) il regista, per un film che racconta l’eroica storia di un dittatore che ha rischiato la sua vita per assicurarsi che la democrazia non prenda piede nel Paese che sta amorevolmente opprimendo. L’ispirazione viene dal romanzo best seller “Zabibah and The King” di Saddam Hussein. Al fianco di Cohen, ovvio mattatore, Megan Fox, Anna Faris, John C. Reilly, Ben Kingsley e B.J. Novak.
Come Produttori, al fianco di Baron Cohen, troviamo Scott Rudin, Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel. Questo progetto segna la prima collaborazione tra Rudin (“The Social Network,” “True Grit”) e Baron Cohen, mentre Berg, Schaffer e Mandel (Seinfeld, Curb Your Enthusiasm) lo affiancano come sceneggiatori.
E’ un trailer “incompleto”, se così possiamo definirlo, quest’ultimo relativo al prossimo film di Sacha Baron Cohen, The Dictator. Facciamo ricorso a tale termine perché, sostanzialmente, le sequenze in questione poco o nulla ci dicono della trama, la quale verte su un dittatore che si è tanto adoperato per non far entrare la “democrazia” nel proprio paese, in Medioriente. Giunto a New York per un incontro alle Nazioni Unite, scopre di essere stato sostituito da un allevatore di capre.
Aspetto non meno importante riguarda l’incontro del protagonista con una giovane proprietaria di un negozio di alimentari (interpretata da Anna Faris), la quale però non figura affatto in quest’ultimo trailer. In compenso troviamo una Megan Fox piuttosto sopra le righe, che per un qualche favore s’infila nel letto del protagonista. Il resto è tutta una serie di battute sconnesse, ed una caratterizzazione esasperata, tratto tipico di Cohen. Diretto da Larry Charles, The Dictator uscirà nelle nostre sale a Maggio.

Arrivano da New York alcune foto di Sacha Baron Cohen ed Anna Faris a bordo di uno scooter, durante le riprese di The Dictator (settimana scorsa il DailyMail aveva pubblicato alcune foto dell’attore sul set in gruppa ad un cammello). La pellicola, diretta da Larry Charles (che torna a collaborare con Cohen dopo Borat e Bruno), vede nel cast anche Megan Fox, John C. Reilly, Ben Kingsley, Alec Berg, Jeff Schaffer, David Mandel e Jason Mantzoukas.
Il film racconta l’eroica storia di un dittatore che ha rischiato la propria vita per assicurarsi che la democrazia non arrivasse nel Paese che tanto amorevolmente sta opprimendo. In visita negli Stati Uniti per un meeting delle Nazioni Unite, l’uomo scopre che, in sua assenza, i suoi nemici lo hanno rimpiazzato con un sosia, un umile pastore. Costretto a fermarsi in America più a lungo del previsto, il dittatore farà la conoscenza della proprietaria di un negozio di alimentari biologici (la Faris), che gli farà vedere le cose in un’ottica completamente differente..e forse riuscirà anche a far breccia nel suo cuore.
La sceneggiatura è liberamente ispirata ad romanzo allegorico (Zabibah and The King) pubblicato in forma anonima nel 2000. Sembra che la CIA sia dell’avviso si tratti dell’opera di un ghost-writer arruolato direttamente da Saddam Hussein e che la trama apparentemente semplice sia carica di significati nascosti. Il film, scritto da Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel e prodotto dallo stesso Cohen, sarà nelle sale nel maggio 2012.
Sacha Baron Cohen ed Anna Faris sul set di The Dictator a New York
Fonte: Zimbio
Due anni dopo Bruno (138 milioni di dollari worldwide), e 5 anni dopo Borat (261 milioni), Sacha Baron Cohen è finalmente pronto a tornare in sala con The Dictator. Atteso nei cinema americani l’11 maggio del 2012, il film della Paramount si mostra quest’oggi attraverso la prima foto ufficiale, che ci regala un Sacha Baron Cohen barbuto e decisamente surreale, nelle vesti di dittatore.
