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Tutti gli articoli con tag Los Cronocrimenes

Science+Fiction - Giorno 5: vince Tres Dias; chiude La Possibilité d'une île

pubblicato da Gabriele C.

Tres dias vince il Science+Fiction

E’ finito anche quest’anno il Science+Fiction, il festival internazionale di fantascienza di Trieste. Si conclude con un brutto film, La Possibilité d’une île (La possibilità di un’isola) di Michel Houellebecq, tratto dal suo omonimo libro. Un film piatto e fintamente criptico, che si chiude bruscamente quando inizia a farsi interessante: paradossalmente anche quando iniziano i silenzi, contrapposti ai dialoghi poco incisivi sentiti in precedenza. Il protagonista Benoît Magimel ci sta decisamente simpatico, ma dopo il botto con Haneke e Chabrol non ne ha azzeccata una: tra 24 mesures, Inju - il peggior Schroeder - e questo, dovrebbe scegliere meglio i suoi copioni e i suoi personaggi.

Ma il Science+Fiction si è chiuso degnamente grazie al verdetto finale, che ha visto trionfare il miglior film in concorso, ovvero quel Tres dias di cui vi abbiamo parlato tanto bene ieri. Un verdetto giusto per un film a suo modo cattivo, triste e cupo. “Per la sua analisi ricca di sfumature della morale
umana nel contesto di condizioni estreme”, dice il verdetto della Giuria. E siamo d’accordo: Premio Asteroide meritatissimo, e ancora una volta - dopo Los Cronocrimenes dell’altr’anno - uno spagnolo trionfa. La Giuria ha poi dato due menzioni speciali: al russo Terra Nova, “per la sua potente caratterizzazione” (e siamo ancora d’accordo), e all’intimista The Dead Outside, “per l’idiosincratica rivisitazione del genere zombie movie” (per la terza volta d’accordo).

Nella sezione dei cortometraggi vince Kingz di Benni Diez e Mainko Spahic, che concorrerà grazie al premio al Méliès d’Or della Federazione Europea dei festival di cinema fantastico nel 2009. Menzione allo spagnolo Die Schneider Krankheit di Javier Chillon. Le ultime visioni hanno regalato al pubblico l’ultimo lavoro del maestro Nicolas Roeg, ovvero Puffball, trascurabile ritorno del regista del bellissimo A Venezia… un dicembre rosso shocking (visto proprio prima dell’anteprima di Puffball: il confronto non regge), e Carlston za Ognjenku (Tears for Sale), di Uros Stojanovic, di cui si è parlato un gran bene.

Dopo il salto, un brevissimo bilancio di questa edizione del Science+Fiction.

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David Cronenberg potrebbe dirigere il remake de Los Cronocrimenes

pubblicato da Gabriele C.

Los Cronocrimenes

La notizia di un remake de Los Cronocrimenes, primo film di Nacho Vigalondo, non aveva proprio scatenato gli entusiasmi qui in redazione. Vincitore dell’ultima edizione del triestino Science+Fiction, Los Cronocrimenes (ribattezzato negli States Timecrimes) ha avuto la stessa sorte di REC: due bei film di genere spagnoli, due veloci remake.

Nacho Vigalondo ha recentemente dichiarato che in pole position per dirigere il remake del suo primo film ci sarebbe David Cronenberg, che tanto amiamo e tanto vorremmo che si dedicasse a storie sue. Certo, il viaggio temporale, il rapporto causa-effetto continuamente presente nell’originale e il sangue sembrano temi che andrebbero a genio ad un regista come Cronenberg, però…

Vigalondo vorrebbe come protagonista o Kurt Russell oppure Bruce Willis, ma sul ruolo centrale non si sa ovviamente ancora nulla. La sceneggiatura è il lavorazione, e l’autore è Timothy J. Sexton, sceneggiatore de I figli degli uomini. Distribuirà la pellicola la United Artists, che non ha ancora annunciato neanche una data d’uscita provvisoria o indicativa.

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Nacho Vigalondo verso il suo secondo progetto: uno zombie movie?

pubblicato da Gabriele C.

Nacho Vigalondo

Sembra che l’attenzione della rete cinefila americana, almeno quella dell’informazione appassionata di film di genere, si sia spostata su Nacho Vigalondo, di cui al Sundance è stato presentato qualche giorno fa il suo interessante Los Cronocrimenes (Timecrimes), che ha ricevuto critiche più che positive. E’ buffo pensare che prima della proiezione del suo film il regista spagnolo, ad una domanda, avesse riposto che non credeva che mai nessuno in America avrebbe voluto fare un remake di un suo film, né della sua prima pellicola (appunto Los Cronocrimenes) né di nessun altro suo futuro lavoro.

Immaginatevi la reazione quando, pochi giorni fa, ha saputo che Steve Zaillian ha dichiarato di voler fare Timecrimes in sala americana! Per un cineasta al suo primo lungometraggio, che si dimostra preparato e umile, la risposta è stata questa: “Spero sinceramente che facciano un film migliore del mio. Questo è il mio primo film, e non è il film perfetto; vederlo migliorato sarebbe bellissimo”.

