Con un ritardo a dir poco mostruoso (è uscito il 1 Ottobre 2010 in Canada e Usa!) arriva anche in Italia il 30 settembre 2011 Blood Story (in originale Let Me In) remake americano del film svedese Lasciami Entrare (svedese: Låt den rätte komma in, inglese: Let the Right One In), diretto da Tomas Alfredson, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.
Ma andiamo con ordine: la redazione di Cineblog (e non solo noi) ha amato Lasciami Entrare (ecco la nostra recensione con i voti) e l’annuncio di questo remake di Matt Reeves ci aveva lasciati perplessi. Ma il nostro Federico ha visto il film al Festival di Roma 2010 e ne ha parlato bene, con questa recensione.
Blood Story è diretto da Matt Reeves, nel cast Kodi Smit-McPhee, Chloe Moretz, Richard Jenkins, Cara Buono, Elias Koteas, Sasha Barrese, Dylan Kenin, Chris Browning, Jimmy “Jax” Pinchak, Dylan Minnette. Vi riporto la trama:
Abby (Chloe Moretz) ha 12 anni (da un po’) e trasloca con il padre nell’appartamento a fianco della casa di Owen (Kodi Smit-McPhee). Kodi, introverso e vittima dei bulli della scuola, e Abby diventano amici ma la ragazzina nasconde un doloroso e inquietante segreto.
Eccovi il trailer italiano: posso dire che per me Kodi è più inquietante di Abby?
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Ritardo per ritardo, facciamo un anno e tagliamo la testa al toro. Doveva uscire il 16 settembre, ed invece è slittato al 30 del mese. Ovvero esattamente un anno dopo l’uscita americana. Let Me In di Matt Reeves, diventato inspiegabilmente per i cinema italiani Blood Story, arriva finalmente nelle nostre sale, grazie alla Filmauro. Oggi, dopo aver visto il trailer in italiano poco tempo fa, ecco arrivare anche la locandina ufficiale, che sottolinea le parole di Stephen King, diventate ormai celebri, rilasciate poco dopo l’uscita statunitense:
”Il film di Matt Reeves è un trionfo del genere. Non solo un film horror, ma il miglior horror americano degli ultimi 20 anni. Che siate adulti o ragazzini, ne sarete sopraffatti. Correte a vederlo ora e dopo mi ringrazierete”.
Adattamento cinematografico del best seller di John Ajvide Lindqvist “Lasciami entrare” e remake dell’omonimo horror svedese vincitore nel 2008 del premio come miglior film al Tribeca Film Festival di New York, Blood Story racconta la storia di amicizia tra la dodicenne Abby e il suo coetaneo Owen. Timido e schivo con i suoi compagni di scuola, Owen stringe un forte legame con la nuova giovane vicina di casa. Quello che non sa è che dietro quella ragazzina dall’aspetto innocente si cela in realtà un vampiro. Ad interpretare i ruoli dei due protagonisti due giovani rivelazioni della scorsa stagione cinematografica: Chloe Moretz, la babykiller di “Kick-Ass” ora nuova musa di Martin Scorsese (Hugo Cabret) e Tim Burton (Dark Shadows), e Kodi Smit-McPhee, visto al fianco di Viggo Mortensen in “The Road”. La pellicola segna inoltre il ritorno sulla scena, dopo 30 anni, della leggendaria casa cinematografica inglese Hammer Films che, fondata nel 1934, ha prodotto alcuni dei maggiori successi horror di tutti i tempi, tra i quali “Dracula”, “La maschera di Frankenstein” e “L’astronave atomica del Dottor Quartermass”.
Presentato lo scorso anno al Festival del Cinema di Roma, il film è da noi già stato recensito.
Il 16 Settembre del 2011. Con quasi un anno di ritardo rispetto all’uscita americana, datata 1° ottobre del 2010, Let Me In sbarca finalmente anche nei cinema italiani. Con un nuovo titolo, Blood Story, e un ritardo mostruoso, per non dire inspiegabile.
