Prodotto da Luc Besson, scritto e diretto da James Mather ed interpretato da Guy Pearce, lo sci-fi thriller Lockout si mostra finalmente attraverso il primo trailer. Atteso nei cinema americani il prossimo 20 aprile, il film proverà a ripetere il boom di Io vi Troverò, altro titolo prodotto Besson. La trama, infatti, ricorda da vicino il titolo di Pierre Morel. Al centro della trama un uomo ingiustamente incarcerato, con l’agognata libertà da barattare con un piano apparentemente impossibile. Ovvero liberare la figlia del Presidente, catturata e tenuta in ostaggio da un gruppo di detenuti in un carcere/base spaziale. L’azione, ovviamente, si svolge nel futuro. Riuscirà Pearce a non far rimpiangere Liam Neeson? Al suo fianco Maggie Grace, Peter Stormare e Joseph Gilgun, per un titolo costato 30 milioni di dollari. Sconosciuta, al momento, la data di uscita nelle sale italiane.
The Lady, drammatico biopic di Aung San Suu Kyi, pacifista birmana premiata con il Nobel nel 1991, approderà nelle sale cinematografiche a stelle e strisce il prossimo 13 aprile (in molti Paesi d’Europa e in Asia è già stato distribuito) ma non ha ancora una data di debutto italiana.
Diretto da Luc Besson, il biopic è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, dove lo abbiamo visto e recensito in anteprima per voi. Nel film, Aung San Suu Kyi ha il volto di Michelle Yeoh, mentre David Thewlis indossa i panni di suo marito, Michael Aris.
Oggi vi offriamo una nuova locandina di The Lady, tre clip tratte dalla pellicola (vi aspettano dopo il salto) ed un nuovo trailer (qui sopra) da guardare e commentare insieme. Buona visione!
The Lady - Nuovo trailer, tre clip e una locandina per il film drammatico di Luc Besson
C’è voluto oltre un anno ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La trilogia ‘menimea’ di Luc Besson giunge alla sua ‘attesa’ conclusione grazie al terzo ed ultimo capitolo, in arrivo nei cinema italiani con colpevole ed incredibile ritardo. Perché se il secondo ‘episodio’ era sbarcato nelle sale nostrane nel dicembre del 2009, il suo seguito ha sbancato le sale francesi nell’ottobre dello scorso anno. Tenuto in ‘cantina’ dalla Moviemax per 14 mesi, Arthur e la guerra dei due Mondi vede ora finalmente la luce. Stupendo in positivo.
Perché dopo un discreto capitolo uno, Arthur e il popolo dei Minimei, Luc Besson sembrava essere totalmente deragliato con il capitolo due, Arthur e la vendetta di Maltazard, monotono, noioso e troppo infantile per esser vero, fino all’arrivo di questo capitolo tre, decisamente ‘inatteso’. Perché il celebre regista francese, padre dei Minimei in tutto e per tutto, è tornato a volare grazie ad un titolo che è un concentrato di action, sprizzando fantasia da ogni singola scena, conquistando i più piccoli ma affascinando anche i più grandi, grazie ad un chiaro e voluto omaggio al cinema ‘horror’ degli anni 50 e 60, tra api e formiche giganti, per chiudere poi in bellezza con Darth Vader ed un giovane George Lucas, strappando così risate e sinceri applausi.
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Abbandonato il mondo dei bambini con Il Popolo dei Minimei e fatto il proprio omaggio ad Aung San Suu Kyi con The Lady, Luc Besson torna al mondo della fantascienza con Lock Out. Il regista francese produrrà la pellicola, diretta a quattro mani da James Mather e Stephen St. Leger, e con Guy Pearce, Maggie Grace e Peter Stormare protagonisti. Oggi, a 5 mesi dall’uscita nei cinema americani, datata 20 aprile 2012, ecco arrivare l’affascinante e spettacolare trailer.
La storia segue le vicende di un ex-agente governativo (Pearce), ingiustamente internato in un carcere. Per guadagnarsi la libertà, però, il malcapitato mentirà durante una missione di soccorso per liberare la figlia del Presidente (Grace), tenuta in ostaggio da un gruppo di rivoltosi carcerati in una prigione di massima sicurezza, posta nello spazio cosmico, a 5o miglia dalla Terra.
Con mostruoso ritardo il prossimo 23 dicembre anche i cinema italiani potranno vedere Arthur e la guerra dei due Mondi, 3° capitolo della saga partorita da Luc Besson. Dopo i 113 milioni di dollari incassati in tutto il mondo da Arthur e il popolo dei Minimei e i 108 di Arthur e la vendetta di Maltazard, Arthur 3 proverà a far cassa grazie al Natale, solitamente benevolo nei confronti dei titoli proiettati in sala. Oggi, ad un mese dallo sbarco al cinema, ecco arrivare il trailer nella nostra lingua.
Clamoroso, come detto, il ritardo firmato Moviemax, riuscita a far passare addirittura due anni tra l’uscita del secondo e del terzo film, in realtà straordinariamente uniti visto il modo in cui Besson ‘chiude’ il capitolo due, legato a doppio filo al questo Arthur 3. Come sempre ricco il cast, composto da Freddie Highmore, Mia Farrow, Ron Crawford, Robert Stanton e Penny Balfour, per una pellicola che vedrà Maltazar protagonista. Il suo scopo? Distruggere la Terra, con Arthur e i suoi amici che cercheranno in tutti i modi di impedirglielo mettendo a repentaglio la loro stessa vita.