Il successo che sta ottenendo gli ha già permesso di balzare sul treno, almeno nell’immaginazione, del suo secondo progetto. Aveva dichiarato di voler dirigere un film indipendente abbastanza strambo nell’idea di base, sulla storia di un uomo che con la macchina tenta di entrare in una navicella UFO (!). Oggi invece dichiara di voler contribuire al genere dello zombie movie: se questo sarà il suo secondo film Vigalondo ci metterà dentro tutto il sangue che mancava a Loc Cronocrimenes (parole sue). La principale fonte d’ispirazione? Non è un paese per vecchi dei Coen.

Fonte: shocktillyoudrop

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Los Cronocrimenes (Timecrimes) di Nacho Vigalondo avrà un remake

pubblicato da Gabriele C.

Los Cronocrimenes (Timecrimes) - Nacho VigalondoSolo qualche mese fa, a novembre, Los Cronocrimenes vinceva l’ultima edizione di Science+Fiction, il festival della fantascienza di Trieste, confermando, assieme ad un altro paio di pellicole (REC e La Hora Fria), la voglia -nonostante le difficoltà- della Spagna di intraprendere seriamente la strada del cinema di genere.

Giocato tutto sulla questione del viaggio temporale, per cui un uomo ritorna con un apparecchio costantemente indietro nel tempo di un’ora creando un rapporto causa-effetto che sarà sempre più grave, Los Cronocrimenes verrà presentato in questi giorni al Sundance. Ed è di oggi la notizia che la United Artists ha comprato i diritti della bella pellicola di Nacho Vigalondo per farne subito un remake… Il produttore sarà Steve Zaillian, regista di Tutti gli uomini del re e sceneggiatore di American Gangster.

E’ una notizia che è “interessante” soprattutto per vedere quanto i tempi americani dell’acquisizione dei diritti per i rifacimenti siano ormai così veloci da inquietare. Per la serie: è facile che il film arrivi in Italia solo nella sua versione americana. Tornando invece alla versione originale, Los Cronocrimenes è un film che all’inizio può sembrare già visto: ma col proseguire dei “disastri” temporali, l’ingranaggio si fa sempre più avvincente e il puzzle si allarga in modo esponenziale.

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Science+Fiction: vince Los Cronocrimenes di Vigalondo

pubblicato da Gabriele C.

E’ stata una delle pellicole più interessanti di questa settima edizione del Science+Fiction di Trieste. Lo abbiamo visto ieri, era l’ultimo film in concorso ed ha convinto la giuria. Los Cronocrimenes, primo lungometraggio di Nacho Vigalondo, vince quindi il Premio Asteroide; ecco le motivazioni:

“Il film ha pienamente meritato il Premio Asteroide assegnato al Miglior film lungometraggio per la sua capacità di dimostrare che anche con un piccolo budget si possono raccontare delle storie incredibili e straordinarie. Il protagonista della pellicola rivela che per rimanere uomini comuni talvolta bisogna essere simili a dei mostri. E’ un grande esordio per un regista alla sua opera prima.”

Ho seguito il festival, ho visto tutti i film in concorso e sono soddisfatto della scelta: il film è imprevedibile, gioca bene con lo spettatore, ed è pieno di particolari che ad una prima visione sfuggono. Spero arrivi in sala, così potrete giudicare.

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Science+Fiction: quinto giorno

pubblicato da Gabriele C.

REC, visto a Venezia 64, mi aveva divertito ma non ne ero rimasto così entusiasta. Forse, devo ammetterlo, è la mia non simpatia verso Jaume Balagueró (che secondo me, da Nameless a Para entrar a vivir, non ha mai fatto un buon film –e Fragile è il suo peggior lavoro-) che mi ha fatto valutare il film velocemente. Per quello sono andato a rivederlo di nuovo grazie alla sua proiezione al Science+Fiction.

L’ho rivalutato? Già all’epoca avevo detto che non era brutto, e diciamo che ora mi son reso conto di alcune cose. Innanzitutto è un film che dev’essere assolutamente visto in sala, obbligatoriamente; al massimo da soli in casa di notte con le luci spente. REC infatti, girato tutto con camera a spalla, punta solo su due cose: la velocità (e gli 80 minuti aiutano) e i continui balzi sulla sedia. Il film quindi vince la sua scommessa: fa paura, e la seconda parte non si ferma davvero mai.

Per la seconda volta mi sono divertito e ho avuto paura. Trovo poi che la recitazione naturale degli attori sia azzeccatissima per un progetto del genere. Insomma: per me è senza ombra di dubbio il miglior film di Balaguerò, che è regista assieme a Paco Plaza (assieme a lui già in Para entrar a vivir). Perché qui il regista spagnolo fa tutto quello che non ha mai fatto nei suoi primi tre film, abbandonando il ritmo lento e il senso di mistero che sfociava nella noia. La pellicola è uno spasso: speriamo esca in sala, visto che era stata annunciata per settembre…

Ieri al festival è stata la giornata spagnola, dopo quella russa, e continua l’omaggio a Joe Dante. Dopo il salto il resoconto.

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