Diretta da Matt Reeves, regista di Cloverfield, e con Chloe Moretz, Kodi Smit-McPhee, Richard Jenkins, Jimmy ‘Jax’ Pinchak, Sasha Barrese, Chris Browning, Cara Buono ed Elias Koteas protagonisti, la pellicola è incentrata su Owen, un ragazzino di 12 anni vessato dai bulli della scuola, ed Abby, la sua nuova vicina di casa. Lei ha “più o meno 12 anni”, non ha mai freddo, è pallida ed esce solo di notte. Nella fredda periferia, intanto, qualcuno uccide e dissangua le persone…
Presentato al Festival di Roma del 2010, e da noi già recensito, il film, remake hollywoodiano di Lasciami Entrare, cult movie dello svedese Tomas Alfredson tratto dal romanzo di John Ajvide Lindqvis, è andato incontro ad un inatteso e sinceramente immeritato flop al box office americano, con 12,134,935 dollari incassati, dopo esserne costati circa 20.

Uno dei migliori remake degli ultimi 10 anni, letteralmente massacrato dalla distribuzione nostrana. Uscito negli States il 1° ottobre del 2010, Let Me In si appresta finalmente a sbarcare anche nei cinema italiani. Presentato ed applaudito allo scorso Festival del Cinema di Roma, il film di Matt Reeves, inizialmente temuto remake hollywoodiano di Lasciami Entrare, cult movie dello svedese Tomas Alfredson tratto dal romanzo di John Ajvide Lindqvis, uscirà nei nostri cinema grazie alla Filmauro. Quando? Per ora nessuno può saperlo, ma il film è stato ufficialmente inserito all’interno del listino 2011. A fargli compagnia Insidious, altro straordinario horror uscito in patria mesi e mesi fa.
Da noi già recensito, Let Me In cambia titolo per i nostri cinema, diventando inspiegabilmente Blood Story. Sostituire un titolo in inglese, con un altro titolo in inglese. Qualcuno riesce a coglierne il senso?
Proseguono i giochi-sfida sulle locandine del 2010, gara proposta dal sito ImpAwards. Oggi vi chiediamo di eleggere la più spaventosa tra:
- Black Swan (Il Cigno Nero)
- The Crazies (La città verrà distrutta all’alba)
- The Human Centipede
- Let Me In (versione remake)
- Splice
Votate qui! Vi ricordiamo che sono ancora aperti i giochi per eleggere:
- La più divertente (in testa ora Cattivissimo Me con i Minion)
- La migliore (vince per ora una versione di Black Swan)
- La più coraggiosa (ora in cima Buried - Sepolto)
Va forte il vampirismo in tutte le salse. In varie forme. Per celebrarlo quest’anno è stato vampirizzato accanitamente, appassionatamente, opportunisticamente (nel vuoto di leggende contemporanee) persino l’assente Federico Fellini come autore della “Dolce Vita”, oggetto di attenzioni per nulla esagerate in certi casi. Anche se, purtroppo, pare che la Fondazione a lui intitolata, a Rimini, si trovi in cattive acque finanziarie, ma si spera che si possa ancora rimediare alla sconfitta e soprattutto al funerale.
A Roma, nei giorni del Film Festival, si è inaugurata la Mostra Labirinto Fellini, di Dante Ferretti e Francesca Loschiavo; da vedere, al Macro Testaccio, La Pelanda. Su tutto, però, vola la proiezione della “Dolce Vita” restaurata con solennità, partecipazione del suo fan Martin Scorsese e della diva Anita Ekberg, smagrita, in stampelle.
Sono fatti accaduti, come ho detto, nella cornice del Festival all’Auditorium, contigui alla presentazione del film remake “Let Me In” di Matt Reeves, tratto da un libro di successo. Let Me In (qui la recensione in anteprima) ospita una giovane vampira, dodicenne forever, assetata di liquido rosso (che non sia vernice) e affamata d’amore, in questo caso verso uno studentino timido timido che prenderà sotto tutela sul filo dell’azzardo (per lo studentino).
