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Tutti gli articoli con tag Lebanon

European Film Awards 2010: tra Polanski e Lebanon spuntano Virzì e Germano - Tutte le nomination

pubblicato da Gabriele C.

European Film Awards 2010: tra Polanski e Lebanon spuntano Virzì e Germano - Tutte le nomination

Al Festival di Siviglia, incentrato tutto sul cinema europeo, la European Film Academy e la EFA Productions hanno annunciato le nomination ufficiali degli European Film Awards 2010, votati dai più di 2300 membri dell’EFA. A fare incetta di candidature è L’uomo nell’ombra: il capolavoro di Polanski si porta a casa ben sette nomination. Va molto bene anche Lebanon, Leone d’Oro a Venezia 2009, con cinque nomination.

Nominati come miglior film assieme alle opere di Polanski e Samuel Maoz ci sono Bal, l’ultimo Orso d’Oro da noi ancora inedito, Soul Kitchen, Gran Premio della Giuria a Venezia 2009, Uomini di Dio, Gran Premio della Giuria a Cannes 2010, e Il segreto dei suoi occhi, ultimo Oscar come miglior film straniero. Qualche soddisfazione italiana c’è, ad iniziare dalla nomination come miglior regista di Paolo Virzì per La prima cosa bella (candidato ufficiale italiano agli Oscar 2010), continuando con Elio Germano candidato come miglior attore per La nostra vita, Paola Bizzarri per la scenografia di Io, Don Giovanni, ed infine Pasquale Catalano per le musiche di Mine vaganti.

I vincitori verranno annunciati durante la cerimonia di premiazione che si terrà il 4 dicembre a Tallinn, in Estonia. Dopo il salto trovate tutte le nomination complete.

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Dal 23 ottobre al cinema: La battaglia dei tre regni, Brüno, L'incredibile viaggio della Tartaruga, Io Don Giovanni, Julie & Julia, Lebanon, Oggi sposi, Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

pubblicato da Gabriele C.

guida in sala

Una bella settimana per i cinefili duri e puri. Bisognerebbe andare per ordine alfabetico, così da non far torto a nessun titolo che merita di essere visto. Iniziamo quindi La battaglia dei tre regni, atteso ritorno di John Woo in patria: la versione occidentale è la fusione dei due capitoli originali, ma dovrebbe meritare comunque. C’è poi il ritorno di Sacha Baron Cohen con Brüno, irriverente macchietta inventata per la tv che sbarca al cinema. Continuiamo con Lebanon, Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia, un’esperienza da vivere in sala per la potenza di immagini e sonoro che riescono a restituire l’orrore della guerra dal punto di vista sensoriale, e non solo. Finiamo con Parnassus, ultima fatica di Terry Gilliam, e ultima prova di Heath Ledger: un’occasione per vedere assieme l’ultima follia del regista e l’ultima prova dell’attore.
Non finisce qui, e ci sono altri film non privi di interesse: per scoprire quali sono, per leggere le nostre recensioni e per vedere i trailer italiani leggete qui di seguito.

La battaglia dei tre regni: siamo nel III secolo d.C., in Cina; il generale Cao Cao vuole invadere gli stati del sud. Il sovrano Sun Quan decide di allearsi con il nemico Liu Bei per avere maggiori responsabilità di respingere l’attacco… John Woo, dopo il suo periodo americano, ritorna in patria per dirigere un grande affresco tratto da Le cronache dei tre regni di Luo Guanzhong. Diviso originariamente in due parti, questa è la loro “fusione” per il mercato occidentale. Con Tony Leung, Chiu Wai, Takeshi Kaneshiro e Zhao Wei. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.

Brüno: dopo il ciclone Borat, Sacha Baron Cohen torna in versione super-scorretta nei panni di un reporter gay il cui scopo è quello di mettere in imbarazzo le persone con cui si trova ad avere a che fare. Un nuovo mockumentary che punta a scardinare luoghi comuni, stereotipi e comportamenti razzisti, diretto ancora una volta dall’irriverente Larry Charles. Qui il trailer italiano.

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Lebanon - di Samuel Maoz: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Lebanon - di Samuel Maoz: recensione in anteprimaLebanon (Levanon , Israele, 2009) di Samuel Maoz; con Oshri Cohen, Michael Moshonov, Reymond Amsalem, Itay Tiran, Yoav Donat, Dudua Tasas.

