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Tutti gli articoli con tag Luca Zingaretti

Festival di Cannes 2010 - oggi sulla Croisette: Fair Game, La nostra vita e Route Irish

pubblicato da Simona

Festival di Cannes 2010 - oggi sulla Croisette: Fair Game, La nostra vita e Route Irish

Oggi a Cannes è il giorno di Daniele Luchetti, regista dell’unico titolo italiano - La nostra vita - in corncorso, arrivato sulla Croisette con il cast del suo film: Elio Germano, Isabella Ragonese, Raoul Bova, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi ed Alina Berzenteanu. Qui c’è la nostra recensione del film, che questa mattina ha divertito e commosso i giornalisti intervenuti alla proiezione stampa.

Ma è anche il giorno dell’atteso Fair Game, con Naomi Watts e Sean Penn (condannato a 300 ore di lavoro nei servizi sociali per aver aggredito un fotografo e perciò assente). Diretto da Doug Liman, il film porta in scena la storia vera dall’agente della CIA Valerie Plame Wilson. Qui una clip.

In fine, il pubblico della kermesse francese oggi potrà vedere Route Irish, ritorno a Cannes di Ken Loach già Palma d’Oro nel 2006. Lo scenario del film è la strada che collega l’aeroporto di Baghdad alla Green Zone, in Iraq. Il mercenario Fergus perde il proprio grande amico e collega Frankie, proprio lungo quella strada, considerata la più pericolosa al mondo. Non sarà così facile scoprire la verità sull’accaduto.

Festival di Cannes 2010 - oggi sulla Croisette: Fair Game, La nostra vita e Route Irish

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Fonte: Zimbio

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Cannes 2010 - La Nostra Vita: Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Cannes 2010 - La Nostra Vita: Recensione in AnteprimaLa Nostra Vita (Italia 2010) di Daniele Luchetti; con Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi, Giorgio Colangeli, Alina Berzunteanu, Marius Ignat, Awa Ly, Emiliano Campagnola.

Forse è vero. A Cannes si è vista un’Italia fastidiosa, per certi versi scioccante, difficilmente riscontrabile nei telegiornali della sera. Ma reale, tristemente reale. Insieme all’Italia terremotata ed appaltata di Draquila di Sabina Guzzanti, la Croisette ha infatti visto oggi in Concorso anche La Nostra Vita, splendido, duro ed emozionante ritorno in sala di Daniele Luchetti, a due anni da Mio Fratello è Figlio Unico. In Abruzzo i primi a muoversi a poche ore dalla devastante scossa furono i costruttori edili, senza scrupoli e dalla risata notturna facile. Ed è proprio questo mondo, quello dell’appalto facile, senza regole, fatto solo di onori e privo di oneri, completamente a nero e terribilmente minaccioso, soprattutto nelle sconfinate periferie delle grandi città, a fare da cornice al dramma italico di Lucchetti.

Un film che riporta il proletariato nostrano al ruolo di protagonista, attraverso un uomo, un lavoratore onesto, un padre di famiglia, interpretato da un intenso e straordinario Elio Germano, ditrutto dalla morte improvvisa dalla moglie e pronto ad elaborare il lutto “elaborando soldi“, con il denaro che diventa un risarcimento del dolore, trasformandolo da onesto in disonesto. Uno spaccato non tanto sociale quanto nazionale, per un paese dove non si fa altro che parlare di “soldi, soldi, soldi e di come riuscire a farli“, attraverso una cultura del denaro che è ormai tristemente predominante.

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Cannes 2010: Torna Daniele Luchetti con La Nostra Vita: ecco il trailer italiano

pubblicato da dr. apocalypse

L’unico italiano in concorso al Festival di Cannes. C’è attesa nei confronti di La Nostra Vita, ritorno in sala di Daniele Luchetti a 2 anni dal successo, di critica e di pubblico, ricevuto con Mio fratello è figlio Unico. Interpretato da Elio Germano, Raoul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi e Giorgio Colangeli, il film ci regala oggi il trailer, dopo averci mostrato tempo fa la locandina. Distribuito dalla 01, La nostra Vita arriverà nei cinema italiani il prossimo 21 maggio.

Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le “cose”. Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna (Stefania Montorsi), il fratello timido e imbranato (Raoul Bova), il pusher vicino di casa (Luca Zingaretti).

Ma ora date pure un’occhiata al trailer e diteci… che ve ne pare?

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Festival di Cannes 2010 - La locandina e qualche foto di La Nostra Vita

pubblicato da Simona

Festival di Cannes 2010 - La locandina e qualche foto di La Nostra Vita

In attesa dell’arrivo del trailer de La Nostra Vita, film drammatico di Daniele Lucchetti ed unico rappresentante del cinema italiano a Cannes, vi offriamo oggi alcune foto e la locandina del film.

Con Elio Germano, Isabella Ragonese, Stefania Montorsi, Raoul Bova e Luca Zingaretti, la pellicola, un coproduzione italo-francese, verrà distribuita nel nostro Paese da 01Distribution. Qui c’è la sinossi ufficiale.