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Let Me In (Usa, 2010) di Matt Reeves; con Chloe Moretz, Kodi Smit-McPhee, Richard Jenkins, Jimmy ‘Jax’ Pinchak, Sasha Barrese, Chris Browning, Cara Buono, Elias Koteas, Seth Adkins, Rachel Hroncich, Dylan Minnette, V.J. Foster, Brett DelBuono, Dylan Kenin, Juliet Lopez, Ashton Moio, Taylor Warden, Rebekah Wiggins, Frank Bond, Deborah L. Mazor, Gregory Leiker, Rowbie Orsatti, Jon Kristian Moore
Che senso ha partorire il remake di un piccolo capolavoro, ad appena due anni dalla sua uscita in sala? Questa domanda se la sono posta per mesi e mesi i tanti che hanno amato Lasciami Entrare, horror svedese diretto da Tomas Alfredson. Affidato a Matt Reeves, regista di Cloverfield, il romanzo di John Ajvide Lindqvis ritorna infatti al cinema grazie alla leggendaria Hammer Films con Let Me In. Incredibilmente snobbato, o quasi, dal pubblico americano, il film di Reeves è sbarcato oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, rimasto orfano dei vampiri di Twilight, sempre presenti nelle ultime edizioni, ma decisamente ben ’sostituiti’ dal volto angelico di Chloe Moretz, sboccata Hit Girl in Kick-Ass ed ora straordinaria succhiasangue.
Let Me In, e qui sta la sorpresa principale, è indubbiamente uno dei remake più riusciti degli ultimi anni. A due anni da Cloverfied Reeves si conferma un regista straordinario, dal talento indiscutibile. Trasportando la storia dalla glaciale e inquietante Svezia al New Mexico, il giovane regista è riuscito a replicare le atmosfere del film di Alfredson, in un’America reaganiana che scopre l’Impero del Male, materializzatosi al piccolo Owen, interpretato da un fantastico Kodi Smit-McPhee, nelle vesti di una nuova e misteriosa vicina di casa…
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Una conferma che sorprende. Secondo fine settimana in testa per David Fincher e il suo The Social Network, secondo previsioni d’incasso ancora primo al box office Usa. Grazie ad una perdita clamorosamente ridotta, pari al - 30.9% sugli incassi del weekend passato, il film della Sony, letteralmente esaltato dalla stampa americana, si è così portato a casa altri 15 milioni e mezzo di dollari, facendo segnare la miglior media per sala della top10, pari a 5,594 dollari, e arrivando ad un totale di 46 milioni di dollari, dopo esserne costati ’solo’ 50. Il passaparola per Fincher sta così funzionando, con un titolo che punta con forza ai 72/77 milioni casalinghi, aspettando la possibile scorpacciata di nomination all’Oscar. Non è così riuscito l’assalto al primato delle due new entry di punta del fine settimana, ovvero Life as We Know It e Secretariat.
Poco meno di 15 i milioni di dollari raccolti dalla commedia della Warner., dopo esserne costati 38, con una media per sala di 4,646 dollari, mentre poco sotto i 13 milioni di dollari si sarebbe fermato il drammone sportivo della Buena Vista, dopo esserne costati 35, riuscito a strappare una media per sala di 4,102 dollari. Per entrambi un esordio senza infamia e senza lode. 4° posizione e -35% sugli incassi per Il Regno di Ga’ Hoole, arrivato ai 40 milioni di dollari, dopo esserne costati esattamente il doppio, mentre in 5° posizione troviamo il vero insuccesso di questo fine settimana, ovvero My Soul to Take. Esordio deludente per il ritorno in sala di Wes Craven (massacrato dalla critica americana, con l’8% di recensioni positive su Rotten e una media voto di 2.8), riuscito ad incassare poco più di 7 milioni di dollari, con una sconfortante media per sala di 2,690 dollari, dopo essere costato 25 milioni di dollari, e non 50 come inizialmente annunciato. Doveva essere il ‘mese degli horror’, quest’ottobre, se non fosse che tutti stanno malamente cadendo, uno dopo l’altro.
