Gran weekend per le uscite. Ieri è uscito in tutta Italia Parlami d’amore di Muccino, ma le tre uscite di oggi sono davvero ottime. Noi ve ne abbiamo raccontato in anteprima due: dal delicato Away from her - Lontano da lei, esordio dietro la macchina da presa di Sarah Polley visto al Torino Film Festival 25, e l’attesissimo Il petroliere, ovvero There will be blood, quinto film di P.T. Anderson, che ha ricevuto premi ed elogi ovunque, ed attualmente è in concorso a Berlino 58.
Ma non perdiamo tempo: andiamo a vedere nel dettaglio i quattro film in uscita nelle nostre sale.
Away from her - Lontano da lei: l’Alzheimer si sta pian piano impossessando di Fiona, legatissima e innamorata da anni e anni del marito Grant. Assieme prendono la decisione dolorosa di separarsi: la donna entrerà infatti in una clinica specializzata. Quando Grant però va a trovarla dopo un primo mese obbligatorio di assenteismo, nulla è più come prima… Da una storia breve, l’esordio di Sarah Polley dietro la macchina da presa. Un film delicato, sentimentale e non melenso. Con Julie Christie (vincitrice del Golden Globe e nominata all’Oscar come miglior protagonista), Gordon Pinsent e Olympia Dukakis. Nomination agli Oscar anche per la miglior sceneggiatura non originale. Presentato in concorso a Torino 25. Qui la nostra recensione.
Parlami d’amore: Sasha è un ragazzo di 25 anni con una famiglia pessima alle spalle. Due genitori tossicodipendenti ed un infanzia passata in una comunità di recupero. Sasha è innamorato di Benedetta, sua coetanea. Fino a che incontra Nicole, una donna che ha da poco passato la quarantina. I due si incontrano in un modo tragico e legano. Nicole aiuta così Sasha a conquistare Benedetta. Dal suo omonimo romanzo d’esordio, il primo lungometraggio di Silvio Muccino dietro la macchina da presa. Con Muccino stesso, Aitana Sánchez-Gijón, Carolina Crescentini, Andrea Renzi e Geraldine Chaplin.
Away from her - Lontano da lei (Away from her, USA, 2007) di Sarah Polley; con Julie Christie, Gordon Pinsent, Olympia Dukakis.
Sarah Polley è brava. E’ una brava attrice, ma da oggi scopriamo essere anche una brava regista, nonchè sceneggiatrice. Dopo aver visto Away from her - Lontano da lei, il suo primo lungometraggio, viene voglia di mettersi alla ricerca dei suoi cortometraggi, che in giro si dice siano molto interessanti.
Away from her ha avuto, in giro per il mondo, un consenso unanime di critica e pubblico, anche a Torino. Si penserebbe, visto il tema trattato (la perdita di memoria e l’amore tra due persone di una certa età) che possa essere fin troppo melenso, studiato a tavolino per commuovere e quindi di facile presa. Garantisco: non è così.
Certo, chi è zombieniano di ferro e non sopporta la delicatezza in ogni sua forma può benissimo passare ad altro, ma una possibilità ad un film gentile e in fondo non banale come l’esordio della Polley dovrebbe essere data. Almeno per vedere che dall’altra parte dell’oceano una ragazza giovanissima, ancora sotto i trent’anni, riesce ad adattare una storia, a scrivere una buona sceneggiatura e a dirigere con padronanza dei mezzi.
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Prime considerazioni dal Torino Film Festival 2007. Non è un caso che My Blueberry Nights non sia piaciuto a Cannes. Oltre a soffrire la sindrome da “film d’apertura”, il primo film in inglese di Wong Kar-wai sa di operazione commerciale sin dalla scelta degli attori. Tra l’altro, tutti in parte, dall’esordiente Norah Jones a Jude Law, passando per un’azzeccata e “ribelle” Natalie Portman. Però, appunto, tutti famosi e di presa per il grande pubblico.
Anche la storia non è di certo quella delle passioni di In the mood for love (un capolavoro che My Bluebarry Nights non può essere, ma lo sa in partenza), e neanche di Happy Together. Quella che ci viene proposta è solo in secondo luogo una storia d’amore, ma è innanzitutto la storia di una ragazza che, attraverso alcune esperienze e soprattutto un viaggio on the road, capirà qual è la strada giusta per lei.
My Bluebarry Nights è un film di Wong Kar-wai per la delicatezza, per i colori della fotografia, per un certo gusto inconfondibile. I fan più accaniti avranno comunque qualcosa da ridire sulla scelta dell’uso estenuante delle immagini frammentate. Buona, comunque, la colonna sonora, con alcuni brani ovviamente interpretati dalla Jones.