Un lungo e caloroso applauso, nei confronti di un biopic tanto atteso quanto complesso. Perché raccontare l’incredibile e straordinaria vita di Aung San Suu Kyi, pacifista birmana per quasi 20 anni ‘detenuta’ in casa propria, era difficile, se non impossibile. A tentare l’impresa il francese Luc Besson, tornato con The Lady ad un cinema ‘d’impegno’ dopo la trilogia dedicata ai suoi Minimei. Convinto da Michelle Yeoh ad accettare il complesso progetto, Besson ha volutamente scelto il ‘lato umano’ di Suu Kyi, raccontando la sua struggente storia d’amore con il marito, Michael Aris, sempre al suo fianco nella folle battaglia di libertà contro la tirannia e morto di cancro nel 1999.
Dovendo condensare tre decenni di vita privata e di ‘dittatura’ politica, Besson si è purtroppo perso nei tanti, troppi eventi al centro dello script, raffigurando una Suu costretta a dover scegliere tra la famiglia e la patria, tra una vita serena, felice e ‘normale’, in Inghilterra, o una lunga esistenza da reclusa, in totale solitudine, nel proprio paese, distrutto da una dittatura feroce e sanguinaria, da combattere solo e soltanto con le parole.
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Dopo il teaser trailer visto qualche tempo fa, è tempo di tornare a dare uno sguardo a The Lady, prossimo film diretto da Luc Besson e dedicato alla straordinaria figura di Aung San Suu Kyi. L’attivista birmana sarà interpretata da Michelle Yeoh, affiancata da David ThewlisDavid Thewlis nel ruolo del marito.
Si tratta ovviamente di un film duplicemente atteso, sia perché sarà la prossima fatica di un regista famoso come Besson, sia per la possibilità di far conoscere a quante più persone possibile la storia di Aung San Suu Kyi, alla quale anche gli U2 hanno dedicato negli anni scorsi la canzone intitolata Walk On, contenuta nell’album All That You Can’t Leave Behind.
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Finita Venezia, come vuole tradizione ecco arrivare le polemiche sul Festival Internazionale del Film di Roma. A rilanciarle, ancora una volta, Giancarlo Galan, Ministro per i Beni e le attività culturali. Secondo Galan Roma dovrebbe infatti abbandonare l’idea del ‘concorso’, per tornare ad essere quella che fu in origine, ovvero una ‘festa’ per il pubblico.
“Venezia deve restare legata alle sue radici di Mostra d’Arte cinematografica con tanto di concorso. Roma deve andare nella direzione della festa, sviluppando l’attenzione del mercato ma senza competizione”.
In programma dal 27 ottobre al 4 novembre prossimo, la sesta edizione del Festival capitolino torna così ad incrociare la mostra veneziana, con il ‘Concorso’ diventato improvvisamente il nemico da abbattere. Ottenendo in cambio cosa? Probabilmente nulla, se non una vittoria di Pirro del tutto politica, tra chi da sempre vuole cancellare l’ex Festa cinematografica ‘veltroniana’ e chi ancora oggi la difende con le unghie e con i denti. Le volontà del Ministro, almeno per questa edizione, non potranno comunque essere accontentate, visto che a capo della Giuria è già stato ufficializzato Ennio Morricone. Aspettando il programma completo, l’unico film fino ad oggi annunciato è The Lady di Luc Besson, che aprirà il Festival il prossimo 27 ottobre.

A pochi giorni dal via della Mostra del Cinema di Venezia, il Festival Internazionale del Film di Roma ha deciso di svegliarsi dal leggero torpore organizzativo che diventava sempre più ‘ingombrante’ annunciando il film che aprirà la sesta edizione. Sarà infatti l’anteprima mondiale di The Lady di Luc Besson ad aprire l’ex Festa del Cinema, che si svolgerà dal 27 ottobre al 4 novembre all’Auditorium Parco della Musica
La pellicola, che sarà presentata Fuori Concorso, racconta la straordinaria avventura umana e politica di Aung San Suu Kyi (interpretata da Michelle Yeoh), la pacifista birmana da decenni attiva contro la dittatura nel suo paese e per la difesa dei diritti umani.Aung San Suu Kyi è stata costretta agli arresti domiciliari quasi ininterrottamente dal 1989 al 2007 e separata a forza dal marito e dai figli residenti in Inghilterra. Nel 1991 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.
“Sono felice e onorato che The Lady sia stato scelto per aprire il Festival Internazionale del Film di Roma, e che l’anteprima del film abbia luogo in un paese e in una città che mi sono molto cari. Sono stato profondamente ispirato e commosso dalla storia personale di Aung San Suu Kyi e dalla sua lotta per la democrazia. Spero che, attraverso questo film, la voce di Aung San Suu Kyi possa fare il giro del mondo ed essere meglio conosciuta e condivisa dal grande pubblico“. Con queste parole Luc Besson ha commentato l’annuncio. Il regista francese sbarcherà ovviamente nella Capitale insieme a Michelle Yeoh che, per aver interpretato la figura di San Suu Kyi, è stata bandita dalla Birmania, e a David Thewlis, co-protagonista del film.
Chi conosce la figura di Aung San Suu Kyi sarà sicuramente in attesa di vedere uscire The Lady, prossimo film di Luc Besson dedicato per l’appunto alla pacifista birmana, Premio Nobel per la Pace nel 1991 e a lungo condannata agli arresti domiciliari dal regime militare della nazione. Nel ruolo di protagonista troveremo Michelle Yeoh, mentre a interpretare il marito di Aung San Suu Kyi sarà David Thewlis.
Pur senza avere ancora una data d’uscita precisa nelle sale, The Lady si mostra oggi in un nuovo teaser trailer: vista la scelta del titolo per il film, ricordiamo che The Lady è proprio il soprannome con cui Aung San Suu Kyi viene chiamata in Birmania, dove è stato vietato anche l’ascolto dell’album degli U2 All That You Can’t Leave Behind, in cui è contenuto il brano Walk On, a ella dedicato.
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