Sono infatti crollati Case 39, arrivato alla soglia dei 10 milioni di dollari, dopo esserne costati 26, e soprattutto Let Me In, osannato dalla stampa americana ma scivolato addirittura fuori dalla Top10 dopo appena 10 giorni di programmazione! -53.4% sugli incassi per il film di Matt Reeves, etichettato da Stephen King come ‘il miglior horror americano degli ultimi 20 anni‘, ma arrivato solo ai 9 milioni di dollari, dopo esserne costati 20 e con una media per sala che è qualcosa di terribile, toccando appena i 1,175 dollari. Da segnalare infine i 74 milioni di dollari del sorprendente The Town, i 44 di Wall Street 2, i 48 di Easy A, i 20 di You Again, il deludente esordio di It’s Kind of a Funny Story, con Zach Galifianakis, riuscito a raccogliere solo 2 milioni di dollari, dopo esserne costati 8, e l’incredibile buco nell’acqua fatto segnare da Buried, incapace di decollare, anche dinanzi ad aumento delle copie, con una media per sala di poco superiore ai 2000 dollari e un totale di 489,000 dollari. Chi arriverà la prossima settimana? Jackass 3-D e soprattutto … Red!

5 anni e non sentirli. E’ un Festival che ‘ringiovanisce’ quello che si terrà a Roma dal prossimo 28 ottobre al 5 novembre. Meno major, più cinema indipendente, più autori esordienti , più apparente ‘qualità’ e ancora più mostre, per una città che per 10 giorni verrà tagliata in due dagli eventi che dall’Auditorium Parco della Musica finiranno per allargarsi a macchia d’olio. Quattro i film ‘italiani’ in concorso, oltre a Last Night d Massy Tadjedin, con Keira Knightley ed Eva Mendes protagoniste, Heavnen, di Susanne Beir, e Rabbit Hole di Cameron Mitchell, con Nicole Kidman superstar. Atteso Jim Loach con Oranges and Sunshine, con un Fuori Concorso che porterà nella capitale il trionfatore dell’ultimo Sundance, Animal Kingdom, oltre a Il Padre e lo Straniero di Ricky Tognazzi, Inshite Miru, ritorno al cinema di Hideo Nakata, il francese Les Petits Mounchoirs, con Marion Cotillard, Let Me In di Matt Reeves, The Social Network di David Fincher, vero e proprio acquisto ‘last minute’, We Want Sex con Bob Hoskins e The Kids Are All Right, con una Julianne Moore a quanto pare in odore di Oscar, che verrà a ricevere l’Acting Award.
Palese e voluto sarà l’omaggio del Festival all’oriente, con eventi dedicati alla cultura giapponese e una retrospettiva interamente dedicata allo Studio Ghibli di Miyazaki. Approderanno nella capitale l’attesissimo The Borrower Arrietty, uscito a luglio in giappone, Nausicaa sella Valle del Vento, The Story of Yaganawa’s Canals, Delivery Service, Only Yesterday, Porco Rosso, Pom Poko, Whisper of the Heart, La Principessa Mononoke, La città Incantata e il documentario Miyazaki Hayao e il Muse d’Arte. In anteprima mondiale John Landis verrà nella capitale a presentare il suo Burke and Hare, senza dimenticare la ricca sezione extra, dedicata ai documentari, che presenterà a Roma il controverso The People vs. George Lucas e Yves Saint Laurent, l’amour fou, entrambi fuori concorso. Sempre rimanendo in tema ‘documentari’, da segnalare la presenza di Waiting for Superman, film sull’istruzione che sta letteralmente dividendo l’America.