Festival di Cannes 2010 - La locandina e qualche foto di La Nostra Vita

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La Nostra Vita - la sinossi dell'unico film italiano in concorso a Cannes

pubblicato da Simona

La nostra vita

Con piacere soddisfiamo la richiesta di sara010 e pubblichiamo la sinossi ufficiale di La Nostra Vita, film drammatico di Daniele Lucchetti, l’unico fra gli italiani a concorrere per la Palma d’Oro a Cannes. La pellicola, un coproduzione italo-francese, verrà distribuita nel nostro Paese da 01Distribution.

Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent’anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E’ sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All’improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le “cose”. Per risarcire la sua famiglia, si caccia in un affare più grosso di lui e quando capisce che da solo non può farcela, si vede costretto a rivolgersi agli unici di cui si fida: la sorella troppo materna (Stefania Montorsi), il fratello timido e imbranato (Raoul Bova), il pusher vicino di casa (Luca Zingaretti).

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Il Figlio più Piccolo: Recensione in Anteprima

pubblicato da dr. apocalypse

Il Figlio più Piccolo: Recensione in AnteprimaIl Figlio più Piccolo (Ita, 2010) di Pupi Avati; con Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Sydne Rome, Nicola Nocella, Manuela Morabito, Fabio Ferrari, Marcello Maietta, Massimo Bonetti, Alberto Gimignani, Maurizio Battista, Giulio Pizzirani, Pino Quartullo, Alessandra Acciai.

E’ un ritratto cinico ed amaro quello che fa Pupi Avati dell’Italia di oggi con Il Figlio più Piccolo. L’Italia dei furbetti del quartierino, delle scatole cinesi finanziarie, l’Italia di un padre pronto a tutto pur di continuare a galleggiare in un mare di illegalità, tra appoggi politici, mazzette e ‘favori personali’, in un continuo e perenne baratto di aiutini, capaci di farti tirare a campare, fino a quando ovviamente la corda si spezza.

Portando in sala i giorni nostri, partendo dalla Bologna del 1992, Avati disegna così un paese terribile, allo sfascio, affidandosi ad una serie di personaggi tanto distanti l’uno dall’altro, nell’essere o troppo buoni o troppo “merde”, da costruirci sopra l’intera storia, che finisce però per non colpire nel segno. Troppe le imprecisioni registiche, troppo poco “realmente interessante” (o anche solo emozionante) la trama, che non è né commedia né dramma, e troppi i finali, ovviamente fastidiosamente “buonisti” come solo il cinema italiano (purtroppo) riesce a fare. In sostanza un film che non decolla, anche se trascinato da un ottimo Christan De Sica, finalmente tornato a fare il suo mestiere: l’attore.

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Torna Pupi Avati con Il Figlio più Piccolo, ecco il trailer e la locandina

pubblicato da dr. apocalypse

Torna Pupi Avati con Il Figlio più Piccolo, ecco il trailerUscirà nei cinema nostrani il prossimo 19 febbraio Il Figlio più Piccolo, atteso ritorno in sala di Pupi Avati, con un Christian De Sica finalmente pronto ad abbandonare i cinepanettoni per abbracciare un ruolo drammatico. Al suo fianco Laura Morante, Luca Zingaretti, Gisella Marengo e Sydne Rome, per una pellicola che ci regala oggi il poster di stampo leghista e il primo trailer, da vedere e commentare insieme a noi dopo aver cliccato su continua.

E’ un giorno d’estate del 1992 a Bologna. Il matrimonio di Luciano Baietti e Fiamma, già genitori di due bambini di pochi anni, si consuma affrettatamente. Appena il tempo di un brindisi nei bicchieri di carta e lo sposo parte in compagnia di uno strano personaggio e con un mazzo di documenti con i quali la sposa gli intesta i suoi beni immobili. Anni dopo, ai giorni nostri, i due bambini sono cresciuti: il maggiore, Paolo Baietti, lavora in un locale del centro e odia quel padre scomparso nel nulla; il figlio più piccolo, Baldo Baietti, buono e generoso, studia cinema e vive modestamente con la mamma e con Sheyla, accompagnando le due donne nei loro patetici tentativi di carriera musicale e assistendo Fiamma nelle sue frequenti crisi esistenziali. Nel frattempo, nella campagna laziale, Luciano fa la bella vita nella sua lussuosissima villa: con i soldi della ex moglie e i consigli di Sergio Bollino, vera eminenza grigia della Baietti Enterprise, è presidente e uomo immagine di una holding che vive di loschi traffici e spudorate raccomandazioni e connivenze. Ma i tempi si fanno difficili e gli appoggi iniziano a vacillare pericolosamente: la grande idea è trovare un prestanome sufficentemente ingenuo e fiducioso su cui scaricare la responsabilità delle situazioni più compromesse. Qualcuno che non sappia e non possa dire di no, qualcuno facile da raggirare, magari facendo appello a improbabili ragioni del cuore: Baldo…

Pupi Avati chiude così la trilogia dedicata ai padri, dopo La cena per farli conoscere e Il Papà di Giovanna, affidandosi alla vena drammatica di De Sica, da troppo tempo assente in sala con personaggi simili. Voi che ne dite… scelta avventata o ben ponderata?

