Un’impiegata di banca è costretta a piazzare fondi ad alto rischio ai suoi clienti per raggiungere gli obiettivi di vendita assegnati. Un piccolo malvivente consulta gli indici di borsa, sperando di guadagnare denaro facile per pagare la cauzione del compagno nei guai con la legge. Un inappuntabile ispettore di polizia cade nella disperazione quando la moglie paga un anticipo per un appartamento di lusso che non si può permettere, e quando il padre morente vuole che si occupi della giovane sorellastra che lui non sapeva di avere. Non hanno niente in comune finché non appare una borsa con 5 milioni di dollari rubati, che li trascina in una situazione intricata, costringendoli a prendere decisioni molto difficili fra il bene e il male.
Che i noir di Johnnie To siano solo degli action movie è un’idea superficiale che speriamo sia ormai solo di pochi. Perché coi suoi film, in cui conta molto e forse soprattutto l’aspetto estetico, il regista di Hong Kong fondatore della Milkyway ha raccontato anche gli aspetti più umani e spesso brutali dei suoi personaggi. Si prenda anche soltanto quello che per molti è ancora il suo capolavoro, A Hero Never Dies, storia di due killer che lavorano per due diversi boss che si concentra sull’amicizia che nasce tra i due: chi non si commuove ancora oggi dinanzi a quella bottiglia di vino sullo scaffale del bar?
Tre storie destinate ad incrociarsi. Tre piccoli uomini con un disperato bisogno di denaro nelle loro vite: su questo si concentra il nuovo Johnnie To. Non è più tempo di eroi, nell’epoca di crisi che stiamo vivendo. Non è più tempo perché siano le gang a scontrarsi, e non è più il tempo di “giocare” a guardie e ladri. Johnnie To prende di peso i tempi che stiamo correndo e li trasporta in Life without principle, dove a dover sopravvivere sono anche e soprattutto le persone comuni.
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Marco Müller aveva dichiarato, durante la conferenza stampa del programma della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che un “amico di vecchia data” l’aveva contattato per avvisarlo che il suo film era bello e pronto per essere presentato al Lido. Ecco fatto: Life Without Principle è il 22° film in concorso di Venezia 68. Johnnie To, davvero uno dei “vecchi amici” del festival, ritorna a quattro anni di distanza dalla presentazione di Mad Detective, che era proprio il film sorpresa di quella edizione.
Life Without Principle racconta tre storie destinate ad incrociarsi. Un’impiegata di banca è costretta a piazzare fondi ad alto rischio ai suoi clienti per raggiungere gli obiettivi di vendita assegnati. Un piccolo malvivente consulta gli indici di borsa, sperando di guadagnare denaro facile per pagare la cauzione del compagno nei guai con la legge. Un inappuntabile ispettore di polizia cade nella disperazione quando la moglie paga un anticipo per un appartamento di lusso che non si può permettere, e quando il padre morente vuole che si occupi della giovane sorellastra che lui non sapeva di avere. Non hanno niente in comune finché non appare una borsa con 5 milioni di dollari rubati, che li trascina in una situazione intricata, costringendoli a prendere decisioni molto difficili fra il bene e il male.
Tre piccoli uomini con un disperato bisogno di denaro nelle loro vite: su questo si concentrerà il nuovo Johnnie To. Che dichiara: “Per sopravvivere, le persone non hanno altra scelta che prendere parte al gioco. Non importa con quanto impegno cerchino di seguire le regole; prima o poi una parte di loro andrà persa“. In attesa di vederlo a Venezia, ecco qui per voi trailer originale (sottotitolato in inglese) e locandina. Il film sorpresa, 23° film in concorso, dev’essere ancora annunciato: rumor prevedono possa essere ancora orientale (Müller aveva parlato di un film che doveva ancora essere approvato dalla censura), molto probabilmente cinese. Forse il nuovo film di Quan’an Wang, regista de Il matrimonio di Tuya.

Life Without Principle (Dyut Ming Gam), il nuovo film diretto e prodotto dal maestro del cinema d’azione contemporaneo Johnnie To, sarà presentato in prima mondiale alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma al Lido dal 31 agosto al 10 settembre. Il film segna il ritorno in Concorso a Venezia del regista a quattro anni di distanza da The Mad Detective e dopo i precedenti Exiled e Throw Down; tra i suoi più importanti, personali polizieschi per cui è internazionalmente ammirato e con cui ha profondamente innovato il cinema di Hong Kong. Su questo suo nuovo attesissimo film, Johnnie To ha dichiarato:
Viviamo in un mondo turbolento. Per sopravvivere, le persone non hanno altra scelta che prendere parte al gioco. Non importa con quanto impegno cerchino di seguire le regole; prima o poi una parte di loro andrà persa.
Life Without Principle segue tre fili narrativi (che si incroceranno alla fine): 1. un’impiegata di banca, promossa analista finanziaria, è costretta a piazzare fondi ad alto rischio ai suoi clienti per raggiungere gli obiettivi di vendita assegnati; 2. un piccolo malvivente consulta gli indici di borsa, sperando di guadagnare denaro facile per pagare la cauzione del compagno nei guai con la legge; 3. un inappuntabile ispettore di polizia, orgoglioso del suo sobrio stile di vita, cade improvvisamente nella disperazione quando la moglie paga un anticipo per un appartamento di lusso che non si può permettere, e quando il padre morente vuole che si occupi della giovane sorellastra che lui non sapeva di avere. Tre piccoli uomini con un disperato bisogno di denaro nelle loro vite. Non hanno niente in comune finché non appare una borsa con 5 milioni di dollari rubati, che li trascina in una situazione intricata, costringendoli a prendere decisioni molto difficili fra il bene e il male. Nel cast Lau Ching Wan, Richie Jen, Denise Ho, Terence Yin.
Fonte: La Biennale di Venezia