Ricordando gli omaggi ad Ugo Tognazzi, a 20 anni esatti dalla sua morte, a Satoshi Kon, ad Akiro Kurosawa, a 100 anni dalla nascita, e a La Dolce Vita di Federico Fellini che, a 50 anni dalla sua uscita in sala, verrà proiettato in anteprima mondiale in versione restaurata, il Festival apre le porte anche al mondo della ‘tv’, con la puntata pilot di Boardwalk Empire, diretta da Martin Scorsese, la versione per il cinema di Carlos, di Oliver Assayas, e Le Cose che Restano di Gianluca Tavarelli, prodotto da Angelo Barbagallo, ideato per la tv, e proiettato a Roma in tutta la sua interezza (5 ore). Tanti gli incontri tra gli autori e il pubblico, per Francesco Nuti e con John Landis, Shah Rukh Khan, Ennio Morricone, Fanny Ardant, Andrea Camilleri, Silvio Orlando e Margherita Buy in prima linea, e tanti i titoli che promettono di creare polemiche, come lo scorretto Kill Me Please, che proverà a ‘ridere’ dell’eutanasia. Valeria Solarino come madrina, 160 sponsor, 146 lungometraggi e documentari, 16 film in concorso nella Selezione Ufficiale, 11 film della retrospettiva Studio Ghibli nella sezione Occhio sul Mondo | Focus, 12 premi ufficiali, 11 collaterali,29 progetti presentati nella Fabbrica dei Progetti, 7 sale cinematografiche nel Villaggio del Cinema, per un Festival che prova ad ‘evolversi’, regalando un programma vastissimo e sulla carta decisamente interessante, confermando la ‘regola’ che l’ha visto nascere: Tutto il cinema per Tutti. Dopo il saltino l’intero programma.

Osannato dalla critica americana, The Social Network di David Fincher ha conquistato anche il box office statunitense, incassando ben 23 milioni di dollari in 72 ore, come indovinato dal 15% di voi al FantaBoxOffice. Costato ’solo’ 40 milioni di dollari, il film punta con forza il traguardo dei 75 milioni di dollari casalinghi, avvicinandosi incredibilmente all’esordio fatto segnare da Benjamin Button, capace nel 2008 d’incassare 28 milioni di dollari al primo weekend di programmazione, per poi chiudere a quota 127. Dopo Panic Room e proprio Benjamin Button, è il miglior esordio americano di sempre per il regista di Seven. Calo contenuto e seconda posizione per Il Regno di Ga’Hoole. -32.6% per il cartoon della Warner, arrivato ai 30 milioni di dollari dopo 10 giorni di programmazione, dopo esserne costati 80, seguito da Wall Street 2, che lascia invece sul tavolo un bel -47% sugli incassi, raggiungendo così i 35 milioni di dollari, dopo esserne costati il doppio. Chi incredibilmente continua a resistere, ottenendo incassi interessanti, è The Town di Ben Affleck. Arrivato al 3° fine settimana di programmazione, il film della Warner aggancia i 64 milioni di dollari, dopo esserne costati solo 37, confermandosi così come una delle vere sorprese di quest’ultima parte di stagione.
Aspettando Halloween, Ottobre si presentava come uno dei mesi più ‘horror’ degli ultimi anni, con due titoli che hanno però malamente inaugurato la lunga lista di film di genere che invaderanno i cinema americani nei prossimi 30 giorni. Esordi disastrosi, infatti, per Case 39 e Let Me In. Flop annunciato il primo, rinviato inspiegabilmente di mesi, a stupire invece è stato soprattutto il secondo. Se il film della Paramount Vantage, con Renee Zellweger protagonista, si è dovuto accontentare di appena 5,350,000 dollari, dopo esserne costati 27, non ha fatto certo meglio il remake di Lasciami Entrare, dovutosi accontentare della stessa cifra, come indovinato dal 21% di voi al Fantaboxoffice, dopo esser costato 20 milioni di dollari. Considerando le ottime critiche ricevute negli Usa, numeri inaspettati. Proseguendo con la Top10, supera i 42 milioni di dollari Easy A, mentre non decolla You Again, arrivato ai 16.5 milioni di dollari.
A chiudere la chart Devil, arrivato ai 28 milioni di dollari, e il cartoon Alpha & Omega 3D, pronto ad abbandonare la nave con poco meno di 20 milioni di dollari in tasca. Da segnalare infine l’abbandono dalla top10 di Inception di Nolan, con 288 milioni di dollari in tasca, che diventano 774 worldwide. Weekend ambiguo il prossimo, con tre titoli particolarmente diversi. Il dramma sportivo Secretariat, targato Buena Vista, la commedia Warner Life as We Know It e soprattutto il ritorno al cinema di Wes Craven con My Soul to Take (in 3D).