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Giorno 3 a Venezia 2009 - Life During Wartime, L'Amore e Basta

pubblicato da Simona



Difficile, se non impossibile, riuscire a seguire tutti gli eventi della Mostra del Cinema e trovare anche il tempo per scriverne (a meno di non essere dotati del dono dell’ubiquità!). Nonostante ciascun film venga riproposto più di una volta, in sale ed orari diversi, anche saltando i pasti e dormendo solo 4 o 5 ore per notte, si finisce invariabilmente col vedersi costretti a rinunciare a qualcosa…è come se il Lido fosse popolato da migliaia di repliche del Bianconiglio, sempre tutti di corsa, affannati, preoccupati perchè “…è tardi, è tardi. è tardi!!”

Life During Wartime - di Todd Solondz (Concorso)

Ovvero, la vita ed il sogno americano visti attraverso gli occhi di Solondz, situazioni portate all’eccesso e fortemente venate di acido cinismo, che sconfinano nel grottesco. Eventi drammatici che diventano, volutamente ed intelligentemente, tragicomici e strappano qualche risata al pubblico in sala. Lontano dall’essere un film facilmente fruibile dal pubblico di massa, Life During Wartimes vanta una fotografia splendida e curatissima. Riemergono i temi già affrontati in Happiness, le perversioni sessuali, la pedofilia, gli psicofarmaci presi come fossero caramelle e somministrati con leggerezza anche ai più piccoli, soprattutto si parla di un grande, immenso bisogno di normalità e di perdono…da ricevere o da concedere.

Le sorelle Joy, Trish ed Helen hanno ciascuna i propri fantasmi da affrontare, alcuni quasi tangibili e tanto reali da poterci conversare; altri nascosti nei meandri nella memoria, dove a volte si cerca di relegare ciò che ci spaventa o ci fa soffrire, per non dover sopportare nuovo dolore.

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Venezia 66 - Queer Lion: i film candidati della terza edizione

pubblicato da Gabriele C.


Questa che vedete qui sopra è la sigla della terza edizione del Queer Lion, premio collaterale del Festival di Venezia che premierà il miglior film a tematica omosessuale tra quelli visti in tutte le sezioni. Due anni fa vinse The Speed of Life di Ed Radtke, con menzione speciale per Sleuth di Kenneth Branagh, mentre l’anno scorso vinse Un altro pianeta di Stefano Tummolini.

La giuria del 3. Queer Lion è composta dai Presidenti di Giuria Gustav Hofer e Luca Ragazzi, autori del meraviglioso Improvvisamente l’inverno scorso, e da Mark Smith (classe 1980, vice direttore della rivista mensile “Time Out Amsterdam” e collaboratore per “Style.com” e per “Dazed & Confused”), Peter Marcias (regista e sceneggiatore sardo, autore di numerosi spot, documentari e cortometraggi), Roberto Schinardi (giornalista, critico cinematografico e televisivo, collabora con il manifesto, Ciak, Ciak in Mostra, Torino Magazine, Pride ed il portale Gay.it).

Si segnalano anche quattro film di interesse queer anche nella retrospettiva Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato: La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo, nella versione francese non censurata e con accenni di scene lesbiche per l’epoca abbastanza espliciti; Morte di un amico di Franco Rossi, con Pasolini collaboratore in fase di sceneggiatura; Nudi per vivere di Elio Montesti (ovvero lo pseudonimo di Elio Petri, Giuliano Montaldo, Giulio Questi), in una Parigi by night dove non mancano i locali omosessuali; Il tramontana di Adriano Barbano, ambientato in un collegio maschile, tra cameratismo e qualche sguardo di troppo da parte dei frati.

Sono 14 i film ufficialmente in gara, ma la giuria potrà prendere in considerazione anche altre pellicole di tutte le sezioni (ad esempio: è strano non vedere il film di Yonfan, sempre vicino alle tematiche LGBT). Per leggere l’elenco, cliccate su continua.

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I tagli del Fus contro il cinema, il cinema contro i tagli del Fus

pubblicato da Carla Cigognini

carlo verdone fus manifestazione

Per chi non lo sapesse, il Fus è il Fondo unico per lo spettacolo e quest’anno i finanziamenti verso le opere artistiche (cinema, teatro, danza, musica) sono stati drasticamente ridotti (di 130 milioni di euro).

Ora, già il cinema italiano non impazzisce di gioia e ci sono tante cose che non vanno… e ci si mette pure il governo Berlusconi che taglia i finanziamenti statali? Ieri a Roma attori e registi (tra i tanti presenti c’erano Mario Monicelli, Carlo Verdone, Luca Zingaretti, Ascanio Celestini, Mariangela Melato, Giuliano Montaldo, Massimo Ghini, Nanni Moretti) hanno protestato davanti al Parlamento con tanti palloncini neri e cartelloni dalle scritte indignate… ma noi spettatori… cosa ne pensiamo? Fate sentire la vostra voce…

Foto: Panorama