Larry Charles (Bruno e Borat alle spalle) il regista, per un film che racconta l’eroica storia di un dittatore che ha rischiato la sua vita per assicurarsi che la democrazia non prenda piede nel Paese che sta amorevolmente opprimendo. L’ispirazione viene dal romanzo best seller “Zabibah and The King” di Saddam Hussein.
Come Produttori, al fianco di Baron Cohen, troviamo Scott Rudin, Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel. Questo progetto segna la prima collaborazione tra Rudin (“The Social Network,” “True Grit”) e Baron Cohen, mentre Berg, Schaffer e Mandel (Seinfeld, Curb Your Enthusiasm) lo affiancano come sceneggiatori.

Due anni dopo i 140 milioni di dollari incassati con Bruno Sacha Baron Cohen torna in sala con The Dictator. Ad annunciare al mondo l’uscita del film la stessa Universal Italia, con un comunicato stampa che vi rigiriamo immediatamente:
Paramount Pictures annuncia che la nuova commedia di Sacha Baron Cohen THE DICTATOR sarà distribuita in tutto il mondo l’11 Maggio 2012. Gli studios hanno inoltre annunciato che Larry Charles (“Borat”, “Bruno”) ne sarà il regista. Il film racconta l’eroica storia di un dittatore che ha rischiato la sua vita per assicurarsi che la democrazia non prenda piede nel Paese che sta amorevolmente opprimendo. L’ispirazione viene dal romanzo best seller “Zabibah and The King” di Saddam Hussein. Come Produttori, al fianco di Baron Cohen, troviamo Scott Rudin, Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel. Questo progetto segna la prima collaborazione tra Rudin (“The Social Network,” “True Grit”) e Baron Cohen, mentre Berg, Schaffer e Mandel (Seinfeld, Curb Your Enthusiasm) lo affiancano come sceneggiatori. The Dictator” rappresenta la continua collaborazione tra Baron Cohen e Charles, i due avevano lavorato insieme su “Borat” e “Bruno”. Dan Mazer (“Borat” “Bruno”), Ant Hines (”Borat” “Bruno”) e Peter Baynham (“Borat”) saranno i produttori esecutivi, si riunirà così il prestigioso cast nominato agli Academy Award® e vincitore del Golden Globe per “Borat”. Todd Schulman (”Borat” “Bruno”) sarà co-produttore per la Four By Two Films di Baron Cohen.
Sacha Baron Cohen nei panni di ‘Saddam Hussein’ (o meglio di un ‘dittatore’ scritto dall’ex rais)? Che ve ne pare come idea?
Torrente è un (ormai ex) poliziotto fascista e corrotto, creato ed interpretato da Santiago Segura in tre film (più un quarto di prossima uscita) di produzione spagnola. La New Line è intenzionata a mettere in cantiere un remake americano del franchise e - a quanto pare - a Sacha Baron Cohen piacerebbe vestire i panni del protagonista. Di più: vorrebbe perfino che anche la versione hollywoodiana venisse ambientata in Spagna. Per ora, comunque, il tutto è fermo ad uno stadio puramente concettuale.
Sullo script sono al lavoro Alec Berg, Jeff Schaffer e David Mandel, che si stanno contemporaneamente occupando anche della sceneggiatura di The Dictator, che vedrà Cohen protagonista in un doppio ruolo (pastore di un gregge di capre e dittatore deposto di uno stato straniero, che si perde negli Stati Uniti), diretto da Larry Charles.
Cohen sarà anche impegnato nei panni di Freddie Mercury sul set del biopic dedicato ai Queen sceneggiato da Peter Morgan. Il prossimo anno lo vedremo sugli schermi in Hugo Cabret, primo esperimenti in 3D da parte di Martin Scorsese, che debutterà nelle sale il 9 dicembre 2011.
Fonte: Collider
Larry Charles, che ha diretto Sacha Baron Cohen e le sue audaci e comiche trasformazioni nei personaggi di Bruno e Borat, è pronto a dirigere la commedia Pierre Pierre, che vedrà Jim Carrey nel ruolo di un francese che trasporta un quadro rubato da Parigi a Londra, comportandosi in modo oltremodo odioso. La sceneggiatura è stata scritta da Edwin Cannistraci e Frederick Seton.