Giugno 1982, inizio della guerra in Libano. In un villaggio bombardato dall’Aviazione Militare israeliana entra un carro armato: è carico di armi, ma soprattutto è guidato da quattro giovani soldati. Sono Shmulik, l’artigliere, Assi, il comandante, Herzl, l’addetto al caricamento dei fucili, e Yigal, l’autista.

Dove eravamo rimasti? Direi ad Ari Folman e al suo Valzer con Bashir. Con il suo documentario di animazione, il regista israeliano metteva su pellicola il suo stesso percorso di ricerca del proprio passato, alla ricerca di un periodo non cancellato dalla memoria ma tenuto nascosto, sottopelle, fino alla sua immancabile esplosione in tutto il suo orrore.

Come Folman, Samuel Maoz, qui al suo esordio col lungometraggio, ragiona sul suo passato, e come il regista di Valzer con Bashir è la prima volta che riesce ad affrontare il ricordo. Due film vissuti in modo soggettivo: da una parte una realtà addolcita oniricamente dalla straniante animazione e dalle note malinconiche di Max Richter, dall’altra l’esperienza dal vivo, “in diretta”, dell’orrore vissuto in prima persona.

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Più di 4 milioni e mezzo di euro per Up al botteghino italiano

pubblicato da dr. apocalypse

Più di 4 milioni e mezzo di euro per Up al botteghino italiano

4.675.339,45 euro incassati in 96 ore, come indovinato dal 43% di voi al FantaBoxOffice, e 597.877 italiani corsi in sala a vederlo. Parte bene l’avventura di Up al botteghino italiano! Lanciato in oltre 700 copie, il nuovo capolavoro Pixar ha quasi doppiato il suo predecessore, Wall-E, capace lo scorso anno di partire con 2.630.000 euro in tasca, per poi chiudere a quota 8.713.000. Dovremo attenderci altri numeri da Up? Assolutamente sì. Sia per il 3D, con rincaro dei ticket annessi, sia per il lancio della Disney Italia, che quest’anno si è letteralmente scatenata con Up, dopo aver quasi snobbato del tutto l’anno scorso l’amato robottino…

Chi continua a non mollare la presa è Quentin Tarantino con Bastardi senza Gloria. Il film, diventato il più grande successo in Italia del regista, sfiora ormai i 7 milioni di euro, con il tetto dei 10 a portata di mano. Un tetto a cui è ormai prossimo anche Baaria, che aggancia i 9 milioni di euro, con Fame che si conferma un’enorme delusione anche qui da noi, avvicinandosi appena al milione e mezzo di euro. Deludente anche l’ingresso in chart di Halloween 2 di Rob Zombie, con 400,000 euro incassati, rispetto al milione e 200,000 euro raccolto 2 anni fa al primo weekend dal primo capitolo della saga. Non esaltante, anche considerate le non molte copie a disposizione, il risultato per Lo Spazio Bianco, visto a Venezia, con 296,000 euro incassati, con Basta che Funzioni ad un passo ormai dai 4 milioni e mezzo di euro, ed Orphan, altra uscita horror inedita, costretto ad accontentarsi di 340,000 euro.

Da segnalare infine il quasi abbandono dalla top10 di Barbarossa di Renzo Martinelli. Con quanto in tasca? 702,000 euro. E’ costato 30 milioni di euro. Ma attenzione al prossimo weekend, visto che arriveranno Parnassus, Julie & Julia, Bruno, Oggi Sposi, La battaglia dei 3 regni e Lebanon! Chi batterà Up?

Lebanon: trailer italiano del film Leone d'Oro a Venezia

pubblicato da Gabriele C.

Lebanon: trailer italiano del film Leone d'Oro a VeneziaGiugno 1982, inizio della guerra in Libano. In un villaggio bombardato dall’Aviazione Militare israeliana entra un carro armato: è carico di armi, ma soprattutto è guidato da quattro giovani soldati. Lebanon è il racconto fortemente autobiografico di uno di loro. E’ lo stesso regista del film, Samuel Maoz, che ricorda dopo vent’anni l’orrore di quei giorni.

Premiato con il Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia, Lebanon si prepara ad arrivare nelle sale italiane dal 23 ottobre grazie alla Bim, che ha in cartellone anche gli altri due premiati principali di Venezia (il Leone d’Argento Donne senza uomini e il Premio della Giuria Soul Kitchen).

