
Stamattina avete letto la lettera di Lino Banfi per aiutare Laura Antonelli. Ora l’attrice risponde attraverso il suo avvocato Lorenzo Contrada:
“Ringrazio molto Lino Banfi per l’iniziativa che potrebbe consentirmi una vita più serena, il che mi farebbe piacere, ma sinceramente vorrei essere dimenticata. (…) La vita terrena non mi interessa più. Non voglio essere ripresa o fare interviste, vivo una vita spirituale”.
Ora vedremo cosa succederà. Secondo voi?
Update: Il ministro Sandro Bondi ha deciso di avviare la procedura per il riconoscimento della legge Bacchelli. La legge 440 del 1985 prevede l’assegnazione di un assegno straordinario vitalizio alle persone che si sono distinte nel mondo della cultura, arte e spettacolo e che si trovano in situazioni di indigenza.
Update ore 19.00: Laura Antonelli ha risposto all’appello. Ma prima leggete qui il prologo:
Lino Banfi usa il Corriere della Sera (pagina 30 dell’edizione cartacea di oggi 3 giugno) per lanciare un appello a favore dell’attrice Laura Antonelli. Vi copio qualche estratto (l’intero pezzo è qui):
“La persona di cui voglio parlarvi è Laura Antonelli, l’oggetto del desiderio e delle fantasie erotiche di giovani e meno giovani da Malizia in poi. Bellissima e anche brava attrice. Vi ricordate le sue tristi vicissitudini, negativamente esasperate da un punto di vista mediatico? (…) Laura cercò di tornare al cinema con Malizia 2000, poi quasi le sfigurarono il viso con una specie di chirurgia plastica e infine è sparita: non si è più vista. (…)
Giorni fa, finalmente, mi ha chiamato e mi ha detto: «Vuoi venire a trovarmi? So che parti per l’Argentina, ma mi farebbe piacere riabbracciarti». E poi ha pianto… Le ho risposto: «Entro un’ora sono da te». Sono andato a Ladispoli e purtroppo mi sono rattristato molto: ci siamo riabbracciati dopo 22 anni; ci siamo commossi tutti e due. Ma poi Laura ha fatto un gesto rassegnato allargando le braccia, come per dire «Hai visto come sono ridotta…».
Continua a leggere: Lino Banfi chiede aiuto per Laura Antonelli
All’età di 65 anni ci ha lasciato il regista Salvatore Samperi, il cui nome per molti fan significava Malizia, il celebre film del 1973 che ha lanciato Laura Antonelli come sex symbol del cinema italiano di quel decennio.
Samperi esordì nel ‘68 con un film che suscitò parecchie polemiche, Grazie zia, una caustica satira della società democristiana dell’epoca. Vennero poi Cuore di mamma del 1969, Uccidete il vitello grasso e arrostitelo del 1970 e poi altri venti lungometraggi, non tutti indimenticabili, ma sicuramente specchio di un periodo roseo per il cinema di genere in Italia.
A me piace l’idea di salutare qualcuno senza troppi formalismi, quindi ho scelto per l’occasione una scena tratta da Sturmtruppen, il suo film più divertente ispirato alle celebri strisce a fumetti di Bonvi.

Le partecipanti al gioco sfida saranno: Edwige Fenech, Lilli Carati, Gloria Guida, Paola Senatore, Annamaria Rizzoli, Barbara Bouchet, Michela Miti, Nadia Cassini, Carmen Russo, Laura Antonelli, Laura Gemser, Janet Agren, Agostina Belli, Silvia Dionisio, Lory Del Santo, Dagmar Lassander.
Nella pagina seguente una lista delle attrici che hanno fatto la storia della commedia sexy specie tra la fine dei 70 e l’inizio degli anni 80. Per poter votare clicca su gioca!
Continua a leggere: Il boudoir del cinefilo 19. Vota l'attrice più sexy delle commedie degli anni 70
Per la rubrica Star Trash e Cult de Sac vi presentiamo Donne Senza Gonne!
Il nudo femminile è stato lo spunto di mille gag e di mille film della commedia all’italiana, anzi, per certi versi, la visione sessista tipicamente italica è stato uno dei motivi del successo di questo genere. Franca Faldini e Goffredo Fofi scrissero, difatti, di Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda, che «fu un film che incassò un pozzo di quattrini anche perché in quel periodo quel genere andava. Era l’Italia che guardava dal buco della serratura, era l’Italia che cominciava a voler sbirciare le donne nude, le cosce, i seni, e noi le offrivamo visioni che fino ad allora si erano covate nella fantasia, dandole nel contempo una storia divertente».
Ecco 5 titoli italici imprescindibili, in cui dominano scene di nudo divertenti e pepate…
Il merlo maschio di Pasquale Festa Campanile, 1971.
Uno dei più divertenti e surreali film che parlano della mercificazione del corpo femminile… Campanile affronta il tema della pornografia e lo fa citando Man Ray… Indimenticabile il corpo della Antonelli equiparato a “le violon d’Ingres”…