Il progetto avrebbe originariamente essere realizzato sotto l’egida della Fox Atomic, con Jason Reitman in cabina di regia, ma dopo l’implosione della casa produttrice e l’abbandono da parte del regista di Juno, Pierre Pierre è rimasto in stand-by fino ad oggi. I nuovi produttori della Escape Artists Todd Black, Jason Blumenthal e Steve Tisch sono alla ricerca dei finanziamenti necessari per realizzare il film, il cui budget si non dovrebbe superare i 20 milioni di dollari.
Fonte: Deadline
Brüno (Brüno, Usa 2009) commedia diretta da Larry Charles con Sacha Baron Cohen, Gustaf Hammarsten, Clifford Bañagale, Chibundu Orukwowu, Chigozie Orukwowu, Trishelle Cannatella, Candice Cunningham, Todd Christian Hunter, Bono, Ben Youcef, Elton John, Sandra Seeling, Emerson Brooks, David Hill, Alice Evans, Alexander von Roon.
Bruno (Sacha Baron Cohen) è un presentatore gay 19enne (!) che cura una trasmissione di moda in Austria. Un giorno viene licenziato e decide di volare in America per diventare famoso, persino più di Hitler! Come fare per essere riconosciuto a livello mondiale?
Personalmente trovo Sacha Baron Cohen un bravo attore, un ottimo trasformista (lo ricordate in Sweeney Todd?) e un buon comico e aspettavo Bruno con ansia divertita, purtroppo questo Borat delude per la sua (troppa) grossolana volgarità. Ho amato il suo precedente lavoro da solista, Borat, e mi rendo perfettamente conto che la sua comicità e il suo stile non è per tutti. Qui con Bruno, uno dei suoi personaggi televisivi, arriva al culmine (sarà il culmine poi?) con una pellicola che mangia persino il suo stesso attore facendoci dimenticare che Bruno è solo un personaggio e non una persona reale. Questo, forse, è la pecca principale del film… o forse la sua lode.
Volgare, fracassone, trasgressivo, senza pudore, ironico, coraggioso e provocatorio. Sacha Baron Cohen-Bruno è tutto questo e oltre. Alcune scene del film sono al limite della decenza (il pene in primo piano che balla, i rapporti sessuali con il pigmeo, il pompino simulato a “Milli dei Milli Vanilli”) e potranno far storcere il naso a più di una persona (strano, come mai è vietato solo ai minori di 14 anni?). Ma. C’è un ma.

L’influenza ha colpito anche la redazione di Cineblog e la recensione di Bruno è in ritardo. Rimediamo proponendo alcuni estratti delle recensioni della carta stampata; a voi il film è piaciuto o no?
Roberto Nepoti - La Repubblica: Qualcuno crede che Borat sia il film più bestialmente scorretto di tutti i tempi? Ancora non conosce Brüno, dove Sacha Baron Cohen baratta i baffoni del macho reporter kazako con il viso e il corpo glabri di uno stilista austriaco gay deciso a diventare più famoso di Hitler. Anche Brüno va in America e non arretra davanti a nulla pur di guadagnarsi notorietà mediatica. Nel corso del film lo troviamo su un ring di catch circondato da sciami di omofobi; lo vediamo scambiare un bambino africano con un iPod e fare da mediatore nell’ eterno conflitto arabo-israeliano. A parecchi ha dato fastidio la nuova farsa a denti stretti di Baron Cohen: e proprio ai custodi del “politically correct” di cui il comico si fa beffe. Però è difficile negare due cose. La prima, che è divertente; l’ altra, che ridendo verde dell’ ossessione per l’ immagine e la mania del successo, il film ha anche una sua vena di moralità.
Fabio Ferzetti - Il Messaggero: Il problema è che in Italia non percepiremo mai il vero sapore di questo finto mockumentary costruito come il precedente Borat, perché doppieremmo anche i passeri sugli alberi, figuriamoci Sacha Baron Cohen. E tanto peggio se così crolla il principio stesso del film. Per ridere davvero bisogna aspettare l’incredibile “danza del membro” che conclude il provino hollywoodiano di Brüno. Quello almeno è a prova di doppiaggio.