Girato tutto dentro il carro armato, con l’uso di soggettive filtrate attraverso il mirino con cui si spara all’impazzata, eseguendo gli ordini come un bravo soldato deve fare, Lebanon al Lido è piaciuto proprio per l’originalità dell’idea con cui è stato pensato dal regista e per la capacità di coinvolgere in prima persona lo spettatore nell’orrore. Vedremo come risponderà il pubblico italiano.

Dopo aver visto il trailer originale, oggi vi proponiamo il trailer italiano, subito dopo il salto.

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Lebanon - di Samuel Maoz: trailer originale e locandina italiana del film Leone d'Oro a Venezia

pubblicato da Gabriele C.

Lebanon - di Samuel Maoz: trailer originale e locandina italiana del film Leone d'Oro a Venezia

Sorpresa delle sorprese: la Bim distribuirà Lebanon non ad inizio 2010, come si era detto all’inizio, ma già il 23 ottobre 2009! A confermarlo il sito stesso della casa di distribuzione, in cui è già apparsa la locandina italiana ufficiale, che noi vi proponiamo dopo il salto.

Vincitore del Leone d’Oro, amato dalla critica e già al centro di polemiche e discussioni in Libano per come racconta la guerra dal punto di vista dei soldati israeliani, l’opera d’esordio di Samuel Maoz è un film forte e bello, che non dovrebbe passare totalmente inosservato.

Come Ari Folman, regista di Valzer con Bashir, che racconta in un altro modo originale la stessa guerra, anche Maoz ha vissuto la guerra del Libano, e con Lebanon ci narra il “suo orrore”: per farlo, ci ha messo più di vent’anni. Non perdetelo il 23 ottobre. In attesa della nostra recensione in anteprima e del trailer italiano, dopo il salto trovate il trailer originale e la locandina nostrana.

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Festival di Venezia 2009: l’era glaciale non si scalda al solicino degli infatuati

pubblicato da Italo Moscati

era glaciale cinema italiano

Via dal Lido di Venezia, felici di portarsi a casa qualche bel ricordo di film visti e di amici incontrati; e basta. Via dal Lido, inseguiti dai verdetti della severa ma seria e giusta giuria internazionale, verdetti che ci inseguono come branchi di cani furiosi che vogliono mordere le terga di noi in fuga, quei morsi meritati che ci faranno pensare (?).

Per la verità, io personalmente, ho fatto un viaggio tranquillo dopo aver pranzato in un ottimo ristorante di Venezia e non del Lido. Le terga le ho messe al riparo. I verdetti mi convincono. Li conoscete. Da Lebanon a Women without men, Soul kitchen, dal Leone d’oro fin giù ai premi cosiddetti minori, si tratta di film che non sono stati mai, dico mai, al centro del cosiddetto dibattito dei festivalieri e dei massmedia. Tranne qualche eccezione, tutti, dico tutti, hanno cincischiato con grandi nomi che la giuria ha ridotto a pigmei.

Il cinema italiano si conferma a Venezia 66 in piena era glaciale, un cartone disanimato fra pellicole piccole di costo e di ampio respiro, coproduzioni europee intelligenti e coraggiose, registi e professionisti semiconosciuti o sconosciuti da conoscere. Il cinema italiano con Gomorra e Il divo vinse a Cannes in un festival che sembra lontano anni luce.

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Venezia 66 - i premi collaterali

pubblicato da Simona

Leone d'Oro

Premio FIPRESCI
miglior film Venezia 66 a Lourdes di Jessica Hausner
miglior film Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica a Choi Voi di Bui Thac Chuyen

Premio SIGNIS
a Lourdes di Jessica Hausner
menzione speciale a Lebanon di Samuel Maoz

Premio Settimana Internazionale della Critica “Regione del Veneto per il cinema di qualità”a Tehroun di Takmil Homayoun Nader

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Cartoline da Venezia 66 - le foto di tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

pubblicato da Simona

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Si sono spente le luci ed è calato il sipario sulla 66esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Qui l’elenco di tutti i premi ed i premiati. In quest’ultima fotogallery Veneziana, vi offriamo le immagini di tutti i vincitori, degli ospiti in passerella e di Sylvester Stallone, presente al Lido per ritirare il premio Jager Le Coutre “Glory to the Filmmaker Award”.

Cliccate su continua e diteci: siete soddisfatti del lavoro svolto dalle giurie? Oppure avreste voluto assegnare i premi a qualcun’altro?

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

Cartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker AwardCartoline da Venezia 66 - tutti i vincitori. A Stallone il Glory to the Filmmaker Award

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Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival

pubblicato da Gabriele C.

Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival

Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.

Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.

Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.

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