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Tutti gli articoli con tag Luciano Scarpa

Cara, ti amo...: il trailer e la locandina

pubblicato da Gabriele C.

Uscirà domani nelle nostre sale Cara, ti amo…, presentato come “la commedia “maschilista” che piacerà alle donne“: in quanto descrive l’universo dei maschi quarantenni alle prese con le relazioni con il gentil sesso, con tutti i pregi e soprattutto i difetti del caso. Il film è l’opera prima di Gian Paolo Vallati, ed è interpretata da Angelo Orlando, Luciano Scarpa, Alessandro Procoli, Massimiliano Franciosa e Gianmarco Tognazzi.

Rosario, Stefano, Paolo e Raffaele, amici sulla quarantina, sono reduci da storie affettive che hanno lasciato strascichi e cicatrici nella loro vita quotidiana. Per capire in cosa hanno sbagliato e conoscere meglio quell’enigmatico mondo che è l’universo femminile, danno vita a una girandola d’incontri con donne d’ogni tipo: dalla fedifraga, alla cocainomane, a colei che fa sesso solo nelle notti di luna piena. Incontri che mettono in evidenza le nevrosi che attanagliano il gentil sesso agli inizi del Terzo Millennio. (via Film.Tv)

Cara, ti amo… ha vinto il Roma Independent Film Festival 2011, ex aequo con M.A.R.C.O di Alex Cimini. Qui sopra potete vedere il trailer, mentre qui sotto trovate la locandina: cliccateci sopra per ingrandirla.

Cara, ti amo...: la locandina

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Non pensarci: recensione

pubblicato da Gabriele C.

Non pensarciNon pensarci (Italia, 2007) di Gianni Zanasi; con Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Valerio Mastandrea, Caterina Murino, Dino Abbrescia, Paolo Briguglia, Luciano Scarpa.

Non pensiamo neanche noi, sinceramente, che Non pensarci potesse reggere il confronto con altri film in gara nel concorso dell’ultimo Festival di Venezia; però, se fosse stato inserito nella gara, avrebbe fatto una figura migliore dei tre film italiani visti e che hanno deluso le aspettative dei più.

Ricordi a parte, Non pensarci è un buon film. Quella di Gianni Zanasi è una commedia gradevole, scritta bene e diretta con ritmo, garbo ed arguzia. Le vicende del chitarrista fallito e della sua famiglia, con tutte le vicende di fratelli e genitori, non puzza di provinciale, ma resta profondamente italiana senza pesare.

Quando tutti stanno ad attaccarlo, ci si deve rendere conto che il cinema italiano che ha grande distribuzione non è il “solo” cinema italiano. Facciamo un passo indietro tutti e rendiamoci conto che tra documentari (ora come ora, la linfa vitale della nostra criticata cinematografia) e film di autori e registi che sanno il fatto loro, ci può essere la speranza di una rinascita.

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